Piccioni sull’insegna, guano sui carrelli e sui banchi dell’ortofrutta: come li tenete fuori da un’insegna aperta al pubblico?

I piccioni sulle pensiline dell’ingresso e sui bordi dell’insegna, il guano sui carrelli, sulle entrate e sui banchi dei freschi all’aperto, i nidi dietro i cassonetti luminosi, il guano negli impianti sul tetto. In un supermercato non è solo sporco: è igiene sul fresco, un rischio HACCP, la sicurezza di chi lavora e l’immagine della vostra insegna. E non si può chiudere: l’ingresso resta aperto ai clienti. Si lavora sugli appoggi, sui freschi e gli ingressi e sulle fonti di cibo, con la discrezione che il piano vendita impone.

Il problemapiccioni su insegne e pensiline, guano su carrelli, ingressi e banchi freschi
Il vincoloun’insegna aperta al pubblico, con l’HACCP sui freschi e l’immagine in gioco
La soluzionetogliere gli appoggi, proteggere freschi e ingressi, con discrezione
Ingresso di un supermercato con pensilina a vetri e insegna luminosa: sul bordo della copertura i piccioni si posano, sopra i carrelli e l’entrata dei clienti
L’ingresso di un supermercato: sulla pensilina a vetri e sul bordo dell’insegna i piccioni trovano un posatoio riparato, proprio sopra i carrelli e il flusso dei clienti.

Risposta rapida

In un supermercato o ipermercato non si chiude l’ingresso al pubblico. Si tengono fuori i piccioni togliendo gli appoggi su insegne, pensiline, cornicioni e vani tecnici (dissuasori ad aghi, fili tesi, reti sui sottotetti e sui vani), proteggendo freschi e ingressi (ortofrutta esterna, banchi, aree carrelli) e togliendo il cibo (sfusi, scarti, cassonetti). Dove serve si presidia con sistemi d’area, e tutto va documentato per l’HACCP e per l’audit dell’insegna.

Riconoscete la scena?

Se riconoscete anche solo due di queste scene, il problema è già nel vostro punto vendita

Non serve un sopralluogo per accorgersene: bastano le cose che vedete all’apertura e alla chiusura, e che prese una alla volta sembrano gestibili con una pulizia in più.

  • Piccioni in fila sull’insegna e sulle pensiline dell’ingresso, che scendono fra i carrelli e i clienti.
  • Guano sui carrelli, sulle entrate automatiche, sulle vetrine e sul piazzale all’ingresso.
  • Volatili e piume sopra i banchi dell’ortofrutta esterna e le esposizioni dei freschi sotto le tettoie.
  • Nidi dietro i cassonetti dell’insegna e nei vani tecnici di facciata, e guano negli impianti sul tetto.
  • Un cliente che fotografa il guano o un piccione fra gli scaffali, e la foto che finisce online.
  • L’HACCP o l’audit dell’insegna che chiede come gestite il rischio infestanti sui freschi — e la risposta è a voce.

Se ne avete spuntate due, non siete più nella fase in cui basta pulire più spesso: la domanda non è “come li scaccio” ma come tolgo gli appoggi e proteggo i freschi e gli ingressi, e come lo metto nero su bianco per l’HACCP e per l’audit.

Perché proprio la vostra insegna

Che cosa trovano i piccioni in un supermercato

Non è sfortuna: un punto vendita offre ingressi coperti e sempre aperti, freschi a cielo aperto, insegne e vani in cui nidificare, e un retro con magazzino e baie. Capire dove si posano e da dove entrano è il primo passo per toglierglielo — senza fermare il negozio.

01

Ingressi e pensiline sempre aperti

L’entrata di un punto vendita è coperta, calda e sempre aperta: pensiline a vetri, tettoie dei carrelli, bussole d’ingresso. Per un piccione sono posatoi riparati proprio sopra il flusso dei clienti.

02

Freschi e ortofrutta a cielo aperto

Banchi dell’ortofrutta esterni, esposizioni dei freschi sotto le tettoie, sfusi e scarti: in un supermercato il cibo è accessibile e abbondante. Finché resta così, i piccioni tornano — e sul fresco è un problema igienico.

