Il balcone non è un posto qualsiasi: è il riparo migliore che hai in casa

Un balcone è una mensola coperta, chiusa su due o tre lati, senza predatori e con il parapetto a fare da appoggio. Per un colombo è una cengia di roccia con il tetto. Per questo le sagome, i nastri e gli ultrasuoni durano pochi giorni: non tolgono il motivo per cui è venuto. Qui sotto trovi che cosa lo attira davvero, che cosa succede se si ferma e quali sistemi reggono su uno spazio di pochi metri quadrati.

da 500 €punto di partenza per un balcone fino a 4 mq, IVA esclusa
4 sistemiadatti a uno spazio piccolo, senza toccare la facciata
6certificazioni con numero di registrazione verificabile
Due piccioni posati sul parapetto di un balcone al tramonto, con i palazzi sullo sfondo
Il parapetto è il primo appoggio che un colombo prova. Se lo trova comodo, il passo successivo è l’angolo riparato dietro le fioriere o sopra il condizionatore.

Risposta rapida

Per allontanare i piccioni dal balcone servono tre cose nell’ordine: togliere ciò che li trattiene (guano, resti di nido, cibo e acqua), rendere scomodo ogni appoggio — parapetto, davanzale, condizionatore, mensole — e non solo quello più evidente, e chiudere fisicamente gli spazi in cui entrano, se ce ne sono. Sagome, CD, nastri e ultrasuoni falliscono perché agiscono sulla paura, e la paura passa in pochi giorni. Se sul balcone c’è già un nido occupato, prima di qualsiasi intervento bisogna verificare a che punto è la covata.

Ti ci ritrovi?

Se ne riconosci due, il balcone è diventato il loro posto

Sono le cose che si notano nel giro di poche settimane, e che da sole sembrano piccole.

  • Sul parapetto o sul davanzale trovi guano che ricompare pochi giorni dopo aver pulito.
  • Hai smesso di stendere, o di usare una parte del balcone.
  • Dietro le fioriere, il condizionatore o le cassette c’è materiale accumulato.
  • Senti tubare la mattina presto e i versi vengono da vicino.
  • Hai già provato un rimedio comprato al supermercato.
  • Ti preoccupa quello che possono portare, più ancora dello sporco.

Se ne riconosci due, quello che cambia il risultato è togliere l’appoggio sul parapetto e chiudere il riparo dietro le cose. Qui sotto c’è come si fa, senza rovinare il balcone.

Il punto di partenza

Perché hanno scelto proprio il tuo balcone

Un colombo urbano cerca quello che cercherebbe su una parete di roccia: un appoggio piano, un riparo dalla pioggia e dal vento, nessun predatore che arrivi da sopra. Un balcone li offre tutti e tre insieme, e li offre a pochi metri da altri balconi uguali. Capire quale dei quattro motivi vale a casa tua serve a non comprare il sistema sbagliato.

Balcone stretto con fioriere in terracotta affacciato su una via, con il pavimento già sporco di guano1

È una cengia con il tetto sopra

Il parapetto è un appoggio piano e continuo, il soffitto del balcone di sopra ripara dalla pioggia, i lati chiudono il vento. In natura un colombo cerca esattamente questo su una parete rocciosa. Non è attratto dal tuo balcone: lo riconosce.

Nido di piccione costruito nello spazio fra il muro e l’unità esterna di un condizionatore su un balcone2

Il condizionatore è il posto migliore che hai

Lo spazio fra il muro e l’unità esterna è caldo, invisibile da sotto e irraggiungibile: per una covata è il punto ideale di tutto l’edificio. È anche il primo posto da controllare, ed è il motivo per cui un dissuasore messo solo sul parapetto non cambia nulla. Come si protegge uno split esterno.

Angolo di balcone con vasi in terracotta, nido di paglia contro il muro e deiezioni accumulate3

Le fioriere danno riparo e materiale

Dietro i vasi si crea un angolo cieco, e la terra offre rametti e fibre per costruire. Se sul balcone tieni anche briciole per gli altri uccelli o un sottovaso pieno d’acqua, hai aggiunto cibo e abbeveratoio a un posto che era già buono.

Facciata di un condominio con file di balconi e cornicioni segnati dalle deiezioni dei piccioni4

Se resta uno, in pochi mesi sono dieci

I colombi vivono in colonia e i giovani tendono a nidificare vicino a dove sono nati. Un balcone occupato diventa il punto di partenza per i balconi accanto: è la differenza fra intervenire adesso e intervenire su una colonia già strutturata.

