Stai cercando quale dissuasore comprare? È la terza domanda, non la prima

Quasi tutti partono da lì, e per questo quasi tutti rifanno il lavoro. Su un tetto la sequenza che funziona è un’altra, e i due passaggi che vengono prima decidono se il terzo terrà: sapere da dove entrano e che cosa c’è già accumulato là sopra. Sali, o fai salire qualcuno, prima di guardare un catalogo.

  • Capire se si posano o ci nidificano: sono due problemi diversi, con due calendari diversi.
  • Togliere quello che li richiama: guano, materiale di nido, un varco aperto sotto le tegole.
  • Solo allora si sceglie il sistema, e si sceglie in base al punto del tetto, non al prezzo.
4 puntiil colmo, il sottotegola, la gronda e il cornicione: quasi tutto parte da uno di questi
prima la puliziainstallare sopra il guano è il motivo più comune per cui un impianto si stacca
nido = stopcon uova o piccoli nel nido la legge vieta di intervenire: si programma dopo l’involo
Sagoma di un piccione posato sul colmo di un tetto in coppi contro il cielo all’alba
Il colmo è il punto più alto e il più visibile: da lì un colombo tiene d’occhio l’isolato. Se lo vedi fermo lì tutte le mattine alla stessa ora, non sta passando: sta sorvegliando un posto che considera suo.

Risposta rapida

Per allontanare i piccioni dal tetto si procede in tre passaggi, in quest’ordine: si capisce se si posano o se ci nidificano, si rimuovono guano e materiale di nido e si chiudono i varchi, e solo alla fine si installa il dissuasore adatto al punto (colmo, sottotegola, gronda, cornicione). Saltare la pulizia è l’errore che fa tornare i piccioni: il richiamo olfattivo resta, e l’impianto incollato sullo sporco si stacca.

Ti ci ritrovi?

Se ne riconosci due, stai partendo dal terzo passo

Sono le cose che portano a rifare un lavoro, e capitano quasi sempre perché si compra prima di guardare.

  • Hai già in mente un prodotto e non sei ancora salito a vedere il tetto.
  • C’è materiale accumulato e nessuno ha parlato di toglierlo prima.
  • Non sai se il problema sia un varco aperto o una superficie di appoggio.
  • Un intervento precedente è stato montato sopra lo sporco.
  • Ti hanno proposto un prezzo al metro senza aver misurato niente.
  • Il problema è tornato dopo un lavoro già fatto.

Se ne riconosci due, i due passaggi da fare prima sono semplici e non costano quasi niente: trovare gli accessi e pulire davvero. Qui sotto c’è la sequenza intera.

La prima domanda

Si posano, o ci stanno di casa?

È la distinzione che cambia tutto: il lavoro, il costo e il calendario. E si capisce da fuori, senza salire, guardando il tetto due mattine di fila.

Due piccioni posati sul davanzale in pietra di una facciata chiara, con il ripiano macchiato di guano1

Si posano e basta

Li vedi fermi sempre negli stessi punti — il colmo, il cornicione, il davanzale — e sotto quei punti compaiono le macchie. Non c’è materiale di nido, non ci sono rumori dentro casa. Qui il lavoro è togliere l’appoggio, e si può fare in qualsiasi momento dell’anno.

Nido di rametti incastrato fra i coppi e il canale di gronda, sul bordo di un tetto2

Ci nidificano

Compaiono rametti nella grondaia, si sentono passi e tubare sopra il soffitto, arriva un odore che non va via arieggiando. Qui non basta un dissuasore: prima si svuota, poi si chiude. E se nel nido ci sono uova o piccoli, l’intervento si programma dopo l’involo.

Se il nido è già occupato, non si tocca. La legge sulla fauna selvatica vieta di prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di uccelli selvatici (L. 157/1992, art. 21). La strada corretta è aspettare che il nido sia libero e chiudere in quel momento: ne parliamo in uova di piccione, si possono togliere? e in ho trovato un nido: che cosa si può fare.

