Ti sei chiesto se quel guano sul balcone fa male davvero?
Te lo chiedi mentre spazzi il terrazzo e si alza una polvere chiara. O quando tuo figlio gioca sul pavimento dove ieri c’erano i piccioni. O quando in ufficio qualcuno apre la finestra che dà sul cornicione bianco. La risposta onesta è questa: il rischio esiste, è quasi sempre basso, e dipende da una cosa precisa, cioè da quanta polvere di guano secco respiri. Qui trovi che cosa dicono le fonti sanitarie, senza allarmi e senza minimizzare.

Risposta rapida
I piccioni possono trasmettere all’uomo alcune infezioni, soprattutto attraverso l’inalazione di polvere di guano secco: la psittacosi (Chlamydia psittaci) e la criptococcosi (un fungo che vive anche negli escrementi di uccelli). Nei nidi vivono inoltre parassiti come la zecca del piccione. Il rischio per chi passa è basso; cresce per chi pulisce o lavora a lungo vicino a molto guano senza protezioni.
Se una di queste situazioni ti riguarda, conviene fermarsi un attimo
Non sono motivi per spaventarsi. Sono i casi in cui l’esposizione è più alta del normale, e vale la pena fare le cose nel modo giusto.
- Hai uno strato di guano secco sul balcone, nel sottotetto o in soffitta, e stavi per toglierlo con la scopa.
- In casa c’è una persona anziana, un bambino piccolo o qualcuno con le difese immunitarie basse.
- Il condizionatore o la presa d’aria di un locale stanno proprio sotto il punto dove si posano.
- Hai trovato piccoli insetti simili a zecche vicino alla finestra o al cassonetto, dove c’era un nido.
- Per lavoro sali su coperture o entri in vani tecnici pieni di guano.
- Il nido è stato tolto da poco, e nessuno ha pulito il vano.
Se ti ci ritrovi, la domanda utile non è «quanto è pericoloso il piccione». È «come tolgo il guano senza respirarlo, e come evito che si riformi».
Le infezioni legate ai piccioni, una per una
Su internet circolano elenchi lunghissimi. Qui riportiamo solo quello che trovi nelle fonti sanitarie e veterinarie, con il link per verificarlo.
| Che cos’è | Come si prende | Che cosa dicono le fonti |
|---|---|---|
| Psittacosi (ornitosi) batterio Chlamydia psittaci | Inalando polvere di feci secche o secrezioni di uccelli infetti | Il Centro di referenza nazionale per le clamidiosi riporta che in indagini su città italiane la clamidia è stata trovata in percentuali variabili dal 13 al 42% dei colombi. Nell’uomo va da una forma simil-influenzale a una polmonite. I ceppi dei colombi urbani sono descritti come meno virulenti per l’uomo di quelli di pappagalli e pollame. Fonte: IZSLER |
| Criptococcosi fungo Cryptococcus neoformans | Inalando le spore microscopiche presenti in terreno, legno in decomposizione ed escrementi di uccelli | Il fungo vive in tutto il mondo nell’ambiente, anche negli escrementi di uccelli; ci si infetta respirandolo. Le forme gravi riguardano soprattutto chi ha le difese immunitarie compromesse. Fonte: CDC / NIOSH |
| Istoplasmosi fungo Histoplasma | Inalando polvere da terreni ricchi di escrementi di uccelli o pipistrelli | È associata soprattutto ad accumuli molto grandi e vecchi di escrementi, e a lavori che li rimuovono sollevando polvere. Fonte: Manuale MSD |
| Parassiti dei nidi zecca del piccione, acari | Quando il nido viene abbandonato o tolto, i parassiti cercano un altro ospite e possono entrare in casa | Più che una malattia è un fastidio concreto, con punture e reazioni cutanee. Ne parliamo in zecca del piccione. |
Le fonti citate descrivono il rischio in generale. Per sintomi o dubbi sulla propria salute l’unico riferimento corretto è il medico.
In molti elenchi online compaiono anche candidosi, encefalite e tubercolosi. Qui non le riportiamo: nelle fonti sanitarie consultate non abbiamo trovato un legame documentato con il colombo urbano, e preferiamo un elenco più corto ma verificabile.
Il rischio non è uguale per tutti
È il momento in cui il guano secco diventa polvere. Scopa, aspirapolvere domestico e getto d’acqua sono i modi peggiori per farlo.
Persone anziane, immunodepresse, in terapie che abbassano le difese: per loro le fonti indicano un rischio maggiore di forme gravi.
Manutentori, addetti alle coperture, operatori che entrano in sottotetti e vani tecnici: esposizione ripetuta e spesso in spazi chiusi.
Per chi passa sotto un cornicione o vede un piccione sul davanzale il rischio è molto basso. Il problema nasce dove il guano si accumula per mesi e poi qualcuno lo rimuove nel modo sbagliato, magari in un sottotetto chiuso.
Per le aziende il tema entra nella valutazione dei rischi: ne abbiamo scritto in guano e sicurezza sul lavoro.
Quanto guano c’è da togliere, e in che spazio?
Mandaci una foto dell’accumulo. Da quella capiamo se è un lavoro che puoi fare tu con le precauzioni giuste o se serve una bonifica con attrezzatura e smaltimento.
Tre regole, in quest’ordine
- Non sollevare polvere. Il guano va inumidito prima di toccarlo, raccolto senza spazzare e chiuso in sacchi. Mascherina filtrante e guanti, sempre. Il procedimento passo per passo è in come pulire il guano in sicurezza.
