Una coppia di tortore ha scelto il tuo balcone e non se ne va: come le allontani senza far loro del male?

La tortora dal collare non è un piccione: è più chiara, snella, con un sottile collare nero sulla nuca, e ha un canto ripetitivo che ti sveglia all’alba. Spesso basta una coppia: si posa sulla ringhiera, costruisce un nido sommario sul condizionatore o nella grondaia, e lascia guano e piume. Pochi individui, ma testardi. Si risolve togliendo gli appoggi e i punti di nido, prima che facciano il nido e in modo non cruento — non scacciandole ogni giorno.

Chi èuna tortora dal collare, non un piccione: più chiara, snella, col collare nero
Perché restaun appoggio riparato, un posto comodo per il nido e, spesso, del cibo facile
Cosa si fasi tolgono gli appoggi e i punti di nido, in modo non cruento e preventivo
Tortora dal collare posata sulla ringhiera di un balcone, con il tipico collare nero sulla nuca e il piumaggio chiaro, davanti a un edificio residenziale
Una tortora dal collare (Streptopelia decaocto) sulla ringhiera di un balcone: si riconosce dal collare nero sulla nuca e dal piumaggio chiaro. Immagine illustrativa della specie.

Risposta rapida

La tortora dal collare è fauna selvatica: in città non si spara, non si cattura e non si uccide, e un nido con uova o piccoli non si tocca. Si allontana togliendo gli appoggi sulla ringhiera, sui davanzali e sui cornicioni (dissuasori ad aghi, fili tesi), chiudendo i punti di nido (condizionatori, grondaie, sottotetti, con reti e protezioni) e togliendo il cibo (mangiatoie, briciole). Meglio agire prima che nidifichino: una volta fatto il nido, bisogna aspettare che i piccoli se ne vadano.

Ti suona familiare?

Se ne riconosci anche solo due, il problema è già sul tuo balcone

Non serve un sopralluogo per accorgersene: bastano le cose che vedi e senti tutti i giorni, e che prese una alla volta sembrano gestibili dando una pulita in più.

  • Una o due tortore sempre sulla stessa ringhiera o sullo stesso cornicione, che tornano appena ti allontani.
  • Un canto ripetitivo (“tu-TUU-tu”) che parte all’alba, da un palo, un’antenna o il tetto.
  • Un nido sommario di rametti sul condizionatore, nella grondaia, dietro una tapparella o su una mensola del balcone.
  • Guano e piume sulla ringhiera, sul davanzale, sui mobili del balcone e sui panni stesi.
  • Una mangiatoia o le briciole per gli uccellini che, senza volerlo, le hanno invitate a restare.
  • La sensazione che “tanto sono solo due”, mentre in realtà tornano ogni anno nello stesso punto a nidificare.

Se ne hai spuntate due, la domanda non è “come le scaccio oggi” ma come tolgo l’appoggio e il punto di nido — così non trovano più comodo il tuo balcone, senza far loro del male.

Perché proprio il tuo balcone

Che cosa trova la tortora a casa tua

Non è un caso: il tuo balcone offre un appoggio riparato, un posto comodo per il nido, spesso del cibo facile, e una tortora — che è fedele al luogo — se lo ricorda. Capire che cosa la trattiene è il primo passo per toglierglielo.

01

Un appoggio comodo e riparato

La ringhiera del balcone, il davanzale, il cornicione, l’unità esterna del condizionatore: sono posatoi stabili, al riparo dal vento e in alto, da cui la tortora controlla la zona. Il primo motivo per cui torna sempre lì.

02

Un posto facile per il nido

La tortora fa un nido minimale, pochi rametti: le basta una superficie piana e riparata — sopra il condizionatore, nella grondaia, dietro una tapparella, su una mensola. Trova queste condizioni proprio sul tuo balcone.

03

Cibo facile, spesso involontario

Le briciole, una mangiatoia per gli uccellini, il cibo del cane o del gatto lasciato fuori, l’orto sul terrazzo: tutto questo dice alla tortora che qui si mangia. Finché c’è cibo, resta.