Dove guardare

I 4 punti del tetto da cui parte sempre

Un tetto non è una superficie sola: è una serie di bordi, e i piccioni usano quelli. Prima di scegliere un sistema conviene sapere quale di questi quattro punti è il tuo, perché su ognuno si monta una cosa diversa.

Sagoma di un piccione fermo sul colmo di un tetto in coppi, contro il cielo all’alba1

Il colmo e la linea di gronda

Sono i due bordi più lunghi e i più usati come punto di osservazione. Qui non c’è niente da chiudere: c’è da togliere l’appoggio, con un filo teso o con un sistema che rende quella linea poco ospitale.

Coppi sollevati sul bordo del tetto con un nido di rametti nel canale di gronda sottostante2

Sotto le tegole

Basta un coppo spostato perché sotto il manto si apra un vano asciutto e invisibile da terra. È l’accesso preferito verso il sottotetto: si risolve ripristinando il manto o chiudendo il sottocoppo, non mettendo un dissuasore sopra.

Canale di gronda pieno di piume e materiale di nido lungo il bordo di un tetto in coppi3

La grondaia

Qui il problema non è l’estetica: il materiale di nido tappa il canale, l’acqua tracima sul muro e il primo conto che paghi non è la disinfestazione, è l’intonaco. Va svuotata prima di qualsiasi altra cosa.

Fila di piccioni appollaiati sotto un cornicione in penombra, illuminati da una luce calda4

Il cornicione, di notte

Se di giorno non vedi nessuno ma sotto il cornicione trovi guano fresco, quel punto è un dormitorio notturno. È il caso in cui un sistema visivo da solo serve a poco: al buio non lo vedono.

Che cosa si mette in conto

Che cosa comporta lasciarli dove sono

Non per fare allarmismo: per capire che cosa si paga aspettando. Le voci qui sotto sono quelle che ci vengono raccontate al telefono più spesso, in quest’ordine.

Sottogronda e cornicione con spesse colature e concrezioni di guano che pendono dal bordo1

La facciata sotto il punto di appoggio

Le colature partono dall’appoggio e scendono. Sono acide e non vanno via con una passata d’acqua: finché l’appoggio resta, ridipingere è una spesa che si ripete.

Fila di piccioni sul cornicione di un palazzo, con lunghe colature bianche che scendono lungo il muro2

Da qualche piccione a una colonia

Il colombo è molto fedele al sito dove è nato: i piccoli cresciuti sul tuo tetto tenderanno a tornare lì da adulti. Per questo un problema lasciato andare non resta della stessa dimensione: cresce di stagione in stagione.

Canale di gronda ostruito da piume e materiale di nido sul bordo del tetto3

L’acqua che smette di scorrere

Il materiale di nido finisce nel canale di gronda e lo tappa. L’acqua tracima sul muro e da lì si arriva alle infiltrazioni: spesso il danno arriva prima che tu veda un piccione.

Piccione che entra da una finestrella di sottotetto, con colature chiare sul muro sotto l’apertura4

Da sopra il tetto a dentro casa

Dal manto si passa al sottotetto, e lì il problema diventa igienico: guano secco, materiale di nido, e nel materiale acari e zecche che restano anche dopo che i piccioni se ne sono andati. Il seguito è in piccioni nel sottotetto.

Non sai in quale dei quattro punti sei?

Mandaci due foto fatte da terra, una del tetto e una del muro sotto. Spesso bastano a capire se è stazionamento o nidificazione.

Da evitare

Perché i rimedi da ferramenta durano una settimana

Hanno tutti lo stesso difetto, ed è sempre lo stesso: il piccione impara. Un oggetto che non cambia mai smette di far paura, e da quel momento diventa solo un appoggio in più.

Gufo finto e sagoma di rapace sul tetto, con i piccioni posati a pochi passi1

Il gufo finto e le sagome

Funziona per qualche giorno, poi il colombo si accorge che non si muove e non lo guarda più. Non è una questione di modello: è assuefazione, e arriva sempre. Lo abbiamo raccontato per esteso in gufo finto e rimedi.