03

Insegne e vani tecnici in cui nidificare

Dietro i cassonetti luminosi dell’insegna, nelle cavità dei pannelli di facciata e nei vani tecnici, i piccioni trovano spazi riparati dove fare il nido — e da lì il guano cola sulla facciata e sulle vetrine.

04

Un retro con magazzino e baie di carico

Dietro il piano vendita c’è il magazzino con le baie di carico, dove la merce entra ed esce: altri varchi aperti e altre superfici su cui i volatili si posano, a contatto con i prodotti.

La parte che pesa in audit

Volatili, HACCP e audit dell’insegna: cosa vi viene chiesto

Prima dei prodotti conviene sapere dove vi viene chiesto il controllo volatili: perché un punto vendita “pulito oggi” può diventare un rilievo all’audit dell’insegna o una contestazione sui freschi se non è documentato.

Dove vi chiedono il controllo volatili, e cosa non va fatto

Si deve fare
  • Avere un piano di autocontrollo (HACCP) che preveda il controllo infestanti, uccelli compresi
  • Escludere gli appoggi su insegne, pensiline, vani tecnici e coperture
  • Proteggere freschi, ortofrutta esterna, ingressi e aree carrelli
  • Tenere registri di interventi, verifiche e bonifiche per l’HACCP e per l’audit
Non si deve fare
  • Affidarsi solo alla pulizia “quando capita”
  • Usare veleni o esche vicino ai banchi, ai freschi e dove passano i clienti
  • Montare reti o dissuasori alla buona sopra gli alimenti esposti
  • Presentarsi all’audit dell’insegna con una risposta a voce e nessun documento

Nella GDO il controllo dei volatili tocca due fronti: l’igiene sui freschi (HACCP) e l’immagine dell’insegna. Barriere adeguate e una documentazione ordinata sono ciò che vi mette al riparo da rilievi in audit, da contestazioni sui freschi e da una brutta foto che gira online.

Dove ve lo chiedonoRiferimentoCosa richiede in concreto
Reg. (CE) 852/2004 (igiene alimentare)EUR-LexChi vende o manipola alimenti deve predisporre «procedure adeguate per controllare gli animali infestanti» (All. II, Cap. IX): banchi freschi e ortofrutta compresi.
Piano di autocontrollo HACCPinterno / ASLIl controllo volatili rientra fra i prerequisiti igienici del piano HACCP del punto vendita, con misure e verifiche documentate, soprattutto sui reparti freschi.
Capitolati e audit dell’insegnacontrattualeLe catene impongono ai punti vendita (diretti e affiliati) standard di igiene e decoro verificati in audit: la gestione volatili è un punto ricorrente.
Standard dei fornitori (BRCGS / IFS)BRCGS · IFSA monte, i fornitori certificati devono gestire gli infestanti; la stessa logica si estende a magazzini e aree di ricevimento. Le versioni cambiano: si verifica quella in uso.
Sicurezza del personaleD.Lgs. 81/2008Il guano è un rischio biologico per chi pulisce e per gli addetti: va valutato nel DVR e gestito con procedure e DPI.
Non è solo sporco

Dove si posano e cosa sporca, nel vostro punto vendita

In un supermercato il guano non resta “fuori”: finisce sui carrelli, sui freschi, sulle vetrine e dentro gli impianti. Sei scene che probabilmente avete già sotto gli occhi.

Piccioni posati sul bordo della tettoia dei carrelli, in un parcheggio di supermercato1

Sui carrelli e all’ingresso

I piccioni in fila sul bordo della pensilina dei carrelli, proprio sopra i carrelli che i clienti prendono con le mani: il guano finisce sulle maniglie e a terra.

Esposizione esterna di frutta e verdura in cassette sotto la tettoia di un supermercato2

Sull’ortofrutta esposta

L’ortofrutta e i freschi esposti all’aperto sotto le tettoie sono cibo a cielo aperto, sotto i posatoi: un rischio igienico diretto sul prodotto che vendete.

