Per un auditor, un piccione sopra la baia di carico è già una non conformità

Nel food il problema non nasce quando i volatili entrano in stabilimento: nasce molto prima, quando iniziano a posarsi dove passano materie prime, imballi e prodotto finito. Il Regolamento (CE) 852/2004 chiede procedure adeguate contro gli infestanti; BRCGS e IFS chiedono in più di dimostrarlo con carta, mappe e dati. Ecco come si costruisce quella prova.

852/2004Allegato II, Capitolo IX, punto 4: procedure adeguate per controllare gli animali infestanti
4.14BRCGS Food Safety Issue 9: i volatili non devono entrare né posarsi sopra le aree di carico e scarico
6certificazioni Ekonore verificabili con numero di registrazione
Piccioni sul piazzale di una baia di carico di uno stabilimento alimentare
Le baie di carico sono il punto in cui i volatili e gli alimenti si avvicinano di più: per questo sono la prima cosa che un auditor guarda.

In breve: i volatili nell’industria alimentare sono un prerequisito, non un CCP

Il controllo dei volatili non si gestisce come un punto critico di controllo, con un limite e una misura correttiva: è un prerequisito igienico del piano HACCP, e si governa con esclusione fisica, dissuasione, pulizia e registrazioni. Il Regolamento (CE) 852/2004 impone di predisporre “procedure adeguate per controllare gli animali infestanti”; gli standard volontari come BRCGS Food Safety e IFS Food chiedono in più la prova documentale: mappa dei punti di accesso e di posa, interventi datati, analisi degli andamenti nel tempo.

Il rischio, in concreto

Perché i volatili sono un problema di sicurezza alimentare, non di decoro

Nel food la domanda non è “quanti sono”, ma “dove si posano e cosa c’è sotto”. Quattro colonne che ogni piano HACCP dovrebbe considerare quando valuta il pericolo legato ai volatili.

1

Contaminazione diretta delle superfici

Il guano finisce su imballi, pallet, nastri, davanzali e piani di lavoro esposti. Non serve che il volatile entri in reparto: basta che si posi sopra un’area dove il prodotto transita o sosta, anche solo durante il carico.

2

Veicolo di agenti biologici

Deiezioni, nidi e volatili morti possono veicolare microrganismi e parassiti. Non esiste un numero valido per tutti: il rischio va valutato caso per caso, sulla base della matrice alimentare, del punto di posa e della distanza dal prodotto.

3

Corpi estranei e infestanti secondari

Piume, frammenti di nido e materiale portato dai volatili sono corpi estranei a tutti gli effetti. In più, un nido è un habitat per acari, dermestidi e altri infestanti che poi si spostano da soli verso i reparti.

4

Non conformità e ricadute commerciali

In audit la presenza di volatili non è un’osservazione estetica: apre un rilievo sul prerequisito, obbliga a un’azione correttiva documentata e, se ricorrente, incide sul grado di certificazione e sui rapporti con la GDO.

Dove guardare

I sei punti critici che un auditor controlla per primi

Non sono i reparti produttivi: quelli sono quasi sempre chiusi e in sovrapressione. I rilievi nascono nella fascia intermedia fra esterno e produzione, dove le barriere sono discontinue e la responsabilità è divisa fra manutenzione, logistica e qualità.

Piccioni sul piazzale davanti a una baia di carico con semirimorchio1

Baie di carico e ricevimento merci

Il punto più delicato: portoni aperti a lungo, pedane a terra, prodotto scoperto durante il transito. BRCGS chiede esplicitamente che i volatili non si posino sopra le aree di carico e scarico, non solo che non entrino.

Piccioni sulla copertura industriale di uno stabilimento con estrattori2

Coperture, lucernari ed estrattori

Le coperture sono il posatoio più comodo che esista: caldo, riparato, senza disturbo. Da lì il guano scende su gronde, prese d’aria e camini di estrazione, cioè proprio sui punti che immettono aria nei reparti.

Piccioni intorno a silos di stoccaggio per materie prime alimentari3

Silos, torri e impianti esterni

Passerelle, scale, coronamenti e bocche di carico dei silos offrono decine di appoggi a pochi metri dal punto in cui la materia prima entra nell’impianto. Sono anche i punti più scomodi da pulire, quindi i più trascurati.

