Sotto la Metropolitana di Roma, un lavoro fatto senza mai fermare i treni.

Nelle stazioni ATAC i piccioni si erano sistemati dove nessuno li disturbava: biglietterie, canaline passacavi e impianti di illuminazione. Guano, nidi e le zecche che vivono nei nidi dei piccioni. Birdstop ha lavorato di notte, senza mai fermare i treni: prima la pulizia, fatta in sicurezza, poi BirdFire, Flyaway e reti ornitologiche, scelti stazione per stazione.

6stazioni della prima fase, prioritarie
3tecnologie diverse, scelte per area
0interruzioni del servizio
Operatore Birdstop in tuta monouso, disteso in un’intercapedine bassa, fissa con il trapano a batteria una rete antipiccione
Un operatore Birdstop in tuta monouso lavora disteso: l’intercapedine non lascia lo spazio per stare in piedi, e i tasselli della rete si mettono uno alla volta con il trapano a batteria.

In breve: alla Metropolitana ATAC il lavoro doveva farsi senza fermare i treni

I piccioni si erano sistemati sopra le biglietterie, dentro le canaline dei cavi e sui corpi illuminanti di diverse stazioni: guano, nidi e le zecche che vivono nei nidi. Birdstop ha prima ripulito le superfici — piretro naturale e rimozione a mano — poi ha installato BirdFire (gel ottico), Flyaway (campo elettromagnetico) e reti ornitologiche, scegliendo di volta in volta quello adatto alla zona. Tutto di notte: la metropolitana non ha mai chiuso per questo.

Scheda intervento

Che cosa è stato fatto, in quattro righe

SitoMetropolitana ATAC di Romarete metro, sei stazioni prioritarie + Cipro e Magliana pianificate
Punto criticoBiglietterie, canaline passacavi, impianti di illuminazioneguano, nidi, zecche molli del piccione
SistemaBirdFire, Flyaway e reti ornitologichescelti per tipo di area
VincoloServizio di trasporto pubblico attivointervento notturno, nessuna interruzione
6stazioni della prima fase
3tecnologie combinate, per tipo di area
0fori o ancoraggi sugli elementi strutturali
100%reversibile
Il problema

Dove stavano i piccioni, di preciso

Non una sola stazione ma una rete: il problema si ripeteva con caratteristiche simili in punti diversi della Metropolitana di Roma, ovunque ci fosse una nicchia riparata e sopraelevata lontana dal disturbo a terra.

Area della Metropolitana di Roma con le zone di stazionamento dei piccioni segnalate, individuate durante il sopralluogo Birdstop
Il sopralluogo serve a trovare i posti dove stanno davvero, non solo quelli che si vedono dal binario.

Si fermavano sopra la testa di migliaia di passeggeri

Col tempo i piccioni si erano trovati i posti migliori: sopra le biglietterie, dentro le canaline dei cavi, sui corpi illuminanti di parecchie stazioni. Guano e nidi ovunque, e con loro i parassiti che vivono nei nidi, comprese le zecche molli del piccione.

La situazione non riguardava solo il decoro: rappresentava un rischio igienico-sanitario per i passeggeri e per gli operatori ATAC che utilizzano quotidianamente questi spazi, oltre a favorire la corrosione degli elementi metallici e il deterioramento delle superfici architettoniche.

La diagnosi

Le quattro cose che hanno deciso come intervenire

Il sopralluogo su un’infrastruttura di trasporto pubblico non serve a contare i volatili: serve a capire su quali superfici si fermano davvero e con quali vincoli operativi si deve lavorare.

1

Canaline e travi: il posto perfetto per fermarsi

Biglietterie, canaline passacavi e impianti di illuminazione offrono nicchie riparate e sopraelevate, lontane dal disturbo dei passeggeri a terra: un appoggio comodo per la colonia.

2

Decine di stazioni, non un edificio solo

La Metropolitana copre un’area estesa della città: un punto critico non trattato in una stazione tende a ripetersi nelle altre con caratteristiche architettoniche simili.