Nastri riflettenti e CD appesi a un'antenna sul tetto, con i piccioni posati sotto2

Nastri riflettenti e CD appesi

Il riflesso è casuale e sempre uguale. Dopo poche giornate viene ignorato, mentre il nastro si sfilaccia e finisce nella grondaia. Nel frattempo l’appoggio sotto è rimasto esattamente dov’era.

Scatolina a ultrasuoni fissata al comignolo, con la confezione vuota abbandonata sul tetto3

Gli ultrasuoni da scatola

Il problema è a monte: il campo uditivo del colombo non copre gli ultrasuoni come ci si aspetta, e in un cortile il suono rimbalza ovunque tranne dove serve. La spiegazione completa è in gli ultrasuoni funzionano davvero?

Rete anti-volatili montata male sotto una tettoia, allentata e con varchi negli angoli4

La rete montata a occhio

Una rete tesa male non chiude: lascia un varco al bordo e diventa peggio del niente, perché un piccione entra e non esce. La rete è un ottimo sistema, ma vale solo se il perimetro è chiuso davvero: vedi le reti anti-volatili.

Le fotografie di questa sezione sono ricostruzioni realizzate al computer per mostrare l’errore: non ritraggono interventi Birdstop.

L’ordine giusto

Prima si pulisce, poi si installa

È il passaggio che quasi tutti saltano, ed è quello che decide se il lavoro tiene. Ci sono due motivi, e nessuno dei due è estetico.

Il richiamo resta anche quando loro se ne vanno

Il guano e il materiale di nido sono un segnale olfattivo che dice «qui si può stare». Se togli l’appoggio ma lasci lo sporco, la pressione sul punto resta alta: i piccioni ci riprovano, cercano il bordo scoperto accanto, e spesso lo trovano.

Sul guano non si incolla niente

Spilli e basi si fissano con sigillante, e il sigillante ha bisogno di una superficie pulita e asciutta. Incollato su uno strato di guano il dissuasore si stacca alla prima stagione — e quando si stacca lascia un bordo scoperto proprio dove serviva di più.

La parte delicata è la polvere, non il guano fresco. Il centro di referenza nazionale per le clamidiosi descrive come veicolo più insidioso l’aerosol che si forma quando le feci essiccate vengono sollevate come polvere, e fra le categorie esposte elenca proprio chi rimuove nidi e guano. È il motivo per cui non si spazza a secco e non si usa l’idropulitrice a freddo: come si fa è spiegato in bonifica e pulizia del guano.

Guarda come si fa

Che cosa vuol dire bonificare, in pratica

Due minuti, prima di chiamare chiunque

Perché non è «una spazzata sul tetto»

Si vedono le protezioni, il modo in cui il materiale viene raccolto invece che sollevato, e che cosa resta da smaltire. Guardalo se qualcuno ti ha proposto di installare i dissuasori senza passare da qui.

Vai alla pagina della bonifica
Le soluzioni

Che cosa si monta davvero su un tetto

Non esiste il sistema migliore: esiste quello adatto al punto. Su un tetto quasi sempre se ne combinano due — uno che chiude un volume, uno che toglie l’appoggio sulla linea da cui partono.

Rete anti-volatili tesa su un’apertura ad arco in muratura, vista dall’interno verso la strada1

La rete

Dove ha senso: chiudere un volume: una loggia, un sottogronda continuo, un’apertura che deve restare ventilata.

Va tesa e ancorata su tutto il perimetro. Una rete lasciata lenta è il difetto che vediamo più spesso: i piccioni ci entrano sotto e non escono più.

Vai alla scheda delle reti
Tecnico che incolla con la pistola per silicone una fila di dissuasori ad aghi su una cornice in mattoni2

Gli spilli in acciaio

Dove ha senso: le linee di appoggio strette: il cornicione sotto la gronda, il davanzale, il bordo del muretto.

