Sulla cupola più famosa del mondo, un dissuasore che nessuno vede.

La superficie della cupola del Pantheon, con la sua lieve inclinazione, era diventata un punto di sosta abituale per i piccioni: guano, odori e un lento deterioramento delle superfici lapidee. Birdstop è intervenuta prima con la bonifica, poi con BirdFire, un gel ottico invisibile a occhio nudo — senza reti, senza spuntoni, senza alterare l’aspetto della cupola.

0alterazioni visibili della cupola
2fasi: prima la bonifica, poi BirdFire
1sistema, invisibile ai visitatori
Vista panoramica dall’alto della cupola del Pantheon di Roma con l’oculo centrale, sito dell’intervento Birdstop
La cupola del Pantheon vista dall’alto: la superficie inclinata attorno all’oculo era il punto di sosta dei piccioni.

In breve: sulla cupola del Pantheon serviva un dissuasore che nessuno vedesse

I piccioni si posavano sugli spicchi della cupola, con accumulo di guano e rischio di erosione delle superfici lapidee antiche. Reti e spuntoni erano esclusi: si vedono, e su un monumento di questo rilievo l’impatto visivo è già un problema. Birdstop ha prima bonificato la cupola, poi applicato BirdFire, un gel ottico percepito dai piccioni come una fiamma viva ma invisibile ai visitatori. Nessun ancoraggio, sistema reversibile.

Scheda intervento

Che cosa è stato fatto, in quattro righe

SitoPantheonRoma, Piazza della Rotonda
Punto criticoSuperficie della cupolaspicchi in lieve pendenza attorno all’oculo
SistemaBirdFire, dissuasore visivo e olfattivogel ottico, nessun ancoraggio
VincoloBene archeologico vincolatointervento reversibile
0fori o ancoraggi sul materiale originale
2fasi distinte: bonifica, poi dissuasione
1tecnologia, invisibile ai visitatori
100%reversibile: si rimuove senza lasciare traccia
Il problema

Dove si posavano davvero i piccioni, e perché contava

Nel cuore della Roma antica, tra Piazza della Rotonda e l’inconfondibile profilo delle sue colonne, il Pantheon accoglie ogni giorno migliaia di visitatori che alzano lo sguardo verso la cupola e l’oculo centrale. Proprio lì i piccioni avevano trovato un punto di appoggio ideale.

Interno del Pantheon con vista sull’oculo della cupola, area di stazionamento dei piccioni segnalata
Guardando verso l’oculo dall’interno: l’area segnalata è dove i piccioni si fermavano, sopra il percorso di visita.

Un davanzale ricavato dalla geometria stessa della cupola

Durante le attività periodiche di manutenzione è emerso che la superficie della cupola era diventata un punto di sosta abituale per numerosi piccioni. Gli spicchi, con la loro lieve inclinazione e l’ampia superficie esposta, offrivano un appoggio stabile e riparato, favorendo la formazione di colonie e la nidificazione.

Gli escrementi, acidi, a contatto con i materiali lapidei antichi innescavano fenomeni di erosione e alterazione cromatica. La sfida non era solo funzionale ma anche di metodo: proteggere il monumento senza interventi invasivi, senza alterarne l’aspetto e garantendo la totale reversibilità della soluzione.

Perché questo caso è diverso da un tetto qualunque. Sulla cupola più celebre del mondo la domanda non è “quale sistema funziona meglio”, ma che cosa si può installare senza che nessuno se ne accorga. Reti e spuntoni erano esclusi in partenza: si vedono da terra, e su un bene di questo rilievo l’impatto visivo è già motivo di esclusione.
La diagnosi

Quattro elementi che hanno deciso il progetto

Il sopralluogo su un monumento di rilevanza mondiale non serve a contare i volatili: serve a capire su quale superficie si fermano davvero e che cosa quella superficie sopporta.