Facciata di un supermercato con lunghe colature di guano che scendono sotto l’insegna3

Sulla facciata e sull’insegna

Dalle insegne e dai cornicioni dove i piccioni si posano, il guano cola lungo la facciata e sulle vetrine: il biglietto da visita del punto vendita, rovinato.

Cavità in un pannello di facciata con materiale di nido secco, dietro un’insegna4

Nei vani tecnici e dietro le insegne

Dietro i cassonetti luminosi e nelle cavità dei pannelli di facciata i piccioni nidificano: nidi, piume e guano negli spazi tecnici dell’edificio.

Copertura di un supermercato con unità di trattamento aria e tracce di guano, con un tecnico5

Negli impianti sul tetto

Sul tetto, fra le unità di trattamento aria, il guano si deposita sulle griglie e dentro gli impianti che immettono aria nei reparti: contaminazione e manutenzione in più.

Dissuasori a spilli sul davanzale di un negozio mentre i piccioni restano sulla pensilina sopra6

Sulle vetrine e le pensiline

Quando si protegge solo il davanzale, i piccioni si spostano sulla pensilina sopra la vetrina e da lì il guano cola sul vetro: il problema si sposta, non sparisce.

Il guaio dei piccioni in un punto vendita non è il singolo uccello sull’insegna: è dove finisce tutto quello che cade. Sui carrelli che il cliente tocca, sui banchi dei freschi e dell’ortofrutta esposti, sulle vetrine e dentro gli impianti di trattamento aria sul tetto. Sul fresco è un rischio igienico diretto, e la bonifica del guano su facciate, coperture e aree di vendita è un lavoro a sé.

Poi c’è l’immagine. Un’insegna è un marchio: guano sulla facciata, un piccione fra gli scaffali e la foto di un cliente che gira sui social valgono più di tante campagne — in negativo. E c’è l’audit dell’insegna, che guarda se il rischio infestanti sui freschi è gestito e documentato.

Infine la ricorrenza. Finché restano insegne e pensiline su cui posarsi, vani in cui nidificare e cibo accessibile, i piccioni tornano: pulire di più non basta. Si lavora sugli appoggi, sui freschi e sugli ingressi, e lo si mette a sistema — così il problema è gestito e dimostrabile.

Quello che si prova, e perché non regge

Piccioni al supermercato: cosa non fare

Con i freschi e i clienti di mezzo, le scorciatoie si vedono subito: alcune sono inutili, altre peggiorano proprio ciò che volete tutelare — igiene e immagine.

Rete anti-volatili nera tesa male e lasciata cadere sopra le cassette di frutta e verdura esposte davanti a un supermercato
Una rete tesa male, lasciata cadere proprio sopra l’ortofrutta esposta: non protegge nulla e diventa un problema di igiene sul fresco. L’esclusione va fatta a regola, non “alla buona”.
  • Ultrasuoni e falco finto sul piazzale. Su grandi spazi aperti e con piccioni stanziali durano pochi giorni: ci si abitua. È l’assuefazione, il limite di ogni deterrente a solo stimolo.
  • Veleni ed esche vicino ai banchi. Oltre a essere spesso vietati, sono un rischio di contaminazione diretta sui freschi e per i clienti: non si usano in un punto vendita.
  • Reti e dissuasori sopra gli alimenti, montati alla buona. Una rete che cade sulle cassette o dei dissuasori messi nel punto sbagliato non tengono, e sul fresco sono un problema igienico. L’esclusione va progettata.
  • Pulire e basta, lasciando gli appoggi. Senza togliere i posatoi su insegne e pensiline, il guano torna ogni mattina su carrelli e vetrine. La pulizia è la conseguenza, non la soluzione.

La domanda giusta non è “con che cosa li spavento” ma come tolgo gli appoggi, proteggo freschi e ingressi e tolgo il cibo — con la discrezione e l’igiene che un punto vendita impone.

Come si lavora

Come si tengono i piccioni fuori da un supermercato, passo per passo

01

Si mappa il punto vendita

Si guarda dove si posano e nidificano (insegne, pensiline, vani tecnici, coperture), da dove entrano e dov’è il cibo (ortofrutta esterna, sfusi, scarti, cassonetti). Dal retro al piazzale, con un progetto compatibile con l’apertura.