Cosa succede se si fermano

Sei conseguenze concrete, in ordine di quando arrivano

Non sono scenari catastrofici: sono le cose che, nell’ordine, raccontano quasi tutti quelli che ci chiamano. La prima arriva in qualche settimana, l’ultima dopo qualche stagione.

Pavimento di un balcone stretto completamente ricoperto di deiezioni secche di piccione1

Il pavimento diventa inutilizzabile

Il guano si accumula dove gli animali dormono, non dove passano. In poche settimane la zona sotto l’appoggio preferito è coperta, e ogni pioggia la ridistribuisce sul resto del pavimento.

Cornicione in pietra incrostato di deiezioni secche, con colature scure lungo la facciata2

Parapetti e davanzali si rovinano

Il guano è acido: sulla pietra e sull’intonaco lascia colature che non vanno più via, sulla lattoneria e sui metalli verniciati innesca corrosione. Su un parapetto tinteggiato il segno resta anche dopo la pulizia.

Gronda e sottogronda sporchi di deiezioni, con colature lungo la parete sottostante3

Gronde e scarichi si intasano

Piume, rametti del nido e guano finiscono nel pluviale del balcone e nella gronda. L’acqua ristagna, trova un’altra strada e il problema si sposta dentro: macchie di umidità sul soffitto, muffa negli angoli.

Macrofotografia di zecche molli del piccione su una superficie chiara4

Arriva la zecca del piccione

Nei nidi abbandonati vive l’Argas reflexus, la zecca molle del colombo. Quando il nido si svuota cerca un altro ospite e può entrare in casa dalle fessure dei serramenti. È il motivo per cui togliere il nido senza trattare il punto non basta.

Fascio di luce che attraversa una nuvola di polvere sollevata da uno strato di deiezioni secche5

Il guano secco diventa polvere

Finché è umido resta dov’è. Seccandosi si sbriciola e, appena viene mosso, si solleva: è questa la parte che non va respirata, e il motivo per cui la pulizia si fa bagnando prima e con la protezione delle vie respiratorie, mai a scopa asciutta.

Terrazza arredata con poltroncine e piante, con piccioni posati sulla ringhiera sullo sfondo6

Smetti di usare il balcone

È la conseguenza che nessuno mette nel preventivo e che pesa di più: i panni non si stendono, il tavolo non si apparecchia, la porta-finestra resta chiusa. Uno spazio che hai pagato al metro quadro esce dalla casa.

Dove si posano sul tuo balcone: ringhiera, davanzale o sotto il condizionatore?

Mandaci due foto del balcone. Dove si posano, dove si accumula il guano e se c’è già un nido. Con queste tre informazioni si capisce se basta rendere scomodi gli appoggi o se serve chiudere uno spazio, e quale ordine di grandezza aspettarsi.

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Prima di comprare qualcosa

I quattro rimedi che tutti provano, e perché durano poco

Non sono truffe: alcuni funzionano davvero, per qualche giorno. Il problema è che agiscono su una reazione di allarme, e un animale che vive in città impara in fretta che a quell’allarme non segue nulla. Si chiama assuefazione, ed è la ragione per cui “all’inizio sembrava andare”.

Piccione posato sulla testa di un gufo finto di plastica, sul davanzale di un balcone1

Il gufo finto e le sagome di rapace

Un predatore che non si muove, non caccia e non emette odore smette di essere un predatore. Dopo pochi giorni il gufo diventa un appoggio come un altro — nella foto sopra, letteralmente. Perché l’assuefazione è così rapida.

Vecchi CD appesi alla ringhiera di un balcone, con un piccione posato poco distante2

CD, nastri riflettenti e specchietti

I riflessi funzionano quando sono imprevedibili. Appesi a una ringhiera diventano prevedibili nel giro di una settimana: si muovono sempre allo stesso modo e sempre nello stesso punto. In più, sul balcone di chi sta sotto, danno fastidio a una persona prima che a un colombo.

Guano secco spazzato con una scopa che solleva una nuvola di polvere3

Spazzare via il guano a secco

Non è solo inefficace, è il passaggio più rischioso di tutta la faccenda: la scopa trasforma lo strato secco in polvere sospesa, proprio all’altezza del respiro. Il guano va bagnato prima, rimosso con guanti e protezione delle vie respiratorie e smaltito, non spostato nell’aria.