3

Migliaia di passeggeri, e cibo per terra

Il flusso costante di persone lascia inevitabilmente residui alimentari a terra e nelle aree di sosta, un fattore che sostiene le colonie già insediate.

4

Una metropolitana che non può chiudere

L’intervento deve svolgersi senza interrompere la continuità del trasporto pubblico: questo impone orari notturni e tecniche compatibili con l’operatività quotidiana.

Il vincolo

La metropolitana non chiude: è il lavoro che si adatta a lei

Su una metropolitana in funzione il vincolo non è estetico come su un monumento: è operativo. Ogni scelta è stata fatta per non interferire con il servizio.

  • Niente interruzioni del servizio. L’intervento è stato programmato in orario notturno, iniziando dalle sei stazioni individuate come prioritarie, con ulteriori lavorazioni già pianificate a Cipro e Magliana.
  • Niente ancoraggi permanenti sugli elementi strutturali. I sistemi sono stati installati con silicone certificato, compatibile con metalli e superfici architettoniche, senza fori.
  • Niente sostanze aggressive in un ambiente frequentato dal pubblico. La pulizia è stata fatta con una soluzione a base di piretro naturale: funziona sui parassiti senza essere aggressiva per l’ambiente.
  • Rispetto dei protocolli ferroviari. Tutti i materiali contaminati sono stati raccolti, imballati e conferiti come rifiuti speciali secondo il codice CER 18 02 02.

Gestisci un’infrastruttura o un edificio pubblico con lo stesso problema?

Il sopralluogo tecnico serve prima di tutto a capire quali sistemi sono compatibili con i tuoi orari operativi. Il preventivo viene dopo.

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La soluzione

Non un sistema solo: quello giusto per ogni zona

Una rete metropolitana non ha una sola tipologia di superficie: binari di protezione, travi, condotte e grandi aperture chiedono soluzioni diverse.

Coppette BirdFire installate su una trave della Metropolitana di Roma, con dettaglio ingrandito del prodotto brevettato
I cerchi indicano le coppette BirdFire installate sulla trave; il dettaglio mostra il prodotto brevettato da vicino.

Tre sistemi diversi, uno per ogni tipo di zona

Le tecnologie sono state selezionate su misura per la struttura di ciascuna stazione. Sui binari di protezione, travi, condotte ed elementi strutturali sono stati installati dispositivi BirdFire — coppette con un gel ottico che il piccione percepisce come una fiamma viva. In altri punti sono stati usati sistemi Flyaway, basati su campo elettromagnetico, e nelle aree più ampie reti ornitologiche professionali, integrate in modo discreto per non alterare la fruibilità degli ambienti da parte del pubblico.

Ogni sistema è stato montato solo su superfici già pulite: metterlo su un punto ancora sporco vuol dire proteggere qualcosa che continua a chiamare altri piccioni.

Il criterio di scelta è sempre lo stesso: BirdFire per i singoli punti di appoggio, Flyaway per le linee lunghe, le reti per le aperture da chiudere fisicamente. Nella Metropolitana ATAC servivano tutte e tre.

L’ordine delle lavorazioni

Prima si pulisce, poi si toglie l’appoggio. Mai il contrario.

Il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che quel posto è abitabile: installare su un’area ancora sporca significa lavorare contro un segnale che resta attivo.

Prima e dopo l’intervento Birdstop su una parete della Metropolitana di Roma: guano rimosso e superficie sanificata
Una delle superfici trattate durante la pulizia.
Prima e dopo l’intervento Birdstop su una trave della Metropolitana di Roma, con nido e uova rimossi e dissuasori installati
Una trave con nido attivo prima dell’intervento, e dopo l’installazione dei dissuasori.

Fase 1 — La pulizia, fatta in sicurezza

Attraverso una soluzione a base di piretro naturale è stato possibile eliminare parassiti e agenti patogeni presenti nel guano, con un approccio efficace ma non aggressivo. Il team si è poi occupato della rimozione meccanica di guano e nidi, un’operazione che ha richiesto precisione e sicurezza per gli operatori coinvolti. Tutti i materiali contaminati sono stati raccolti, imballati e conferiti come rifiuti speciali secondo il codice CER 18 02 02.

