Sulla cupola più famosa del mondo, un dissuasore che nessuno vede.
La superficie della cupola del Pantheon, con la sua lieve inclinazione, era diventata un punto di sosta abituale per i piccioni: guano, odori e un lento deterioramento delle superfici lapidee. Birdstop è intervenuta prima con la bonifica, poi con BirdFire, un gel ottico invisibile a occhio nudo — senza reti, senza spuntoni, senza alterare l’aspetto della cupola.

In breve: sulla cupola del Pantheon serviva un dissuasore che nessuno vedesse
I piccioni si posavano sugli spicchi della cupola, con accumulo di guano e rischio di erosione delle superfici lapidee antiche. Reti e spuntoni erano esclusi: si vedono, e su un monumento di questo rilievo l’impatto visivo è già un problema. Birdstop ha prima bonificato la cupola, poi applicato BirdFire, un gel ottico percepito dai piccioni come una fiamma viva ma invisibile ai visitatori. Nessun ancoraggio, sistema reversibile.
Che cosa è stato fatto, in quattro righe
Dove si posavano davvero i piccioni, e perché contava
Nel cuore della Roma antica, tra Piazza della Rotonda e l’inconfondibile profilo delle sue colonne, il Pantheon accoglie ogni giorno migliaia di visitatori che alzano lo sguardo verso la cupola e l’oculo centrale. Proprio lì i piccioni avevano trovato un punto di appoggio ideale.

Un davanzale ricavato dalla geometria stessa della cupola
Durante le attività periodiche di manutenzione è emerso che la superficie della cupola era diventata un punto di sosta abituale per numerosi piccioni. Gli spicchi, con la loro lieve inclinazione e l’ampia superficie esposta, offrivano un appoggio stabile e riparato, favorendo la formazione di colonie e la nidificazione.
Gli escrementi, acidi, a contatto con i materiali lapidei antichi innescavano fenomeni di erosione e alterazione cromatica. La sfida non era solo funzionale ma anche di metodo: proteggere il monumento senza interventi invasivi, senza alterarne l’aspetto e garantendo la totale reversibilità della soluzione.
Quattro elementi che hanno deciso il progetto
Il sopralluogo su un monumento di rilevanza mondiale non serve a contare i volatili: serve a capire su quale superficie si fermano davvero e che cosa quella superficie sopporta.
Che cosa non si poteva fare, e perché
In un luogo dove ogni cornice racconta secoli di storia non c’era spazio per reti visibili o spuntoni metallici. Non è una preferenza estetica: è il perimetro entro cui un intervento su un bene archeologico vincolato è ammissibile.
- Niente reti sulla cupola. Una rete su una superficie così visibile da terra e dall’alto altererebbe la lettura architettonica del monumento più fotografato di Roma.
- Niente dissuasori ad aghi. Andrebbero fissati o incollati sulla superficie lapidea, e su una cupola di questo valore ogni ancoraggio è un rischio da evitare.
- Niente sostanze che restano sul materiale. Colle stese in continuo o prodotti che penetrano nel poroso della pietra sono esclusi in partenza su un paramento antico.
- Niente interventi irreversibili. Su un bene vincolato tutto ciò che viene aggiunto deve poter essere tolto lasciando il supporto come si è trovato.
Restava una sola famiglia di soluzioni: quelle che non si vedono e non si fissano al monumento, ma rendono l’appoggio poco attraente per il volatile.
Hai un edificio storico o un immobile vincolato con lo stesso problema?
Il sopralluogo tecnico serve prima di tutto a capire quali sistemi sono compatibili con il vincolo. Il preventivo viene dopo.
Chiama lo 0584 433 198 Soluzioni per beni culturaliBirdFire: invisibile a occhio nudo, evidente per i piccioni
La scelta è caduta su un sistema che agisce sulla percezione del volatile invece che sulla geometria dell’appoggio — la differenza fra rendere un posto scomodo e renderlo poco attraente, senza che nessuno se ne accorga guardando la cupola da terra.

