I piccioni vivono dentro la stazione, sopra le banchine e le scale mobili: come li tenete fuori da un nodo aperto al pubblico tutto il giorno?

I piccioni sulle travi dei sottopassi, il guano sulle scale mobili, sulle panchine e sui corrimano, i nidi dietro le insegne e sopra le pensiline delle banchine, le piume nelle prese d’aria. In una stazione non è solo sporco: è igiene pubblica, sicurezza di chi lavora e di chi passa, e decoro di un luogo che è il biglietto da visita della città. E non si può chiudere nulla: atri, banchine e sottopassi restano aperti. Si lavora sugli appoggi, sui grandi spazi e sulle fonti di cibo, con la discrezione che un luogo pubblico impone.

Il problemaguano su banchine, scale mobili e atri, e piccioni che vivono dentro la stazione
Il vincoloun nodo di trasporto non si chiude: resta aperto al pubblico tutto il giorno
La soluzionetogliere gli appoggi sulle strutture, presidiare gli spazi aperti, con discrezione
Stazione ferroviaria con scale mobili e segnaletica dei treni: sopra le strutture, lungo le travi, i dissuasori ad aghi installati per togliere l’appoggio ai piccioni
Stazione ferroviaria di Roma: sopra le scale mobili e lungo le travi i piccioni trovavano appoggio e riparo. I bordi delle strutture sono stati chiusi con i dissuasori ad aghi.

Risposta rapida

In una stazione o in un nodo di trasporto non si chiude nulla: atri, banchine e sottopassi restano aperti al pubblico. Si tengono fuori i piccioni togliendo gli appoggi su travi, cornicioni, pensiline e insegne (dissuasori ad aghi, fili tesi, reti sulle campate e sui sottotetti), presidiando i grandi spazi con sistemi d’area e trattamenti repellenti dove non si può installare nulla, e togliendo il cibo (cassonetti, residui). Tutto con interventi non cruenti, discreti e sicuri per chi transita.

Riconoscete la scena?

Se riconoscete anche solo due di queste scene, il problema è già dentro la stazione

Non serve un sopralluogo per accorgersene: bastano le cose che il personale vede ogni giorno, e che prese una alla volta sembrano gestibili con una squadra di pulizia in più.

  • Piccioni che svolazzano sotto le pensiline e nei sottopassi, e scendono fra i passeggeri in attesa sulla banchina.
  • Guano su panchine, corrimano, scale mobili, obliteratrici e sul pavimento sotto le travi.
  • Nidi e piume dietro le insegne, sopra i quadri luminosi e nelle prese d’aria degli impianti.
  • Reclami dei passeggeri e segnalazioni sul decoro, o foto del guano che girano sui social.
  • Il personale che deve pulire più volte al giorno gli stessi punti, e scale mobili che si sporcano e si inceppano.
  • Il capitolato d’appalto o l’ente che chiede come gestite il rischio volatili e il decoro — e la risposta è a voce.

Se ne avete spuntate due, non siete più nella fase in cui basta pulire più spesso: la domanda non è “come li scaccio” ma come tolgo gli appoggi e presidio gli spazi aperti, e come lo metto nero su bianco per l’ente e per il capitolato.

Perché proprio la vostra stazione

Che cosa trovano i piccioni in una stazione o in un nodo di trasporto

Non è sfortuna: una stazione offre strutture alte su cui posarsi e nidificare, atri e sottopassi riparati aperti h24, cibo facile e un flusso che non si può interrompere. Capire dove si insediano e da dove entrano è il primo passo per toglierglielo — senza fermare il servizio.

01

Strutture alte e protette ovunque

Travi dei sottopassi, pensiline delle banchine, cornicioni, cartelloni, insegne e quadri luminosi sono posatoi e supporti di nido perfetti: alti, al riparo, fuori portata. È lì che i piccioni si insediano e da lì cade il guano su chi passa sotto.

02

Atri e sottopassi come un rifugio h24

Un atrio coperto, un sottopasso, una galleria sono riparati da pioggia, vento e freddo e restano aperti giorno e notte: un rifugio stabile che i piccioni scelgono per dormire e nidificare, sporcando tutto quello che c’è sotto.

03

Cibo facile dove c’è gente

Dove passano migliaia di persone ci sono briciole, cestini e cassonetti sempre pieni, chioschi e residui a terra. Finché il cibo resta accessibile i piccioni tornano, qualunque deterrente mettiate.

