Prima si toglie il guano. Poi si installa.
Chi mette i dissuasori sopra lo sporco rifà tutto dopo due stagioni. Sotto il guano restano i nidi, e con i nidi restano acari e zecche. Noi rimuoviamo per aspirazione, sanifichiamo, smaltiamo il materiale a norma e vi lasciamo il verbale con le foto. Solo dopo si parla di barriere.

In sintesi
La bonifica del guano è la lavorazione che viene prima dell’installazione dei dissuasori. Si rimuovono materiale accumulato e nidi, si sanifica, si smaltisce a norma. Dove serve si aggiunge la disinfestazione da acari e zecche del piccione. Birdstop è la divisione allontanamento volatili di Ekonore S.r.l., certificata UNI EN 16636, ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001. Lavoriamo in tutta Italia su industria, distribuzione, sanità, enti pubblici, condomini e beni tutelati.
Perché la pulizia del guano va fatta prima dei dissuasori
Quasi tutti chiamano per il preventivo della barriera. La domanda arriva prima: che cosa c’è adesso su quella superficie. Se sotto c’è uno strato di guano e un nido, la barriera si installa male e dura poco.
1Il dissuasore posato sul guano dura una stagione
Guardate la base degli spilli in questa foto: non è appoggiata sul cemento, è annegata nella crosta. Quel fissaggio tiene su una superficie che si sbriciola. Alla prima gelata o alla prima pioggia forte si stacca, e il ponteggio si paga due volte.
2Sotto lo strato c’è il nido
In un nido come questo restano rami, piume, uova non schiuse, acari e zecche del piccione. Se allontanate i volatili e lasciate il nido, i parassiti cercano un altro ospite e scendono nei locali sotto. Succede a lavoro finito, e nessuno collega le due cose.
3A secco il guano diventa polvere che si respira
È il modo più rapido per mandare in circolo quello che state cercando di togliere. Prima si nebulizza, poi si rimuove, e chi lavora ha semimaschera e tuta. Non è zelo. È la differenza fra una bonifica e una spolverata.
4Il materiale rimosso deve uscire dal sito
Non basta spostarlo o accantonarlo in un angolo del cortile. Si raccoglie, si chiude, esce dal sito con la sua documentazione. Al responsabile qualità che vi chiede conto in audit serve quel foglio, non la superficie pulita.
Dove si accumula il guano e quali danni provoca
Non è una questione estetica. Su una passerella diventa un rischio di scivolamento, su un quadro elettrico un guasto, sul fotovoltaico una perdita di resa, in una gronda un’infiltrazione. Ognuno di questi punti si bonifica in modo diverso.
1Passerelle e camminamenti
Su questa passerella ci sale chi fa la manutenzione. Bagnato, il guano su un grigliato scivola come il ghiaccio. Nel documento di valutazione dei rischi è una voce, non un problema di decoro.
2Quadri elettrici e cabine esterne
Il guano è acido e trattiene umidità. Sulle griglie di aerazione riduce lo scambio termico e attacca i contatti. Il guasto poi entra nel registro di manutenzione sotto un’altra causa.
3Moduli e sottostruttura del fotovoltaico
Sopra ombreggia le celle. Sotto, nello spazio fra moduli e copertura, ci nidificano. Il monitoraggio lo legge come calo di resa prima che qualcuno salga a guardare.
4Canali di gronda e lattoneria
I nidi finiscono nel canale, il canale si ostruisce, l’acqua torna indietro sotto la falda. Le colature che vedete sulla facciata sono l’avviso. La spesa vera arriva dopo, sull’intradosso.
5Portici, sottopassi e aree di passaggio
Qui il problema lo vede il pubblico tutti i giorni. Su suolo pubblico la parte lunga sono gli atti: chi è il proprietario del bene, chi ha la competenza igienico-sanitaria, chi mette la manutenzione a bilancio.
6Canali, UTA e prese d’aria
È il punto che nessuno guarda finché non si sente un odore in reparto. Una presa d’aria esterna sporca porta dentro quello che sta fuori. In ospedale, in RSA e in uno stabilimento alimentare questo pesa più di tutto il resto.
Prima e dopo la pulizia del guano: otto interventi
Terrazzi, canali di gronda, passaggi tecnici, cassoni in copertura. Sono fotografie dei nostri cantieri, scattate nello stesso punto prima e a lavoro finito. Sotto ogni foto trovate che cosa c’era, che cosa è cambiato e il vincolo che ha deciso come lavorare. Clic sulla foto per ingrandirla.

