Devono smettere di posarsi, o devono smettere di entrare? Non è la stessa domanda
Rete antipiccione o dissuasori? Messa così sembra una scelta fra due prodotti concorrenti. Non lo è. Vai a guardare il punto: se dietro c’è uno spazio in cui si infilano — un sottotetto, una nicchia, un cavedio, l’intercapedine sotto i moduli — il problema è un varco, e si chiude. Se invece è un piano su cui atterrano e basta — un cornicione, un davanzale, una trave — il problema è un appoggio, e si rende scomodo. Sono due mestieri diversi, e sbagliare quello iniziale è il motivo per cui si rifanno i lavori.
In breve: la rete esclude, il dissuasore dissuade
Non sono alternative equivalenti. La rete anti-volatili chiude fisicamente un varco — un sottotetto, una campata aperta, lo spazio sotto i moduli fotovoltaici — ed è l’unica risposta quando i volatili entrano in un volume o ci nidificano. Il dissuasore agisce su un piano di appoggio — cornicione, davanzale, parapetto, unità esterna — e basta quando i volatili si posano ma non entrano da nessuna parte. A decidere sono due cose: quanto è alta la pressione e che geometria hai davanti. Il prezzo viene dopo.
La domanda che viene prima di “rete o dissuasore” è quanto sono legati al posto: alla pressione alta l’esclusione fisica non è un’opzione fra le altre, è l’unica che regge.
La scelta fra rete e dissuasore pesa meno di come il sistema viene posato: gli stessi prodotti tengono o falliscono a seconda di sette dettagli, elencati in dissuasori per piccioni che non funzionano.
Nella scelta pesa anche la manutenzione, non solo l’efficacia: rete e dissuasori non si degradano nello stesso modo né allo stesso ritmo.
Su terrazze e dehors di un albergo la scelta fra rete e dissuasione ha un vincolo in più, l’estetica del prospetto: quale sistema per un hotel.
Se ne hai riconosciute due, hai risolto il problema sbagliato
Sono le cose che capitano quando si sceglie il prodotto prima di aver deciso se si tratta di un varco o di un appoggio.
- Hai messo le punte su un cornicione e i piccioni sono entrati lo stesso nel sottotetto.
- Hai chiuso con una rete e ora si posano tutti sul bordo, appena fuori.
- Nel preventivo ti hanno proposto un solo sistema per punti molto diversi fra loro.
- Non sai dire se dietro quel punto ci sia uno spazio dove si infilano oppure no.
- Il problema si è spostato di pochi metri invece di finire.
- Qualcuno ti ha consigliato la rete perché «copre tutto», senza salire a vedere.
Se te ne ritrovi due, prima di comprare qualunque cosa vale la pena rispondere a una sola domanda: dietro quel punto c’è uno spazio, o no? Qui sotto c’è come si capisce, e che cosa cambia nella scelta.
4 cose da capire prima di confrontare due preventivi
Chi arriva a chiedere un preventivo ha già in mente un prodotto: “vorrei mettere la rete” oppure “vorrei dei dissuasori”. È il modo più frequente di sbagliare l’intervento, perché la scelta del sistema dovrebbe essere l’ultimo passaggio, non il primo.
Quanto è forte il legame con il posto
È la domanda che viene prima di ogni altra, e si risponde guardando il posto invece del catalogo. Non serve contare i volatili: servono i segni che lasciano. Tre livelli, tre risposte diverse.
- Passaggio. Si posano di rado, il guano è sparso e poco, non ci sono piume né materiale da nido. Qui basta la dissuasione sui punti effettivamente usati: il legame con il posto è debole e si rompe facilmente.
- Posa abituale. Guano concentrato in punti precisi, piume, presenza fissa a certe ore del giorno. Il posto è diventato un punto di sosta: la dissuasione funziona, ma deve coprire tutte le linee e i piani di quel fronte. Lasciarne uno libero equivale a spostare i volatili di mezzo metro.
- Nidificazione o dormitorio. Nidi, uova, guano stratificato e volatili che entrano in un vano — sottotetto, cassonetto, intercapedine, sottomodulo fotovoltaico. Qui il legame è massimo e la dissuasione da sola non basta quasi mai: serve escludere, cioè chiudere il volume.
Che forma ha la superficie da proteggere
Stabilito il livello di pressione, la seconda domanda è puramente geometrica: hai davanti un varco, una linea, un piano o un bordo stretto? A ognuna di queste forme corrisponde una famiglia di sistemi, e su un edificio reale ne servono quasi sempre due o tre insieme.