- Non toccare i nidi a mani nude. Nido, uova e piccoli sono comunque protetti; quando il nido è vuoto, va tolto con le protezioni e il vano va pulito, altrimenti i parassiti restano. Vedi nido di piccioni: cosa fare.
- Togliere il motivo per cui tornano. Il guano si riforma finché il punto resta utilizzabile. Rete sui vani, dissuasori ad aghi sui bordi, niente cibo lasciato fuori. Le soluzioni sono in sistemi Birdstop e, per i volumi, in reti anti volatili.
Dopo un nido o un accumulo in un vano chiuso può servire anche una sanificazione degli ambienti vicini. Per le zecche del piccione trovi indicazioni anche su come eliminare le zecche dei piccioni; per la sanificazione degli ambienti su sanificazione con ozono.
Parassiti e bonifica, visti da vicino
Che cosa esce da un nido abbandonato
Zecche e acari del piccione, dove si nascondono e perché entrano in casa quando il nido viene tolto male. Guardalo se hai trovato piccoli insetti vicino a una finestra o a un cassonetto.
Vai alla zecca del piccioneCome si toglie il guano senza respirarlo
Protezioni, raccolta del materiale senza sollevarlo e smaltimento: la parte che fa la differenza per la salute.
Vai alla bonificaCome si interviene quando c’è molto guano
Si valuta l’accumulo
Quanto ce n’è, in che spazio, se ci sono nidi o parassiti. Un sottotetto chiuso e un balcone all’aperto non sono lo stesso lavoro.
Si bonifica con le protezioni
Materiale inumidito, raccolto senza sollevarlo, insaccato e smaltito; superfici disinfettate.
Si chiude l’accesso
Reti, dissuasori o chiusure sui punti usati, perché il guano non si riformi nello stesso posto.
Si controlla
Una verifica dopo qualche settimana e poi periodica, soprattutto dove l’accumulo era vicino a finestre o prese d’aria.
Che cosa dicono i clienti Birdstop
Il rischio sta nella polvere, non nel piccione

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore, invita a spostare l’attenzione dal piccione al guano. Il colombo che attraversa il cortile non è un pericolo; lo diventa l’accumulo di deiezioni secche che, rimosso nel modo sbagliato, finisce nell’aria.
Per questo, spiega, le indicazioni pratiche sono sempre le stesse: inumidire prima di raccogliere, non usare scope o aspirapolvere domestici, proteggere vie respiratorie e mani, e chiudere il materiale in sacchi prima di spostarlo.
Sui parassiti dei nidi ricorda che il momento critico è quando il nido viene abbandonato: zecche e acari cercano un nuovo ospite. È il motivo per cui la rimozione del nido va sempre accompagnata dalla pulizia del vano.
Testo redazionale rivisto dall’area scientifica Ekonore.
Case, aziende e strutture sanitarie
Lavoriamo anche in ospedali, RSA e ambienti dove l’igiene è un requisito. I casi documentati sono nei casi studio.
La bonifica è un lavoro sanitario
Rimuovere guano significa gestire un rifiuto e un rischio biologico: servono procedure certificate. Sono certificati rilasciati a Ekonore S.r.l., con i numeri di registrazione per esteso.
UNI EN 16636
Servizi di gestione e controllo infestanti
ALI 02122 - PMISO 9001
Sistema di gestione qualità
Reg. N. 19806 - AISO 14001
Sistema di gestione ambientale
Reg. N. 19806 - EISO 45001
Salute e sicurezza sul lavoro
Reg. N. 19806 - IUNI/PdR 125
Parità di genere
Reg. N. 19806 - PGEMAS
Registrazione ambientale europea
IT-002249Che cosa chiedere prima di firmare, punto per punto, sta in come si sceglie a chi affidare il lavoro.
Le domande sulla salute
Quali malattie trasmettono i piccioni?
Le fonti sanitarie citano soprattutto la psittacosi (Chlamydia psittaci) e la criptococcosi, contratte per inalazione di polvere di guano secco; nei nidi vivono parassiti come la zecca del piccione.
Si può prendere una malattia toccando un piccione?
La via principale non è il contatto ma l’inalazione di polvere di feci secche. Dopo aver toccato guano o uccelli è comunque buona norma lavarsi accuratamente le mani.
Il guano sul balcone è pericoloso per i bambini?
Il rischio è basso, ma conviene evitare che i bambini giochino dove c’è guano e pulirlo nel modo corretto: inumidito, con guanti e mascherina, senza sollevare polvere.
Come si pulisce il guano senza rischi?
Inumidendolo, raccogliendolo senza spazzare, chiudendolo in sacchi, con mascherina filtrante e guanti. Per grandi accumuli o spazi chiusi serve una bonifica professionale.
Le zecche del piccione entrano in casa?
Possono farlo quando il nido viene abbandonato o tolto: cercano un altro ospite. Per questo il vano va pulito dopo la rimozione del nido.
Quando andare dal medico?
Se dopo un’esposizione a guano compaiono febbre, tosse o sintomi simil-influenzali, è bene segnalarlo al medico, riferendo il contatto con gli escrementi di uccelli.
Togli il guano senza respirarlo
Una telefonata per capire se puoi farlo da solo o se serve una bonifica.
Se ti serve andare più a fondo
Raccontaci dove si è accumulato
Tipo di ambiente, quanto guano c’è e se ci sono nidi: ti richiamiamo.
