NormativaPiccioni

Ti hanno consigliato qualcosa e ti sei chiesto se sia legale? Fai bene a chiedertelo

Allontanare i colombi è legittimo. Ucciderli, avvelenarli o catturarli senza autorizzazione no, e la differenza non è una sfumatura: passa fra un intervento tecnico e un illecito. Prima di comprare o di far montare qualcosa, guarda due cose: che cosa fa esattamente quel sistema all’animale, e chi ti sta dicendo che si può fare. Qui trovi che cosa è consentito, che cosa no e su quali norme si regge.

L. 157/1992la norma vigente sulla fauna selvatica: ha sostituito la L. 968/1977, che si legge ancora troppo spesso
Artt. 544-bis e 544-ter c.p.uccisione e maltrattamento: pene inasprite dalla L. 82/2025, in vigore dal 1° luglio 2025
UNI EN 16636la norma che certifica chi esegue il servizio di pest management, non il prodotto
Sistema FlyAway installato su un edificio di pregio per l’allontanamento dei volatili
Un impianto di allontanamento volatili su un edificio di pregio: nessuna parte ferisce l’animale, ed è questa la condizione che la legge chiede.

Risposta rapida

In Italia la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e la disciplina vigente è la Legge 11 febbraio 1992 n. 157. Il colombo di città non compare fra le poche specie escluse dalla legge (art. 2, comma 2: talpe, ratti, topi propriamente detti, arvicole) e la lettura prevalente lo considera fauna selvatica in stato di naturale libertà: non è specie cacciabile e il contenimento numerico è materia di piani pubblici ai sensi dell’art. 19, con il parere di ISPRA.

Per un privato, un condominio o un’azienda la conseguenza pratica è semplice: non si elimina, si allontana. Sono consentiti i sistemi che rendono inospitale l’appoggio o chiudono il varco senza ferire né intrappolare — reti tese e ancorate, fili a impulso a bassissima energia, dissuasori visivi e olfattivi, laser, barriere meccaniche. Restano fuori dalla legge veleni, esche, colle, trappole e qualunque metodo cruento: ricadono negli artt. 544-bis e 544-ter del codice penale, le cui pene sono state inasprite dalla L. 82/2025, in vigore dal 1° luglio 2025.

Da qui in avanti la pagina fa una cosa sola: mette in fila le norme che contano, dice quali metodi stanno dentro e quali fuori, e mostra come si documenta un impianto quando l’edificio è un condominio, uno stabilimento alimentare o un bene vincolato.

Ti ci ritrovi?

Se ne riconosci due, la domanda giusta è che cosa fa quel sistema

Sono le situazioni in cui è facile commettere un illecito senza accorgersene, seguendo un consiglio dato in buona fede.

  • Qualcuno ti ha proposto un prodotto che «li fa sparire» senza spiegarti come.
  • Ti è stato consigliato un veleno, un’esca o una trappola.
  • C’è un nido e ti hanno detto di buttarlo via senza guardare dentro.
  • Non sai se sul tuo edificio serva un’autorizzazione per montare qualcosa.
  • Hai letto online consigli contraddittori sulla legge.
  • Vuoi risolvere, ma non a costo di fare del male agli animali.

Se ne riconosci due, prima di procedere conviene sapere dove passa il confine: allontanare si può, il resto no. Qui sotto c’è la riga, con le norme che la reggono.

Il quadro normativo

Che cosa dice davvero la legge sui dissuasori per piccioni

Quattro norme, e sono sempre le stesse: la legge sulla fauna selvatica, due articoli del codice penale, la disciplina della sicurezza sul lavoro per chi esegue l’intervento e il regolamento del Comune in cui si trova l’edificio.

Balaustra in pietra imbrattata dal guano prima dell’intervento
Il problema è reale e i danni pure. Ma da qui in avanti conta una cosa sola: come si interviene.