I varchi da chiudere
Quando il problema è un volume in cui si entra — sottotetto, campata, cavedio, spazio sotto i pannelli — la rete è l’unica risposta strutturale. Non dissuade: esclude. Richiede però un telaio perimetrale con ancoraggi e cavo inox, quindi un’installazione vera e propria.
Scheda reti anti-volatili
Le linee lunghe e continue
Filo teso su isolatori e alimentato da una centralina: copre linee — cornicioni, coprimuro, parapetti, corridoi fra le file di pannelli — dove appoggiare un dissuasore ogni venti centimetri non avrebbe senso. Da terra è quasi invisibile, ed è il motivo per cui viene scelto sugli edifici in vista.
Scheda FlyAway
I singoli piani di appoggio
Coppetta trasparente con un gel che il volatile percepisce come una fiamma. Si appoggia sul piano da proteggere: nessun foro, nessun adesivo sul materiale. È la scelta per davanzali, mensole, blocchi tecnici e unità esterne, dove non c’è niente da chiudere ma un piano comodo da togliere.
Scheda BirdFire
Gli appoggi stretti da azzerare
Fascia in acciaio inox che toglie fisicamente il piano di appoggio, con un profilo molto meno invadente della classica corona di spuntoni. Va bene su cornicioni stretti, bordi di copertura e unità esterne; non risolve nulla se il problema è un’apertura.
Scheda BirdTikolIl test più rapido su un preventivo: se lo stesso identico sistema viene proposto su un cornicione di trenta metri, su un’unità esterna e su un sottotetto aperto, la domanda da fare è perché. Le tre superfici non hanno niente in comune.
Chiudere un varco o togliere un appoggio: guarda la differenza
Sei fotografie di un solo cantiere di esclusione, dai balconi ancora aperti alla rete montata, più l’arco di una porta monumentale chiusa con lo stesso principio. Clicca una foto per ingrandirla.






Prima e dopo: trascina la maniglia
Tre interventi reali, fotografati prima e dopo. Il primo è una rete — si chiude un volume; gli altri due sono dissuasori — si toglie un appoggio. Il colore dell’etichetta è lo stesso che ritrovi nella matrice qui sotto.

PrimaDopo
PrimaDopo
PrimaDopoSono interventi Birdstop realmente eseguiti. Guarda il “dopo” dei due confronti di destra concentrandoti sul bordo e non sul centro: è lì che si vede l’impianto, ed è il motivo per cui un lavoro fatto bene, da terra, quasi non si nota.
Non sei sicuro se il tuo è un varco o un appoggio?
È la domanda che decide tutto il resto, e spesso da terra non si capisce. Raccontaci dove si posano, da quanto tempo e che cosa hai già provato.
0584 433 198 Fai valutare il tuo casoRete antipiccione o dissuasori: la tabella, situazione per situazione
Prima di leggere la tabella, le tre forme che decidono tutto: un varco, una linea, un piano. Nella colonna “sistema indicato” ritrovi gli stessi colori.