Non fanno male all’animale e da terra non si vedono. Vanno però tenuti puliti: se si riempiono di detriti smettono di lavorare.

Vai alla scheda degli spilli
Mano guantata che serra con una chiave il morsetto di un filo teso su un cornicione in pietra3

I fili tesi

Dove ha senso: i bordi lunghi — il colmo, la linea di gronda, le modanature — dove una fila di spilli sarebbe troppo invasiva.

È la lavorazione più discreta su una facciata a vista: da terra si vedono i sostegni, non il filo. Richiede ancoraggi fatti a regola d’arte.

Come si scelgono sugli edifici
Dissuasore invisibile BirdTikol in acciaio inox montato sul bordo superiore di una struttura4

Il dissuasore invisibile in acciaio

Dove ha senso: i punti dove conta l’estetica: cornici, bordi a vista, edifici curati o vincolati.

È la soluzione che si nota meno di tutte. Costa più degli spilli, quindi ha senso dove il decoro della facciata è un tema.

Vai alla scheda BirdTikol
Coppette del sistema BirdFire allineate sopra un armadio tecnico in copertura5

BirdFire, visivo e olfattivo

Dove ha senso: le superfici dove non si può forare niente: guaine, coperture impermeabilizzate, elementi tecnici che non si toccano.

Si appoggia, non si fissa. Va però ricaricato periodicamente: vive di manutenzione, non si monta e si dimentica.

Vai alla scheda BirdFire
Doppia linea del sistema FlyAway tesa sul coprimuro di un parapetto in copertura, con i sostegni neri a vista6

FlyAway, il sistema elettromagnetico

Dove ha senso: le superfici ampie e i perimetri lunghi, dove coprire ogni singolo appoggio non sarebbe praticabile.

Lavora sul campo, non sull’appoggio: non emette suoni udibili e non tocca l’animale. Richiede alimentazione e una progettazione del tracciato.

Vai alla scheda FlyAway

Nella pratica quasi nessun tetto si risolve con un sistema solo: si chiude dove si può chiudere e si toglie l’appoggio dove non si può. Il confronto completo è in la gamma dei sistemi bird control.

Da non fare

Gli errori che ci fanno tornare dopo sei mesi

Non sono errori teorici: sono quelli che troviamo quando ci chiamano la seconda volta, dopo che qualcosa era già stato fatto. Le foto sono di situazioni reali.

Cornicione con una fila di dissuasori ad aghi su un tratto e due piccioni posati sul tratto rimasto scoperto1

Coprire metà del bordo

In questa foto gli aghi ci sono, e i piccioni pure: stanno appena oltre il tratto protetto. Un dissuasore non sposta il problema di qualche metro per caso — lo sposta esattamente dove finisce l’installazione. La linea si copre tutta, o tanto vale non cominciare.

Piccione posato su un cornicione accanto alla fila di aghi, che non copre il punto in cui si trova2

Fermarsi dove finisce il ponteggio

Capita spesso: si installa fin dove si arriva comodi e si lascia il tratto scomodo. È proprio quel tratto che diventa il nuovo appoggio. Il preventivo onesto dice fin dove arriva, e dice anche che cosa resta scoperto.

Cornicione visto dal basso con file di dissuasori ad aghi quasi completamente sommerse da uno strato compatto di guano3

Installare senza pulire, e non tornare mai più

Qui gli aghi ci sono ancora, ma non si vedono: sono sepolti sotto lo strato. Un dissuasore coperto di detriti è un ripiano, non una barriera. È la conseguenza dei due errori messi insieme: niente bonifica prima, nessun controllo dopo.

Piccione che entra da una finestrella di sottotetto, con colature chiare sul muro sotto l’apertura4

Chiudere il tetto e lasciare aperto il sottotetto

Si lavora sulle linee di appoggio e ci si dimentica delle aperture: una finestrella, un foro di areazione, un coppo spostato. I varchi si contano tutti prima di cominciare, anche quelli che sembrano troppo piccoli.