02

Si tolgono gli appoggi

Dissuasori ad aghi e fili tesi su insegne, pensiline e cornicioni; reti su sottotetti, vani tecnici e coperture; protezioni sui punti di nidificazione. Dove conta l’estetica, soluzioni discrete. Si lavora per fasce orarie, senza fermare il negozio.

03

Si proteggono freschi e ingressi

Si mettono in sicurezza ortofrutta esterna, banchi, aree carrelli e ingressi, e dove serve si presidiano piazzali e grandi coperture con i sistemi d’area (laser, acustico), senza toccare gli alimenti.

04

Si bonifica e si documenta

Si rimuove il guano in sicurezza, da facciate, coperture e aree di vendita, e si mette tutto a sistema: registri, verifiche e monitoraggio. Per l’HACCP e per l’audit, il controllo volatili diventa una risposta documentata.

Che cosa si usa davvero

Come si protegge un supermercato dai piccioni

Non esiste un solo “anti-piccione” da supermercato: ci sono dissuasori che negano insegne e bordi (aghi e fili), reti che chiudono vani tecnici e sottotetti, sistemi d’area che presidiano piazzali e coperture (laser e acustico), e la bonifica che rimette a norma. Quale pesa di più dipende dall’insegna, dai freschi esposti e da dove nidificano.

Dissuasori ad aghi installati sul bordo di una struttura per togliere l’appoggio ai piccioni1

Dissuasori su insegne, pensiline e bordi

Dove ha senso: Cassonetti dell’insegna, pensiline, cornicioni e bordi lineari su cui i piccioni si posano.

Gli aghi tolgono l’appoggio sui bordi senza far male all’animale: niente posatoi sopra ingressi, carrelli e vetrine, niente guano sotto. È l’intervento base in un punto vendita.

Vai ai dissuasori
Rete anti-volatili tesa a chiusura di una campata sotto una copertura2

Reti su vani tecnici e sottotetti

Dove ha senso: Vani tecnici di facciata, sottotetti, cavedi e aperture non operative: i volumi dove i piccioni entrano e nidificano al riparo.

La rete chiude a monte l’accesso ai volumi riparati e ai punti di nidificazione: la barriera definitiva dove serve. Va montata a regola e su progetto, mai lasciata cadere sopra gli alimenti.

Vai alle reti
Filo teso fissato con un morsetto sul bordo di una struttura3

Fili tesi sui bordi a vista

Dove ha senso: Cornicioni, coprimuro e bordi di insegne dove si vuole togliere il posatoio con l’ingombro minimo, lato cliente.

Un filo in tensione toglie l’appoggio sul bordo quasi senza vedersi: discreto, adatto dove l’estetica del punto vendita conta. Lavora sui bordi lineari; i volumi si chiudono con la rete.

Scopri il FlyAway
Dissuasore laser BirdLaser AI in funzione su un’area ampia4

BirdLaser AI per piazzali e coperture

Dove ha senso: Piazzali, parcheggi, grandi coperture e aree scoperte dove non si può installare nulla e serve presidiare lo spazio.

Il laser automatico riconosce i piccioni e li allontana dall’area senza toccare nulla e senza disturbare i clienti. È il sistema d’area per i grandi spazi del punto vendita, in abbinamento all’esclusione dei bordi.

Scopri il laser
Dispositivo acustico BirdAcustic per l’allontanamento dei volatili su aree estese5

BirdAcustic per aree estese

Dove ha senso: Piazzali, parcheggi e grandi coperture all’aperto dove serve un presidio acustico a copertura ampia.

Un sistema acustico che copre superfici estese e si imposta sul contesto. Lavora sull’area, in combinazione con le barriere fisiche sui punti sensibili; va calibrato per non disturbare clienti e vicinato.

Soluzioni per il food
Guano di piccioni accumulato su una superficie, da bonificare6

Bonifica del guano

Dove ha senso: Facciate, insegne, pensiline, coperture e aree di vendita imbrattate, anche in quota, prima di installare la protezione.