Terrazzo condominiale, unità tecniche
- PrimaIl piano attorno alle macchine coperto da uno strato compatto. Nessuno saliva lì da anni.
- DopoSuperficie liberata e lavata, comprese le zone dietro e sotto le unità.
- VincoloLe macchine non si potevano spostare né spegnere: si è lavorato attorno, a mano.

Terrazzo di servizio, Bologna
- PrimaStrato continuo su tutta la lunghezza del camminamento, con il pavimento non più visibile.
- DopoPavimentazione rimessa a vista, rimozione per aspirazione e poi lavaggio.
- VincoloIl terrazzo è una via di fuga: bagnato non era percorribile in sicurezza, andava liberato subito.

Passaggio tecnico con parete grigliata, Roma
- PrimaUn corridoio stretto fra due edifici, riparato dall’alto: per i colombi un posatoio ideale.
- DopoPavimento e maglia del grigliato trattati insieme, in un solo passaggio.
- VincoloIl grigliato non si smonta. Se si pulisce solo il pavimento, al primo temporale torna giù tutto.

Canali di gronda interni, Milano
- PrimaCanali ostruiti da guano e materiale di nido: l’acqua non defluiva e rientrava sotto la copertura.
- DopoCanali svuotati e lavati, deflusso tornato quello di progetto.
- VincoloQui la bonifica è anche manutenzione edilizia: più si rimanda, più il conto passa dall’intradosso.

Cassoni tecnici in copertura
- PrimaVani aperti verso l’alto e riparati dal vento: si riempiono e non li guarda nessuno.
- DopoFondo dei cassoni svuotato, lavato e asciugato.
- VincoloÈ il punto in cui il materiale resta umido più a lungo: si tratta per primo, prima che ricompatti.

Canale tecnico con tubazione
- PrimaGuano attorno e sotto una tubazione in esercizio, in un canale stretto lungo il parapetto.
- DopoZona liberata lavorando a mano, senza toccare la linea.
- VincoloSotto passa un impianto attivo: niente idropulitrice, niente leve. Un punto che in un preventivo a corpo non compare mai.

Terrazzo con pavimentazione decorata
- PrimaPiastrelle coperte da uno strato che ne aveva annullato il disegno.
- DopoColore e posa delle piastrelle di nuovo leggibili.
- VincoloSu una pavimentazione decorata conta cosa si usa per lavare: un prodotto troppo aggressivo pulisce e opacizza.

Passaggio condominiale in cemento
- PrimaStrato uniforme e spesso, di quelli che si formano in anni di stazionamento.
- DopoCemento rimesso a vista, con lavaggio dopo la rimozione.
- VincoloIl cemento è poroso e trattiene: senza lavaggio restano l’alone e soprattutto l’odore.
Le fotografie mostrano lo stato del punto prima e a fine intervento, riprese dalla stessa posizione. Non dimostrano una percentuale. Su questi cantieri non era attivo un conteggio strumentale, quindi un numero non ce l’abbiamo e non lo scriviamo. Dove il committente ne ha bisogno si concorda un campionamento con un laboratorio, prima e dopo, e il risultato entra nel verbale.
Come si svolge l’intervento, passo per passo
L’ordine conta quanto le lavorazioni. Senza sopralluogo si preventiva male. Senza sanificazione resta il problema sanitario. Senza documentazione, in audit non avete niente da mostrare.
Sopralluogo e rilievo
Saliamo a vedere. Misuriamo le superfici, distinguiamo il passaggio occasionale dalla nidificazione consolidata, individuiamo i nidi e le specie presenti. Segniamo le quote di lavoro e i vincoli di accesso. Il preventivo esce da qui, non da una stima al telefono.
Rimozione per aspirazione
Il materiale si nebulizza e si aspira. I nostri aspiratori con filtri e tubazioni di elevata portata si applicano all’escavatore a risucchio. Così si rimuovono grandi quantità anche a quote dove con i metodi tradizionali non si arriva. E il guano finisce nel contenitore, non nell’aria.
Sanificazione, e se serve disinfestazione
Dopo la rimozione si sanificano le superfici. Dove nel nido c’erano acari e zecche del piccione si aggiunge la disinfestazione: senza quella, i parassiti restano sul posto e cercano un altro ospite.
Smaltimento e consegna
Il materiale esce dal sito con la sua documentazione. A voi lasciamo il verbale fotografico punto per punto e l’elenco di che cosa è stato fatto e dove. Con quello arriva la proposta per la parte successiva: adesso le barriere si possono installare su un supporto pulito.
Come rimuoviamo il guano: aspirazione professionale