Sette situazioni che coprono la grande maggioranza dei casi reali. L’ultima colonna è quella che di solito non trovi nei cataloghi: il limite del sistema consigliato, scritto per esteso.
| Situazione | Sistema indicato | Perché questo | Il limite da conoscere |
|---|---|---|---|
| Sottotetto, cassonetto o campata apertaci entrano e ci nidificano | Rete anti-volatili | Il problema è un volume, non un piano: l’unica soluzione stabile è toglierlo dalla disponibilità. | Serve un telaio perimetrale con ancoraggi e cavo inox: è un’installazione edile, non un accessorio da applicare in mezz’ora. |
| Spazio sotto i moduli fotovoltaicinidi e materiale fra pannello e tetto | Rete perimetrale sul sottomodulo | Anche qui è un varco. Chiudere il perimetro impedisce l’ingresso senza toccare i moduli né l’impianto elettrico. | Va fissata ai profili in alluminio già presenti: né i moduli né le strutture di supporto vanno forati o modificati. |
| Cornicione, coprimuro o parapetto lungosi posano ma non entrano da nessuna parte | Filo teso (FlyAway) | Copre linee continue con un elemento sottile, praticamente invisibile da terra: è la ragione per cui si usa sugli edifici in vista. | Richiede alimentazione e centralina, e la tensione del filo va riverificata nel tempo. |
| Davanzale, mensola, blocco tecnico, unità esternasingoli piani di appoggio | Dissuasore visivo e olfattivo (BirdFire) | Si appoggia sul piano senza forare né incollare: adatto anche a superfici che non si possono toccare. | Il gel ha una durata dichiarata dal produttore: va sostituito, altrimenti l’impianto smette di funzionare in silenzio. |
| Bordo stretto di copertura o di corniceappoggio da azzerare, edificio in vista | Profilo in acciaio inox (BirdTikol) | Toglie fisicamente il piano con un profilo poco invadente, senza la corona di spuntoni classica. | Non risolve un’apertura: se accanto resta un varco, i volatili si limitano a entrare. |
| Balcone privato in condominiosi posano su ringhiera e parapetto | Dissuasione sui piani, ma valutando tutto il fronte | Sul singolo balcone il lavoro è semplice; il problema è che il fronte non è tuo soltanto. | Proteggere un solo balcone in genere sposta i volatili al piano di sopra. Sulle parti comuni la decisione è assembleare. |
| Edificio storico o vincolatocornicioni, capitelli, arcate | Sistemi reversibili, scelti superficie per superficie | Su un bene tutelato conta più la reversibilità dell’efficienza: si privilegia ciò che si appoggia o si ancora a elementi già presenti. | Niente fori sulla pietra o sulle finiture di pregio; su questi edifici la scelta va concordata con chi tutela il bene. |
- Rete anti-volatili — esclusione
- Filo teso FlyAway — dissuasione su linea
- Gel visivo e olfattivo BirdFire — dissuasione su piano
- Profilo inox BirdTikol — appoggio azzerato
- Scelta mista, superficie per superficie
La matrice serve a farsi un’idea e a valutare un preventivo, non a sostituire il sopralluogo: su un edificio reale le situazioni si sovrappongono, ed è normale che la risposta corretta sia una combinazione di due righe.
Estetica, vincoli e vicini: quando decidono loro
Su carta il sistema giusto è quello che risolve la geometria. Nella realtà ci sono tre vincoli che a volte spostano la scelta, ed è meglio saperlo prima di firmare che scoprirlo dopo.



- La rete si vede, il filo quasi no. Una rete ben tesa, del colore giusto, a distanza sparisce molto più di quanto si teme, ma resta un elemento presente sul fronte. Un filo teso su isolatori, a pochi metri di distanza, non si distingue. Su una facciata in vista è una differenza che pesa.
- Sugli edifici tutelati conta la reversibilità. Non “il sistema più efficace”, ma quello che si può rimuovere senza lasciare tracce e che non richiede fori su pietra e finiture. È il criterio che usiamo sui beni culturali, e cambia spesso la risposta rispetto a un capannone.
- In condominio il perimetro non lo decidi tu. Facciate, coperture, cornicioni e gronde sono parti comuni: l’intervento va deliberato e la spesa segue le regole condominiali. Il singolo può agire dentro la propria proprietà esclusiva, ma su un fronte continuo un intervento isolato raramente tiene.
- L’accesso pesa quanto il sistema. Ponteggio, piattaforma aerea o lavoro su fune cambiano il costo più della scelta fra rete e dissuasore. È anche il motivo per cui conviene fare tutto il fronte in una volta invece che un pezzo per anno.
Durata e manutenzione: la voce che cambia il confronto
Due preventivi con lo stesso importo possono avere costi molto diversi nel tempo, perché i quattro sistemi invecchiano in modo diverso. Questa è la parte che va chiesta per iscritto, non a voce.
| Sistema | Che cosa si controlla | Con che frequenza |
|---|---|---|
| Reti anti-volatili | Il punto debole non è la maglia: è il perimetro. Si controllano ancoraggi, tensione del cavo e giunzioni, perché un lembo che si allenta apre un varco che vale l’intera installazione. | Materiali resistenti ad agenti atmosferici e sbalzi termici; il controllo è visivo e periodico. |
| Filo teso (FlyAway) | Si verificano la tensione del filo, lo stato degli isolatori e il funzionamento della centralina. È un impianto, quindi ha una parte elettrica che va guardata. | Controllo periodico programmato; l’impianto va disattivato prima di lavorare nell’area. |
| Gel visivo e olfattivo (BirdFire) | È il sistema che richiede più attenzione nel tempo: il gel ha una durata dichiarata dal produttore e va sostituito alla scadenza. | Sostituzione programmata; se salta, l’impianto smette di funzionare senza che nessuno se ne accorga. |
| Profili in acciaio inox | Praticamente nessuna manutenzione: è una barriera meccanica passiva. Va però tenuto pulito ciò che gli si accumula intorno. | Controllo occasionale, soprattutto dopo lavori sulla copertura. |
Nessuno di questi sistemi è “definitivo”: hanno durate diverse e richiedono controlli diversi. Un fornitore che non nomina mai la manutenzione ti sta lasciando scoprire da solo quando l’impianto ha smesso di lavorare — di solito quando i volatili sono già tornati.
Quanto pesano l’uno rispetto all’altro
Qui non trovi un listino, e c’è una ragione tecnica: le variabili che spostano davvero il prezzo — altezza, accessi, superficie, stato delle superfici — contano più della scelta fra rete e dissuasore. Quello che si può dire è come si contano.



