A Corsico il Comune ha messo un rapace a sorvegliare il cimitero
Ottobre 2022. Il cimitero comunale di Corsico, alle porte di Milano, convive da anni con i piccioni: guano sui muri e sui pavimenti, segnalazioni dei cittadini, disagio nei giorni di maggiore afflusso. Invece di partire dai dissuasori, l’amministrazione sceglie la falconeria e mette a calendario quattordici uscite fra ottobre e dicembre. Il servizio è stato svolto da Ekonore. Qui ti raccontiamo com’è andata, cosa fa un rapace in un posto così e cosa non può fare da solo.
In breve: cosa ha fatto il falco al cimitero di Corsico
Il Comune ha affidato a un servizio di falconeria l’allontanamento dei piccioni dal cimitero cittadino, con un calendario di quattordici uscite fra ottobre e dicembre 2022. A ogni uscita il falconiere libera un rapace addestrato che sorvola l’area. I piccioni non vengono catturati: riconoscono un predatore e smettono di considerare quel posto tranquillo. È un intervento che lavora sull’abitudine dei volatili, non sulla struttura dell’edificio.
L’intervento in quattro righe
Un cimitero è uno dei posti peggiori in cui avere i piccioni
A Corsico la situazione andava avanti da anni. L’assessore ai servizi cimiteriali Francesco Di Stefano, parlando alla stampa, ha detto che i piccioni «rappresentano un fattore di disturbo, soprattutto il sabato e la domenica», cioè nei giorni in cui il cimitero è più frequentato, e che riempiono di guano «sia i muri sia i pavimenti». Il sindaco Stefano Ventura ha motivato così la scelta del rapace: «La falconeria è un rimedio naturale che non nuoce agli animali».


Il guano non è solo sporcizia. Sul marmo lucido lascia aloni che restano anche dopo il lavaggio, sui pavimenti diventa scivoloso quando piove, e nei nidi abbandonati vivono acari e zecche che possono arrivare fino alle persone: ne parliamo in dettaglio nella pagina sulla zecca del piccione. In un luogo dove la gente va a trovare i propri morti, il tema del decoro pesa quanto quello igienico.
Quattro cose che rendono un cimitero difficile da proteggere
Non è una questione di quanti piccioni ci sono. È che il posto offre loro tutto quello che cercano e, allo stesso tempo, limita quasi tutto quello che di solito si installa.
La falconeria lavora sulla testa dei piccioni, non sull’edificio
Un colombo di città sceglie dove stare in base a una cosa sola: se quel posto è sicuro. Se per settimane, a orari diversi, sopra quel posto compare un predatore, il colombo smette di considerarlo tale e si sposta. È una risposta antipredatoria, ed è esattamente il meccanismo che il falconiere intervistato dal TG ha descritto: «Lo scopo della falconeria è quello di creare un timore ancestrale nella mente dei piccioni».


Nessun piccione viene catturato. Sempre nel servizio del TG il falconiere lo dice chiaramente: «Questo falco non è pericoloso per gli umani ma nemmeno per i piccioni in quanto li allontana solamente e li spaventa». Il rapace vola, si posa, viene richiamato al guanto. Il messaggio che arriva alla colonia è che quel cortile ha un predatore che ci passa spesso.
Quello che la falconeria non fa
Il posatoio resta dov’è. La nicchia sopra la cornice resta aperta, il sottotetto pure. La falconeria toglie la tranquillità a un posto, non lo rende inaccessibile: quando le uscite finiscono, se la struttura offre ancora gli stessi ripari, la pressione può tornare. Per questo, dove il committente vuole chiudere la questione, il servizio di falconeria serve a rompere l’abitudine e i sistemi fissi a impedire il ritorno. Sono due lavori diversi che si tengono per mano.
Hai un cimitero, una scuola o un’area pubblica con lo stesso problema?
Ekonore segue enti pubblici e amministrazioni con la falconeria e con i sistemi fissi. Il primo passo è sempre guardare il posto.
0584 433 198 Richiedi un sopralluogoCom’è fatta un’uscita di falconeria
Dura poco e sembra semplice da fuori. In realtà ogni uscita è decisa prima: dove si vola, a che ora, per quanto, e cosa si guarda mentre il rapace è in aria.