04

Abitudine e fedeltà al posto

La tortora dal collare è sedentaria e fedele al luogo: se un anno nidifica sul tuo balcone, tende a tornare. Per questo conviene togliere l’appoggio prima, non dopo che ha già deciso che casa tua va bene.

Prima di agire

La tortora è un animale selvatico: cosa puoi fare

Prima dei rimedi conviene sapere una cosa: la tortora dal collare è un uccello selvatico, non un animale infestante da eliminare. Si allontana, non si combatte — e alcune “soluzioni” sono vietate oltre che inutili.

Cosa puoi fare, e cosa non va fatto

Si può fare
  • Prevenire: togliere appoggi e punti di nido prima che nidifichino
  • Usare sistemi non cruenti (dissuasori, fili, reti) a regola
  • Togliere il cibo: mangiatoie, briciole, ciotole lasciate fuori
  • Se c’è già un nido con uova, aspettare che i piccoli volino via
Non si deve fare
  • Sparare o catturare: in città non si può, ed è fauna selvatica
  • Usare veleni o colle: vietati, pericolosi e crudeli (anche per altri animali)
  • Rimuovere un nido con uova o piccoli durante la nidificazione
  • Montare reti fai-da-te con sacche in cui l’uccello resta intrappolato

La tortora dal collare è fauna selvatica: la legge quadro sulla fauna (L. 157/1992) tutela gli uccelli selvatici, e in ambito urbano non si sparano, non si catturano e non si uccidono. La via corretta è la dissuasione non cruenta e preventiva: rendere il balcone poco ospitale prima che nidifichino. Se un nido con uova o piccoli c’è già, si aspetta che i piccoli se ne vadano e si interviene dopo.

Non è solo un uccellino sulla ringhiera

Cosa comporta avere le tortore sul balcone

Guano, piume e sporco

Anche una sola coppia lascia guano su ringhiera, davanzale, mobili del balcone e panni stesi. Il guano è acido e, col tempo, macchia e corrode le superfici, oltre a essere un tema di igiene.

Nidi precari su impianti e grondaie

Il nido, fatto di pochi rametti, finisce spesso sul condizionatore, nella grondaia o nel pluviale: materiale che intasa gli scarichi, blocca le unità esterne e può creare problemi.

Il canto che non ti fa dormire

Il tubare ripetitivo della tortora, che parte all’alba e va avanti per ore nella stagione degli amori, è spesso il motivo numero uno per cui si cerca di allontanarla: toglie il sonno.

La tortora dal collare non arriva in stormo come i piccioni: di solito è una coppia. Ma è proprio questo che inganna — “sono solo due, che sarà mai” — mentre in realtà sono testarde e fedeli al posto. Se un anno nidificano sul tuo balcone, l’anno dopo ci riprovano nello stesso punto.

I fastidi concreti sono tre: il guano su ringhiera, mobili e panni, che è sporco e col tempo rovina le superfici (e che va pulito in sicurezza quando si accumula); i nidi sommari su condizionatori e grondaie, che intasano scarichi e impianti; e soprattutto il canto, quel tubare ripetitivo che parte all’alba e, in primavera, non ti dà tregua.

La buona notizia è che, essendo poche, le tortore si allontanano bene: basta togliere l’appoggio e il punto di nido, in modo non cruento. Non servono trappole né veleni — servono le barriere giuste nei punti giusti, meglio se messe prima che nidifichino.

Quello che si prova, e perché non va

Tortore sul balcone: cosa non fare

Alcuni “rimedi” fai-da-te sono inutili, altri sono vietati o crudeli — e con un animale selvatico contano anche le regole, non solo il risultato.

  • Togliere il nido con le uova o i piccoli. È vietato con la fauna selvatica e inutile: se hanno già nidificato, si aspetta che i piccoli volino via e si interviene dopo, togliendo l’appoggio perché non tornino.
  • Veleni, colle e trappole. Oltre a essere vietati e crudeli, sono pericolosi per altri animali, per i bambini e per gli animali domestici. Non si usano, mai.
  • CD appesi, gufi finti, nastri e ultrasuoni. Spaventano per qualche giorno, poi la tortora ci fa l’abitudine e torna: è l’assuefazione, il limite di ogni rimedio a solo stimolo.
  • Reti tese alla buona sul balcone. Una rete con sacche o mal fissata diventa una trappola in cui l’uccello resta impigliato, ed è brutta da vedere. L’esclusione va fatta a regola.
  • Continuare a dare da mangiare agli uccellini. Una mangiatoia o le briciole tengono la tortora “a tavola”: finché c’è cibo facile, non se ne va.

