Sul vostro molo i gabbiani vengono a mangiare, o ci passano la notte?
Guardate le bitte al mattino, prima che arrivi qualcuno. Poi il tetto dell’officina, la pensilina del terminal, la crocetta delle barche in fondo al pontile. In un porto il gabbiano trova tutto a cento metri: lo scarico del pescato, i tavolini del bar, una copertura piana dove nessuno sale. Capire in quale di questi posti mangia e in quale dorme è la prima cosa, perché si interviene in modo diverso.

Risposta rapida
I gabbiani nei porti mangiano in banchina e nidificano sulle coperture piane degli edifici vicini. Il cibo non si può togliere del tutto, quindi si interviene sui posatoi e sui tetti, con reti, fili, dissuasori e sistemi attivi. Il gabbiano reale è protetto: i nidi con le uova non si toccano, e si lavora fra agosto e febbraio, fuori dal periodo di nidificazione.
Se tre di queste succedono anche da voi, siete già nella stagione sbagliata
Non serve un sopralluogo per accorgersene. Bastano le cose che chi lavora in porto vede tutti i giorni.
- Ogni mattina qualcuno lava le bitte e le passerelle, e alle dieci sono di nuovo bianche.
- I diportisti del pontile in fondo chiedono perché i cuscini del pozzetto sono sempre macchiati.
- Allo scarico del pescato arrivano in decine prima ancora che le cassette tocchino terra.
- Al bar del terminal un gabbiano ha preso un panino dal tavolo, e non era la prima volta.
- A maggio sul tetto dell’officina ci sono i nidi, e chi deve salire per la manutenzione rimanda.
- Il cliente del cantiere ha trovato colate di guano sulla fiancata appena preparata.
Se ne avete spuntate tre, non è un fastidio da pulire: il porto sta dando ai gabbiani cibo e un posto per nidificare nello stesso raggio di volo. E il tempo per intervenire sui nidi si chiude ad aprile.
Un porto, quattro problemi diversi
Il gabbiano è lo stesso. Quello che cambia è che cosa rovina e chi se ne lamenta. Riconoscere il vostro caso dice già da dove partire.
1Il porto turistico
Il gabbiano si posa sulla crocetta, sul pulpito, sul tendalino, e tutto quello che sta sotto si macchia. Sul teak e sui tessuti le macchie seccate al sole resistono ai lavaggi normali. Il diportista se la prende con chi gestisce il marina.
2Il porto peschereccio
Qui c’è il cibo, ed è il posto dove non si può toglierlo: lo scarico va fatto. Il lavoro vero è sugli scarti lasciati a terra, sui cassoni aperti e sui tetti intorno, dove gli stessi gabbiani poi si posano e nidificano.
3Il terminal passeggeri
Pensiline, tavolini, cestini. Il problema qui è il contatto con le persone: il panino portato via dal tavolo, il guano sulle sedute, la foto del cliente che finisce in una recensione.
4Il cantiere navale
Tettoie aperte, gru, coperture ampie. Il guano cade su scafi, attrezzature e superfici appena preparate, e si deve ripulire prima di lavorarci sopra. Sulle coperture, in primavera, arrivano i nidi.
Le fotografie di questa sezione sono ricostruzioni realizzate al computer per mostrare la situazione: non ritraggono interventi Birdstop.
La banchina è la mensa, il tetto è il dormitorio
Con i gabbiani nei porti c’è un limite da accettare: il cibo non si porta via. Lo scarico del pescato si fa, i passeggeri mangiano, i pescherecci puliscono le reti. Chi pensa di risolvere «togliendo da mangiare» si scontra con il lavoro stesso del porto.
Quello che si può togliere è il resto: il posatoio comodo accanto alla mensa e, soprattutto, il tetto dove il gabbiano costruisce il nido. Il monitoraggio di CORILA sul centro storico di Venezia ha trovato i gabbiani reali a nidificare soprattutto sui tetti degli edifici, con una stima di 526 coppie nel 2021 (erano 428 nel 2018, differenza che gli autori non considerano statisticamente significativa).
Qui sta la differenza fra un porto che se li tiene e uno che li vede passare. Se sulle coperture intorno allo scarico non si può nidificare, il gabbiano viene, mangia e riparte. Se il tetto è libero, resta tutta la stagione, difende il nido e torna l’anno dopo nello stesso punto: è lo stesso meccanismo che abbiamo descritto per i gabbiani sui tetti industriali.
In pratica: si lascia la mensa, si chiudono i dormitori. Scarti coperti in banchina, niente appoggi comodi a due passi dallo scarico, e coperture protette prima di aprile.
E le barche?
Sulla singola barca bastano teli, coperture e una pulizia fatta subito: Practical Sailor racconta di macchie seccate al sole che hanno resistito a sapone, detergenti e idropulitrice. Per chi gestisce il marina il problema è un altro: pontili, pensiline e edifici che fanno da posatoio sopra le barche dei clienti. Quelli si possono proteggere.