1. La fauna selvatica è tutelata: L. 157/1992

L’art. 1, comma 1 è netto: «La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale». L’art. 2 stabilisce che ne fanno parte le specie di mammiferi e uccelli con popolazioni viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà sul territorio nazionale, e al comma 2 elenca le uniche esclusioni: «Le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai ratti, ai topi propriamente detti, alle arvicole».

Il colombo di città non è in quell’elenco. Non è nemmeno fra le specie particolarmente protette dell’art. 2, né fra quelle cacciabili dell’art. 18. La lettura prevalente — accolta dalla giurisprudenza e dai piani regionali di controllo — è che si tratti di fauna selvatica in stato di naturale libertà, con due conseguenze concrete: non lo si può abbattere, e la riduzione numerica della colonia è materia di piani di controllo pubblici ex art. 19, che richiedono il parere di ISPRA. Non è quindi qualcosa che un condominio o un’azienda possano decidere per conto proprio.

Una precisazione che vale per metà del web italiano, e anche per la versione precedente di questa pagina: la L. 968/1977 non è più in vigore. È stata sostituita dalla L. 157/1992. Se un preventivo o una relazione tecnica la cita come norma attuale, quel documento non è aggiornato.

2. I metodi cruenti sono reato: artt. 544-bis e 544-ter c.p.

L’art. 544-bis punisce chi «per crudeltà o senza necessità» cagiona la morte di un animale con la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 5.000 a 30.000 euro; se il fatto è commesso con sevizie o prolungando volutamente le sofferenze, si sale a uno-quattro anni e 10.000-60.000 euro. L’art. 544-ter punisce il maltrattamento — lesioni, sevizie, somministrazione di sostanze vietate — con la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 5.000 a 30.000 euro, aumentata della metà se ne deriva la morte dell’animale. Sono i testi aggiornati dalla L. 6 giugno 2025 n. 82, in vigore dal 1° luglio 2025: chi cita ancora «da tre a diciotto mesi» sta leggendo una versione superata.

A questi si affianca l’art. 727 c.p., che sanziona la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura: è la norma che entra in gioco quando un dispositivo — una colla, una rete montata male, una trappola — non uccide ma intrappola.

La stessa balaustra dopo la bonifica e la posa del sistema di allontanamento
Lo stesso affaccio a lavoro finito: il sistema copre tutta la lunghezza dell’appoggio e nessun elemento ferisce l’animale.

3. Chi esegue l’intervento: D.Lgs. 81/2008

Il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 è il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro — non, come si legge spesso, il Testo Unico Ambientale, che è invece il D.Lgs. 152/2006. Qui conta per due ragioni molto concrete: il guano è un rischio biologico per chi lo rimuove, e quasi ogni posa su cornicioni, coperture e lastrici è lavoro in quota. Un’impresa che interviene senza DPI, senza piano di lavoro e senza personale formato espone il committente, non solo sé stessa.

4. Il Comune: foraggiamento e obblighi del proprietario

Non esiste una legge nazionale che vieti di dare da mangiare ai colombi: è materia di regolamenti comunali di polizia urbana o di tutela degli animali. Il Comune di Milano, per esempio, vieta espressamente di fornire cibo ai colombi su tutto il territorio cittadino (Regolamento per il benessere e la tutela degli animali, art. 31); Firenze disciplina la somministrazione di alimenti agli uccelli selvatici con un disciplinare attuativo e relative sanzioni. Alcuni Comuni, come Venezia, chiedono in più ai proprietari di edifici disabitati o sfitti di chiudere gli accessi a stanze, soffitte e abbaini per impedirne l’uso come sito di nidificazione: è esattamente il tipo di intervento che qui chiamiamo «chiudere il varco».

Prima di scrivere un capitolato, quindi, la domanda non è solo «questo sistema è legale?», ma anche «che cosa chiede il regolamento di questo Comune, e l’edificio ha vincoli paesaggistici o monumentali?».

La tabella da tenere sott’occhio

Metodo per metodo: che cosa è consentito e con quale norma

La colonna di destra è quella da citare in un capitolato o in una risposta a un condòmino che chiede «ma si può fare?».