La domanda giusta non è “come la spavento oggi” ma come tolgo l’appoggio e il punto di nido — così il tuo balcone smette di essere comodo, senza far male a nessuno.

Come si lavora

Come si allontanano le tortore dal balcone, passo per passo

01

Si guarda il balcone

Si vede dove si posano (ringhiera, davanzale, cornicione), dove potrebbero nidificare (condizionatore, grondaia, mensole, dietro le tapparelle) e dov’è il cibo (mangiatoie, briciole). Da qui si decide cosa serve davvero.

02

Si tolgono gli appoggi

Dissuasori ad aghi o fili tesi sulla ringhiera, sui davanzali e sui cornicioni dove si posa. Dove conta l’estetica si usano soluzioni discrete, quasi invisibili. Così non trova più un posto comodo da cui controllare la zona.

03

Si chiudono i punti di nido

Si proteggono il condizionatore, la grondaia, i sottotetti e gli angoli riparati con reti e protezioni, a regola, perché non ci possa fare il nido. È il passaggio che evita che torni ogni anno.

04

Si pulisce e si tolgono le fonti di cibo

Si bonifica il guano in sicurezza dove si è accumulato, e ci si ricorda di togliere mangiatoie e briciole. Senza appoggio, senza nido e senza cibo, il balcone smette di essere interessante.

Che cosa funziona davvero

Come si allontana la tortora dal balcone

Con la tortora, che è poco numerosa e cerca il posatoio, conta togliere l’appoggio (fili e dissuasori) e chiudere i punti di nido (reti e protezioni). Quale soluzione scegliere dipende da dove si posa, da quanto conta l’estetica e da quanto è esposto il punto.

Filo teso fissato con un morsetto sul bordo di una struttura1

Fili tesi sulla ringhiera

Dove ha senso: Ringhiere, corrimano, bordi dei davanzali e cornicioni dove la tortora si posa: i punti lineari da liberare con l’ingombro minimo.

Un filo in tensione toglie l’appoggio quasi senza vedersi: discreto, perfetto su un balcone dove conta l’estetica. È spesso la prima soluzione per la tortora, che è poco numerosa e cerca il posatoio.

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Dissuasori ad aghi installati sul bordo di una superficie per togliere l’appoggio2

Dissuasori ad aghi sui bordi

Dove ha senso: Davanzali, cornicioni, sporgenze e bordi dove serve togliere l’appoggio in modo deciso.

Gli aghi impediscono di posarsi sul bordo senza far male all’animale: niente posatoio, niente guano sotto. Si usano dove il filo non basta o la superficie è larga.

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Rete anti-volatili tesa a chiusura di una campata sotto una copertura3

Reti per chiudere e proteggere

Dove ha senso: Balconi che vuoi proteggere del tutto, sottotetti, cavedi e vani dove la tortora entra e potrebbe nidificare.

La rete chiude l’accesso a un volume o protegge un intero balcone: la barriera definitiva dove serve. Va montata a regola e ben tesa, senza sacche in cui un uccello possa restare impigliato.

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Dissuasori a spilli in acciaio inox installati sul bordo di una struttura4

Dissuasori in acciaio BirdTikol

Dove ha senso: Cornicioni, tubi, travi e bordi in vista dove si vuole una barriera robusta e duratura, anche dove battono sole e pioggia.

I dissuasori a spilli in acciaio inox tolgono l’appoggio su bordi e tubi in modo stabile nel tempo: resistono agli agenti atmosferici e sono adatti anche alle superfici più esposte.

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Impianto a più fili tesi installato lungo il bordo di un cornicione5

Impianto a più fili

Dove ha senso: Cornicioni e bordi lunghi dove un solo filo non basta e serve coprire tutta la fascia di appoggio.