Dissuasori installati sul davanzale mentre alcuni piccioni stazionano sulla pensilina sovrastante4

Proteggere un appoggio solo

Se rendi scomodo il parapetto ma lasci libero il condizionatore, la mensola o la pensilina sopra, il colombo si sposta di mezzo metro e resta. Non è il prodotto che ha fallito: è la superficie che è stata considerata a metà. È il cosiddetto effetto trasloco.

E gli ultrasuoni? I dispositivi a ultrasuoni generici non hanno una base documentata sui colombi, e quelli udibili disturbano le persone prima dei volatili — su un balcone di condominio è un problema in più, non uno in meno. Abbiamo dedicato un articolo alla questione.

Cinque minuti, prima di spendere

La mappa del tuo balcone: dove guardare, in che ordine

Serve per una ragione sola: capire se hai un problema di appoggio (si posano) o di volume (entrano e restano). Sono due problemi diversi e si risolvono con sistemi diversi.

  • Il parapetto e i davanzali. Guano allineato lungo il bordo significa che quello è il posatoio principale. È il segnale più comune e il più semplice da risolvere.
  • Sopra e dietro l’unità esterna del condizionatore. Guarda da sotto con il telefono: se c’è paglia, sei già alla fase del nido.
  • L’angolo dietro le fioriere e sotto il tavolo. Sono i punti ciechi: si controllano spostando le cose, non guardandole da lontano.
  • Il soffitto del balcone e i travetti. Se ci sono mensole, canaline o un controsoffitto aperto, hai un volume e non solo un appoggio.
  • Il pluviale e il pozzetto di scarico. Piume e rametti nel pozzetto anticipano l’intasamento di qualche mese.
  • Piume, penne e resti di uova sul pavimento. Indicano una presenza stabile, non di passaggio.
  • Il balcone dei vicini, sopra e di fianco. Se sono occupati anche quelli, il problema è dell’edificio e va posto all’amministratore.

Se trovi un nido, fermati qui. Nidi, uova e piccoli sono tutelati: non si rimuovono finché la covata è attiva, e chi lo fa rischia una sanzione oltre a doverci tornare comunque. Si documenta lo stato, si aspetta il momento giusto e nel frattempo si prepara l’intervento. Abbiamo spiegato come si procede in cosa fare se c’è un nido di piccioni e in si possono togliere le uova di piccione.

Guarda come funziona

Un sistema che su un balcone non si vede e non si sente

Case, balconi e terrazzi

Cosa cambia davvero su uno spazio piccolo

Nel video si vede dove si installano le centraline su un’abitazione e quanto spazio occupano: è l’aspetto che più interessa su un balcone, dove qualsiasi cosa ingombrante diventa un problema estetico e, in condominio, anche un problema di decoro.

La pagina tecnica di FlyAway
Il metodo

Come si lavora su un balcone, nell’ordine

Su pochi metri quadrati cambia la scala, non il metodo. Saltare una fase è il modo più comune per trovarsi a rifare tutto dopo una stagione.

Fase 1

Sopralluogo tecnico

Si rileva dove si posano, dove dormono, se c’è una covata in corso e quali appoggi sono raggiungibili. È qui che si decide se il tuo è un problema di appoggio o di volume: la scelta del sistema viene dopo, ed è una conseguenza.

Fase 2

Bonifica prima di installare

Guano e resti di nido si rimuovono bagnando prima, con dispositivi di protezione e smaltimento del materiale. Serve a due cose: togliere il richiamo olfattivo che li ha portati lì, e dare agli ancoraggi una superficie pulita su cui tenere.

Fase 3

Barriera su tutti gli appoggi

Parapetto, davanzali, condizionatore, mensole, travetti: tutto il piano di posa, angoli compresi. Dove il problema è un volume, si chiude fisicamente. Su un balcone conta anche l’impatto visivo, quindi si sceglie il sistema meno ingombrante che regge il livello di pressione.

Fase 4

Verifica dopo l’intervento

Un controllo successivo serve a vedere se la presenza si è spostata di mezzo metro, cosa che su un edificio abitato succede spesso, e a correggere prima che il guano ricompaia altrove. È la fase che decide se il lavoro dura una stagione o dieci anni.