Fase 2 — Il montaggio dei sistemi

Solo a superfici pulite si è passati alla protezione: BirdFire, Flyaway e reti, montati esattamente dove i piccioni si posavano, con silicone certificato e senza fare un buco.

Che cosa possiamo dire sui risultati, e come. Secondo quanto riportato dal tecnico responsabile dell’intervento, i piccioni hanno smesso di sostare nelle aree trattate già nei giorni successivi alla posa. È l’osservazione diretta di chi ha seguito il cantiere, non un monitoraggio strumentale: la presentiamo per quello che è.
Il risultato

Che cosa cambia, per i passeggeri e per il personale ATAC

Area della Metropolitana di Roma dopo l’intervento Birdstop, con coppette BirdFire installate sulle travi della copertura
Una delle aree trattate: i dissuasori sono installati sulle travi, invisibili a chi transita sulle scale mobili.

“La differenza è stata immediata: i piccioni hanno smesso di sostare nelle aree della metropolitana e le superfici sono tornate pulite. È come se l’infrastruttura avesse ripreso a funzionare senza interferenze.”

— Tecnico responsabile dell’intervento Birdstop
  • Nessuna interruzione del servizio. L’intero cantiere si è svolto in orario notturno, senza impatti sull’operatività della rete.
  • Nessuna alterazione delle strutture originarie. I sistemi installati non richiedono fori né ancoraggi permanenti sugli elementi strutturali.
  • Superfici più sicure per passeggeri e operatori. La rimozione di guano e nidi riduce il rischio igienico legato alla presenza di parassiti come le zecche molli del piccione.
  • Estensione già pianificata. Ulteriori lavorazioni sono programmate nelle stazioni di Cipro e Magliana, a completamento del piano avviato sulle prime sei stazioni.
Prima e dopo l’intervento Birdstop su un cornicione con nido e su un pannello pubblicitario della Metropolitana di Roma
Due punti trattati nella stessa area: un cornicione con nido attivo e un pannello pubblicitario usato come appoggio.
Prima e dopo l’intervento Birdstop su un pilastro e su una trave della Metropolitana di Roma
Altri due punti della rete trattati durante lo stesso intervento.
Il metodo Birdstop

Quattro fasi, su una metropolitana come su un capannone

Cambia il vincolo, non il criterio: prima si capisce dove stanno davvero i volatili e con quali orari si può lavorare, poi si sceglie il sistema.

Fase 1

Il sopralluogo, stazione per stazione

Si individuano i punti critici stazione per stazione e si verifica su quale materiale insistono, tenendo conto degli orari operativi del servizio.

Fase 2

Un piano che convive con i treni in funzione

Si scelgono i sistemi per tipo di area — BirdFire, Flyaway o reti — e si programma l’intervento in orari che non interferiscono con il trasporto pubblico.

Fase 3

Prima la pulizia, poi il montaggio

Prima la pulizia delle superfici sporche, poi il montaggio dei sistemi. Invertire l’ordine significa proteggere un’area che continua a richiamare i volatili.

Fase 4

I controlli, negli anni successivi

I punti protetti vanno controllati e i dissuasori sostituiti secondo la loro durata, con lavorazioni pianificate per estendere la protezione ad altre stazioni.

Guarda come funziona

Due video: l’intervento in metropolitana e la tecnologia da vicino

Il caso ATAC

Come è andata, nella metropolitana di Roma

Il video originale dell’intervento Birdstop nella rete ATAC: dai punti critici individuati durante il sopralluogo ai dissuasori installati stazione per stazione.

Le soluzioni per enti pubblici
BirdFire

Il gel che i piccioni vedono come una fiamma

Perché una coppetta di gel trasparente funziona: l’occhio del piccione vede l’ultravioletto, che noi non vediamo, e quel gel per lui è un fuoco acceso, mentre la componente olfattiva completa la dissuasione. Nessuna parte in movimento, nessuna alimentazione elettrica, nessun contatto con l’animale.