Si rimuove il guano in sicurezza — inumidendo e raccogliendo, con le protezioni, anche in quota — e si sanifica. Vicino ai freschi è anche un passaggio che l’HACCP può registrare.

Bonifica e pulizia

La logica è una: togliere gli appoggi, proteggere freschi e ingressi, togliere il cibo — con discrezione e igiene. In un punto vendita i sistemi quasi sempre si combinano, e vanno scelti su progetto guardando insegna, freschi e flussi, non a catalogo.

Installazioni reali

Gli stessi sistemi, in alcuni nostri interventi

Le protezioni che chiudono i vani e tolgono i posatoi — reti, fili tesi, dissuasori sui bordi — sono le stesse che installiamo su insegne, pensiline e coperture. Qui sotto alcune nostre installazioni reali: la posa e la verifica sul posto.

La posa di una rete anti-volatili su una copertura: chiude a monte i volumi e le aperture da cui i piccioni entrano e nidificano.
La posa di una rete anti-volatili su una copertura: chiude a monte i volumi e le aperture da cui i piccioni entrano e nidificano.
La visita di verifica dopo la posa: si controlla che i dissuasori sul bordo tengano e che non restino nuovi posatoi scoperti.
La visita di verifica dopo la posa: si controlla che i dissuasori sul bordo tengano e che non restino nuovi posatoi scoperti.
La messa in tensione di un filo d’acciaio sul bordo di una struttura: una barriera discreta che toglie l’appoggio sugli elementi lineari, lato cliente.
La messa in tensione di un filo d’acciaio sul bordo di una struttura: una barriera discreta che toglie l’appoggio sugli elementi lineari, lato cliente.
Un impianto a fili tesi su più linee lungo un bordo: impedisce l’atterraggio su tutta la lunghezza, senza opere invasive.
Un impianto a fili tesi su più linee lungo un bordo: impedisce l’atterraggio su tutta la lunghezza, senza opere invasive.

Fotografie di nostre installazioni reali di sistemi di dissuasione su coperture e bordi: gli stessi che proteggono l’insegna e il punto vendita.

Guarda come funziona

Tecnologie e bonifica per il punto vendita

Una panoramica

Le tecnologie per tetti, insegne e coperture

Una panoramica dei sistemi per aziende, tetti e coperture: reti, dissuasori e sistemi d’area, e in quali situazioni ha senso ciascuno. Utile per inquadrare un punto vendita prima del sopralluogo.

I sistemi anti-volatili
Igiene e bonifica

La bonifica del guano, fatta in sicurezza

Qui si vede la bonifica professionale del guano: è il passaggio che rimette a norma facciate, coperture e aree di vendita prima di installare le protezioni — e che sui freschi fa la differenza.

La bonifica del guano
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Perché nella GDO conta tenere insieme igiene sul fresco e immagine

Un punto vendita offre ai piccioni condizioni ideali: ingressi coperti e aperti, freschi e ortofrutta esposti, insegne e vani tecnici in cui nidificare, e un retro con magazzino. In questo contesto nessun singolo dispositivo risolve: serve un approccio integrato che combini esclusione dei punti di posa, protezione dei freschi e degli ingressi e gestione delle fonti alimentari.

Dal punto di vista igienico-sanitario i piccioni sinantropi possono veicolare microrganismi e parassiti, e il guano è un vettore di contaminazione. Dove si vendono e si manipolano alimenti — soprattutto freschi e ortofrutta — questo colloca il controllo dei volatili dentro i prerequisiti igienici del piano HACCP, non fra le attività accessorie.

C’è poi la dimensione dell’immagine: un’insegna è un marchio, e il guano su facciata e vetrine o un piccione fra gli scaffali pesano sulla reputazione. Gli interventi devono restare non cruenti e discreti, rendere il punto vendita inospitale e monitorarlo nel tempo: una barriera stabile vale più di qualunque deterrente a stimolo, a cui gli uccelli si abituano in fretta.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

Chi si affida a noi

Insegne e aziende del food che ci hanno scelto

Lavoriamo per catene della distribuzione e aziende del food, dove l’igiene sui freschi non ammette eccezioni e l’insegna è un marchio da tutelare. Gli altri clienti.