1

Spicchi inclinati ma stabili

La geometria della cupola offre superfici ampie e lievemente inclinate: non un ostacolo per il piccione, ma un appoggio comodo e riparato dal vento.

2

Uno dei monumenti più visitati al mondo

Il flusso costante di visitatori in Piazza della Rotonda porta con sé residui di cibo e poca disturbanza attiva sulla cupola: la colonia non ha motivo di allontanarsi da sola.

3

Il guano corrode la pietra antica

Gli escrementi sono acidi e, a contatto con i materiali lapidei, innescano erosione e alterazione cromatica: un danno che si accumula lentamente e non si recupera facilmente.

4

Sopra il percorso di migliaia di visitatori

La cupola sovrasta l’area di visita: qui la dissuasione è anche igiene e sicurezza per chi guarda verso l’oculo ogni giorno.

Il vincolo

Che cosa non si poteva fare, e perché

In un luogo dove ogni cornice racconta secoli di storia non c’era spazio per reti visibili o spuntoni metallici. Non è una preferenza estetica: è il perimetro entro cui un intervento su un bene archeologico vincolato è ammissibile.

  • Niente reti sulla cupola. Una rete su una superficie così visibile da terra e dall’alto altererebbe la lettura architettonica del monumento più fotografato di Roma.
  • Niente dissuasori ad aghi. Andrebbero fissati o incollati sulla superficie lapidea, e su una cupola di questo valore ogni ancoraggio è un rischio da evitare.
  • Niente sostanze che restano sul materiale. Colle stese in continuo o prodotti che penetrano nel poroso della pietra sono esclusi in partenza su un paramento antico.
  • Niente interventi irreversibili. Su un bene vincolato tutto ciò che viene aggiunto deve poter essere tolto lasciando il supporto come si è trovato.

Restava una sola famiglia di soluzioni: quelle che non si vedono e non si fissano al monumento, ma rendono l’appoggio poco attraente per il volatile.

Hai un edificio storico o un immobile vincolato con lo stesso problema?

Il sopralluogo tecnico serve prima di tutto a capire quali sistemi sono compatibili con il vincolo. Il preventivo viene dopo.

Chiama lo 0584 433 198 Soluzioni per beni culturali
La soluzione

BirdFire: invisibile a occhio nudo, evidente per i piccioni

La scelta è caduta su un sistema che agisce sulla percezione del volatile invece che sulla geometria dell’appoggio — la differenza fra rendere un posto scomodo e renderlo poco attraente, senza che nessuno se ne accorga guardando la cupola da terra.

Coppette BirdFire installate sulla superficie della cupola del Pantheon, con dettaglio ingrandito del prodotto brevettato
I cerchi indicano le coppette BirdFire sulla cupola; il dettaglio mostra il prodotto brevettato da vicino.

Un gel che il piccione vede come una fiamma

BirdFire è una coppetta trasparente con dentro un gel ottico di nuova generazione, appoggiata sul piano da proteggere. L’occhio del piccione percepisce l’ultravioletto, che il nostro non vede: quel gel, per lui, ha l’aspetto di una fiamma viva. Il volatile non viene ferito né catturato: smette semplicemente di considerare quel punto un posto sicuro.

Sul piano pratico è questo che lo rendeva l’unica scelta possibile sulla cupola più celebre del mondo: si appoggia, non si fissa, ed è invisibile ai visitatori che guardano verso l’oculo da terra. Si toglie in qualsiasi momento senza lasciare traccia.

Un sistema di questo tipo va scelto per tipo di superficie, non per catalogo: BirdFire copre i singoli piani di appoggio come una cupola, il filo FlyAway le linee lunghe come cornicioni, le reti le aperture da chiudere fisicamente. Sul Pantheon serviva il primo dei tre.

L’ordine delle lavorazioni

Prima si bonifica, poi si dissuade. Mai il contrario.

È il punto che più spesso viene invertito, ed è quello che decide se il risultato dura. Il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che quel posto è abitabile.