- La rete si conta a superficie da chiudere, più il telaio. Il costo dipende dall’area dell’apertura e dallo sviluppo del perimetro da attrezzare con ancoraggi e cavo: due aperture della stessa superficie possono costare in modo diverso se una ha il perimetro molto più articolato.
- Il gel visivo e olfattivo si conta a metri lineari di appoggio. Su un singolo affaccio resta contenuto: si parte da 500 €, IVA esclusa. Cresce in proporzione ai metri, quindi su linee molto lunghe smette di essere la scelta economica.
- Il filo teso ha un costo d’ingresso più alto. È un impianto con centralina: si parte da 2.800 €, IVA esclusa. Su linee lunghe però il conto si ribalta, perché copre decine di metri con lo stesso impianto.
- Gli accessi sono una voce a sé. Piattaforma aerea, ponteggio o lavoro su fune incidono in modo indipendente dal sistema scelto, e sono la voce che più spesso “si scopre” a lavoro iniziato.
- La bonifica non è compresa per definizione. Va chiesta come voce separata: rimozione di guano e nidi, sanificazione e smaltimento del materiale contaminato sono una lavorazione diversa dall’installazione.
Quasi sempre la risposta è “tutti e due”
Su un edificio reale le geometrie convivono: c’è un’apertura da chiudere e una linea su cui togliere l’appoggio. Chi propone un solo sistema per l’intero edificio quasi sempre sta adattando il problema al proprio catalogo. Un esempio documentato: a Porta Asinaria, sulle Mura Aureliane, sullo stesso monumento i due sistemi convivono.


Le due logiche in movimento
Come si monta davvero una rete anti-volatili
Il montaggio del telaio perimetrale — ancoraggi e cavo in acciaio — è la parte che decide se la rete terrà. Guardalo prima di chiedere un preventivo: ti fa capire perché non è un lavoro da mezz’ora.
Scheda reti anti-volatiliChe cosa vede il piccione quando guarda un dissuasore a gel
Il dissuasore visivo e olfattivo non tocca l’animale: rende il piano di appoggio poco attraente. Qui si vede come si posiziona e su che tipo di superfici ha senso.
Scheda BirdFireIl sistema giusto, montato male, vale come nessun sistema
Un sistema scelto bene può non produrre alcun risultato se il perimetro resta incompleto: il difetto non sta quasi mai nel materiale, sta in ciò che resta scoperto. Due situazioni reali, fotografate su impianti esistenti.

La rete allentata
Una rete che non è in tensione non esclude niente: basta un lembo che si stacca dal perimetro e il volume torna accessibile. Il difetto non è nella maglia, è sempre negli ancoraggi — ed è anche il caso in cui una rete può diventare pericolosa per gli uccelli, che nelle sacche allentate possono restare impigliati.

La rete messa dove non serve
Sui pannelli fotovoltaici la rete va sul perimetro del sottomodulo, fissata ai profili in alluminio. Stesa sopra i moduli non chiude il varco da cui si entra, ombreggia le celle e in più complica qualsiasi manutenzione dell’impianto.
Sotto i pannelli la rete funziona, ma non è sempre la scelta migliore
Il vano fra i moduli e la copertura è un varco a tutti gli effetti, quindi va chiuso. La rete stesa sopra i pannelli, però, è l’errore della foto qui sopra: ombreggia le celle e complica ogni manutenzione.
La risposta più efficiente è chiudere solo il perimetro del sottomodulo con una barriera dedicata, che lascia i moduli liberi e il tetto praticabile. Accanto, un intervento reale: trascina la maniglia per vedere il prima e il dopo.