Prima del volo
Il rapace arriva sul posto nel trasportino e viene preparato al guanto. Il falconiere controlla i geti, cioè le cinghiette alle zampe, e la longa che lo trattiene fino al rilascio.

Longa e campanello
Al tarso c’è un campanello. Serve a sentire dove si è posato il rapace anche quando finisce dietro un edificio o dentro una chioma.

Il giro sull’area
Il volo copre i punti in cui i colombi stazionano: cornici, porticati, coperture. Non è una caccia, è un passaggio ripetuto che quei punti se li ricordano.
Che rapace è, e perché proprio quello
Nelle foto di Corsico si riconosce una poiana di Harris (Parabuteo unicinctus): corpo bruno scuro, spalle e cosce color ruggine, cera e zampe gialle. È la specie più usata nella falconeria urbana perché ha un carattere gestibile, risponde bene al richiamo e vola volentieri in ambienti costruiti, fra muri e alberi, dove un falco da alto volo avrebbe poco senso.


- Il rapace vola con i geti e il campanello alla zampa: il falconiere sa sempre dove si trova e lo richiama al guanto.
- Nessuna cattura e nessun abbattimento. I colombi si spostano, non vengono presi.
- Nessuna esca, nessuna sostanza, nessun dispositivo lasciato sul posto fra un’uscita e l’altra.
- Le uscite si programmano con l’ente. A Corsico erano quattordici date fissate in anticipo, non passaggi improvvisati.
- Il falconiere resta sull’area per tutta la durata del volo e gestisce il rientro dell’animale.
Il servizio al cimitero, in sei immagini
Fotografie scattate durante il servizio a Corsico. Nessuna è un rendering o un’immagine di repertorio.






Quattro fasi, e la quarta è quella che quasi nessuno mette a preventivo
Far volare un rapace è la parte visibile. Quello che decide il risultato è la frequenza delle uscite e la scelta di cosa lasciare installato quando il falconiere non torna più.
Guardare il posto prima del rapace
Dove stazionano, a che ora, da dove entrano. In un cimitero cambia molto fra il campo aperto, i porticati e i corpi dei colombari: il volo si progetta su quella mappa.
Fissare un calendario, non una data
Una singola uscita fa spettacolo e basta. A Corsico le uscite erano quattordici distribuite su tre mesi, perché l’abitudine di una colonia si smonta con la frequenza.
L’uscita, e cosa si guarda mentre vola
Il falconiere segue il rapace e annota dove i colombi si spostano. Quel dato dice se stanno lasciando l’area o se si stanno solo riposizionando venti metri più in là .
Decidere cosa resta dopo
Se la struttura continua a offrire le stesse nicchie, si valuta l’esclusione fisica sui punti critici. La falconeria apre la strada; a tenere il risultato nel tempo ci pensa quello che si installa.
Il servizio del TG e come lavora la falconeria
Il servizio girato al cimitero di Corsico
Le riprese del rapace in volo fra i colombari, le dichiarazioni dell’amministrazione e la spiegazione del falconiere sul motivo per cui la presenza di un predatore basta a spostare una colonia.
Soluzioni per enti pubbliciCome si usa la falconeria fuori dai cimiteri
Aeroporti, discariche, stabilimenti, aree verdi comunali. Il video mostra in quali contesti l’uscita con il rapace ha senso e come si integra con i sistemi fissi già installati.
Interventi su siti tutelatiCosa dicono i clienti Birdstop
Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore
Sul piano del comportamento, l’area scientifica Ekonore inquadra la falconeria come uno stimolo antipredatorio: il colombo riconosce la sagoma e il volo di un rapace e reagisce abbandonando il sito. La risposta è forte all’inizio e tende ad attenuarsi se lo stimolo non viene ripetuto, motivo per cui la frequenza delle uscite conta più della loro durata.
C’è poi la parte igienica, che non si risolve facendo volare un rapace. Nei nidi e nel guano accumulato restano acari e zecche del piccione, e il materiale va rimosso con una bonifica vera prima di qualsiasi altra cosa. La valutazione dell’area scientifica è che la falconeria vada usata per interrompere l’occupazione di un sito e non come sostituto della pulizia e dell’esclusione fisica.
Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.
Enti pubblici, industrie e siti monumentali
Ekonore lavora con amministrazioni comunali, gruppi industriali e gestori di siti tutelati. Su un’area pubblica il vincolo non è mai solo tecnico: c’è il pubblico che passa, il decoro del luogo e la responsabilità dell’ente.