Tecnici Birdstop con imbracatura da lavoro in quota sulla cupola del Pantheon durante l’intervento
I tecnici sulla cupola: il cantiere si svolge in quota, con accesso su fune, su un sito aperto al pubblico.
Tecnico Birdstop durante la verifica dell’attrezzatura prima della salita sulla cupola del Pantheon
Verifica dell’attrezzatura prima della salita: la sicurezza in quota conta quanto la tecnologia scelta.

Fase 1 — Bonifica e sanificazione

L’intervento è iniziato con la pulizia e sanificazione della cupola, necessaria per rimuovere il guano accumulato e riportare le superfici in condizioni igieniche ottimali. Prodotti specifici e tecniche a basso impatto hanno eliminato agenti patogeni, batteri e residui organici, nel rispetto delle linee guida per i beni archeologici e monumentali.

Fase 2 — Installazione di BirdFire

Solo dopo la bonifica si è proceduto con l’applicazione del sistema BirdFire sui punti di appoggio critici della cupola: soluzione invisibile, completamente reversibile, senza modificare l’aspetto o l’integrità della struttura.

Che cosa possiamo dire sui risultati, e come. Secondo quanto riportato dal tecnico responsabile dell’intervento, già dal giorno successivo all’installazione i piccioni hanno smesso di posarsi sulla cupola e la superficie è rimasta pulita. È l’osservazione diretta di chi ha seguito il cantiere, non un monitoraggio strumentale: la presentiamo per quello che è.
Il risultato

Che cosa cambia, per il monumento e per chi lo visita

Facciata esterna del Pantheon di Roma dopo l’intervento di allontanamento piccioni con BirdFire
Il Pantheon oggi: la cupola è libera dai piccioni e dai loro residui, senza alcuna alterazione visibile dell’esterno.

“La differenza si è vista immediatamente: i piccioni non si sono più posati sulla cupola e la superficie è rimasta pulita. È come se il Pantheon avesse ritrovato il suo equilibrio.”

— Tecnico responsabile dell’intervento Birdstop
  • Impatto visivo nullo. Il sistema BirdFire è completamente invisibile ai visitatori che osservano la cupola da terra.
  • Nessuna alterazione della pietra originale. Non c’è contatto con il materiale monumentale: nessun foro, nessun adesivo.
  • Reversibilità totale. L’impianto può essere rimosso in qualsiasi momento lasciando le superfici come sono state trovate.
  • Estensione possibile. Secondo quanto riportato, i referenti istituzionali e i funzionari della Soprintendenza Archeologica hanno riconosciuto la compatibilità del sistema, valutando l’estensione della protezione ad altre superfici sensibili del complesso.
Il metodo Birdstop

Quattro fasi, su un monumento come su un capannone

Cambia il vincolo, non il criterio: prima si capisce dove stanno davvero i volatili e che cosa quella superficie sopporta, poi si sceglie il sistema.

Fase 1

Sopralluogo e lettura del monumento

Si individuano i punti di appoggio reali e si verifica su quale materiale insistono. Su un bene vincolato questa fase decide anche che cosa è installabile e che cosa no.

Fase 2

Progetto compatibile con il vincolo

Si scelgono i sistemi che non forano, non incollano e non alterano la lettura architettonica, concordando l’intervento con i referenti tecnici del sito.

Fase 3

Bonifica, poi posa

Prima la pulizia e la sanificazione delle superfici contaminate, poi l’installazione dei dissuasori. Invertire l’ordine significa proteggere un’area che continua a richiamare i volatili.

Fase 4

Verifica e manutenzione programmata

I punti protetti vanno controllati e i dissuasori sostituiti secondo la loro durata: un impianto che nessuno guarda smette di funzionare senza dare segnali.

Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Sul guano che si accumula su una cupola aperta al pubblico l’area scientifica Ekonore richiama un punto spesso sottovalutato: quel materiale non è inerte. Ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo che i volatili si sono allontanati.