Coca-ColaBirra PeroniConadDesparMegamarkTecnomat
Requisiti

Le certificazioni di chi mette mano al vostro punto vendita

Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Per un’insegna della GDO sono la garanzia che chi interviene lo fa in regola — compresa la UNI EN 16636 sui servizi di controllo infestanti, quella che un audit guarda — con un sistema di qualità, ambiente e sicurezza certificato, anche per i lavori in quota.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.

Le domande che arrivano

Le domande che ci fa la grande distribuzione

Non posso chiudere l’ingresso ai clienti: come tenete fuori i piccioni?

Non si chiude l’ingresso, infatti: si tolgono gli appoggi su insegne, pensiline e cornicioni con dissuasori ad aghi e fili tesi, si chiudono con reti i vani tecnici e i sottotetti, si proteggono freschi, ortofrutta esterna e aree carrelli, e dove serve si presidiano piazzali e coperture con i sistemi d’area. Tutto compatibile con l’apertura e con i clienti.

Gli interventi si fanno senza chiudere il punto vendita?

Sì: si pianificano per fasce orarie e per aree, con le certificazioni per il lavoro in quota e in sicurezza, in modo da incidere il meno possibile sull’operatività e sui clienti.

Il controllo volatili rientra nell’HACCP del punto vendita?

Sì: il controllo degli infestanti, uccelli compresi, è un prerequisito igienico del piano di autocontrollo, soprattutto sui reparti freschi e sull’ortofrutta. Un punto vendita pulito ma senza documentazione è un rilievo classico in audit.

I dissuasori si vedono? L’insegna è la nostra immagine.

Dove conta l’estetica si usano soluzioni discrete: fili tesi quasi invisibili e dissuasori invisibili in acciaio, che tolgono l’appoggio senza alterare l’insegna. La scelta si fa su progetto, guardando facciata e punti di posa.

I piccioni sopra l’ortofrutta esterna sono un vero rischio?

Sì: sul fresco esposto all’aperto il guano e le piume sono una contaminazione diretta del prodotto e un rischio HACCP. Si protegge l’esposizione e si tolgono i posatoi sopra, senza mai mettere reti o dissuasori a contatto con gli alimenti.

Il guano sulla facciata e sulle vetrine come si toglie?

Con una bonifica professionale, fatta in sicurezza, che rimette a norma facciate, insegne, pensiline e coperture. È il passaggio che precede le protezioni; vicino ai freschi è anche un intervento che l’HACCP può registrare.

Ci lasciate documentazione per l’HACCP e per l’audit dell’insegna?

L’intervento, le verifiche, le bonifiche e il monitoraggio sono documentabili e possono essere richiamati come misura di controllo infestanti nel piano HACCP. È ciò che fa la differenza fra “ce ne occupiamo” e un problema gestito e dimostrabile.

Quanto costa proteggere un supermercato?

Dipende dalle superfici, dai punti di posa, dai freschi esposti e dall’altezza di lavoro: ogni punto vendita si quota su progetto, dopo il sopralluogo. Il sopralluogo tecnico serve a trasformare un ordine di grandezza in un numero e a dimensionare esclusione e protezione dei freschi.

Mandateci due foto del punto vendita

L’ingresso o la facciata con l’insegna e il punto in cui i piccioni si posano e nidificano, con il comune e l’insegna. Vi diciamo dove intervenire, con quali sistemi — dissuasori, reti, laser, bonifica — e come richiamarlo nell’HACCP e nella documentazione per l’audit.

0584 433 198Vai al modulo
Sopralluogo

Parliamo del vostro punto vendita

Comune, insegna, superfici e dove si posano e nidificano i piccioni (insegna, pensiline, ortofrutta esterna, copertura). Vi rispondiamo con la soluzione che ha senso — dissuasori, reti, laser, bonifica — su progetto, nel rispetto delle specie protette e con il richiamo all’HACCP e alla documentazione per l’audit.

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