Guarda come funziona

Un sistema che lavora su tutta la superficie, non su un bordo

Utile se il tuo tetto non ha un bordo solo

Quando coprire ogni appoggio non è praticabile

Si vede come viene montato su una casa e su un terrazzo, e dove passa il tracciato. Serve a farsi un’idea di che cosa si sta comprando quando il preventivo parla di impianto e non di metri lineari.

Vai alla scheda FlyAway
Come si lavora

Quattro passaggi, e il secondo è quello che quasi tutti saltano

01

Si guarda il tetto, non il catalogo

Da dove entrano, dove si fermano, a che ora. Si contano i varchi e si verifica se c’è un nido occupato, perché questo cambia il calendario di tutto il resto.

02

Si porta via quello che c’è

Guano e materiale di nido si rimuovono con le protezioni, si smaltiscono e la superficie si disinfetta. È il passaggio che decide se il sistema tiene o si stacca.

03

Si sceglie il sistema per il punto

Rete dove va chiuso un volume, filo o spilli sulle linee di appoggio, ripristino dove un coppo si è spostato. Tutto nello stesso intervento: un bordo lasciato scoperto annulla gli altri.

04

Si torna a controllare

Un tetto si muove: un coppo si sposta, un filo si allenta, una rete si strappa. Un controllo periodico costa una frazione di un secondo intervento e intercetta il problema quando è ancora piccolo.

★
Recensioni verificate

Che cosa dicono i clienti Birdstop

Il parere tecnico

Perché un tetto «liberato» si ripopola così in fretta

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Sul comportamento del colombo di città l’area scientifica Ekonore richiama due punti che su una copertura pesano più che altrove. Il primo è la fedeltà al sito: i piccoli cresciuti su quel tetto tendono a tornare dove sono nati. Non si sta allontanando un gruppo di passaggio, e per questo la pressione sul punto resta alta anche mesi dopo l’intervento.

Il secondo è che la colonia non è legata al singolo appoggio ma all’area. Finché nell’area restano cibo raggiungibile e un posto riparato, togliere un appoggio sposta gli animali di poche decine di metri. In condominio si vede benissimo: si protegge un tetto e la colonia si presenta su quello accanto. È il motivo per cui conviene ragionare sull’edificio intero.

C’è poi la parte igienica, che nessun dissuasore risolve. Nel guano accumulato e nel materiale di nido restano acari e zecche che sopravvivono anche dopo che i volatili se ne sono andati. Vanno rimossi con le protezioni adeguate, e prima di installare qualsiasi cosa.

Testo redazionale rivisto dall’area scientifica Ekonore.

Chi ci ha già chiamato

Una casa, una villetta, un condominio o un capannone: il tetto è sempre un bordo

Accanto agli stabilimenti e agli enti pubblici, buona parte degli interventi Birdstop sono su case singole, villette, condomini ed edifici di civile abitazione: falde, colmi, cornicioni, logge e terrazzi. È lo stesso metodo, su una scala diversa.

Guarda chi sono i nostri clienti

Prova, non promessa

Certificata, non improvvisata

Quando qualcuno sale sul tuo tetto a rimuovere guano e a fissare un impianto, le certificazioni non sono un timbro da brochure: riguardano proprio il modo in cui quel lavoro viene fatto e in cui il materiale viene smaltito. Sono certificati rilasciati a Ekonore S.r.l., con i numeri di registrazione per esteso.

Kiwa

UNI EN 16636

Servizi di gestione e controllo infestanti

ALI 02122 - PM
Kiwa

ISO 9001

Sistema di gestione qualità

Reg. N. 19806 - A
Kiwa

ISO 14001

Sistema di gestione ambientale

Reg. N. 19806 - E
Kiwa

ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro

Reg. N. 19806 - I
Kiwa

UNI/PdR 125

Parità di genere

Reg. N. 19806 - PG
EMAS

EMAS

Registrazione ambientale europea

IT-002249

Che cosa chiedere prima di firmare, punto per punto, sta in come si sceglie a chi affidare il lavoro.