Piccioni su un cumulo di materie prime in un magazzino di stoccaggio4

Stoccaggio di materie prime e mangimi

Capannoni aperti su un lato, big bag, cumuli sfusi e sili orizzontali: qui i volatili non trovano solo un posatoio, trovano cibo. È la condizione che trasforma un passaggio occasionale in una colonia stabile.

Piccioni nell’area esterna di uno stabilimento accanto a cisterne e contenitori5

Aree esterne, rifiuti e cisterne

Compattatori, cassoni, sfridi e ristagni d’acqua sono la mensa e l’abbeveratoio della colonia. Se non si toglie la risorsa alimentare all’esterno, qualunque barriera interna lavora contro corrente.

Piccioni all’interno di una struttura zootecnica sopra le mangiatoie6

Filiera zootecnica e mangimistica

Nelle stalle e negli allevamenti i volatili accedono direttamente a mangiatoie e abbeveratoi. Qui il tema non è solo la contaminazione del prodotto, ma il contatto ravvicinato e continuo con gli animali allevati.

Da evitare

Quattro errori che in audit costano più dell’infestazione

Nella maggior parte dei rilievi il problema non è l’assenza di misure, ma misure adottate una volta sola e mai mantenute. Le immagini di questa sezione sono ricostruzioni realistiche a scopo illustrativo, non fotografie di cantieri Birdstop.

Rete anti-volatili allentata e con un varco aperto sotto la copertura di un capannone alimentare1

Rete installata e mai più guardata

Una rete allentata, con un varco in un angolo o un cavo lento, non è una barriera: è un ricovero protetto dai predatori. In audit vale peggio di nessuna rete, perché dimostra che la misura esiste sulla carta ma non è verificata.

Dissuasori a spillo su una trave industriale ricoperti di guano e materiale di nidificazione2

Dissuasori a spillo sporchi di guano

Gli aghi funzionano finché restano puliti. Quando guano e materiale di nidificazione riempiono gli spazi fra le punte, il dissuasore diventa esso stesso un accumulo organico su cui i volatili tornano a posarsi.

Operatore che rimuove guano secco a spazzola senza dispositivi di protezione in un magazzino3

Bonifica improvvisata dal personale interno

Rimuovere guano secco spazzando o soffiando lo rende aerosol, senza DPI e senza procedura scritta. È un rischio per chi lavora, contamina una superficie più ampia di quella di partenza e non lascia nessuna evidenza utilizzabile in audit.

Registro cartaceo del controllo infestanti incompleto accanto a una stazione di monitoraggio in un magazzino4

Nessuna registrazione, nessun andamento

Interventi fatti e non registrati, per un auditor, non esistono. Serve la mappa dei punti, la data di ogni verifica, l’esito e l’analisi dell’andamento nel tempo: senza quest’ultima non si dimostra che il problema sta rientrando.

Cosa chiede la norma

Legge, BRCGS e IFS: tre livelli diversi di prova

Il regolamento europeo fissa l’obbligo, gli standard volontari fissano il modo in cui va dimostrato. La differenza pratica sta tutta lì: la legge chiede che tu controlli gli infestanti, l’audit chiede che tu lo dimostri.

RiferimentoDove sta scrittoCosa richiede in concreto
Reg. (CE) 852/2004Obbligo di legge, tutti gli OSAAllegato II, Cap. I, punto 2, lett. c — Cap. II, punto 1, lett. d — Cap. IX, punto 4Layout e manutenzione devono consentire “la lotta contro gli animali infestanti”; le finestre apribili verso l’esterno vanno munite di barriere antinsetti amovibili; devono essere predisposte “procedure adeguate per controllare gli animali infestanti”.
BRCGS Food SafetyIssue 9, standard volontarioSezione 4.14 — Pest managementProgramma di gestione infestanti documentato, con prevenzione perché i volatili non entrino negli edifici e non si posino sopra le aree di carico e scarico, registrazioni di ispezioni e avvistamenti e analisi periodica degli andamenti.
IFS FoodVersione 8, standard volontarioRequisito 4.13 — Pest monitoring and control (con 4.9.5 e 4.9.6 su aperture e porte)Sistema di monitoraggio e controllo degli infestanti basato sull’analisi del rischio, con responsabilità definite, mappa dei punti, verifiche periodiche e azioni correttive tracciate; aperture e porte devono essere progettate per impedire l’ingresso.