Che cosa si può fare, e che cosa no
Il gabbiano reale non è un piccione: è fauna selvatica protetta, e sul nido ci sono regole precise.
| Riferimento | Che cosa dice | Che cosa comporta in porto |
|---|---|---|
| Legge 157/1992 tutela della fauna selvatica | Il gabbiano reale è protetto. Come ricorda il documento tecnico del Comune di Rimini, «la distruzione intenzionale del nido con l’uovo è vietata dalla L. 157/92 art. 21». | Niente nidi buttati giù a maggio. Il nido si può togliere solo quando è vuoto. |
| Comune di Rimini documento tecnico sul gabbiano reale | Il periodo di nidificazione va orientativamente da aprile a luglio; il nido può essere rimosso solo se non ci sono uova o piccoli; i pulli si involano in circa 40 giorni. | La finestra di lavoro sulle coperture è fra agosto e febbraio. |
| Direttiva 2009/147/CE art. 9 | Consente deroghe alla tutela degli uccelli solo per motivi elencati, fra cui la salute e la sicurezza pubblica, e solo se non ci sono altre soluzioni soddisfacenti. | Interventi sugli animali o sulle uova passano da un’autorizzazione, non da una decisione del gestore. Testo su EUR-Lex |
| D.Lgs. 81/2008 art. 28 | La valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. | Guano sulle superfici di lavoro e gabbiani che difendono il nido su tetti dove si sale per manutenzione entrano nel DVR. Ne abbiamo parlato in guano e DVR. |
Le norme e le prassi locali cambiano: prima di intervenire su aree demaniali verificate con l’Autorità di sistema portuale o con il concessionario. Questa pagina non sostituisce un parere legale.
Dove si posano, nel vostro porto?
Mandateci tre foto e una pianta dell’area, anche fatta a mano. Vi diciamo dove sono mensa e dormitori, e che cosa ha senso fare prima di aprile.
Quattro scorciatoie che in porto costano care
Sono le mosse che si fanno quando il problema scappa di mano. Ognuna ha un effetto preciso, e nessuno è quello sperato.
1Togliere i nidi a maggio
Con le uova dentro è vietato dalla legge 157/1992. E anche quando si riesce a farlo, la coppia resta sul tetto e ricostruisce: il posto non è cambiato. I nidi si tolgono quando sono vuoti, e il tetto si protegge prima della stagione successiva.
2Lasciare gli scarti in banchina
Un cassone aperto è una mensa servita tutto il giorno. Qualunque sistema montato sui tetti intorno lavora contro un richiamo che resta lì. Coperchi, svuotamenti frequenti e scarti mai lasciati a terra vengono prima di tutto il resto.
3Mandare qualcuno sul tetto a giugno
Nel periodo del nido i gabbiani difendono la zona con picchiate, colpi con le zampe e lancio di feci, come descrive il Comune di Rimini. Non è un attacco per ferire, ma su un tetto chi si spaventa può cadere. La manutenzione in copertura va programmata fuori stagione, o valutata nel DVR.
4Gufo finto e cannone sempre uguali
Il gabbiano impara in fretta che cosa non si muove e che cosa non cambia mai. Anche il documento del Comune di Rimini indica l’assuefazione come limite dei deterrenti ottici e acustici. Dopo qualche settimana il gufo diventa un posatoio in più, come raccontiamo in gufo finto e rimedi.
Le fotografie di questa sezione sono ricostruzioni realizzate al computer per mostrare la situazione: non ritraggono interventi Birdstop.
Quattro sistemi, ognuno per un punto del porto
Nessuno copre tutto il porto da solo. Si sceglie guardando la superficie: una copertura piana, un bordo, un’area aperta, un volume.
1Reti anti-volatili
Dove ha senso: tettoie, officine, capannoni del cantiere aperti su un lato, volumi dove i gabbiani entrano a posarsi.
Il limite: chiude un volume, non protegge una copertura piana dall’alto.
Le reti
2Aghi e fili sui bordi
Dove ha senso: cornicioni, pensiline, coprimuro e parapetti degli edifici portuali. Sulle coperture piane si usano fili tesi, che il documento di Rimini indica in acciaio inox, paralleli e a 1,5-2 metri di distanza.
Il limite: su bitte e parti mobili non si montano, perché intralciano le operazioni.
Gli aghi
3FlyAway
Dove ha senso: coperture ampie e capannoni del cantiere, dove si vuole rendere sgradita tutta la zona senza reti.
Il limite: va progettato sul posto e installato prima della stagione dei nidi.
FlyAway
4BirdLaser AI
Dove ha senso: piazzali, banchine lunghe e aree aperte dove non c’è niente da chiudere.
Il limite: richiede un progetto sulle traiettorie e sulla sicurezza di chi lavora nell’area.
BirdLaser AISui bordi e sulle pensiline si usa anche BirdFire, un dissuasore visivo e olfattivo che non ferisce. Quasi sempre i sistemi si combinano: qui spieghiamo come.