04

Un flusso che non si può interrompere

La stazione non chiude e non si svuota: non si possono montare trappole o reti con sacche sopra la testa dei passeggeri, né fermare le banchine per lavorare. Ogni intervento va pensato per un luogo pubblico, affollato e in funzione.

La parte che pesa in appalto

Volatili, decoro e capitolati: cosa vi viene chiesto

Prima dei prodotti conviene sapere dove vi viene chiesto il controllo volatili: perché una stazione “pulita oggi” può diventare un reclamo o un rilievo d’appalto se non è gestita e documentata.

Dove vi chiedono il controllo volatili, e cosa non va fatto

Si deve fare
  • Avere un programma documentato di controllo volatili e decoro delle aree
  • Togliere gli appoggi su travi, pensiline, insegne e strutture, su progetto
  • Presidiare atri, banchine e piazzali aperti con sistemi d’area
  • Tenere registri di interventi, verifiche e bonifiche per l’ente e il capitolato
Non si deve fare
  • Affidarsi solo alla pulizia “quando capita”
  • Usare veleni o esche dove passano e sostano le persone
  • Montare reti con sacche che intrappolano gli uccelli sopra i passeggeri
  • Presentarsi all’ente con una risposta a voce e nessun documento

In un luogo pubblico il controllo dei volatili non è solo decoro: è igiene, sicurezza del personale e un requisito che compare in capitolati e appalti. Barriere adeguate e una documentazione ordinata sono ciò che vi mette al riparo da reclami, rilievi e contenziosi.

Dove ve lo chiedonoRiferimentoCosa comporta in concreto
Capitolati e appalti (gestore, Comune, ente)contrattualeGestori di stazioni, Comuni e enti chiedono spesso nei capitolati di pulizia e decoro un servizio di controllo volatili e la relativa evidenza documentale.
Salute e sicurezza sul lavoroD.Lgs. 81/2008Il guano è un rischio biologico per il personale di pulizia e manutenzione: va valutato nel DVR e gestito con procedure e DPI, non a mani nude.
Igiene e decoro urbanoRegolamenti e ordinanze comunaliMolti Comuni disciplinano con regolamento o ordinanza la presenza di volatili e il decoro degli spazi pubblici e di quelli aperti al pubblico.
Tutela della faunaL. 157/1992Gli interventi devono essere non cruenti e rispettare le specie protette: si rende il luogo inospitale e si allontana, non si uccide.
Non è solo sporco

Cosa vi costano davvero i piccioni in stazione

Igiene e rischio per utenti e personale

Guano su panchine, corrimano, scale mobili e banchine è un problema igienico per migliaia di persone al giorno e un rischio biologico per chi pulisce e fa manutenzione. Le piume e i nidi intasano gronde, canaline e prese d’aria.

Sicurezza, impianti e guasti

Il guano rende scivolosi i pavimenti e i gradini, imbratta i quadri luminosi e le telecamere, e finisce dentro le scale mobili e gli impianti, dove diventa causa di usura e di fermi. In quota è anche un rischio per chi interviene.

Decoro, reclami e immagine pubblica

Una stazione è il biglietto da visita di una città e di un gestore: guano e piccioni fra i passeggeri generano reclami, segnalazioni e foto sui social, e pesano sul giudizio di decoro dell’ente.

Il guaio dei piccioni in una stazione non è il singolo uccello sulla trave: è tutto quello che cade da lì, sopra la testa di chi aspetta il treno. Il guano finisce su panchine, corrimano, scale mobili e banchine, dove diventa un tema di igiene per gli utenti e di sicurezza per chi lavora: superfici scivolose, impianti imbrattati, bonifiche del guano da fare in sicurezza e spesso in quota.

Poi c’è il fronte del decoro e dell’appalto. Una stazione è un luogo pubblico molto visibile: i reclami e le foto girano, e capitolati ed enti guardano se il problema è gestito e documentato. Un atrio pulito il giorno del controllo ma senza un programma scritto è un rilievo che torna.

Infine la ricorrenza. Finché restano travi e insegne su cui posarsi, sottopassi riparati dove dormire e cibo accessibile, i piccioni tornano: pulire di più non basta. Si lavora sugli appoggi, sugli spazi aperti e sulle fonti di cibo, e lo si mette a sistema — così il problema è gestito e dimostrabile.

Quello che si prova, e perché non regge

Piccioni in stazione: cosa non fare

In un luogo pubblico e affollato le scorciatoie si vedono subito: alcune sono inutili, altre sono pericolose proprio per chi transita.