Riferimenti verificabili sulle fonti ufficiali: testo del Reg. (CE) 852/2004 su EUR-Lex, BRCGS, IFS Management. Le versioni degli standard volontari cambiano: verifica sempre quella applicabile al tuo schema di certificazione.

Cosa deve contenere il fascicolo “volatili” il giorno dell’audit

  • La planimetria dello stabilimento con i punti di accesso e di posa individuati, aggiornata dopo ogni modifica strutturale.
  • La valutazione del rischio volatili: specie presenti, aree interessate, distanza dal prodotto, stagionalità.
  • Il contratto e il piano di intervento con la ditta incaricata, con frequenza delle visite e responsabilità scritte.
  • I rapporti di ogni sopralluogo, datati e firmati, con le non conformità rilevate e le azioni richieste al cliente.
  • Le evidenze delle azioni correttive: cosa è stato fatto, quando, da chi, con foto prima e dopo dove ha senso.
  • L’analisi dell’andamento nel tempo, non solo il singolo verbale: è ciò che dimostra che il sistema funziona.
  • Le schede tecniche e le certificazioni dei materiali installati, comprese quelle di idoneità per l’ambiente alimentare.
  • La formazione del personale su segnalazione degli avvistamenti e comportamento in caso di ingresso di un volatile.

Il criterio che fa la differenza

Un auditor non si aspetta uno stabilimento in cui non è mai passato un volatile: si aspetta che tu sappia dove possono posarsi, perché lo fanno e cosa hai fatto per impedirlo. Un sito con due avvistamenti registrati, analizzati e chiusi è messo meglio di un sito con zero avvistamenti e nessun registro.

Fai un check dei tuoi punti critici oppure chiama lo 0584 433 198: il sopralluogo tecnico parte dalla mappa, non dal preventivo.

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Il metodo Birdstop

Quattro fasi pensate per reggere un audit, non solo per allontanare i volatili

Nell’industria alimentare il risultato tecnico e la documentazione hanno lo stesso peso: il primo risolve il problema, la seconda dimostra che è sotto controllo.

Fase 1

Sopralluogo e mappa dei punti di posa

Si percorre il perimetro come lo percorre un auditor: coperture, baie, silos, aree rifiuti. Ogni punto di accesso e di posa viene fotografato e riportato in planimetria, con la specie coinvolta e la distanza dal prodotto.

Fase 2

Bonifica e sanificazione delle superfici

Rimozione di guano, nidi e materiale organico con procedura scritta e DPI, umidificazione preventiva per evitare l’aerosolizzazione e sanificazione finale. La bonifica precede sempre l’installazione: su una superficie sporca nessuna barriera tiene.

Fase 3

Esclusione e dissuasione, area per area

Reti dove serve una barriera fisica totale, dissuasori dove serve togliere l’appoggio, sistemi acustici o laser dove le superfici sono troppo estese per essere chiuse. La scelta segue la geometria e il vincolo igienico, non il catalogo.

Fase 4

Verifica, registrazioni e analisi degli andamenti

Visite programmate con verbale, controllo della tenuta dei materiali e aggiornamento della mappa. Il report è costruito per essere allegato al piano HACCP e mostrato in audit senza doverlo riscrivere.

I sistemi

Quale sistema, in quale area dello stabilimento

Non esiste il sistema migliore in assoluto: esiste quello che chiude quel punto senza crearne uno nuovo. In ambiente alimentare la scelta si gioca su tre criteri — la geometria dell’area, la distanza dal prodotto e la pulibilità di ciò che resta installato.

Rete anti-volatili tesa e ancorata sotto la copertura di un edificio industriale1

Reti anti-volatili

Dove ha senso: baie di carico, capriate, sottotetti e vani tecnici: ovunque lo spazio da proteggere abbia un contorno definito.

Barriera fisica totale, la più stabile nel tempo. In ambiente alimentare va scelta pensando alla pulibilità: tensionamento corretto, nessuna sacca dove si accumula materiale, ancoraggi ispezionabili.

Vedi le reti anti-volatili
Dissuasore acustico BirdAcustic installato sulla struttura di un capannone2

BirdAcustic®

Dove ha senso: piazzali, silos, aree di stoccaggio esterne e allevamenti: superfici troppo estese per essere chiuse.

Diffonde richiami di allarme e versi di rapaci con sequenze variabili. Non introduce nulla di fisico sopra il prodotto e non lascia superfici da pulire.