Un gel che il piccione vede come una fiamma
BirdFire è una coppetta trasparente con dentro un gel ottico di nuova generazione, appoggiata sul piano da proteggere. L’occhio del piccione percepisce l’ultravioletto, che il nostro non vede: quel gel, per lui, ha l’aspetto di una fiamma viva. Il volatile non viene ferito né catturato: smette semplicemente di considerare quel punto un posto sicuro.
Sul piano pratico è questo che lo rendeva l’unica scelta possibile sulla cupola più celebre del mondo: si appoggia, non si fissa, ed è invisibile ai visitatori che guardano verso l’oculo da terra. Si toglie in qualsiasi momento senza lasciare traccia.
Un sistema di questo tipo va scelto per tipo di superficie, non per catalogo: BirdFire copre i singoli piani di appoggio come una cupola, il filo FlyAway le linee lunghe come cornicioni, le reti le aperture da chiudere fisicamente. Sul Pantheon serviva il primo dei tre.
Prima si bonifica, poi si dissuade. Mai il contrario.
È il punto che più spesso viene invertito, ed è quello che decide se il risultato dura. Il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che quel posto è abitabile.


Fase 1 — Bonifica e sanificazione
L’intervento è iniziato con la pulizia e sanificazione della cupola, necessaria per rimuovere il guano accumulato e riportare le superfici in condizioni igieniche ottimali. Prodotti specifici e tecniche a basso impatto hanno eliminato agenti patogeni, batteri e residui organici, nel rispetto delle linee guida per i beni archeologici e monumentali.
Fase 2 — Installazione di BirdFire
Solo dopo la bonifica si è proceduto con l’applicazione del sistema BirdFire sui punti di appoggio critici della cupola: soluzione invisibile, completamente reversibile, senza modificare l’aspetto o l’integrità della struttura.
Che cosa cambia, per il monumento e per chi lo visita

“La differenza si è vista immediatamente: i piccioni non si sono più posati sulla cupola e la superficie è rimasta pulita. È come se il Pantheon avesse ritrovato il suo equilibrio.”
— Tecnico responsabile dell’intervento Birdstop
- Impatto visivo nullo. Il sistema BirdFire è completamente invisibile ai visitatori che osservano la cupola da terra.
- Nessuna alterazione della pietra originale. Non c’è contatto con il materiale monumentale: nessun foro, nessun adesivo.
- Reversibilità totale. L’impianto può essere rimosso in qualsiasi momento lasciando le superfici come sono state trovate.
- Estensione possibile. Secondo quanto riportato, i referenti istituzionali e i funzionari della Soprintendenza Archeologica hanno riconosciuto la compatibilità del sistema, valutando l’estensione della protezione ad altre superfici sensibili del complesso.
Quattro fasi, su un monumento come su un capannone
Cambia il vincolo, non il criterio: prima si capisce dove stanno davvero i volatili e che cosa quella superficie sopporta, poi si sceglie il sistema.
Sopralluogo e lettura del monumento
Si individuano i punti di appoggio reali e si verifica su quale materiale insistono. Su un bene vincolato questa fase decide anche che cosa è installabile e che cosa no.
Progetto compatibile con il vincolo
Si scelgono i sistemi che non forano, non incollano e non alterano la lettura architettonica, concordando l’intervento con i referenti tecnici del sito.
Bonifica, poi posa
Prima la pulizia e la sanificazione delle superfici contaminate, poi l’installazione dei dissuasori. Invertire l’ordine significa proteggere un’area che continua a richiamare i volatili.
Verifica e manutenzione programmata
I punti protetti vanno controllati e i dissuasori sostituiti secondo la loro durata: un impianto che nessuno guarda smette di funzionare senza dare segnali.
Cosa dicono i clienti Birdstop
Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore
Sul guano che si accumula su una cupola aperta al pubblico l’area scientifica Ekonore richiama un punto spesso sottovalutato: quel materiale non è inerte. Ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo che i volatili si sono allontanati.
Per questo la sequenza corretta è sempre la stessa: prima si toglie l’appoggio ai volatili, poi si bonifica con dispositivi di protezione adeguati. Bonificare per primi significa ripulire una superficie che verrà rioccupata nel giro di poche settimane.
Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.
Enti pubblici, industrie e siti monumentali
Lo stesso metodo che usiamo sulla cupola del Pantheon vale su uno stabilimento produttivo: cambia il vincolo, non il criterio.