I punti di partenza, IVA esclusa: BirdFire da 500 €, FlyAway da 2.800 €, BirdLaser AI da 7.500 €, più 200 € quando serve la piattaforma aerea. Sono ordini di grandezza, non preventivi: in porto pesano soprattutto l’estensione delle coperture e l’accesso. Il resto è in quanto costa allontanare i volatili.
Un sistema per le aree che non si possono chiudere
Un piazzale non ha un contorno da chiudere
Il laser lavora su superfici aperte e grandi, come una banchina o un piazzale. Guardatelo se il vostro problema è a terra e non su un tetto.
Il BirdLaser AICome si lavora in un porto, in quattro tempi
Rilievo in autunno
Si cammina il porto con chi ci lavora: dove si posano, dove mangiano, dove hanno nidificato l’anno prima. I nidi vuoti dicono già molto.
Bonifica a nidi vuoti
Guano e nidi abbandonati via dalle coperture con le protezioni, prima che torni la stagione.
Installazione entro febbraio
Fili, reti, dissuasori e sistemi attivi montati sui tetti prima che le coppie tornino a occupare i siti.
Controllo in stagione
In primavera si verifica che nessuna copertura sia stata occupata e si corregge dove serve.
Che cosa dicono i clienti Birdstop
Perché tornano sempre sullo stesso tetto

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore, sottolinea che il gabbiano reale è una specie opportunista: sfrutta qualunque fonte di cibo disponibile e un porto gliene offre molte, tutte concentrate.
Il punto su cui insiste però è il sito di nidificazione. Le coppie tendono a tornare dove hanno già nidificato, e una copertura occupata una stagione ha buone probabilità di esserlo anche la successiva. Per questo, spiega, il lavoro che conta si fa in inverno, sui tetti vuoti.
Il suo consiglio a chi gestisce un’area portuale è separare le due cose: accettare che il gabbiano passi a mangiare, e non dargli il posto per restare.
Testo redazionale rivisto dall’area scientifica Ekonore.
Proteggiamo edifici di cui conosci il nome
Dai clienti privati alle grandi realtà produttive, proteggiamo ogni ambiente dai piccioni e dagli altri volatili infestanti.






Lavoriamo con le regole della fauna protetta
Il nostro lavoro segue le norme sulla fauna selvatica e sulla gestione degli infestanti, con certificazioni verificabili. Sono certificati rilasciati a Ekonore S.r.l., con i numeri di registrazione per esteso.
UNI EN 16636
Servizi di gestione e controllo infestanti
ALI 02122 - PMISO 9001
Sistema di gestione qualità
Reg. N. 19806 - AISO 14001
Sistema di gestione ambientale
Reg. N. 19806 - EISO 45001
Salute e sicurezza sul lavoro
Reg. N. 19806 - IUNI/PdR 125
Parità di genere
Reg. N. 19806 - PGEMAS
Registrazione ambientale europea
IT-002249Che cosa chiedere prima di firmare, punto per punto, sta in come si sceglie a chi affidare il lavoro.
Le domande sui gabbiani nei porti
Si possono togliere i nidi di gabbiano in porto?
Solo quando sono vuoti. Con le uova o i piccoli dentro la distruzione del nido è vietata dalla legge 157/1992; qualunque intervento sulle uova passa da un’autorizzazione.
Quando conviene intervenire?
Fra agosto e febbraio. Il gabbiano reale nidifica orientativamente da aprile a luglio: installare prima che le coppie tornino evita di trovarsi i tetti occupati.
I gabbiani sono pericolosi per chi lavora sui tetti?
Nel periodo del nido difendono la zona con picchiate, colpi con le zampe e lancio di feci. Lo scopo è allontanare, non colpire, ma su un tetto il rischio è lo spavento e la caduta: va valutato nel DVR.
Il gufo finto o il cannone a gas funzionano?
Per poco. I gabbiani si abituano ai deterrenti che non cambiano mai, e dopo qualche settimana li ignorano.
Come si protegge una barca dal guano?
Con teli e coperture e pulendo subito: le macchie seccate al sole diventano molto difficili da togliere. Per il marina il lavoro vero è sui posatoi sopra le barche: pontili, pensiline, edifici.
Serve un permesso per installare i dissuasori in porto?
I dissuasori non cruenti non richiedono autorizzazioni sulla fauna. Su aree demaniali in concessione, però, va verificato con l’Autorità di sistema portuale o con il concessionario che cosa si può installare.
Quanto costa proteggere un’area portuale?
Dipende da estensione e accesso. Come punti di partenza, IVA esclusa: BirdFire da 500 €, FlyAway da 2.800 €, BirdLaser AI da 7.500 €, più 200 € per la piattaforma aerea. Il numero vero esce dal sopralluogo.
La stagione dei nidi si prepara in inverno
Raccontateci il vostro porto: vi diciamo da quali tetti partire.
Se ti serve andare più a fondo
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Che tipo di porto, dove si posano, da quanto tempo: vi richiamiamo.
