Sul vostro molo i gabbiani vengono a mangiare, o ci passano la notte?

Guardate le bitte al mattino, prima che arrivi qualcuno. Poi il tetto dell’officina, la pensilina del terminal, la crocetta delle barche in fondo al pontile. In un porto il gabbiano trova tutto a cento metri: lo scarico del pescato, i tavolini del bar, una copertura piana dove nessuno sale. Capire in quale di questi posti mangia e in quale dorme è la prima cosa, perché si interviene in modo diverso.

aprile-luglioil periodo in cui il gabbiano reale nidifica e difende il nido, secondo il documento tecnico del Comune di Rimini
526 coppiestimate da CORILA nel 2021 sui tetti del solo centro storico di Venezia
specie protettalegge 157/1992: il nido con le uova non si distrugge
Gabbiani reali su una bitta con la cima d’ormeggio e sul bordo della banchina, con i pescherecci ormeggiati sullo sfondo
Ricostruzione illustrativa. Le bitte sono uno dei primi posatoi del porto: alte, libere, con la vista sull’acqua e sullo scarico del pescato.

Risposta rapida

I gabbiani nei porti mangiano in banchina e nidificano sulle coperture piane degli edifici vicini. Il cibo non si può togliere del tutto, quindi si interviene sui posatoi e sui tetti, con reti, fili, dissuasori e sistemi attivi. Il gabbiano reale è protetto: i nidi con le uova non si toccano, e si lavora fra agosto e febbraio, fuori dal periodo di nidificazione.

Riconosci la scena?

Se tre di queste succedono anche da voi, siete già nella stagione sbagliata

Non serve un sopralluogo per accorgersene. Bastano le cose che chi lavora in porto vede tutti i giorni.

  • Ogni mattina qualcuno lava le bitte e le passerelle, e alle dieci sono di nuovo bianche.
  • I diportisti del pontile in fondo chiedono perché i cuscini del pozzetto sono sempre macchiati.
  • Allo scarico del pescato arrivano in decine prima ancora che le cassette tocchino terra.
  • Al bar del terminal un gabbiano ha preso un panino dal tavolo, e non era la prima volta.
  • A maggio sul tetto dell’officina ci sono i nidi, e chi deve salire per la manutenzione rimanda.
  • Il cliente del cantiere ha trovato colate di guano sulla fiancata appena preparata.

Se ne avete spuntate tre, non è un fastidio da pulire: il porto sta dando ai gabbiani cibo e un posto per nidificare nello stesso raggio di volo. E il tempo per intervenire sui nidi si chiude ad aprile.

Dove succede

Un porto, quattro problemi diversi

Il gabbiano è lo stesso. Quello che cambia è che cosa rovina e chi se ne lamenta. Riconoscere il vostro caso dice già da dove partire.

Pozzetto di una barca a vela con tavolo in teak e cuscini chiari macchiati, e un gabbiano posato sulla crocetta dell’albero1

Il porto turistico

Il gabbiano si posa sulla crocetta, sul pulpito, sul tendalino, e tutto quello che sta sotto si macchia. Sul teak e sui tessuti le macchie seccate al sole resistono ai lavaggi normali. Il diportista se la prende con chi gestisce il marina.

Gabbiani in volo e a terra fra le cassette di pesce durante lo scarico in un porto peschereccio2

Il porto peschereccio

Qui c’è il cibo, ed è il posto dove non si può toglierlo: lo scarico va fatto. Il lavoro vero è sugli scarti lasciati a terra, sui cassoni aperti e sui tetti intorno, dove gli stessi gabbiani poi si posano e nidificano.

Gabbiani posati sulla pensilina e su un tavolino con resti di cibo nell’area esterna di un terminal traghetti3

Il terminal passeggeri

Pensiline, tavolini, cestini. Il problema qui è il contatto con le persone: il panino portato via dal tavolo, il guano sulle sedute, la foto del cliente che finisce in una recensione.

Scafo in secca sotto la tettoia di un cantiere navale, con i gabbiani allineati sul bordo della copertura4

Il cantiere navale

Tettoie aperte, gru, coperture ampie. Il guano cade su scafi, attrezzature e superfici appena preparate, e si deve ripulire prima di lavorarci sopra. Sulle coperture, in primavera, arrivano i nidi.