Scopri BirdAcustic
Dissuasore laser BirdLaser AI installato su una copertura per allontanare i volatili3

BirdLaser AI

Dove ha senso: tetti industriali, piazzali, aree logistiche molto ampie e ore di minore attività.

Un fascio in movimento continuo che i volatili leggono come un ostacolo fisico. Copre superfici che nessuna rete potrebbe chiudere, senza opere sulla struttura.

Scopri il dissuasore laser
Dispositivo FlyAway installato su un edificio, deterrenza elettromagnetica per volatili4

FlyAway — deterrenza elettromagnetica

Dove ha senso: contesti dove non si può installare nulla in vista e le superfici sono ampie o vincolate.

Agisce su un’area, non su una linea: nessun elemento sopra il prodotto e nessuna modifica visibile all’edificio.

Scopri FlyAway
File di dissuasori ad aghi in acciaio installate su un parapetto per impedire la posa dei piccioni5

Dissuasori ad aghi

Dove ha senso: travi, cornicioni, mensole e davanzali: i punti di posa singoli, dentro e fuori.

Tolgono l’appoggio dove serve chirurgia, non copertura. Funzionano solo se restano puliti: vanno inseriti nel piano di pulizia, altrimenti diventano essi stessi un accumulo.

Vedi i dissuasori ad aghi
Profilo BirdTikol di dissuasione invisibile installato sul bordo di una copertura6

BirdTikol — dissuasione invisibile

Dove ha senso: linee di posa dove conta non alterare l’aspetto dell’edificio e non creare punti di accumulo.

Profilo praticamente invisibile da terra, superficie liscia e facile da ispezionare: nato per i contesti in cui l’estetica e la pulibilità contano quanto l’efficacia.

Scopri BirdTikol

Quasi sempre si combinano. Un sito reale non si chiude con un solo sistema: rete sulle baie, dissuasione sulle superfici esterne, aghi sui punti di posa residui. Per le aree esterne si valutano anche BirdFire e la falconeria, dove il contesto lo consente. La combinazione si decide in sopralluogo, area per area.

Due installazioni reali

Rete anti-volatili tesa sotto la copertura di un edificio industriale
Rete tesa sotto una copertura: barriera fisica totale, la soluzione quando lo spazio da proteggere ha un contorno definito.
Dissuasore acustico BirdAcustic installato sulla struttura di un capannone
Dissuasore acustico BirdAcustic® su struttura industriale: copre superfici troppo estese per essere chiuse con una rete.

Le due fotografie documentano installazioni reali. Nessun sistema Birdstop prevede abbattimento o trattamenti tossici verso i volatili: si lavora solo per esclusione e dissuasione.

Guarda come funziona

Due minuti di video spiegano quello che una scheda tecnica non fa vedere

Capannoni e magazzini

Proteggere un capannone senza doverlo chiudere

Il campo elettromagnetico copre un volume, non una linea: nessun elemento sospeso sopra le linee di transito, nessuna modifica alla struttura e niente da pulire in più. È la risposta al caso più frequente in stabilimento — superfici troppo grandi per una rete e portoni che restano aperti.

Scopri FlyAway
Piazzali e coperture

Il laser che lavora quando lo stabilimento è fermo

Sui piazzali e sulle coperture industriali il laser copre superfici che nessuna barriera fisica potrebbe chiudere, e lavora soprattutto all’alba e al tramonto, quando i volatili scelgono dove passare la notte. Nessuna sostanza, nessun contatto con il prodotto.

Scopri il dissuasore laser
Recensioni verificate

Cosa dicono di noi

Recensioni verificate su Trustpilot, pubblicate senza selezione da parte nostra.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Nel contesto alimentare l’area scientifica di Ekonore insiste su un punto spesso sottovalutato: il nido non è solo un problema di guano. Un nido abbandonato resta una riserva di materiale organico e ospita artropodi che, esaurita la fonte originaria, si spostano verso l’interno cercandone un’altra. È il motivo per cui la bonifica va programmata insieme all’esclusione, e non dopo.

Il secondo punto riguarda la scelta del sistema: in ambiente alimentare la valutazione non può fermarsi all’efficacia sul volatile, ma deve considerare la pulibilità del dispositivo installato, la sua compatibilità con le procedure di sanificazione e il fatto che non introduca a sua volta punti di accumulo.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

I nostri clienti

Gruppi alimentari, retail e industria che ci affidano i loro siti

Lavoriamo ogni giorno con aziende che hanno gli stessi vincoli che hai tu: standard di certificazione, audit programmati e nessuna tolleranza sulla contaminazione.