Le certificazioni che un ente chiede in gara
Su un cantiere che si svolge su un bene archeologico vincolato di rilevanza mondiale le certificazioni non sono un fregio da brochure: sono requisiti di ammissione. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, è certificata Kiwa e registrata EMAS.
Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. Su un cantiere di restauro la ISO 45001 e la UNI EN 16636 sono spesso requisiti di ammissione, non titoli preferenziali.
Le domande che arrivano da enti e progettisti
Si possono installare dissuasori sul Pantheon o su un altro bene archeologico?
Sì, a condizione che il sistema sia compatibile con il materiale e con la percezione visiva del monumento, e che l’intervento sia concordato con i referenti tecnici e autorizzato dall’ente di tutela. Restano esclusi i sistemi che forano, che incollano in continuo o che alterano la lettura architettonica. Sul Pantheon è stato usato un dissuasore invisibile che si appoggia e non si fissa.
BirdFire fa male ai piccioni?
No. Il piccione percepisce l’ultravioletto e vede il gel come una fiamma viva; non c’è contatto, non c’è ferita, non c’è cattura: è un dissuasore, non una trappola. Per questo è compatibile con la tutela della fauna selvatica prevista dalla Legge 157/1992.
Perché non sono state usate reti o dissuasori ad aghi?
Sulla cupola più celebre di Roma una rete o degli aghi si vedrebbero da terra, alterando la lettura architettonica del monumento. Gli aghi andrebbero inoltre fissati o incollati sulla superficie, con un rischio di ancoraggio che su un bene di questo valore è stato escluso.
Il sistema è reversibile?
Sì, ed è il requisito che un ente di tutela verifica per primo. Le coppette sono appoggiate sui piani da proteggere e possono essere rimosse in qualsiasi momento lasciando le superfici come sono state trovate.
Il guano va rimosso prima o dopo l’installazione?
Prima. Il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che il posto è abitabile: installare su un’area sporca significa lavorare contro un segnale che resta attivo. La bonifica va fatta con dispositivi di protezione adeguati, perché quel materiale ospita acari e zecche molli.
Quanto dura la protezione?
Dipende dalla manutenzione. Le coppette hanno una durata dichiarata dal produttore e vanno sostituite entro quel termine; i punti protetti vanno riverificati periodicamente, perché una colonia che trova di nuovo un appoggio libero torna.
Il guano dei piccioni è pericoloso per chi passa sotto la cupola?
Il rischio principale non è il singolo escremento ma l’accumulo: polveri, materiale di nido e i relativi artropodi. Su un percorso di visita il problema riguarda anche la semplice fruibilità degli spazi. Ne parliamo più a fondo in disinfestazione piccioni e bonifica del guano.
Birdstop lavora anche fuori Roma?
Sì. Ekonore S.r.l. opera su tutto il territorio nazionale con squadre tecniche proprie. Per il Lazio il riferimento è la pagina allontanamento volatili a Roma.
Un monumento, un condominio, uno stabilimento: il metodo non cambia
Prima si capisce dove stanno davvero i volatili e che cosa è installabile in quel punto, senza che nessuno se ne accorga. Poi si sceglie il sistema.
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Che tipo di immobile è, se è sottoposto a vincolo, dove si posano i volatili e che cosa è già stato provato. Con questi dati sappiamo già cosa dirti al telefono.
