Non conta quanti sono: conta che cosa ci fanno
Due piccioni che nidificano in un sottotetto sono un problema più serio di venti che si posano un minuto sul colmo e ripartono. Quello che cambia è il grado di infestazione: quanto quegli animali sono legati al tuo edificio. È il dato che decide quale sistema tiene e quale viene aggirato in tre settimane, e si legge da terra in dieci minuti.

Risposta rapida
Il livello di infestazione misura quanto un gruppo di uccelli è legato a un punto preciso di un edificio, non quanti sono. Si legge su tre livelli: passaggio occasionale (si posano e ripartono), stazionamento abituale (tornano ogni giorno negli stessi punti), nidificazione o dormitorio (ci dormono e ci nascono). Più alto è il livello, più il sistema deve essere fisico e continuo: al livello alto i dissuasori leggeri vengono aggirati in poche settimane.
Che cosa determina il grado di infestazione, e perché conta più del numero di uccelli
“Quanti piccioni ci sono” è la domanda sbagliata. Quella che conta è quanto quegli animali sono attaccati al posto: quanto sono disposti a insistere per tornare dove li hai trovati. Quattro cose lo determinano, e nessuna delle quattro è il numero degli individui.
1Il legame con il punto, non la quantità
Il codice di buona pratica della British Pest Control Association chiede che i sistemi di esclusione siano “species appropriate and in line with bird pressure levels”: adatti alla specie e proporzionati al livello di infestazione — nel gergo tecnico internazionale bird pressure, classificata da “light” a “heavy”. Cinque colombi che dormono in un cavedio sono un livello alto; trenta che attraversano il cortile sono un livello basso.
2La distanza dal cibo
Uno studio con localizzatori GPS su colombi urbani a Basilea ha registrato che oltre il 32% degli individui resta entro 300 metri dal proprio sito di residenza e solo il 7,5% percorre più di 2 chilometri. Tradotto: se c’è una fonte di cibo stabile a poche centinaia di metri, il tuo edificio è dentro il raggio quotidiano di quella colonia, e il livello tende a salire da solo.
3La qualità del riparo che offri
Le linee guida della Regione Piemonte sulla gestione del colombo di città descrivono i siti di nidificazione come “buchi e altre cavità artificiali, sottotetti, sporgenze con riparo”. Un davanzale scoperto vale poco; un vano tecnico coperto, un sottotetto accessibile o l’intercapedine sotto un impianto fotovoltaico valgono moltissimo. È il riparo, non la vista, a far salire il livello.
4Il tempo che è passato
Le stesse linee guida indicano per il colombo di città 5-6 riproduzioni all’anno con 2 uova per covata, un picco fra marzo e giugno e nidificazioni anche invernali, con un tasso di incremento annuo della popolazione stimato intorno al 44%. Un sito lasciato indisturbato non resta fermo al livello in cui lo hai trovato: sale.
Le quattro immagini di questa sezione sono illustrazioni generate al computer per rappresentare le situazioni descritte: non sono fotografie di cantieri Birdstop. Le foto di installazioni reali sono più sotto.
Chi ha già chiamato Birdstop
Prima di continuare, la prova più semplice: recensioni su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo.
I tre livelli di infestazione, e che cosa cambia fra uno e l’altro
Sono tre situazioni diverse che si presentano allo stesso modo a chi guarda distrattamente: “ci sono i piccioni”. Distinguerle è la differenza fra un intervento che tiene e uno che sposta il problema di qualche metro. Si leggono senza salire sul tetto e senza strumenti.
Passaggio occasionale
L’edificio è sulla rotta, non è una destinazione. Gli animali si appoggiano qualche minuto e ripartono, perché lì non trovano né cibo né un riparo che valga la pena difendere.
- Presenze brevi e irregolari, a orari diversi
- Guano sparso e discontinuo, mai negli stessi punti
- Nessuna piuma accumulata, nessun materiale portato
- I punti di posa cambiano di volta in volta
Il sito è ancora contendibile. L’abitudine non si è formata e nessun individuo ha investito nulla in quel punto: è il livello in cui basta togliere la comodità dei pochi appoggi utilizzati.