ASET
Marcegaglia
Amazon
Cereal Docks Group
Edison EDF Group
Coca-Cola
Megamark
Calzedonia Group
Tecnomat
Birra Peroni
Conad
Iren
A2A Ambiente
Mondadori
Falconeri
Despar
Pantheon Roma
Iveco Group
Verificabile

Le certificazioni che l’auditor può chiedere al tuo fornitore

Quando l’audit entra nel merito del pest control, chiede anche chi lo esegue. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, opera con sei certificazioni attive, ognuna con il proprio numero di registrazione.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. La UNI EN 16636 è la norma specifica dei servizi di gestione e controllo degli infestanti: è quella che qualifica il fornitore agli occhi dello schema di certificazione alimentare.

Domande frequenti

Volatili e sicurezza alimentare: le domande che ci fanno i responsabili qualità

Il controllo dei volatili è un CCP o un prerequisito?

Nella quasi totalità dei piani HACCP è un prerequisito operativo, non un punto critico di controllo: non esiste un limite critico misurabile in linea che consenta di riportare il processo sotto controllo. Questo non lo rende meno vincolante — anzi, un prerequisito mal gestito genera rilievi trasversali su più sezioni dello standard.

Cosa dice esattamente il Regolamento (CE) 852/2004 sui volatili?

Non li nomina in modo specifico: parla di “animali infestanti”, categoria che comprende i volatili. L’Allegato II, Capitolo IX, punto 4 impone di predisporre “procedure adeguate per controllare gli animali infestanti”; il Capitolo I, punto 2, lettera c chiede che il layout consenta la lotta contro gli infestanti. La norma fissa l’obiettivo e lascia all’operatore la scelta dei mezzi.

Un piccione sul tetto può generare una non conformità anche se non entra?

Sì, se si posa sopra un’area sensibile. BRCGS Food Safety Issue 9, alla sezione 4.14, chiede prevenzione perché i volatili non entrino negli edifici e non si posino sopra le aree di carico e scarico. La logica è semplice: sotto quel punto passa il prodotto.

Che differenza c’è fra allontanamento e abbattimento?

Birdstop lavora esclusivamente con sistemi di esclusione e dissuasione: barriere fisiche, dissuasori, tecnologie acustiche, laser e magnetiche. Nessun abbattimento e nessun trattamento tossico verso i volatili. In ambiente alimentare è anche la scelta più coerente: nessuna sostanza introdotta vicino al prodotto.

Ogni quanto va verificata l’efficacia delle barriere installate?

La frequenza dipende dall’esposizione del sito e da quanto chiede il tuo schema di certificazione, e va definita nel piano insieme al fornitore. Il criterio da tenere fisso è un altro: ogni verifica deve produrre un verbale datato, e i verbali devono essere leggibili come una serie storica, non come fogli sciolti.

La bonifica del guano può farla il personale interno?

Sconsigliato senza procedura scritta, formazione e DPI adeguati: il guano secco movimentato a secco si disperde in aria. Serve umidificazione preventiva, rimozione controllata, smaltimento conforme e sanificazione finale. È anche un tema di sicurezza sul lavoro, non solo di igiene alimentare. Vedi la bonifica e pulizia del guano.

Le reti anti-volatili sono compatibili con un ambiente alimentare?

Sì, a condizione che siano scelte e installate pensando alla pulibilità: tensionamento corretto, assenza di sacche dove si accumula materiale, ancoraggi ispezionabili e materiali idonei. Una rete progettata male diventa essa stessa un punto di accumulo, ed è esattamente ciò che l’auditor cerca.

Quanto costa proteggere uno stabilimento alimentare?

Non esiste un prezzo a metro quadro valido per tutti: incidono superficie, accessibilità, altezza, stato di partenza e sistema scelto. Le variabili che compongono un preventivo serio sono spiegate in quanto costa allontanare i piccioni; per un ordine di grandezza sul tuo sito serve un sopralluogo.

Sopralluogo tecnico

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Superficie, tipo di lavorazione, standard di certificazione e aree già interessate dai volatili: bastano questi dati per impostare il sopralluogo.

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