  • Ultrasuoni e falco finto in un atrio. Su grandi spazi aperti e con piccioni stanziali durano pochi giorni: ci si abitua. È l’assuefazione, il limite di ogni deterrente a solo stimolo.
  • Veleni ed esche dove passano le persone. Oltre a essere spesso vietati e in contrasto con la tutela della fauna, sono un rischio diretto per utenti, bambini e animali domestici: non si usano in un luogo pubblico.
  • Reti con sacche sopra la testa dei passeggeri. Una rete montata male diventa una trappola in cui gli uccelli restano impigliati, a vista, sopra la banchina: un problema di immagine prima ancora che tecnico. L’esclusione va fatta a regola e su progetto.
  • Pulire e basta, lasciando tutti gli appoggi. Senza togliere i posatoi su travi, insegne e pensiline, il guano torna ogni giorno. La pulizia è la conseguenza, non la soluzione.

La domanda giusta non è “con che cosa li spavento” ma come tolgo gli appoggi, presidio gli spazi aperti e tolgo il cibo — con la discrezione e la sicurezza che un luogo pubblico impone.

Come si lavora

Come si tengono i piccioni fuori da una stazione, passo per passo

01

Si mappa il nodo

Si guarda dove si posano e nidificano (travi dei sottopassi, pensiline, insegne, quadri luminosi, prese d’aria), da dove entrano e dov’è il cibo (cestini, cassonetti, chioschi). Da qui si decide cosa serve e in che ordine, con un progetto compatibile con il servizio.

02

Si tolgono gli appoggi

Dissuasori ad aghi e fili tesi su travi, cornicioni, pensiline e insegne; reti sulle campate, sui sottotetti e sui vani tecnici; protezioni sui punti di nidificazione. Dove conta l’estetica si usano i dissuasori invisibili. Si lavora per fasce orarie, senza fermare le banchine.

03

Si presidiano gli spazi aperti

Dove non si può installare nulla — atri ampi, piazzali, grandi coperture — entrano i sistemi d’area: il dissuasore laser e il deterrente acustico, e i trattamenti repellenti sulle superfici dove i piccioni insistono.

04

Si bonifica e si documenta

Si rimuove il guano in sicurezza, anche in quota e sugli impianti, e si mette tutto a sistema: registri, verifiche e monitoraggio. Per l’ente e per il capitolato, il controllo volatili diventa una risposta documentata.

Che cosa si usa davvero

Come si protegge una stazione dai piccioni

Non esiste un solo “anti-piccione” da stazione: ci sono dissuasori che negano i bordi (aghi e fili), reti che chiudono campate e vani, sistemi d’area che presidiano atri e piazzali (laser e acustico), e la bonifica che rimette a norma. Quale pesa di più dipende dalle strutture, dagli spazi aperti e da dove nidificano.

Dissuasori ad aghi installati sul bordo di una trave per togliere l’appoggio ai piccioni1

Dissuasori su travi, insegne e bordi

Dove ha senso: Travi dei sottopassi, pensiline delle banchine, cornicioni, insegne e quadri luminosi: i bordi lineari su cui i piccioni si posano.

Gli aghi tolgono l’appoggio sui bordi senza far male all’animale: niente posatoi sopra le banchine, niente guano su chi passa sotto. È l’intervento base in una stazione.

Vai ai dissuasori
Rete anti-volatili tesa a chiusura di una campata sotto una copertura2

Reti su campate e vani tecnici

Dove ha senso: Sottotetti, campate dei sottopassi, vani tecnici, pensiline e nicchie: i volumi dove i piccioni entrano e nidificano al riparo.

La rete chiude a monte l’accesso ai volumi riparati: è la barriera definitiva dove serve. Va montata a regola e su progetto, senza sacche in cui un uccello possa restare impigliato, e in modo discreto.

Vai alle reti
Filo teso fissato con un morsetto sul bordo di una struttura3

Fili tesi sui bordi a vista

Dove ha senso: Cornicioni, coprimuro, bordi di insegne e strutture dove si vuole togliere il posatoio con l’ingombro minimo.

Un filo in tensione toglie l’appoggio sul bordo quasi senza vedersi: discreto, adatto dove l’estetica conta. Lavora sui bordi lineari; i volumi si chiudono con la rete.

Scopri il FlyAway
Dissuasore laser BirdLaser AI in funzione su un’area ampia4

BirdLaser AI per atri e piazzali

Dove ha senso: Atri ampi, grandi coperture, piazzali e aree scoperte dove non si può installare nulla e serve presidiare lo spazio.

Il laser automatico riconosce i piccioni e li allontana dall’area senza toccare nulla e senza disturbare chi passa. È il sistema d’area per i grandi spazi aperti, in abbinamento all’esclusione dei bordi.