Installazioni reali

Due esempi, fotografati a lavori finiti

Affaccio di un balcone chiuso da una rete anti volatili tesa sul telaio, con la vista sulla città sullo sfondo
Quando il problema è un volume — loggia, sottobalcone, vano tecnico — l’unica cosa che regge è una chiusura fisica. La rete si tende sul telaio perimetrale: da dentro resta la vista, da fuori non c’è più un varco. La foto è scattata a lavori finiti, in fase di verifica.
Centraline FlyAway installate lungo la falda di un tetto residenziale, accanto ai pannelli fotovoltaici
Le centraline FlyAway su una copertura residenziale: sono i corpi neri allineati sul colmo delle tegole. Si vedono da vicino e praticamente non si vedono da terra — il motivo per cui questo sistema funziona anche dove l’aspetto della facciata conta.
Prima e dopo la pulizia

Lo stesso balcone, prima e dopo la bonifica del guano

Queste foto vengono da un intervento vero, su un balcone di città, riprese dallo stesso punto prima e a fine lavori. Mostrano una cosa che quasi tutti sottovalutano: il guano non si ferma in mezzo al pavimento. Si accumula lungo la ringhiera, contro il muro e negli angoli, cioè dove il piccione si posa e dove la scopa passa di rado.

Balcone di appartamento prima della bonifica: guano secco lungo il bordo contro la ringhiera, foglie morte contro il muro e un annaffiatoio rovesciato
Prima. Il guano secco segue la linea della ringhiera: è il punto da cui i piccioni guardano la strada, e lì si fermano più a lungo. Contro il muro si sono raccolte foglie secche e terriccio, che mescolati alle deiezioni trattengono l’umidità e macchiano la piastrella.
Lo stesso balcone dopo la bonifica: piastrelle e bordo contro la ringhiera puliti, senza traccia di guano né di foglie
Dopo. Stessa inquadratura, a lavoro finito: piastrelle, bordo contro la ringhiera e soglia del muro puliti. Da sola, però, la pulizia dura quanto il primo piccione che torna: se il bordo resta libero per posarsi, lo sporco si rifà in poche settimane.
Confronto prima e dopo nell’angolo di un balcone: a sinistra deiezioni di piccione sulle piastrelle e sul davanzale, a destra le stesse piastrelle pulite
Il dettaglio dell’angolo. A sinistra le deiezioni sulle piastrelle e sul davanzale in pietra, a destra lo stesso angolo pulito. Gli angoli sono il posto in cui il guano resta più a lungo, perché il vento lo spinge lì e nessuno ci passa: è da lì che conviene guardare per capire da quanto tempo vengono.

Per questo sul balcone la sequenza è sempre la stessa: prima si pulisce, poi si protegge il punto di appoggio. Come si fa la pulizia in sicurezza è spiegato nella pagina dedicata alla bonifica e pulizia del guano.

Recensioni verificate

Chi ha già chiamato Birdstop

Recensioni su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo: non testimonianze raccolte da noi.

Quale sistema, su un balcone

Quattro soluzioni che reggono su pochi metri quadrati

Su un balcone valgono vincoli che altrove non ci sono: lo spazio è poco, l’impianto si guarda da vicino tutti i giorni e in condominio interviene anche il decoro architettonico. Questi quattro sono i sistemi che stanno dentro quei vincoli. Quasi sempre si combinano: uno per gli appoggi, uno per il volume.

Dispenser trasparenti del sistema BirdFire allineati sul bordo di un davanzale metallico
Visivo e olfattivo

BirdFire®

Piccoli dispenser trasparenti appoggiati sul bordo: uniscono un effetto visivo dinamico a una componente olfattiva sgradita al colombo ma non percepibile a distanza dalle persone. È il sistema meno invasivo per parapetti e davanzali, e si conta a metri lineari: su un singolo affaccio resta contenuto.

Scheda tecnica BirdFire
Centraline FlyAway installate lungo il bordo di un tetto residenziale in coppi
Elettromagnetico

FlyAway®

Tecnologia brevettata che agisce sull’orientamento del colombo con campi impercettibili alle persone e senza emettere suoni. Rende l’area poco gradevole invece di bloccare un singolo centimetro: è la risposta quando gli appoggi da coprire sarebbero troppi, o troppo visibili.