Le fotografie di questa sezione sono ricostruzioni realizzate al computer per mostrare la situazione: non ritraggono interventi Birdstop.

Il punto che sfugge

La banchina è la mensa, il tetto è il dormitorio

Con i gabbiani nei porti c’è un limite da accettare: il cibo non si porta via. Lo scarico del pescato si fa, i passeggeri mangiano, i pescherecci puliscono le reti. Chi pensa di risolvere «togliendo da mangiare» si scontra con il lavoro stesso del porto.

Quello che si può togliere è il resto: il posatoio comodo accanto alla mensa e, soprattutto, il tetto dove il gabbiano costruisce il nido. Il monitoraggio di CORILA sul centro storico di Venezia ha trovato i gabbiani reali a nidificare soprattutto sui tetti degli edifici, con una stima di 526 coppie nel 2021 (erano 428 nel 2018, differenza che gli autori non considerano statisticamente significativa).

Qui sta la differenza fra un porto che se li tiene e uno che li vede passare. Se sulle coperture intorno allo scarico non si può nidificare, il gabbiano viene, mangia e riparte. Se il tetto è libero, resta tutta la stagione, difende il nido e torna l’anno dopo nello stesso punto: è lo stesso meccanismo che abbiamo descritto per i gabbiani sui tetti industriali.

In pratica: si lascia la mensa, si chiudono i dormitori. Scarti coperti in banchina, niente appoggi comodi a due passi dallo scarico, e coperture protette prima di aprile.

E le barche?

Sulla singola barca bastano teli, coperture e una pulizia fatta subito: Practical Sailor racconta di macchie seccate al sole che hanno resistito a sapone, detergenti e idropulitrice. Per chi gestisce il marina il problema è un altro: pontili, pensiline e edifici che fanno da posatoio sopra le barche dei clienti. Quelli si possono proteggere.

Dove sta scritto

Che cosa si può fare, e che cosa no

Il gabbiano reale non è un piccione: è fauna selvatica protetta, e sul nido ci sono regole precise.

RiferimentoChe cosa diceChe cosa comporta in porto
Legge 157/1992
tutela della fauna selvatica
Il gabbiano reale è protetto. Come ricorda il documento tecnico del Comune di Rimini, «la distruzione intenzionale del nido con l’uovo è vietata dalla L. 157/92 art. 21».Niente nidi buttati giù a maggio. Il nido si può togliere solo quando è vuoto.
Comune di Rimini
documento tecnico sul gabbiano reale
Il periodo di nidificazione va orientativamente da aprile a luglio; il nido può essere rimosso solo se non ci sono uova o piccoli; i pulli si involano in circa 40 giorni.La finestra di lavoro sulle coperture è fra agosto e febbraio.
Direttiva 2009/147/CE
art. 9
Consente deroghe alla tutela degli uccelli solo per motivi elencati, fra cui la salute e la sicurezza pubblica, e solo se non ci sono altre soluzioni soddisfacenti.Interventi sugli animali o sulle uova passano da un’autorizzazione, non da una decisione del gestore. Testo su EUR-Lex
D.Lgs. 81/2008
art. 28
La valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.Guano sulle superfici di lavoro e gabbiani che difendono il nido su tetti dove si sale per manutenzione entrano nel DVR. Ne abbiamo parlato in guano e DVR.

Le norme e le prassi locali cambiano: prima di intervenire su aree demaniali verificate con l’Autorità di sistema portuale o con il concessionario. Questa pagina non sostituisce un parere legale.

Dove si posano, nel vostro porto?

Mandateci tre foto e una pianta dell’area, anche fatta a mano. Vi diciamo dove sono mensa e dormitori, e che cosa ha senso fare prima di aprile.

Da evitare

Quattro scorciatoie che in porto costano care

Sono le mosse che si fanno quando il problema scappa di mano. Ognuna ha un effetto preciso, e nessuno è quello sperato.

Gabbiano adulto accanto al nido con le uova sulla ghiaia di una copertura portuale, con secchio e pala abbandonati1

Togliere i nidi a maggio

Con le uova dentro è vietato dalla legge 157/1992. E anche quando si riesce a farlo, la coppia resta sul tetto e ricostruisce: il posto non è cambiato. I nidi si tolgono quando sono vuoti, e il tetto si protegge prima della stagione successiva.