MetodoAmmesso?Perché, e con quale riferimento
Rete anti-intrusione tesa e ancorata su una struttura
Reti anti-intrusione tese e ancorate
ConsentitoNessuna norma le vieta. Devono essere in tensione e ancorate a regola d’arte: una rete lasca che intrappola un volatile diventa un problema penale (art. 544-ter, art. 727 c.p.).
Doppia linea di filo a impulso su un parapetto
Fili a impulso a bassissima energia
ConsentitoL’impulso rende l’appoggio sgradevole senza ferire. Diverso il caso di impianti improvvisati a tensione pericolosa, che possono ferire animali e persone.
Coppetta di gel dissuasore visivo e olfattivo
Dissuasori visivi e olfattivi
ConsentitoAgiscono sulla percezione dell’animale, non sul suo corpo. Nessun vincolo specifico oltre a quelli edilizi e paesaggistici.
Pannello dissuasore meccanico in acciaio inox
Aghi e barriere meccaniche
ConsentitoPurché non taglienti e installati in modo da non ferire. Su edifici storici vanno verificati i vincoli prima della posa.
Sistema laser automatizzato per l’allontanamento dei volatili
Sistemi laser automatizzati
ConsentitoIl fascio non ferisce. Vanno rispettati i limiti di classe del dispositivo e le condizioni d’uso dichiarate dal costruttore.
Guano accumulato su una balaustra prima della bonifica
Bonifica e sanificazione del guano
Consentito, anzi necessarioÈ il presupposto di qualunque posa. Per chi la esegue vale il D.Lgs. 81/2008: rischio biologico e, quasi sempre, lavoro in quota.
Barriera continua che chiude il vano fra i moduli e le tegole
Chiusura di varchi, sottotetti e cavedi
ConsentitoÈ la misura che alcuni regolamenti comunali chiedono espressamente ai proprietari di immobili disabitati.
Foraggiamento dei colombi
Dipende dal ComuneNon c’è una norma nazionale: il divieto è nei regolamenti comunali. A Milano è vietato su tutto il territorio cittadino.
Veleni, esche tossiche, sostanze nocive
VietatoUccisione di animali: art. 544-bis c.p. Nessuna «necessità» invocabile, visto che esistono metodi non cruenti.
Colle e trappole adesive
VietatoIntrappolano e feriscono: artt. 544-ter e 727 c.p. Colpiscono per di più specie non bersaglio.
Cattura con trappole o reti a caduta
Vietato senza autorizzazioneIl prelievo e il contenimento numerico passano dai piani pubblici ex art. 19 L. 157/1992, con parere ISPRA. Non è una scelta del privato.
Abbattimento con arma da fuoco
VietatoIl colombo di città non è specie cacciabile ai sensi dell’art. 18 L. 157/1992.
Rimozione di nidi con uova o pulli
Da valutare caso per casoSul nido attivo la soglia del maltrattamento si abbassa. La prevenzione va fatta prima della stagione riproduttiva, non durante.

La miniatura c’è solo dove il metodo è praticabile: dei metodi vietati non pubblichiamo immagini. La tabella riassume il quadro generale — vincoli paesaggistici, regolamenti comunali e condominiali possono aggiungere prescrizioni, e vanno verificati sull’edificio specifico prima di posare qualsiasi cosa.

Devi capire se quello che ti hanno proposto è a norma?

Mandaci il preventivo che hai ricevuto e due fotografie del punto da proteggere: ti diciamo che cosa prevede, che cosa manca e quale norma lo riguarda.

0584 433 198Fai controllare il preventivo
Che cosa non regge

I metodi tradizionali: perché spesso non funzionano (e a volte peggiorano il problema)

Molti privati, e qualche installatore non specializzato, continuano a proporre soluzioni rapide e poco costose. Non è il prodotto a essere sbagliato: è il modo in cui viene scelto e posato.