Scheda tecnica FlyAway
Dissuasore BirdTikol in acciaio inox montato su una superficie, in primo piano
Meccanico invisibile

BirdTikol e TikolPannel

Dissuasori in acciaio inox pensati per sparire alla vista: rendono l’appoggio scomodo senza la selva di aghi che si nota da terra. Sono la scelta quando il palazzo è di pregio o l’amministratore non vuole vedere ferramenta sulla facciata.

Scheda tecnica BirdTikol
Rete anti volatili tesa sul telaio dell’affaccio di un balcone
Chiusura fisica

Reti anti volatili

L’unica soluzione quando il problema non è l’appoggio ma il volume: una loggia, un sottobalcone, un vano tecnico in cui entrano e restano. Tesa bene e con gli accessi di servizio previsti, non si nota da dentro e non lascia varchi.

Scheda tecnica reti
In praticaNella maggior parte dei balconi non si sceglie un sistema solo: si rendono scomodi gli appoggi con un dissuasore di bordo e si chiude l’unico volume rimasto — spesso il vano del condizionatore. Come si combinano più sistemi e quando conviene la rete invece dei dissuasori.
Ordini di grandezza

Da quanto si parte per un balcone o un terrazzo

Questi non sono prezzi di listino e non sostituiscono un preventivo: sono i valori di partenza, riportati al livello più basso di ciascuna fascia. Servono a capire se stiamo parlando di centinaia o di migliaia di euro, prima di far salire qualcuno.

InterventoQuando si usaPunto di partenza
Per superficie da proteggere
Balcone o terrazzo fino a 4 mq
il caso più comune in condominio
Un solo affaccio, appoggi limitati al parapetto e ai davanzali.500 €
Terrazzo da 4 a 10 mqPiù lati esposti, mensole o un vano tecnico da considerare.900 €
Terrazzo da 10 a 20 mqTerrazzi abitabili, angoli ciechi multipli, spesso più sistemi combinati.1.400 €
Per sistema
BirdFire®
visivo e olfattivo, si conta a metri lineari
Parapetti e davanzali, singolo affaccio.da 500 €
FlyAway®
elettromagnetico
Quando gli appoggi da coprire sarebbero troppi o troppo visibili.da 2.800 €
Voci che dipendono dal cantiere
Accesso con piattaforma aereaQuando non si può lavorare dall’interno del balcone.+ 200 €
Bonifica del guanoDipende da spessore, estensione e accessibilità.a preventivo

Come leggere questa tabella

  • Tutti i valori sono IVA esclusa.
  • È un punto di partenza, non un prezzo. Ogni cifra indica il livello più basso della fascia.
  • La variabile che pesa di più. Su un balcone: quanto guano c’è da rimuovere prima e se esiste un volume da chiudere oltre agli appoggi.
  • Il sistema giusto non è il più caro. Su un singolo affaccio un dissuasore di bordo ben esteso costa una frazione di un impianto elettromagnetico, e regge lo stesso.

Per una cifra riferita al tuo balcone usa il configuratore online oppure chiama lo 0584 433 198. La guida completa ai costi spiega da cosa dipende ogni voce.

Il passaggio che viene prima

Perché la bonifica non si salta mai

Prima di installare

Come si toglie il guano senza spargerlo nell’aria

Il video mostra attrezzatura e protezioni di una bonifica professionale. Su un balcone la scala è minore, ma il principio è identico: si bagna, si rimuove, si smaltisce. È l’esatto contrario della scopa — e, sul tuo balcone, è anche ciò che toglie il richiamo che li ha portati lì.

Guano: rischi e bonifica in sicurezza
Il punto di vista tecnico

Perché su un balcone conta più il calendario che il prodotto

Linda Abenaim, biologa ed entomologa Ekonore
Il punto di vista tecnico

Linda Abenaim, biologa ed entomologa

Nell’impostazione seguita dall’area scientifica Ekonore, il primo controllo su un balcone non riguarda il prodotto ma la presenza di una covata. Nidi, uova e piccoli sono tutelati, e un intervento avviato su un nido attivo non è soltanto un errore procedurale: è anche il motivo tecnico per cui quell’intervento andrà comunque ripetuto, perché gli adulti tornano al sito di nidificazione.

Il secondo punto riguarda il guano. Rimuoverlo prima della posa non serve solo a far tenere gli ancoraggi: lo strato secco può ospitare agenti patogeni e artropodi, e va trattato bagnandolo, con protezione delle vie respiratorie e smaltimento del materiale. La scopa asciutta è il gesto che espone di più, ed è anche il più comune.

