Su un monumento dello Stato non si può montare niente. Allora si porta un falco.

Sulle terrazze e sui bastioni di Castel Sant’Angelo i piccioni e gli storni si erano presi gli spazi dove passa il pubblico, lasciando guano sui camminamenti — i passaggi in cima alle mura — e sulla pietra. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha affidato a Birdstop un intervento di falconeria professionale: nessuna rete, nessuno spuntone, nessuna installazione permanente sul monumento.

0installazioni permanenti sul monumento
1falconiere professionista, voli programmati
>80%riduzione stimata nelle aree più critiche
Castel Sant’Angelo a Roma, sito dell’intervento di falconeria Birdstop per il Ministero dei Beni Culturali
Castel Sant’Angelo: terrazze e bastioni sono le aree aperte al pubblico interessate dall’intervento.

In breve: dove reti e spuntoni non si possono vedere, si porta un predatore vero

Su un monumento dello Stato come Castel Sant’Angelo tutto quello che si avvita o si nota da lontano era escluso in partenza. Birdstop ha impostato un programma di falconeria: un falco addestrato vola sopra il monumento, e per piccioni e storni quello è un predatore. Se ne vanno perché l’istinto glielo dice, non perché qualcosa glielo impedisce. Niente fori, niente reti, niente da vedere sul monumento — solo voli fissati a calendario e ripetuti nel tempo.

Scheda intervento

Che cosa è stato fatto, in quattro righe

SitoCastel Sant’AngeloRoma
CommittenteMinistero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismobene statale tutelato
Punto criticoTerrazze e bastioni esternicamminamenti aperti al pubblico
MetodoFalconeria professionalevoli programmati, nessuna installazione
0reti, spuntoni o ancoraggi sul monumento
2fasce orarie di volo: alba e tardo pomeriggio
1falconiere professionista sul campo
>80%riduzione stimata dei volatili nelle aree più critiche
Il problema

Un problema di sempre, in uno dei posti più visitati di Roma

Come spesso accade nei grandi complessi monumentali, la presenza persistente di colonie di volatili aveva smesso di essere un fastidio occasionale ed era diventata un problema strutturale, con effetti su decoro, igiene e conservazione.

Accumulo di guano di piccioni su un camminamento, esempio del degrado che l’intervento doveva risolvere
Guano accumulato su un camminamento: l’effetto tipico di una colonia stanziale su superfici che nessuno pulisce ogni giorno.

Terrazze e bastioni: non è un tetto qualunque

Castel Sant’Angelo è uno dei luoghi più visitati della Capitale, e le sue terrazze e i suoi bastioni offrono superfici ampie, aperte e poco disturbate — esattamente ciò che una colonia di piccioni e storni cerca per stazionare e nidificare. Nel tempo la presenza dei volatili aveva iniziato a compromettere la fruibilità e il decoro dell’area.

Il guano accumulato sui camminamenti e sulle terrazze non era solo un problema estetico: comportava rischi igienico-sanitari per i visitatori e danni alle superfici lapidee del monumento, dato che gli escrementi sono acidi e a lungo andare alterano la pietra.

Perché qui non basta “mettere delle reti”. Su un bene statale sottoposto a tutela, la domanda che arriva prima di ogni altra è che cosa è ammesso vedere e installare su questo monumento. Il Ministero richiedeva una soluzione discreta, rispettosa del contesto e priva di impatti visivi: niente reti, spuntoni o dispositivi invasivi che alterassero l’estetica del castello.
La diagnosi

Le quattro cose che hanno deciso come intervenire

Anche su un monumento statale la diagnosi segue lo stesso schema: capire dove i volatili si fermano davvero, perché lo fanno e quali vincoli impone la superficie che li ospita.

1

Terrazze e bastioni larghi e scoperti

Superfici larghe, esposte e poco disturbate dal transito: le condizioni ideali per una colonia che cerca dove stazionare e nidificare senza essere infastidita.

2

Uno dei posti più visitati di Roma

Un flusso costante di visitatori porta con sé residui di cibo e poca disturbanza attiva: la colonia non ha motivo per allontanarsi da sola.

3

Il guano mangia la pietra

È acido e, accumulato sulle superfici lapidee, innesca processi di erosione e alterazione che sul materiale storico non si recuperano facilmente.

4

Proprio sopra i percorsi dove cammina la gente

I piccioni si fermavano proprio sulle terrazze e sui camminamenti dove passa la gente: qui mandarli via è anche igiene e sicurezza per chi visita.

Il vincolo

Perché reti e spuntoni erano già fuori discussione

Spuntoni, fili tesi, reti anti-volatili e dissuasori a ultrasuoni sono soluzioni pensate per contesti urbani o residenziali. La conservazione di un bene di questo valore richiede soluzioni che rispettino integrità, estetica e sostenibilità.