Le domande che arrivano

Le domande che ci fanno al telefono

Qual è il modo più efficace per allontanare i piccioni dal tetto?

Non esiste un sistema che vada bene ovunque: esiste quello adatto al punto. Su una linea lunga (il colmo, la gronda) si lavora con fili tesi; su un bordo stretto con gli spilli; su un volume aperto con una rete; su superfici ampie con un impianto che copre area. La parte che conta davvero è un’altra: prima si rimuovono guano e materiale di nido, altrimenti qualsiasi sistema dura una stagione.

Posso installare i dissuasori da solo?

Sul piano tecnico alcuni sistemi sono alla portata di chi sa lavorare in sicurezza. I due problemi veri sono altri: il lavoro in quota, che non si improvvisa, e la bonifica, che non si fa a secco e senza protezioni. E resta il punto più comune: si copre il tratto comodo e si lascia scoperto quello scomodo, che diventa il nuovo appoggio.

Quanto costa allontanare i piccioni dal tetto?

Dipende da tre cose: quanti metri di bordo vanno protetti, quanto materiale c’è da portare via, e come si arriva ai punti (scala, piattaforma, ponteggio). Un cornicione raggiungibile su una villetta è un lavoro breve; un condominio con accesso solo dalla facciata è un altro lavoro. Le variabili sono spiegate in quanto costa allontanare i piccioni.

Ho trovato un nido sotto le tegole: posso toglierlo?

Se contiene uova o piccoli, no. La legge sulla fauna selvatica vieta di prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di uccelli selvatici (L. 157/1992, art. 21). La strada corretta è aspettare l’involo e chiudere l’accesso in quel momento. Se il nido è già vuoto si rimuove insieme al resto del materiale, con le protezioni.

Se metto i dissuasori, i piccioni vanno sul tetto del vicino?

Può succedere, ed è il motivo per cui in condominio conviene ragionare sull’edificio intero invece che sul singolo appartamento. La colonia è legata all’area, non al singolo appoggio. Ne parliamo in perché i dissuasori del vicino spostano i piccioni da te.

Gli ultrasuoni e il gufo finto funzionano sul tetto?

Per qualche giorno. Poi il colombo si accorge che non succede niente e li ignora: è assuefazione, e arriva sempre, qualunque sia il modello. Sugli ultrasuoni il problema è anche a monte, nel modo in cui il suono si propaga all’aperto: ne abbiamo scritto in gli ultrasuoni per piccioni funzionano davvero?

Sul tetto non ci sono piccioni ma gabbiani: cambia qualcosa?

Cambia parecchio. Il gabbiano reale è molto più pesante, occupa superfici invece che varchi, ed è una specie protetta: il calendario di intervento è più rigido e alcune azioni richiedono autorizzazione. Il caso specifico è in gabbiani sul tetto: perché scelgono il tuo edificio.

Quanto durano i dissuasori una volta installati?

Dipende dal sistema e, soprattutto, dal fatto che qualcuno li guardi ogni tanto. Un filo si allenta, una base di sigillante invecchia, una rete si strappa, gli spilli si riempiono di detriti. Un tetto si muove: il controllo periodico non è un extra commerciale, è quello che tiene in vita l’impianto. Approfondimento in quanto durano i dissuasori.

Vuoi sapere da dove partire sul tuo tetto?

Raccontaci che cosa vedi e mandaci due foto da terra: una del tetto e una del muro sotto. Spesso bastano a capire se è stazionamento o nidificazione, e quale punto va affrontato per primo.

Parliamone

Raccontaci che cosa vedi sul tetto

Scrivici che cosa noti, da quanto, e in quale punto. Se hai due foto fatte da terra, ancora meglio: ti rispondiamo dicendoti che cosa si vede e che cosa andrebbe verificato di persona.

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