Più fili tesi su linee parallele impediscono l’atterraggio lungo tutto il bordo, senza opere invasive e con un impatto visivo minimo. È l’evoluzione del filo singolo sui bordi più ampi.

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Guano di volatili accumulato su una superficie, da bonificare6

Pulizia e bonifica del guano

Dove ha senso: Ringhiere, davanzali, pavimenti e angoli del balcone imbrattati dal guano accumulato, da pulire prima di installare le protezioni.

Si rimuove il guano in sicurezza e si sanifica la superficie: è il passaggio che riporta il balcone a posto prima di montare dissuasori e fili, e che conviene non fare a mani nude.

Bonifica e pulizia

La logica è semplice: niente appoggio, niente nido, niente cibo. Su un balcone i sistemi spesso si combinano — un filo sulla ringhiera, una protezione sul condizionatore — e vanno scelti guardando il punto, non a catalogo. Meglio ancora se si interviene prima della stagione dei nidi.

Installazioni reali

Gli stessi sistemi, in alcuni nostri interventi

I fili tesi, i dissuasori sui bordi e le reti che tolgono l’appoggio su un balcone sono gli stessi che installiamo su cornicioni e coperture. Qui sotto alcune nostre installazioni reali: la posa e la verifica sul posto.

La messa in tensione di un filo d’acciaio sul bordo di una struttura: una barriera discreta che toglie l’appoggio, con un ingombro minimo — ideale su una ringhiera.
La messa in tensione di un filo d’acciaio sul bordo di una struttura: una barriera discreta che toglie l’appoggio, con un ingombro minimo — ideale su una ringhiera.
Un impianto a più fili tesi lungo un cornicione: impedisce l’atterraggio su tutta la lunghezza del bordo, senza opere invasive.
Un impianto a più fili tesi lungo un cornicione: impedisce l’atterraggio su tutta la lunghezza del bordo, senza opere invasive.
La visita di verifica dopo la posa: si controlla che i dissuasori sul bordo tengano e che non restino appoggi scoperti dove l’uccello possa tornare.
La visita di verifica dopo la posa: si controlla che i dissuasori sul bordo tengano e che non restino appoggi scoperti dove l’uccello possa tornare.

Fotografie di nostre installazioni reali di fili tesi e dissuasori sui bordi: gli stessi sistemi, discreti, che liberano una ringhiera o un cornicione di casa.

Guarda come funziona

Le soluzioni per casa, balconi e terrazzi

Per casa e terrazzi

Il FlyAway sul balcone e sul terrazzo

Qui si vede il sistema FlyAway applicato a una casa e a un terrazzo: è la soluzione discreta che toglie l’appoggio sui bordi dove la tortora si posa, senza rovinare l’estetica.

Scopri il FlyAway
Chiudere e proteggere

Le reti per proteggere un balcone

Quando serve chiudere del tutto un balcone o un sottotetto, la rete è la barriera definitiva: qui si vede come si tende a regola, senza sacche in cui un uccello possa restare impigliato.

Vai alle reti
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Perché con la tortora conta la prevenzione, non la rincorsa

La tortora dal collare (Streptopelia decaocto) è una specie sedentaria che ha colonizzato con successo gli ambienti urbani: trova sui balconi e sui tetti gli appoggi e i siti di nidificazione che le servono, e tende a essere fedele al luogo. Per questo l’approccio efficace è preventivo: rendere il posto poco ospitale prima che nidifichi, non rincorrerla dopo.

A differenza dei piccioni, la tortora si presenta in genere in coppie e non in grandi gruppi: il problema è spesso più di disturbo — il canto, il nido in un punto scomodo, il guano localizzato — che di infestazione vera e propria. Questo la rende, in genere, più semplice da gestire con la sola esclusione dei punti di posa e di nido.

Resta un animale selvatico e protetto dalla normativa sulla fauna: gli interventi devono essere non cruenti e rispettare i tempi della nidificazione. Togliere gli appoggi con fili e dissuasori, chiudere i punti di nido e gestire le fonti di cibo è la via corretta — ed è anche quella che dà un risultato stabile, perché la tortora non trova più motivo di tornare.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

Chi si affida a noi

Dalle case ai grandi gruppi

Lavoriamo per privati, condomini e aziende: dallo stesso balcone liberato da una coppia di tortore ai grandi edifici. Gli altri clienti.