Barre di aghi installate su un cornicione per impedire l’appoggio dei piccioni1

Aghi e spuntoni

Non sono illegali e, montati bene, funzionano. Il problema è quasi sempre la posa: se coprono metà del piano di posa il colombo si sposta di venti centimetri e resta lì, e se le punte sono taglienti o sporgono in modo da ferire si entra nel campo dell’art. 544-ter. Su edifici storici vanno inoltre verificati i vincoli prima di forare qualunque cosa.

Rete anti-intrusione tesa e ancorata su una struttura industriale2

Reti: la differenza la fa il montaggio

Una rete professionale, tesa e ancorata su tutto il perimetro, è una delle soluzioni più solide che esistano. Una rete economica montata alla meglio si allenta con il vento, si strappa e diventa una trappola: a quel punto non è più un dissuasore, è un dispositivo che intrappola, con le conseguenze penali del caso.

Sistema acustico professionale installato in un sito industriale del settore alimentare3

Dispositivi sonori: dipende da quale

Gli ultrasuoni da ferramenta sui colombi non producono l’effetto promesso, e i cannoni a gas in area urbana si scontrano con i limiti comunali sul rumore. Discorso diverso per i sistemi acustici professionali usati in contesti industriali estesi, dove l’intervento è progettato, calibrato e verificato: lì il tema non è l’efficacia del suono in sé, ma il rispetto dei limiti acustici del sito.

Il fai da te è il caso peggiore. Installare un dissuasore senza conoscere la struttura significa, nell’ordine: compromettere una lattoneria o un’impermeabilizzazione, violare un regolamento comunale o un vincolo architettonico, lavorare in quota senza le protezioni previste dal D.Lgs. 81/2008 e — se il dispositivo ferisce o intrappola — rispondere penalmente. Il risparmio iniziale si misura in centinaia di euro, il conto in migliaia.

Recensioni verificate

Amministratori e condomini che ci hanno già affidato uno stabile

Recensioni pubblicate su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo.

I sistemi consentiti

Le tecnologie che rispettano la legge e funzionano

Nessuno di questi sistemi uccide, ferisce o intrappola: è la condizione che la normativa pone. Cambia il modo in cui rendono inospitale l’appoggio, e con esso il contesto in cui conviene usarli.

Dissuasore visivo e olfattivo BirdFire installato su un cornicione, senza aghi ne fili a vista
Visivo e olfattivo

BirdFire

Coppette di gel a base di oli naturali applicate sul piano di posa. I colombi vedono l’ultravioletto e la formula, per loro, ha l’aspetto di una fiamma. Da terra non si vede niente: è il sistema che si valuta quando il vincolo principale è l’aspetto della facciata.

Vedi la pagina del sistema
Dissuasore BirdTikol installato su un piano di posa, a impatto estetico nullo
Meccanico invisibile

BirdTikol e TikolPannel

L’evoluzione del dissuasore meccanico a impatto estetico nullo: non cruento, silenzioso, sicuro per persone e animali. Rende inutilizzabile il piano di posa lasciando leggibile la linea architettonica dell’edificio.

Vedi la pagina del sistema
Dissuasore laser automatizzato BirdLaser AI installato su una copertura
Laser automatizzato

BirdLaser AI

Sensori e telecamera individuano le aree frequentate e il sistema proietta un raggio che i volatili percepiscono come una minaccia. Silenzioso, presidia superfici ampie — lastrici, coperture estese — dove un sistema di bordo non arriva.

Vedi la pagina del sistema
Filo FlyAway teso su isolatori lungo tutto il coprimuro di un edificio
Elettromagnetico

FlyAway

Non danneggia i volatili: li disorienta. Nessun impatto estetico né acustico e struttura resistente agli agenti atmosferici — è il sistema che si valuta su edifici vincolati, dove non si può forare né appendere.

Vedi la pagina del sistema
In pratica

Su un edificio intero quasi mai se ne usa uno solo: la combinazione si decide guardando gli affacci, i volumi accessibili e il livello di infestazione. I punti di partenza di ciascun sistema, IVA esclusa, sono nella guida ai costi; per uno stabile il preventivo si fa sempre su sopralluogo.