Scopri il laser
Dispositivo acustico BirdAcustic per l’allontanamento dei volatili su aree estese5

BirdAcustic per aree estese

Dove ha senso: Piazzali, scali e grandi coperture all’aperto dove serve un presidio acustico a copertura ampia.

Un sistema acustico che copre superfici estese e si imposta sul contesto. Lavora sull’area, in combinazione con le barriere fisiche sui punti sensibili; va calibrato per non interferire col servizio.

Soluzioni per enti e trasporti
Guano di piccioni accumulato su una superficie, da bonificare6

Bonifica del guano

Dove ha senso: Banchine, scale mobili, sottopassi, pensiline e impianti imbrattati, anche in quota, prima di installare la protezione.

Si rimuove il guano in sicurezza — inumidendo e raccogliendo, con le protezioni, anche in quota — e si sanifica. In un luogo pubblico è anche il passaggio che la documentazione registra.

Bonifica e pulizia

La logica è una: togliere gli appoggi dove si può, presidiare gli spazi dove non si può, togliere il cibo — con discrezione e in sicurezza. In una stazione i sistemi quasi sempre si combinano, e vanno scelti su progetto guardando strutture, spazi e flussi, non a catalogo.

Un intervento reale

La metropolitana di Roma: i bordi chiusi sopra i binari e le banchine

In una stazione della rete ATAC di Roma abbiamo lavorato sulle strutture dove i piccioni si posavano e nidificavano: le travi sopra i binari, i bordi delle coperture e delle banchine. Qui sotto alcune foto reali dell’intervento, con dissuasori ad aghi e trattamento repellente BirdFire sulle superfici.

Sopra i binari della metropolitana: sui bordi delle travi e nelle nicchie strutturali sono stati installati i dissuasori e applicato il trattamento repellente, lì dove i piccioni atterravano e si infilavano.
Sopra i binari della metropolitana: sui bordi delle travi e nelle nicchie strutturali sono stati installati i dissuasori e applicato il trattamento repellente, lì dove i piccioni atterravano e si infilavano.
Il bordo della trave di copertura della banchina, di notte: una fila continua di dissuasori ad aghi chiude l’appoggio su tutta la lunghezza, così sotto non cade più guano.
Il bordo della trave di copertura della banchina, di notte: una fila continua di dissuasori ad aghi chiude l’appoggio su tutta la lunghezza, così sotto non cade più guano.
Su un’altra copertura, una rete tesa chiude un varco in quota: dove c’è un volume riparato, la rete è la barriera che impedisce del tutto l’accesso.
Su un’altra copertura, una rete tesa chiude un varco in quota: dove c’è un volume riparato, la rete è la barriera che impedisce del tutto l’accesso.

Fotografie di un nostro intervento reale nella metropolitana di Roma (rete ATAC) e di una nostra posa di rete: i sistemi sono gli stessi che proteggono una stazione o un nodo di trasporto.

Guarda come funziona

Dalla metro di Roma alle tecnologie d’area

Il caso della metro di Roma

BirdFire nella metropolitana di Roma

Il trattamento repellente BirdFire applicato nella metropolitana di Roma, con l’analisi dei risultati: lo stesso principio con cui si trattano le superfici di una stazione dove i piccioni insistono e non si può montare nulla.

Le soluzioni per enti e trasporti
Il presidio d’area

Il laser sui grandi spazi

Qui si vede il dissuasore laser all’opera su aree ampie: è il principio con cui si presidiano atri, piazzali e grandi coperture di una stazione, dove non si può installare nulla.

Il dissuasore laser
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Perché in un luogo pubblico conta il sistema, non il singolo dispositivo

Un nodo di trasporto offre ai piccioni condizioni ideali: strutture sopraelevate per posarsi e nidificare, atri e sottopassi riparati aperti tutto il giorno, e cibo facile dove c’è gente. In questo contesto nessun singolo dispositivo risolve: serve un approccio integrato che combini esclusione dei punti di posa, presidio degli spazi aperti e gestione delle fonti alimentari.

Dal punto di vista igienico-sanitario i piccioni sinantropi possono veicolare microrganismi e parassiti, e il guano è un vettore di contaminazione oltre che un rischio per impianti, superfici e per chi transita. In un luogo frequentato da migliaia di persone questo colloca il controllo dei volatili dentro la gestione del rischio e del decoro, non fra le attività accessorie.