Per questo la sequenza corretta è sempre la stessa: prima si toglie l’appoggio ai volatili, poi si bonifica con dispositivi di protezione adeguati. Bonificare per primi significa ripulire una superficie che verrà rioccupata nel giro di poche settimane.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

I nostri clienti

Enti pubblici, industrie e siti monumentali

Lo stesso metodo che usiamo sulla cupola del Pantheon vale su uno stabilimento produttivo: cambia il vincolo, non il criterio.

MarcegagliaEdisonCoca-ColaMegamarkDesparA2A Ambiente
Requisiti

Le certificazioni che un ente chiede in gara

Su un cantiere che si svolge su un bene archeologico vincolato di rilevanza mondiale le certificazioni non sono un fregio da brochure: sono requisiti di ammissione. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, è certificata Kiwa e registrata EMAS.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. Su un cantiere di restauro la ISO 45001 e la UNI EN 16636 sono spesso requisiti di ammissione, non titoli preferenziali.

Domande

Le domande che arrivano da enti e progettisti

Si possono installare dissuasori sul Pantheon o su un altro bene archeologico?

Sì, a condizione che il sistema sia compatibile con il materiale e con la percezione visiva del monumento, e che l’intervento sia concordato con i referenti tecnici e autorizzato dall’ente di tutela. Restano esclusi i sistemi che forano, che incollano in continuo o che alterano la lettura architettonica. Sul Pantheon è stato usato un dissuasore invisibile che si appoggia e non si fissa.

BirdFire fa male ai piccioni?

No. Il piccione percepisce l’ultravioletto e vede il gel come una fiamma viva; non c’è contatto, non c’è ferita, non c’è cattura: è un dissuasore, non una trappola. Per questo è compatibile con la tutela della fauna selvatica prevista dalla Legge 157/1992.

Perché non sono state usate reti o dissuasori ad aghi?

Sulla cupola più celebre di Roma una rete o degli aghi si vedrebbero da terra, alterando la lettura architettonica del monumento. Gli aghi andrebbero inoltre fissati o incollati sulla superficie, con un rischio di ancoraggio che su un bene di questo valore è stato escluso.

Il sistema è reversibile?

Sì, ed è il requisito che un ente di tutela verifica per primo. Le coppette sono appoggiate sui piani da proteggere e possono essere rimosse in qualsiasi momento lasciando le superfici come sono state trovate.

Il guano va rimosso prima o dopo l’installazione?

Prima. Il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che il posto è abitabile: installare su un’area sporca significa lavorare contro un segnale che resta attivo. La bonifica va fatta con dispositivi di protezione adeguati, perché quel materiale ospita acari e zecche molli.

Quanto dura la protezione?

Dipende dalla manutenzione. Le coppette hanno una durata dichiarata dal produttore e vanno sostituite entro quel termine; i punti protetti vanno riverificati periodicamente, perché una colonia che trova di nuovo un appoggio libero torna.

Il guano dei piccioni è pericoloso per chi passa sotto la cupola?

Il rischio principale non è il singolo escremento ma l’accumulo: polveri, materiale di nido e i relativi artropodi. Su un percorso di visita il problema riguarda anche la semplice fruibilità degli spazi. Ne parliamo più a fondo in disinfestazione piccioni e bonifica del guano.

Birdstop lavora anche fuori Roma?

Sì. Ekonore S.r.l. opera su tutto il territorio nazionale con squadre tecniche proprie. Per il Lazio il riferimento è la pagina allontanamento volatili a Roma.

Sopralluogo

Raccontaci l’edificio: ti richiamiamo noi

Che tipo di immobile è, se è sottoposto a vincolo, dove si posano i volatili e che cosa è già stato provato. Con questi dati sappiamo già cosa dirti al telefono.

Nome(Obbligatorio)

Condividi questo articolo