Richiedi il preventivo per lo stabile

Dicci indirizzo, numero di scale e quali affacci sono interessati. Con qualche fotografia fatta da terra prepariamo il documento da allegare alla convocazione: superfici, sistemi, bonifica a parte e ipotesi di riparto.

Prima e dopo

Che aspetto ha un impianto fatto a norma

Interventi Birdstop documentati, con il cursore da trascinare. Nessuna di queste soluzioni ferisce l’animale: è esattamente il perimetro in cui la legge consente di lavorare.

Sottomodulo di un impianto fotovoltaico occupato dai volatili, con guano sui pannelliLo stesso impianto dopo la chiusura del sottomodulo con rete anti-volatiliPrimaDopo
Prima e dopo una bonifica. Il guano non si spazza: si rimuove e si sanifica prima di qualunque posa, e per chi esegue il lavoro è un rischio biologico regolato dal D.Lgs. 81/2008. Nessun sistema si posa sopra il deposito.
Balaustra in pietra di un edificio storico con il piano di appoggio incrostato di guanoLa stessa balaustra dopo la bonifica, con il filo teso installato lungo il piano di appoggioPrimaDopo
Su una balaustra l’appoggio è continuo per tutta la lunghezza: proteggerne metà avrebbe spostato gli animali di qualche metro. Nessun elemento taglia o trattiene l’animale. Dissuadere, non ferire.
Tetto in tegole con moduli fotovoltaici, guano sulle celle e materiale accumulato lungo la linea di grondaLo stesso tetto dopo la bonifica e la chiusura del bordo dei moduli con la barriera perimetralePrimaDopo
Fra il bordo dei moduli e le tegole c’era un vano riparato: dopo la bonifica è stato chiuso con una barriera continua. Chiudere il varco è la misura che alcuni Comuni chiedono espressamente ai proprietari.
Guarda come funziona

Due cose che in assemblea si spiegano meglio con un video

Decoro architettonico

Un sistema che non si vede dalla strada

L’obiezione più frequente in assemblea non riguarda la spesa ma l’aspetto della facciata: l’art. 1120 vieta le innovazioni che alterano il decoro architettonico. Questo è il tipo di sistema che si valuta quando l’edificio ha un fronte importante.

Il sistema BirdTikol
La voce di spesa a sé

Che cosa comprende davvero la bonifica

La rimozione del guano è una lavorazione separata, con dispositivi di protezione e smaltimento del materiale: va preventivata a parte e non confusa con la pulizia ordinaria delle parti comuni.

Guano e bonifica in sicurezza
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo: non testimonianze riportate da noi.

Perché un impianto professionale ti mette al riparo

I vantaggi normativi di un sistema progettato e documentato

Non sono slogan: sono le cose che, in caso di contestazione, si possono mostrare a un ispettore, a un assicuratore o a un giudice.

  • Nessun metodo cruento — I sistemi che installiamo non uccidono, non feriscono e non intrappolano: è la condizione posta dagli artt. 544-bis e 544-ter c.p. e dalla L. 157/1992.
  • Impatto estetico contenuto — Fili, barriere e coppette sono progettati per restare leggibili il meno possibile: è il criterio che conta sugli edifici con vincolo paesaggistico o monumentale.
  • Nessuna emissione acustica in ambito residenziale — Sui condomìni si usano sistemi che non emettono suono: niente rischio di contestazioni per rumore.
  • Posa a regola d’arte e in sicurezza — Personale formato, DPI e procedure per il lavoro in quota e per il rischio biologico del guano, secondo il D.Lgs. 81/2008.
  • Servizio certificato UNI EN 16636 — La norma europea sui servizi di gestione e controllo delle infestazioni certifica l’organizzazione che esegue il servizio: competenze, procedure, documentazione.
  • Documentazione consegnata — Relazione dell’intervento, planimetria dei punti trattati e schede tecniche dei materiali: è quello che serve per allegare l’intervento a un piano di autocontrollo o a un verbale.
  • Integrabile nei piani HACCP — Il controllo degli infestanti è un prerequisito igienico previsto dal Reg. (CE) 852/2004: il nostro intervento si allega al piano di autocontrollo dello stabilimento.
  • Compatibile con gli audit BRCGS e IFS — Gli standard certificano lo stabilimento, non il dissuasore. Quello che facciamo è fornire impianto e documentazione nella forma che le sezioni di pest management di quegli standard richiedono in sede di audit.