  • Su superfici così ampie e irregolari coprirebbero solo una parte. Terrazze e bastioni articolati non si prestano a dissuasori pensati per cornicioni lineari.
  • I volatili si abituano ai deterrenti statici. Spuntoni e ultrasuoni, dopo un po’, smettono di essere percepiti come una minaccia.
  • Si vedrebbero, e su un monumento non è accettabile. Reti e spuntoni si vedono, e su un monumento questo è già un problema.
  • Interferenze con elementi architettonici e impiantistici. Fissare qualcosa su una superficie storica pone domande a cui rispondere prima ancora di preventivare.

Per questo molti enti e responsabili tecnici della tutela monumentale si rivolgono a Birdstop dopo anni di tentativi con metodi tradizionali, in cerca di una soluzione realmente efficace e rispettosa.

Hai un bene tutelato o un sito museale con lo stesso problema?

Il sopralluogo tecnico serve prima di tutto a capire quali sistemi sono compatibili con il vincolo. Il preventivo viene dopo.

Chiama lo 0584 433 198 Soluzioni per beni culturali
La soluzione

La falconeria: il predatore lo porti, non lo monti

La scelta è caduta su un metodo che agisce sull’istinto del volatile invece che sulla geometria della superficie da proteggere. È l’unica famiglia di soluzioni compatibile con un monumento dove nulla può essere fissato o reso visibile.

Falconiere Birdstop con attrezzatura per la falconeria davanti a Castel Sant’Angelo a Roma
Il falconiere sul sito, prima di una sessione di volo: l’intervento non richiede alcuna installazione sul monumento.

Un predatore vero, non un apparecchio

Il progetto è iniziato con un sopralluogo tecnico durante il quale il falconiere Birdstop ha analizzato i punti di maggiore concentrazione dei volatili, i loro percorsi di accesso e i luoghi di nidificazione. Da queste osservazioni è stato definito un piano su misura, con sessioni di volo programmato nelle ore di massima attività — alba e tardo pomeriggio.

Durante le sessioni, un falco addestrato sorvola l’area monumentale con movimenti studiati per simulare la presenza di un predatore naturale. La semplice percezione del rapace — visiva e sonora — innesca nei volatili un istinto di fuga, spingendoli ad abbandonare progressivamente la zona. Nessun contatto, nessuna cattura, nessuna installazione sul monumento.

Un metodo di questo tipo si sceglie per contesto, non per catalogo: la falconeria copre le grandi superfici aperte dove nulla può essere fissato, il filo FlyAway le linee lunghe come cornicioni, il gel BirdFire i singoli piani di appoggio. A Castel Sant’Angelo serviva il primo.

L’ordine delle lavorazioni

Non un volo e via: si torna, con un calendario

Un solo passaggio del falco non basta: è la ripetizione a insegnare ai volatili che quella zona non è più sicura. È il punto che decide se il risultato dura o si esaurisce dopo pochi giorni.

Dettaglio architettonico di un bene culturale con un volatile posato, uno dei punti in cui si fermano di solito su un monumento
Un dettaglio dell’architettura usato come appoggio: è su punti come questo che il falconiere concentra i voli.

Si torna, a date fissate

L’attività è stata ripetuta per alcune settimane, modulando la frequenza dei voli in base alla risposta delle colonie. Dopo il primo ciclo è stato attivato un monitoraggio costante con sessioni di richiamo mirate, per consolidare il risultato e impedire nuovi insediamenti.

Che cosa possiamo dire sui risultati, e come. La riduzione della presenza di volatili è una stima riferita dal team che ha seguito il programma di volo, basata sull’osservazione delle aree monitorate nel tempo, non su un conteggio strumentale continuo. La presentiamo per quello che è: un dato coerente con quanto riportato dal committente, non una misurazione di laboratorio.
Il risultato

Che cosa cambia, per il monumento e per chi lo visita

Infografica Birdstop: riduzione dell’80% della presenza di volatili a Castel Sant’Angelo dopo il programma di falconeria
L’infografica riassume il dato: oltre l’80% di riduzione stimata nelle aree più critiche del monumento.

Un calo evidente già nelle prime settimane

I risultati sono stati evidenti già dopo poche settimane: la presenza di volatili è diminuita in modo significativo, con una riduzione stimata oltre l’80% nelle aree più critiche. Le terrazze e i bastioni, prima frequentemente ricoperti di guano, sono tornati puliti e decorosi.

Oltre al miglioramento estetico, l’intervento ha portato vantaggi gestionali concreti: meno interventi di pulizia straordinaria, costi di manutenzione ridotti, un ambiente più sano e sicuro per il personale e un comfort migliore per i visitatori — senza alcun rischio igienico e senza danneggiare i volatili, semplicemente allontanati.

“Uno degli aspetti più apprezzati dal Ministero è stato proprio il carattere ecologico e non invasivo della falconeria.”

— dal resoconto dell’intervento Birdstop
Il metodo Birdstop

Quattro fasi, anche quando la tecnologia è un falco

Cambia lo strumento, non il criterio: prima si capisce dove stanno davvero i volatili e che cosa è ammesso fare su quella superficie, poi si sceglie il metodo.