PrimaDopo4 fasi in cui la scelta viene fatta davvero
La scelta fra rete e dissuasore non è un momento: è il risultato delle prime due fasi. Se un’offerta arriva senza che nessuno sia salito a vedere, quella scelta non è stata fatta.
Sopralluogo: pressione e geometria
Si guarda dove si posano e dove entrano, si leggono i segni — guano, piume, materiale da nido — e si misurano le superfici. Da qui escono i due criteri di questo articolo, e senza questa fase la scelta fra rete e dissuasore è un tiro a indovinare.
Progetto: un sistema per ogni geometria
Ogni area riceve il sistema che risolve la sua forma, con il motivo scritto accanto. È qui che si decide se serve chiudere, togliere l’appoggio, o entrambe le cose su fronti diversi dello stesso edificio.
Bonifica, poi installazione
Prima la rimozione di guano e nidi con i dispositivi di protezione adeguati, la sanificazione e lo smaltimento del materiale contaminato. Solo dopo si installa: chiudere o proteggere una superficie ancora sporca significa lavorare contro sé stessi.
Verifica e manutenzione programmata
Controlli periodici sugli ancoraggi delle reti, sulla tensione dei fili e sulla scadenza dei materiali a durata dichiarata. È la fase che quasi nessun preventivo nomina, ed è quella che decide se il risultato dura.
Chi ci ha già fatto scegliere
Recensioni su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo: non testimonianze impaginate da noi.
Birdstop è la divisione allontanamento volatili di Ekonore
Ekonore S.r.l. progetta e installa sistemi di bird control su edifici in cui sbagliare la scelta fra esclusione e dissuasione non è un’opzione: siti archeologici e monumenti sotto tutela, stazioni della metropolitana, stabilimenti alimentari, palazzi storici e ville private. Su ognuno di questi cantieri il ragionamento è lo stesso di questo articolo — prima la pressione, poi la geometria, poi il sistema — e il risultato è documentato con foto reali. Qui sotto ci sono i casi studio pubblicati: si aprono e si leggono, uno per uno.
Sito archeologicoColosseoAnfiteatro Flavio, Roma
Sito archeologicoPantheonParco archeologico del Pantheon, Roma
MonumentoCastel Sant’AngeloMausoleo di Adriano, Roma
Sito archeologicoTeatro di MarcelloAmbulacri e arcate, Roma
Beni culturaliPorta AsinariaMura Aureliane, Roma
Trasporto pubblicoMetropolitana di RomaStazioni ATAC
Palazzo storicoMinervino di LecceCasa di corte nel centro storico
Villa privataVilla ad AltamuraTerrazzi e impianto fotovoltaicoLa gamma completa, per geometria del problema
Sei tecnologie, ciascuna con un ambito preciso. La differenza fra un fornitore e un progettista sta tutta qui: chi ne ha una sola la propone ovunque.

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore
Sulla scelta fra escludere e dissuadere l’area scientifica Ekonore segnala un vincolo che non è tecnico ma biologico e normativo insieme: una rete non si chiude su un vano occupato. Se dentro ci sono nidi con uova o piccoli non ancora involati, sigillare l’apertura significa intrappolarli, e la Legge 157/1992 vieta di prendere o distruggere nidi, uova e piccoli nati della fauna selvatica omeoterma.
La conseguenza pratica è che l’esclusione ha una finestra temporale: si verifica che il vano sia libero, oppure si attende l’involo proteggendo nel frattempo le superfici circostanti. È anche la ragione per cui una diagnosi corretta guarda i segni della nidificazione prima di scegliere il sistema: sono gli stessi segni che dicono quando si può intervenire, non solo come.
C’è poi il lato sanitario: dove si nidifica, il guano si stratifica e ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo l’allontanamento dei volatili. Chiudere un volume senza averlo prima bonificato significa sigillare quel materiale dentro l’edificio.
Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.
Gli stessi due criteri, su edifici molto diversi
Stabilimenti, sedi direzionali, siti archeologici, impianti fotovoltaici: cambia la scala, non il ragionamento. Prima si guarda la pressione, poi la geometria, e solo alla fine si sceglie il sistema.


