Due formule che su questa pagina non troverai più, perché non sarebbero corrette: «dissuasori certificati BRC o IFS» — quegli standard certificano il sito produttivo, non un prodotto — e «nessun rischio di sanzioni», che nessun fornitore può garantire, perché dipende anche da vincoli e regolamenti locali. Quello che possiamo garantire è il metodo e la documentazione.

La gamma completa

Tutti i sistemi Birdstop, per tipo di superficie

Ogni scheda porta alla pagina tecnica del sistema, con le condizioni d’uso e i contesti in cui viene scelto.

Qualità verificata da enti terzi

Certificata, non improvvisata

Il sistema di gestione Ekonore è certificato Kiwa e accreditato Accredia: qualità, ambiente, salute e sicurezza sul lavoro, controllo infestanti e parità di genere. Ogni intervento Birdstop segue procedure verificate da un ente terzo.

KiwaCertifiedISO 9001Reg. N. 19806 - AISO 9001Qualità
KiwaCertifiedISO 14001Reg. N. 19806 - EISO 14001Ambiente
KiwaCertifiedISO 45001Reg. N. 19806 - IISO 45001Sicurezza sul lavoro
KiwaCertifiedUNI EN 16636ALI 02122 - PMUNI EN 16636Pest management
KiwaCertifiedUNI/PdR 125Reg. N. 19806 - PGUNI/PdR 125Parità di genere
VerifiedEMASIT-002249EMASGestione ambientale

Certificazioni rilasciate da Kiwa a Ekonore S.r.l. — Birdstop è la divisione allontanamento volatili.

Dissuasore Magnetico Anti Volatili

FlyAway Magnetic

Dissuasore Campo Magnetico
allontanamento volatili ultrasuoni acustico

Dissuasori Acustici

Allontanamento volatili Bio
Allontanamento volatili non invasivo preserva impatto estetico fili elettrificati

Fili Elettrificati

Dissuasore Elettrico Minimal
barriera anti volatili per pannelli fotovoltaici

Birdsun

Barriera Pannelli Solari
Allontanamento volatili reti barriera anti piccioni

Reti Anti Volatili

Installazione Reti anti intrusione
Dissuasore per piccioni invisibile birdfire

Dissuasore Visivo

Dissuasori Olfattivi e Visivi
Responsabilità

Aziende, condomìni e industria alimentare: chi risponde di che cosa

È la parte che di solito interessa di più chi firma il preventivo.

Condominio. Sulle parti comuni — tetto, lastrico solare, facciata, cornicioni — l’intervento lo decide l’assemblea e la spesa si ripartisce secondo il Codice civile; la pulizia del guano già presente rientra invece fra gli atti conservativi che l’amministratore può disporre nei limiti del preventivo approvato. Sul chi decide e chi paga in condominio abbiamo scritto una guida a parte, con gli articoli e le maggioranze.

Datore di lavoro. Se il guano si accumula in aree di lavoro, su passerelle o su coperture praticabili, il tema non è più estetico: diventa valutazione del rischio biologico e sicurezza degli accessi ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Lo stesso vale per l’impresa che esegue l’intervento, che deve operare con personale formato e con le protezioni previste per il lavoro in quota.

Industria alimentare. Il controllo degli infestanti — volatili compresi — è un prerequisito igienico del Reg. (CE) 852/2004: l’allegato II chiede che strutture e procedure impediscano la contaminazione e consentano la lotta agli animali infestanti. Negli stabilimenti certificati BRCGS Food Safety e IFS Food il pest management ha una sezione dedicata: l’auditor non chiede la marca del dissuasore, chiede la mappa dei punti, i verbali di verifica e la coerenza fra quello che è scritto nel piano e quello che si vede in impianto.