Le certificazioni che un Comune chiede in gara
Un servizio su area pubblica passa da un affidamento, e l’affidamento parte dai requisiti. Questi sono i certificati rilasciati a Ekonore S.r.l., con i numeri di registrazione verificabili.
Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. Su un servizio in area aperta al pubblico la ISO 45001 e la UNI EN 16636 sono spesso requisiti di ammissione, non titoli preferenziali.
Le domande che arrivano dai Comuni
La falconeria fa male ai piccioni?
No. Il rapace non caccia i colombi: vola sull’area, si posa e viene richiamato al guanto. Nel servizio del TG Telelombardia il falconiere lo dice in modo esplicito, il falco «li allontana solamente e li spaventa». Il sindaco di Corsico Stefano Ventura ha descritto la falconeria come «un rimedio naturale che non nuoce agli animali».
Quanto dura l’effetto di un ciclo di uscite?
Dipende da due cose: quanto spesso il rapace torna e se nel frattempo il posto smette di offrire nicchie. Se le uscite finiscono e la struttura resta identica, l’area può essere rioccupata. Non pubblichiamo una durata in mesi perché non esiste un monitoraggio che la misuri su questo cantiere.
Un Comune può usare la falconeria in un cimitero?
Sì, ed è quello che ha fatto Corsico. La falconeria non prevede cattura né abbattimento e non lascia sostanze sul posto, quindi è compatibile con un luogo aperto al pubblico. Va affidata a un falconiere professionista e programmata con l’ente, tenendo conto degli orari di apertura e delle cerimonie.
Serve anche d’inverno?
Sì. Il colombo di città si riproduce in tutte le stagioni, non solo in primavera, e le colonie urbane restano attive anche con il freddo. Il calendario di Corsico infatti arrivava a dicembre.
Meglio la falconeria o i dissuasori?
Fanno due lavori diversi. La falconeria rompe l’abitudine di una colonia già insediata, i sistemi fissi impediscono di tornare. Su un edificio con nicchie accessibili la sola falconeria sposta il problema; da sole, reti e dissuasori su una colonia molto radicata partono in salita. Ne parliamo nella pagina sui sistemi anti piccioni per edifici.
Quanto costa un servizio di falconeria?
Dipende dal numero di uscite, dall’estensione dell’area e dalla distanza. Non è un prezzo a metro quadro: si preventiva a calendario. I criteri con cui si costruisce un preventivo di allontanamento volatili li trovi nella pagina quanto costa allontanare i piccioni.
Parliamo del tuo cimitero, della tua scuola o della tua area pubblica
Ekonore Birdstop segue enti pubblici e privati in tutta Italia, con la falconeria e con i sistemi fissi di allontanamento volatili.
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Fonti: Sky TG24 Milano, 7 ottobre 2022 · la Repubblica Milano, 7 ottobre 2022 · servizio TG Telelombardia del 18 ottobre 2022, canale YouTube Ekonore. Le fotografie sono state scattate durante il servizio e sono materiale Ekonore.
Raccontaci il posto, ti diciamo cosa ha senso fare
Scrivici che tipo di area è, da quanto tempo ci sono i volatili e dove si posano. Ti richiamiamo per capire se serve un ciclo di falconeria, un impianto fisso o tutti e due.