Le certificazioni, con i numeri per verificarle
Su un lavoro in quota, in un condominio o su un edificio tutelato, contano quanto la scelta del sistema. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, opera con sei certificazioni attive.
Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. La UNI EN 16636 è la norma europea specifica dei servizi di gestione e controllo degli infestanti; la ISO 45001 riguarda la sicurezza di chi sale, che su una copertura non è un dettaglio formale.
Rete o dissuasori: domande e risposte
Per un balcone, meglio la rete o i dissuasori?
Dipende da una sola cosa: se i volatili si posano sul parapetto o se entrano da qualche parte. Se si posano soltanto, sono i dissuasori sui piani di appoggio la scelta corretta, e la rete sarebbe sproporzionata. Se invece hanno occupato il cassonetto della tapparella, il sottotetto o uno spazio dietro il rivestimento, il dissuasore non risolve: quello è un varco e va chiuso. Attenzione al fatto che il balcone fa parte di un fronte: proteggere solo il tuo in genere sposta i volatili al piano di sopra.
La rete anti piccioni si vede molto?
È la preoccupazione più frequente, e la risposta onesta è che dipende dalla distanza e dal colore. Una rete ben tesa, scelta di colore adatto allo sfondo, a distanza si nota molto meno di quanto si teme; a pochi metri resta un elemento presente sul fronte. Se l’edificio è in vista e il problema è un appoggio — non un varco — un filo teso su isolatori è praticamente invisibile ed è spesso la risposta migliore proprio per ragioni estetiche.
Una rete può fare male agli uccelli?
Una rete ornitotecnica installata correttamente — in tensione, con la maglia adatta alla specie e con il perimetro chiuso — esclude senza intrappolare: l’animale la percepisce come una superficie e va altrove. Il rischio di impigliamento nasce dalle installazioni fatte male: reti allentate che formano sacche, maglie sbagliate, o reti da giardinaggio usate al posto di quelle ornitotecniche. È una delle ragioni per cui il montaggio conta più del materiale.
I dissuasori a spuntoni funzionano davvero?
Funzionano nel loro ambito, che è più stretto di quanto si creda: davanzali e cornici strette, dove tolgono materialmente l’appoggio. Su superfici ampie perdono efficacia, perché il piccione si posa negli spazi fra le file; e sui punti in cui c’è nidificazione capita che il materiale da nido venga accumulato proprio fra gli aghi. Sono anche il sistema più visibile di tutti, il che li rende poco adatti agli edifici in vista.
Posso montare la rete da solo?
La parte difficile non è la rete: è il telaio. Serve un perimetro di ancoraggi e cavo di acciaio inox fissato correttamente all’apertura, e serve che la rete resti in tensione nel tempo. A questo si aggiunge che quasi sempre si lavora in quota, cioè in un ambito disciplinato dal D.Lgs. 81/2008, con obblighi di formazione e dispositivi anticaduta. Un montaggio approssimativo produce esattamente il difetto più comune: la sacca allentata da cui si rientra.
Se metto la rete su un lato, i piccioni vanno sull’altro?
Sì, ed è il comportamento normale: nessun sistema riduce la popolazione dell’isolato, la sposta. Per questo un intervento va progettato sul fronte o sull’edificio, non sul singolo elemento. Quando il budget non permette di fare tutto insieme si procede per lotti, ma partendo dai punti di pressione più alta — dove nidificano — e non dai più comodi da raggiungere.
Servono autorizzazioni o delibere?
In condominio, gli interventi su facciate, coperture, cornicioni e gronde riguardano parti comuni: la decisione è assembleare e la spesa segue le regole condominiali. Su edifici tutelati o in zone soggette a vincolo la scelta va concordata con l’ente che tutela il bene, e conta la reversibilità dell’installazione. Dentro la proprietà esclusiva il singolo può provvedere, tenendo presente che su un fronte continuo un intervento isolato raramente tiene.
Rete e dissuasori possono stare sullo stesso edificio?
Non solo possono: è la situazione più frequente. Un edificio ha quasi sempre sia aperture in cui si entra sia linee su cui ci si posa, e le due cose vanno risolte in modo diverso. Un progetto serio assegna a ogni area il sistema che risolve la sua geometria e ne scrive il motivo; un preventivo che propone un solo sistema per tutto l’edificio, di solito, sta adattando il problema al catalogo.
Dicci che cosa vedi, ti diciamo che cosa serve
Dove si posano, se entrano da qualche parte, da quanto tempo e che cosa hai già provato. Con questi elementi la scelta fra escludere e dissuadere si fa in pochi minuti — e se serve saliamo a verificarla.
0584 433 198 Fai valutare il tuo casoContinua a leggere
Fonti citate: Legge 157/1992 · Direttiva 2009/147/CE · D.Lgs. 81/2008 · UNI EN 16636:2015.
Raccontaci l’edificio: ti richiamiamo noi
Che tipo di immobile è, a che altezza si posano i volatili, se entrano da qualche apertura, da quanto tempo e che cosa è già stato provato. Con questi dati sappiamo già dirti se il tuo è un caso da rete, da dissuasore o da entrambi.

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