Il punto pratico: in tutti e tre i casi ciò che protegge non è il prodotto, è la documentazione. Un impianto senza relazione, senza planimetria e senza verifiche programmate è indifendibile davanti a un’ispezione, anche se tecnicamente è fatto bene.

Domande frequenti

Le domande che ci arrivano prima di firmare un preventivo

I piccioni sono una specie protetta?

La formula corretta è più sfumata. La L. 157/1992 tutela la fauna selvatica e il colombo di città non rientra fra le poche specie escluse dall’art. 2, comma 2 (talpe, ratti, topi propriamente detti, arvicole). Non è però nemmeno fra le specie «particolarmente protette», né fra quelle cacciabili. In pratica: non si abbatte, non si cattura senza autorizzazione, e ogni metodo cruento ricade negli artt. 544-bis e 544-ter del codice penale.

È vero che i dissuasori per piccioni sono regolati dalla L. 968/77?

No: quella legge non è più in vigore. La disciplina vigente è la L. 11 febbraio 1992 n. 157. Se un preventivo o un capitolato cita ancora la 968/1977 come norma attuale, non è aggiornato.

Posso mettere una rete o degli aghi sul mio balcone senza chiedere niente?

Sui beni di proprietà esclusiva il proprietario decide, ma restano tre vincoli: non deve pregiudicare stabilità, sicurezza e decoro architettonico dell’edificio; se il palazzo ha vincoli paesaggistici o monumentali serve la verifica preventiva; e in condominio il regolamento può prevedere prescrizioni sul decoro. La chiusura di un affaccio singolo, poi, sposta spesso il problema al piano di sopra.

Che cosa rischio se uso veleno o esche?

L’art. 544-bis c.p. punisce l’uccisione di animali per crudeltà o senza necessità con la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 5.000 a 30.000 euro, aumentate in caso di sevizie. Le pene sono state inasprite dalla L. 82/2025. A questo si aggiunge il rischio per animali non bersaglio, gatti e cani compresi, e la contaminazione dell’area.

Posso far catturare i piccioni e liberarli altrove?

Non di iniziativa privata. La cattura e il contenimento numerico rientrano nei piani di controllo pubblici previsti dall’art. 19 della L. 157/1992, che richiedono il parere di ISPRA e sono di competenza degli enti territoriali. Per un privato, un condominio o un’azienda la strada praticabile è l’allontanamento.

Dare da mangiare ai piccioni è vietato?

Non c’è una norma nazionale: dipende dal regolamento del Comune. A Milano il Regolamento per il benessere e la tutela degli animali vieta espressamente di fornire cibo ai colombi su tutto il territorio cittadino; altri Comuni, come Firenze, lo disciplinano con appositi provvedimenti e sanzioni.

Un impianto anti-volatili è compatibile con la certificazione BRCGS o IFS del mio stabilimento?

Sì, ma va detto nel modo giusto: BRCGS e IFS certificano lo stabilimento, non il dissuasore. Quello che serve in sede di audit è che il pest management sia progettato, mappato, documentato e verificato — e che quanto scritto nel piano corrisponda a quello che l’auditor vede in impianto.

Chi paga l’intervento in condominio?

Dipende da dove si interviene: sulle parti comuni la spesa segue le regole condominiali e la delibera assembleare, sulla proprietà esclusiva paga il singolo. È un tema che merita spazio a sé: lo abbiamo affrontato nella guida dedicata ai piccioni in condominio.

I nostri clienti

Chi ci ha già affidato i propri edifici

Dai clienti privati alle grandi realtà produttive: proteggiamo tetti, facciate e impianti dai piccioni e dagli altri volatili infestanti, con tecnologie non invasive e senza ucciderli.

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ATTENZIONE
Si ricorda che i piccioni sono dei pericolosissimi vettori di malattie e parassiti, motivo valido per rivolgersi ad una ditta specializzata in Disinfestazione & Bird Control.
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