Quattro gabbiani che mangiano da un cassone aperto pieno di scarti di pesce su una banchina2

Lasciare gli scarti in banchina

Un cassone aperto è una mensa servita tutto il giorno. Qualunque sistema montato sui tetti intorno lavora contro un richiamo che resta lì. Coperchi, svuotamenti frequenti e scarti mai lasciati a terra vengono prima di tutto il resto.

Operaio di spalle con casco e giubbotto ad alta visibilità su un tetto piano mentre un gabbiano scende in picchiata, con un nido sull’unità tecnica sullo sfondo3

Mandare qualcuno sul tetto a giugno

Nel periodo del nido i gabbiani difendono la zona con picchiate, colpi con le zampe e lancio di feci, come descrive il Comune di Rimini. Non è un attacco per ferire, ma su un tetto chi si spaventa può cadere. La manutenzione in copertura va programmata fuori stagione, o valutata nel DVR.

Gufo di plastica su una bitta sporca di guano, con due gabbiani posati sulla bitta accanto4

Gufo finto e cannone sempre uguali

Il gabbiano impara in fretta che cosa non si muove e che cosa non cambia mai. Anche il documento del Comune di Rimini indica l’assuefazione come limite dei deterrenti ottici e acustici. Dopo qualche settimana il gufo diventa un posatoio in più, come raccontiamo in gufo finto e rimedi.

Le fotografie di questa sezione sono ricostruzioni realizzate al computer per mostrare la situazione: non ritraggono interventi Birdstop.

Che cosa si installa

Quattro sistemi, ognuno per un punto del porto

Nessuno copre tutto il porto da solo. Si sceglie guardando la superficie: una copertura piana, un bordo, un’area aperta, un volume.

Rete anti-volatili tesa sotto un soffitto, sopra una parete vetrata1

Reti anti-volatili

Dove ha senso: tettoie, officine, capannoni del cantiere aperti su un lato, volumi dove i gabbiani entrano a posarsi.

Il limite: chiude un volume, non protegge una copertura piana dall’alto.

Le reti
Posa di dissuasori ad aghi: il tecnico stende l’adesivo sul bordo di un muro in pietra2

Aghi e fili sui bordi

Dove ha senso: cornicioni, pensiline, coprimuro e parapetti degli edifici portuali. Sulle coperture piane si usano fili tesi, che il documento di Rimini indica in acciaio inox, paralleli e a 1,5-2 metri di distanza.

Il limite: su bitte e parti mobili non si montano, perché intralciano le operazioni.

Gli aghi
Piccolo dispositivo FlyAway fissato sul camminamento in pietra di un monumento3

FlyAway

Dove ha senso: coperture ampie e capannoni del cantiere, dove si vuole rendere sgradita tutta la zona senza reti.

Il limite: va progettato sul posto e installato prima della stagione dei nidi.

FlyAway
Dispositivo BirdLaser AI montato su un palo fra le palme4

BirdLaser AI

Dove ha senso: piazzali, banchine lunghe e aree aperte dove non c’è niente da chiudere.

Il limite: richiede un progetto sulle traiettorie e sulla sicurezza di chi lavora nell’area.

BirdLaser AI

Sui bordi e sulle pensiline si usa anche BirdFire, un dissuasore visivo e olfattivo che non ferisce. Quasi sempre i sistemi si combinano: qui spieghiamo come.

I punti di partenza, IVA esclusa: BirdFire da 500 €, FlyAway da 2.800 €, BirdLaser AI da 7.500 €, più 200 € quando serve la piattaforma aerea. Sono ordini di grandezza, non preventivi: in porto pesano soprattutto l’estensione delle coperture e l’accesso. Il resto è in quanto costa allontanare i volatili.

Guardate come funziona

Un sistema per le aree che non si possono chiudere

Aree aperte

Un piazzale non ha un contorno da chiudere

Il laser lavora su superfici aperte e grandi, come una banchina o un piazzale. Guardatelo se il vostro problema è a terra e non su un tetto.

Il BirdLaser AI
Come si lavora

Come si lavora in un porto, in quattro tempi

01

Rilievo in autunno

Si cammina il porto con chi ci lavora: dove si posano, dove mangiano, dove hanno nidificato l’anno prima. I nidi vuoti dicono già molto.