Gli aspiratori con filtri e tubazioni di elevata portata si applicano all’escavatore a risucchio. Si rimuovono così grandi quantità di materiale in punti e a quote dove con i metodi tradizionali non si arriva. E si riduce la dispersione di tossine e agenti patogeni contenuti nei residui.
In pratica cambia due cose per voi. La prima: si lavora senza montare ponteggi dove basta la tubazione, quindi si accorciano i tempi in cui l’area sotto resta interdetta. La seconda: il materiale finisce direttamente nel contenitore, quindi non c’è una fase intermedia in cui il guano sta in sacchi aperti nel vostro cortile.
Dove il volume è piccolo o il punto è delicato — una nicchia, un cornicione modanato, una linea in esercizio — si lavora a mano, nebulizzando e raccogliendo. Le due cose convivono nello stesso cantiere.
Sanificazione e disinfestazione dopo la pulizia

Tolto il materiale, le superfici vengono lavate e sanificate. Dove il contesto lo richiede impieghiamo il trattamento a ozono. È un gas con proprietà battericide, acaricide e fungicide, e arriva dove uno straccio non arriva: intercapedini, cavedi, vani tecnici.
Se nel nido c’erano acari e zecche del piccione, la sanificazione non basta e si aggiunge la disinfestazione mirata. Negli interventi fatti in fretta questo passaggio salta. Lo si scopre qualche settimana dopo: i volatili non ci sono più, ma negli appartamenti sotto qualcuno comincia a lamentare punture.
Su un dato di efficacia non scriviamo una percentuale a memoria. Se vi serve un numero, si concorda un campionamento con un laboratorio prima e dopo. Il risultato entra nel verbale insieme alle foto.
Mandateci una foto dei punti sporchi
Da una fotografia si capisce già molto: se è passaggio occasionale o nidificazione, se il materiale è fresco o stratificato, se serve il ponteggio o basta la tubazione. Poi veniamo a misurare.
0584 433 198Scrivici dal moduloInterventi di bonifica guano che abbiamo eseguito
Un immobile con più punti trattati, un terrazzo condominiale, un palazzo storico. Cambiano i materiali, cambiano gli accessi, cambia chi firma. La sequenza delle lavorazioni resta quella.
CantiereParma
Rimozione, pulizia e smaltimento su più punti dello stesso immobile: terrazzo, balconi e locali di servizio. La serie fotografica del cantiere documenta lo stato iniziale e la consegna.
CantiereBologna
Bonifica e smaltimento su terrazzo e balconi. Anche qui la sequenza è la stessa: rimozione, lavaggio, sanificazione, poi la valutazione dei sistemi per evitare che il problema si riformi.
CantierePalazzo storico, Minervino
Su un edificio storico la bonifica è anche una questione di materiali: quello che si usa per lavare non deve aggredire intonaci e pietra. Pulizia del guano e disinfestazione, con le cautele del caso.
Dopo la bonifica: come evitare che il guano torni
Una superficie pulita e lasciata così torna come prima nel giro di una o due stagioni. Sviluppiamo e installiamo sei sistemi: in sopralluogo assegniamo ogni superficie a quello che le serve. Su un sito medio ne servono due o tre.
1Reti anti-volatili
Dove ha senso: sottotetti, logge, arcate, cavedi, vani tecnici: tutti i volumi che si possono precludere.
È l’unica lavorazione che toglie il nido invece di renderlo scomodo. Dopo una bonifica in sottotetto è quasi sempre il seguito giusto.
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2FlyAway
Dove ha senso: coronamenti, cornicioni lunghi, perimetri di coperture e campi fotovoltaici.
Non ha punte e da qualche metro non si vede. Sul fronte principale di un condominio è spesso l’unico che l’assemblea approva.
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3BirdFire
Dove ha senso: intradossi, tubazioni tecniche, parapetti, ogni punto in cui una foratura è esclusa.
Si appoggia e si toglie senza lasciare segni. Su un impianto in garanzia o su un bene tutelato è spesso l’unica strada.
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4BirdTikol e TikolPannel
Dove ha senso: cornici in vista, capitelli, davanzali, coronamenti dei prospetti principali.
Acciaio inox su base trasparente. Da dove si guarda l’edificio incide molto meno di uno spuntone tradizionale.
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5BirdLaser AI
Dove ha senso: coperture industriali, campi fotovoltaici, piazzali, aree logistiche.
Copre in una volta metrature che con una barriera fisica sarebbero fuori budget. Non chiude cavità, quindi non sostituisce le reti.
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6Falconeria