Il terzo riguarda gli artropodi che restano dopo. L’Argas reflexus, la zecca molle del colombo, vive nel nido e non sull’animale: quando il nido viene abbandonato cerca un altro ospite e può spostarsi verso l’interno dell’abitazione attraverso le fessure. È la ragione per cui la rimozione del nido, da sola, non chiude sempre la questione.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore.

I nostri clienti

Proteggiamo edifici di cui conosci il nome

Dai clienti privati alle grandi realtà produttive, proteggiamo ogni ambiente dai piccioni e dagli altri volatili infestanti.

IrenMondadoriIveco GroupBirra PeroniConadCalzedonia Group
Cosa possiamo documentare

Certificazioni con numero di registrazione verificabile

Non “siamo certificati”: qui sotto ci sono norma, ente e numero di registrazione, così puoi verificarli.

UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo degli infestanti. Base del marchio CEPA Certified.ALI 02122 - PM
ISO 9001Sistema di gestione della qualità.Reg. N. 19806 - A
ISO 14001Sistema di gestione ambientale.Reg. N. 19806 - E
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoro: rilevante quando si opera in quota o su un affaccio.Reg. N. 19806 - I
UNI/PdR 125Prassi di riferimento sulla parità di genere.Reg. N. 19806 - PG
EMASRegistrazione ambientale europea.IT-002249

Certificati rilasciati da Kiwa a Ekonore S.r.l. Birdstop è la divisione allontanamento volatili di Ekonore S.r.l., P.IVA 09730020964.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno al telefono

Come si allontanano i piccioni dal balcone in modo definitivo?

Togliendo il motivo per cui ci vengono, non spaventandoli. Nell’ordine: rimozione del guano e dei resti di nido, barriera su tutti gli appoggi — parapetto, davanzali, condizionatore, mensole — e chiusura fisica degli spazi in cui entrano, se ce ne sono. Un sistema messo su un appoggio solo sposta il problema di mezzo metro invece di risolverlo.

Posso togliere io un nido di piccione dal balcone?

Non finché la covata è attiva: nidi, uova e piccoli sono tutelati e la rimozione in quella fase espone a sanzione. Si documenta lo stato del nido, si attende che i piccoli abbiano lasciato il sito e si interviene subito dopo, insieme alla barriera — altrimenti gli adulti tornano allo stesso punto.

I dissuasori a ultrasuoni funzionano contro i piccioni?

Sui colombi non esiste una base documentata che li sostenga, e i dispositivi udibili disturbano le persone prima dei volatili: su un balcone di condominio diventano un problema con i vicini. Lo stesso vale per gufi finti, CD e nastri riflettenti, che funzionano qualche giorno e poi vengono ignorati.

Quanto costa allontanare i piccioni da un balcone?

Per un balcone o un terrazzo fino a 4 mq si parte da 500 € IVA esclusa; da 4 a 10 mq da 900 €. Sono valori di partenza, non preventivi: la voce che sposta di più la cifra è la bonifica del guano, che dipende da spessore ed estensione, e l’eventuale necessità di lavorare dall’esterno.

I sistemi fanno male ai piccioni?

No, e non devono: un dissuasore serve a rendere scomodo un appoggio, non a ferire l’animale. I sistemi impiegati su un balcone — visivi e olfattivi, elettromagnetici, meccanici in acciaio, reti — agiscono spostando il colombo altrove. Un impianto che causa lesioni è un impianto installato male.

Il balcone è mio o del condominio? Chi deve pagare?

Il balcone aggettante è in genere di proprietà esclusiva per la parte calpestabile, mentre i frontalini e gli elementi che fanno parte del decoro architettonico seguono regole diverse. Se i piccioni occupano anche cornicioni, sottotetto o facciata, il problema non è del singolo: va portato all’amministratore. Ne parliamo in piccioni in condominio.

Quanto tempo ci vuole?

L’installazione su un balcone singolo è un lavoro breve: quello che allunga i tempi è la bonifica, quando il guano è molto, e soprattutto l’attesa se c’è una covata in corso. È il motivo per cui conviene chiamare appena si vedono le prime tracce, non dopo la seconda nidiata.

Richiedi un sopralluogo tecnico

Descrivi il balcone e allega due foto, se puoi: il sopralluogo tecnico serve a trasformare un ordine di grandezza in un numero.

Nome(Obbligatorio)

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