Scheda del sistema BirdFire
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Sul guano che si accumula in un ambiente frequentato da migliaia di persone al giorno l’area scientifica Ekonore richiama un punto spesso sottovalutato: quel materiale non è inerte. Ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo che i volatili si sono allontanati.

Per questo la sequenza è sempre la stessa: prima si bonifica — si porta via guano e materiale di nido, con la protezione addosso, perché lì dentro vivono acari e zecche — e subito dopo si montano i dissuasori, che sono quelli che tengono pulito lo spazio negli anni, e solo dopo si riapre l’area al pubblico. Fermarsi alla pulizia, invece, non basta: se l’appoggio resta, nel giro di poche settimane la superficie torna esattamente com’era.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

I nostri clienti

Enti pubblici, industrie e siti monumentali

Lo stesso metodo che usiamo su una rete metropolitana in funzione vale su un anfiteatro del I secolo: cambia il vincolo, non il criterio.

IrenMondadoriIveco GroupBirra PeroniConadCalzedonia Group
Requisiti

Le certificazioni che un ente chiede in gara

Su un cantiere che si svolge dentro un’infrastruttura di trasporto pubblico attiva le certificazioni non sono un fregio da brochure: sono requisiti di ammissione. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, è certificata Kiwa e registrata EMAS.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. Su un cantiere di restauro la ISO 45001 e la UNI EN 16636 sono spesso requisiti di ammissione, non titoli preferenziali.

Domande

Le domande che arrivano da enti e progettisti

Si possono installare dissuasori in una metropolitana in funzione?

Sì, a condizione che l’intervento sia compatibile con gli orari operativi e con i protocolli di sicurezza ferroviaria. Nel caso ATAC il cantiere si è svolto interamente in orario notturno, stazione per stazione, senza interrompere il servizio.

L’intervento richiede l’interruzione del servizio?

No. L’intervento Birdstop nella rete ATAC è stato programmato di notte proprio per non interferire con la continuità del trasporto pubblico. La bonifica e l’installazione dei dissuasori si svolgono fuori dagli orari di esercizio.

BirdFire fa male ai piccioni?

No. Il piccione percepisce l’ultravioletto e vede il gel come una fiamma viva; non c’è contatto, non c’è ferita, non c’è cattura: è un dissuasore, non una trappola. Per questo è compatibile con la tutela della fauna selvatica prevista dalla Legge 157/1992.

Perché sono state usate tre tecnologie diverse nella stessa rete?

Perché una metropolitana non ha un solo tipo di superficie. BirdFire è stato scelto per i singoli punti di appoggio (binari di protezione, travi, condotte), Flyaway per le linee lunghe basate su campo elettromagnetico, e le reti ornitologiche per le aperture più ampie da chiudere fisicamente.

Il guano in una stazione della metro è pericoloso per chi ci lavora o passa?

Il problema non è il singolo escremento: è quello che si accumula — polvere, resti di nido e i piccoli parassiti che ci vivono, comprese le zecche molli del piccione. In una stazione dove passano migliaia di persone al giorno il problema riguarda i passeggeri e chi ci lavora. Ne parliamo più a fondo in la zecca del piccione: cosa è e che rischi comporta.

Come viene smaltito il materiale rimosso durante la bonifica?

Guano, nidi e residui organici vengono raccolti, imballati e conferiti come rifiuti speciali, secondo il codice CER 18 02 02, nel pieno rispetto della normativa sullo smaltimento.

Quanto dura la protezione?

Dipende dalla manutenzione. I dissuasori installati hanno una durata dichiarata dal produttore e vanno controllati periodicamente: un punto protetto che nessuno verifica più può tornare ad essere occupato nel tempo.

Birdstop lavora anche fuori Roma?

Sì. Ekonore S.r.l. opera su tutto il territorio nazionale con squadre tecniche proprie. Per il Lazio il riferimento è la pagina allontanamento volatili a Roma.

Sopralluogo

Raccontaci l’infrastruttura: ti richiamiamo noi

Che tipo di struttura è, se è in funzione durante il giorno, dove si posano i volatili e con quali orari si può lavorare. Con questi dati sappiamo già cosa dirti al telefono.

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