Dove ha senso: piazze, sagrati, cimiteri, chiostri, piazzali: spazi aperti senza una superficie da attrezzare.
Sul bene non resta installato niente. Va ripetuta nel tempo e non chiude nessun volume.
Vedi la pagina del sistemaQuando leggete un preventivo, guardate quanti sistemi propone. Un sistema solo su tutto il sito sta semplificando il problema. La superficie che resta scoperta rimette i volatili anche sulle altre.
Cosa dicono i clienti Birdstop
Recensioni verificate su Trustpilot, una piattaforma che non controlliamo noi.
6 certificazioni, ognuna con un numero di registrazione verificabile
Su una bonifica le due che pesano davvero sono la UNI EN 16636, che certifica chi eroga il servizio di gestione degli infestanti, e la ISO 45001, perché si lavora in quota dentro siti che restano in attività. I certificati sono intestati a Ekonore S.r.l. e rilasciati da Kiwa.
Birdstop è la divisione allontanamento volatili di Ekonore S.r.l. I numeri di registrazione sono quelli riportati sui certificati e sono verificabili presso l’ente.
Domande frequenti sulla bonifica del guano
Quanto costa una bonifica da guano?
Dipende da tre cose: quanti metri quadri sono interessati, quanto è spesso lo strato e come si arriva al punto. Una passerella in copertura raggiungibile a piedi e un cornicione a quindici metri che richiede la piattaforma sono due preventivi diversi a parità di superficie. Per questo il numero arriva dopo il sopralluogo: prima si misura, poi si quota.
Perché non posso farla fare alle pulizie ordinarie?
Perché non è una pulizia. Il guano secco si sbriciola e va in aria, i nidi contengono acari e zecche del piccione, il materiale rimosso è un rifiuto e va smaltito con la sua documentazione. Chi lo fa senza semimaschera e senza nebulizzare respira quello che sta togliendo, e chi lo butta nel cassonetto lascia scoperto il committente.
Il guano è davvero pericoloso o si esagera?
Il rischio non è l’escremento in sé: sono la polvere che si forma quando è secco e i parassiti che vivono nel nido. La polvere si inala, e per questo il lavoro si fa con i DPI e bagnando prima. Se nell’edificio ci sono persone fragili — una RSA, un reparto ospedaliero — la cosa va valutata con la direzione sanitaria, non liquidata.
Dopo la bonifica devo per forza installare qualcosa?
No, ma se non lo fate la superficie torna come prima. I volatili sono legati al posto, non allo stato del posto: tolto il guano, il cornicione resta comodo com’era. La bonifica risolve il problema igienico di oggi; la barriera decide se ci sarà ancora fra un anno.
Lavorate mentre l’attività resta aperta?
Sì, ed è la modalità più frequente. Concordiamo le fasce orarie, prepariamo il permesso di lavoro, proteggiamo le aree sottostanti e interdiciamo solo la zona in lavorazione. In un punto vendita si lavora a saracinesche chiuse, in uno stabilimento durante i fermi di linea. Dove serve ci coordiniamo con il vostro RSPP e si redige il DUVRI.
Chi paga in condominio, il singolo o tutti?
Dipende da dove sta il guano. Sulle parti comuni — tetto, gronde, cornicioni, cortile — la spesa è condominiale e la delibera passa dall’assemblea. Su un balcone di proprietà esclusiva è del singolo. Nei casi misti conviene far mettere a verbale la distinzione prima dei lavori. Noi possiamo preparare due voci separate nel preventivo, così l’amministratore ha già il documento pronto.
Che cosa mi lasciate a fine intervento?
Verbale fotografico dei punti trattati prima e dopo, elenco delle lavorazioni eseguite e delle superfici interessate, documentazione dello smaltimento, e la proposta tecnica per la parte di prevenzione. In audit vi chiedono queste carte.
Fate anche il campionamento microbiologico?
Non è compreso di serie. Dove vi serve — tipicamente in ambito alimentare o sanitario — si concorda un campionamento con un laboratorio prima e dopo l’intervento, e i risultati entrano nel verbale. Un dato misurato vale più di qualunque percentuale scritta su un sito.
Partiamo dai punti che vi preoccupano
Diteci che tipo di edificio è, quali superfici sono interessate e da quanto, a che quota si trovano e se c’è un vincolo di orario o di accesso. Con questo capiamo che cosa entra nel primo intervento e che cosa può aspettare.
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Scriveteci che tipo di edificio è: stabilimento, punto vendita, condominio, ospedale, edificio pubblico o bene tutelato. Quali superfici sono interessate e da quanto. A che quota si trovano. Se c’è un vincolo di orario o di accesso. Allegate anche una fotografia: da quella si capisce già se è passaggio occasionale o nidificazione.