02

Bonifica a nidi vuoti

Guano e nidi abbandonati via dalle coperture con le protezioni, prima che torni la stagione.

03

Installazione entro febbraio

Fili, reti, dissuasori e sistemi attivi montati sui tetti prima che le coppie tornino a occupare i siti.

04

Controllo in stagione

In primavera si verifica che nessuna copertura sia stata occupata e si corregge dove serve.

Recensioni verificate

Che cosa dicono i clienti Birdstop

Il parere tecnico

Perché tornano sempre sullo stesso tetto

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore, sottolinea che il gabbiano reale è una specie opportunista: sfrutta qualunque fonte di cibo disponibile e un porto gliene offre molte, tutte concentrate.

Il punto su cui insiste però è il sito di nidificazione. Le coppie tendono a tornare dove hanno già nidificato, e una copertura occupata una stagione ha buone probabilità di esserlo anche la successiva. Per questo, spiega, il lavoro che conta si fa in inverno, sui tetti vuoti.

Il suo consiglio a chi gestisce un’area portuale è separare le due cose: accettare che il gabbiano passi a mangiare, e non dargli il posto per restare.

Testo redazionale rivisto dall’area scientifica Ekonore.

I nostri clienti

Proteggiamo edifici di cui conosci il nome

Dai clienti privati alle grandi realtà produttive, proteggiamo ogni ambiente dai piccioni e dagli altri volatili infestanti.

IrenMondadoriIveco GroupBirra PeroniConadCalzedonia Group
Prova, non promessa

Lavoriamo con le regole della fauna protetta

Il nostro lavoro segue le norme sulla fauna selvatica e sulla gestione degli infestanti, con certificazioni verificabili. Sono certificati rilasciati a Ekonore S.r.l., con i numeri di registrazione per esteso.

Kiwa

UNI EN 16636

Servizi di gestione e controllo infestanti

ALI 02122 - PM
Kiwa

ISO 9001

Sistema di gestione qualità

Reg. N. 19806 - A
Kiwa

ISO 14001

Sistema di gestione ambientale

Reg. N. 19806 - E
Kiwa

ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro

Reg. N. 19806 - I
Kiwa

UNI/PdR 125

Parità di genere

Reg. N. 19806 - PG
EMAS

EMAS

Registrazione ambientale europea

IT-002249

Che cosa chiedere prima di firmare, punto per punto, sta in come si sceglie a chi affidare il lavoro.

Le domande che arrivano

Le domande sui gabbiani nei porti

Si possono togliere i nidi di gabbiano in porto?

Solo quando sono vuoti. Con le uova o i piccoli dentro la distruzione del nido è vietata dalla legge 157/1992; qualunque intervento sulle uova passa da un’autorizzazione.

Quando conviene intervenire?

Fra agosto e febbraio. Il gabbiano reale nidifica orientativamente da aprile a luglio: installare prima che le coppie tornino evita di trovarsi i tetti occupati.

I gabbiani sono pericolosi per chi lavora sui tetti?

Nel periodo del nido difendono la zona con picchiate, colpi con le zampe e lancio di feci. Lo scopo è allontanare, non colpire, ma su un tetto il rischio è lo spavento e la caduta: va valutato nel DVR.

Il gufo finto o il cannone a gas funzionano?

Per poco. I gabbiani si abituano ai deterrenti che non cambiano mai, e dopo qualche settimana li ignorano.

Come si protegge una barca dal guano?

Con teli e coperture e pulendo subito: le macchie seccate al sole diventano molto difficili da togliere. Per il marina il lavoro vero è sui posatoi sopra le barche: pontili, pensiline, edifici.

Serve un permesso per installare i dissuasori in porto?

I dissuasori non cruenti non richiedono autorizzazioni sulla fauna. Su aree demaniali in concessione, però, va verificato con l’Autorità di sistema portuale o con il concessionario che cosa si può installare.

Quanto costa proteggere un’area portuale?

Dipende da estensione e accesso. Come punti di partenza, IVA esclusa: BirdFire da 500 €, FlyAway da 2.800 €, BirdLaser AI da 7.500 €, più 200 € per la piattaforma aerea. Il numero vero esce dal sopralluogo.

La stagione dei nidi si prepara in inverno

Raccontateci il vostro porto: vi diciamo da quali tetti partire.

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