Fase 1

Sopralluogo e lettura del monumento

Il falconiere individua i punti di maggiore concentrazione, i percorsi di accesso e i luoghi di nidificazione. Su un bene tutelato questa fase decide anche che cosa è installabile e che cosa no.

Fase 2

Piano di volo su misura

Si definiscono le fasce orarie di massima attività dei volatili e si programmano le sessioni di volo, concordate con i referenti tecnici del sito.

Fase 3

Voli ripetuti e monitoraggio

Le sessioni si ripetono per settimane, modulando la frequenza in base alla risposta delle colonie, poi si attiva un monitoraggio con richiami mirati.

Fase 4

Consolidamento del risultato

Il programma continua finché il risultato non si stabilizza: un intervento interrotto troppo presto rischia un nuovo insediamento nel breve periodo.

Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Sul guano accumulato in siti aperti al pubblico l’area scientifica Ekonore richiama un punto spesso sottovalutato: quel materiale non è inerte. Ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo che i volatili si sono allontanati, e che possono interessare chi transita o lavora in quegli ambienti.

La falconeria toglie la causa — i piccioni — ma non sostituisce la pulizia di quello che hanno già lasciato: le due cose si programmano insieme, soprattutto dove passa il pubblico, perché finché il guano resta lì resta anche il rischio.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

I nostri clienti

Enti pubblici, industrie e siti monumentali

Lo stesso metodo che usiamo su un bene statale come Castel Sant’Angelo vale su uno stabilimento produttivo: cambia il vincolo, non il criterio.

IrenMondadoriIveco GroupBirra PeroniConadCalzedonia Group
Requisiti

Le certificazioni che un ente chiede in gara

Su un cantiere che si svolge dentro un sito museale statale aperto al pubblico le certificazioni non sono un fregio da brochure: sono requisiti di ammissione. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, è certificata Kiwa e registrata EMAS.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. Su un cantiere di restauro la ISO 45001 e la UNI EN 16636 sono spesso requisiti di ammissione, non titoli preferenziali.

Domande

Le domande che arrivano da enti e progettisti

Si può usare la falconeria su un monumento o un sito museale?

Sì, ed è spesso la soluzione più compatibile quando reti, spuntoni o altri dissuasori fissi sono esclusi per motivi estetici o di tutela. A Castel Sant’Angelo il Ministero ha scelto proprio la falconeria per questo motivo: nessuna installazione, niente da vedere sul monumento.

La falconeria fa male ai piccioni?

No. Il falco non cattura né attacca i volatili: la loro semplice percezione — visiva e sonora — di un predatore naturale innesca un istinto di fuga che li spinge ad allontanarsi dalla zona. Non c’è contatto né cattura, in linea con la tutela della fauna selvatica prevista dalla Legge 157/1992.

Perché non sono stati usati reti, spuntoni o dissuasori a ultrasuoni?

Perché su un monumento come questo tutto ciò che si avvita o si nota da lontano è escluso, sia per come apparirebbe sia per le regole di tutela. Spuntoni e ultrasuoni, inoltre, sono sistemi fermi, a cui col tempo i piccioni fanno l’abitudine, mentre la falconeria lavora sull’istinto e resta efficace nel lungo periodo se ripetuta.

Quanto dura un programma di falconeria?

Le sessioni di volo si ripetono per alcune settimane, con frequenza modulata in base alla risposta delle colonie, seguite da un monitoraggio con richiami mirati per consolidare il risultato. Un programma interrotto troppo presto rischia un nuovo insediamento nel breve periodo.

Il guano già presente va rimosso comunque?

Sì. La falconeria manda via i piccioni, ma non pulisce quello che hanno lasciato: nel guano accumulato vivono acari e zecche che restano vive anche dopo che la colonia se n’è andata, e vanno tolti da chi lavora con la protezione addosso.

Che risultati si possono aspettare?

A Castel Sant’Angelo la riduzione della presenza di volatili è stata stimata oltre l’80% nelle aree più critiche già dopo poche settimane. È una stima basata sull’osservazione del team durante il programma, non su un conteggio strumentale: risultati precisi dipendono dal sito e vanno verificati caso per caso.

Il guano dei piccioni è pericoloso per chi passa sui camminamenti?

Il problema non è il singolo escremento: è quello che si accumula — polvere, resti di nido e i piccoli parassiti che ci vivono. E su un percorso di visita c’è anche la questione più banale: gli spazi diventano inutilizzabili. Ne parliamo più a fondo in disinfestazione piccioni e bonifica del guano.

Birdstop lavora anche fuori Roma?

Sì. Ekonore S.r.l. opera su tutto il territorio nazionale con squadre tecniche proprie. Per il Lazio il riferimento è la pagina allontanamento volatili a Roma.

Sopralluogo

Raccontaci il sito: ti richiamiamo noi

Che tipo di immobile è, se è sottoposto a vincolo, dove si posano i volatili e che cosa è già stato provato. Con questi dati sappiamo già cosa dirti al telefono.

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