AmazonA2A AmbienteEdison EDF GroupConadMondadoriIveco Group
Requisiti

Le certificazioni di chi mette mano al tuo balcone

Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Anche per un intervento su un balcone sono la garanzia che chi interviene lo fa in regola — compresa la UNI EN 16636 sui servizi di controllo infestanti — con un sistema di qualità, ambiente e sicurezza certificato, anche per i lavori in quota.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.

Le domande che arrivano

Le domande che ci fanno sulle tortore

Come riconosco una tortora dal collare da un piccione?

La tortora dal collare è più piccola e snella del piccione, di colore beige-grigio chiaro uniforme, con un sottile semicollare nero sulla nuca e la coda piuttosto lunga. Il piccione cittadino è più tozzo, grigio-blu e spesso con riflessi verdi sul collo. Anche il verso è diverso: la tortora fa un “tu-TUU-tu” ripetitivo.

Posso togliere il nido della tortora dal mio balcone?

Se nel nido ci sono già uova o piccoli, no: è fauna selvatica e non si tocca durante la nidificazione. Si aspetta che i piccoli volino via e poi si tolgono gli appoggi e i punti di nido perché non tornino. Se il nido è solo abbozzato e vuoto, si può rimuovere e — soprattutto — togliere subito l’appoggio.

La tortora dal collare è protetta?

È fauna selvatica, tutelata in generale dalla normativa sugli uccelli selvatici: in città non si spara, non si cattura e non si uccide. Qualunque intervento va fatto in modo non cruento, con la dissuasione. Per i dettagli locali conviene sempre verificare le regole del proprio Comune e della Regione.

Come la faccio smettere di tubare all’alba?

Il canto parte sempre da un posatoio preciso: ringhiera, antenna, comignolo, cornicione. Togliendo quell’appoggio con un filo o un dissuasore, la tortora non ha più il suo “palco” e si sposta altrove. È il modo più efficace per riprendere sonno.

I dissuasori sul balcone si vedono molto?

Dipende dal sistema: i fili tesi sono quasi invisibili a distanza e sono perfetti su una ringhiera; i dissuasori ad aghi si notano di più ma si mettono solo dove serve. Si sceglie insieme guardando il balcone, così la soluzione è efficace senza rovinare l’estetica.

Basta un gufo finto o un CD appeso?

Per qualche giorno magari sì, poi la tortora ci fa l’abitudine e torna: sono rimedi a solo stimolo, e l’assuefazione è il loro limite. Quello che regge è togliere fisicamente l’appoggio e il punto di nido.

Tornano ogni anno? Come lo evito?

La tortora è fedele al luogo: se un anno nidifica sul tuo balcone, tende a tornare. Per questo conviene togliere gli appoggi e chiudere i punti di nido una volta sola e per bene, meglio se prima della stagione dei nidi: così non trova più comodo tornare.

Quanto costa allontanare le tortore da un balcone?

Dipende da quanti punti vanno protetti e da quanto sono alti e difficili da raggiungere: un singolo filo sulla ringhiera è un conto, proteggere più cornicioni e il condizionatore è un altro. Ogni balcone si valuta su misura, dopo un sopralluogo.

Mandaci due foto del balcone

La ringhiera o il cornicione dove si posano e il punto in cui potrebbero nidificare (condizionatore, grondaia), con il comune. Ti diciamo dove intervenire e con quale sistema — filo, dissuasori, rete — per liberare il balcone senza far male alle tortore.

0584 433 198Vai al modulo
Sopralluogo

Parliamo del tuo balcone

Comune, tipo di balcone o terrazzo e dove si posano o nidificano le tortore (ringhiera, cornicione, condizionatore, grondaia). Ti rispondiamo con la soluzione che ha senso — filo, dissuasori, rete, bonifica — su misura, nel rispetto della fauna selvatica e senza interventi cruenti.

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