Gli interventi devono restare non cruenti e rispettare le specie protette: l’obiettivo è rendere il luogo inospitale e monitorarlo nel tempo. In uno spazio pubblico conta anche la discrezione e la sicurezza per chi passa: una barriera stabile e ben integrata vale più di qualunque deterrente a stimolo, a cui gli uccelli si abituano in fretta.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

Chi si affida a noi

Aziende ed enti che ci hanno scelto

Lavoriamo per aziende, grandi gruppi ed enti — dalla metropolitana di Roma ai siti industriali — dove il servizio non può fermarsi e i volatili non possono restare. Gli altri clienti.

AmazonA2A AmbienteEdison EDF GroupIveco GroupMarcegagliaMondadori
Requisiti

Le certificazioni di chi mette mano alla vostra stazione

Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Per un ente o un gestore di trasporto sono la garanzia che chi interviene lo fa in regola — compresa la UNI EN 16636 sui servizi di controllo infestanti, quella che un capitolato guarda — con un sistema di qualità, ambiente e sicurezza certificato, anche per i lavori in quota e in luoghi aperti al pubblico.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.

Le domande che arrivano

Le domande che ci fanno enti e gestori di trasporto

Non posso chiudere la stazione: come tenete fuori i piccioni?

Non si chiude nulla, infatti: si tolgono gli appoggi su travi, pensiline, insegne e cornicioni con dissuasori ad aghi e fili tesi, si chiudono con reti i volumi riparati (sottotetti, vani tecnici, campate) e si presidiano gli spazi aperti — atri, piazzali — con sistemi d’area come il laser e con trattamenti repellenti. Tutto compatibile con il servizio e con il pubblico.

Gli interventi si possono fare senza fermare i treni e le banchine?

Sì: si pianificano per fasce orarie e per aree, con le certificazioni per il lavoro in quota e in sicurezza, in modo da incidere il meno possibile sull’operatività e sul transito dei passeggeri.

Gli ultrasuoni o il falco finto funzionano in un atrio di stazione?

Su grandi spazi aperti e con piccioni stanziali durano pochi giorni: ci si abitua. Reggono l’esclusione fisica dei punti di posa e i sistemi d’area (laser, acustico, trattamenti), non lo spavento.

I dissuasori si vedono? La stazione è un luogo di pregio.

Dove l’estetica conta si usano soluzioni discrete: fili tesi quasi invisibili e dissuasori invisibili in acciaio, che tolgono l’appoggio senza alterare la struttura. La scelta si fa su progetto, guardando il contesto.

Che cos’è il trattamento BirdFire usato alla metro di Roma?

BirdFire è un repellente che agisce sulle superfici dove i piccioni insistono, scoraggiandone la sosta senza ucciderli: utile dove non si può installare una barriera fisica. Nella metropolitana di Roma è stato applicato con analisi dei risultati.

Il guano in stazione è un vero rischio per utenti e personale?

Sì: oltre all’igiene per i passeggeri, il guano rende scivolosi pavimenti e gradini, imbratta impianti e scale mobili, e per il personale di pulizia è un rischio biologico da gestire con procedure e DPI. Per questo la bonifica è parte dell’intervento, fatta in sicurezza.

Ci lasciate documentazione per l’ente e per il capitolato?

L’intervento, le verifiche, le bonifiche e il monitoraggio sono documentabili e possono essere richiamati come misura di controllo volatili e di decoro. È ciò che fa la differenza fra “ce ne occupiamo” e un problema gestito e dimostrabile.

Quanto costa proteggere una stazione o un nodo di trasporto?

Dipende dalle superfici, dai punti di posa e dall’altezza di lavoro: ogni sito si quota su progetto, dopo il sopralluogo. Il sopralluogo tecnico serve a trasformare un ordine di grandezza in un numero e a dimensionare esclusione e presidio d’area.

Mandateci due foto del nodo

La banchina o il sottopasso e il punto in cui i piccioni si posano e nidificano (travi, pensiline, insegne), con il comune e il tipo di struttura. Vi diciamo dove intervenire, con quali sistemi — dissuasori, reti, laser, repellenti, bonifica — e come richiamarlo nella documentazione per l’ente.

0584 433 198Vai al modulo
Sopralluogo

Parliamo del vostro nodo di trasporto

Comune, tipo di struttura (stazione, metro, sottopasso, autostazione), superfici e dove si posano e nidificano i piccioni. Vi rispondiamo con la soluzione che ha senso — dissuasori, reti, laser, repellenti, bonifica — su progetto, nel rispetto delle specie protette e con il richiamo alla documentazione per l’ente e il capitolato.

Nome(Obbligatorio)

Condividi questo articolo