Interventi mirati sui punti di posa effettivamente usati, purché il livello non stia già salendo. È il momento in cui risolvere costa meno, ed è anche quello in cui quasi nessuno chiama.
Stazionamento abituale
L’edificio è diventato una tappa fissa della giornata: un posatoio. Nelle linee guida regionali sono i “luoghi di maggior concentrazione per la sosta diurna”, quelli che i censimenti comunali mappano per primi.
- Sempre gli stessi due o tre punti: cornicione, davanzale, ringhiera, coprimuro, antenna
- Strisce verticali di guano sotto quei punti, ripetute e sovrapposte
- Piume e piumino accumulati in una fessura o in gronda
- Presenze regolari alle stesse ore, spesso metà mattina e metà pomeriggio
C’è un’abitudine consolidata e quasi sempre una fonte di cibo entro poche centinaia di metri. Gli animali tornano perché quel punto ha una funzione precisa nella loro giornata, non per caso.
Esclusione dei piani di posa su tutto l’affaccio, non solo dove si vede lo sporco: proteggere il metro sporco e lasciare libero quello accanto sposta il problema di due metri. Qui i sistemi devono essere continui.
Nidificazione e dormitorio
Quel punto è casa. È il livello in cui l’animale è più determinato a rientrare, ed è anche quello in cui compaiono i danni veri: strutturali, igienici e di parassiti.
- Guano stratificato, in cumuli sotto un punto riparato
- Nidi con materiale, uova o piccoli; presenza notturna
- Vocalizzazioni all’alba e al tramonto, sempre dallo stesso punto
- Sottotetti, cavedi, vani tecnici, canne fumarie, controsoffitti, spazio sotto i pannelli fotovoltaici
- Parassiti che compaiono negli ambienti interni confinanti
La documentazione tecnica internazionale descrive proprio così i siti ad alta infestazione: aree riparate dove gli animali sono nati o hanno già nidificato, e verso cui mostrano una determinazione paragonabile a quella con cui chiunque rientrerebbe in casa propria.
Chiusura fisica dei volumi, bonifica del guano prima della posa e tempi vincolati alla stagione riproduttiva. Nessun sistema leggero regge a questo livello, e nessuna pulizia da sola lo abbassa.
I livelli non sono compartimenti stagni: su un edificio grande convivono quasi sempre tutti e tre, in punti diversi. Il progetto si dimensiona sul livello più alto presente, non sulla media: se in un solo vano tecnico c’è un dormitorio, quel vano detta il tipo di sistema anche se il resto della facciata è in semplice passaggio.
Dal segnale al livello: la tabella per leggere il tuo edificio
A sinistra c’è quello che vedi, a destra quello che smette di funzionare quando il livello sale. È la parte che rende la scala utile: non serve a etichettare un problema, serve a capire quando un sistema ha smesso di essere sufficiente.
| Che cosa vedi | Che cosa indica | Livello | Che cosa non basta più |
|---|---|---|---|
Guano sparso, in punti sempre diversi | Passaggio senza abitudine consolidata. Nessun individuo ha ancora investito su un punto preciso. | 1 · Basso | Nulla, per ora: è il livello in cui un intervento leggero e mirato ha senso. |
Strisce verticali di guano sotto un cornicione o un davanzale | Posatoio diurno stabile: sempre gli stessi appoggi, usati ogni giorno. | 2 · Medio | Non basta più proteggere il punto sporco: serve continuità su tutto l’affaccio. |
Cumuli di guano stratificato sotto un punto riparato | Dormitorio: gli animali passano lì la notte, spesso da mesi. | 3 · Alto | Non basta più la dissuasione sul piano: serve chiudere il volume, e prima bonificare. |
Piume, piumino e materiale vegetale in gronda o in una fessura | Costruzione del nido in corso o già avvenuta. | 3 · Alto | Non basta più nessun dissuasore: prima si verifica lo stadio della covata. |
Vocalizzazioni ripetute all’alba, sempre dallo stesso punto | Sito occupato stabilmente, con difesa del punto. | 3 · Alto | Non basta più l’osservazione diurna: il sito va letto anche nelle ore di buio. |
Presenza notturna sulla struttura | Dormitorio confermato. È il segnale più affidabile di tutti, e il più ignorato. | 3 · Alto | Non basta più un sopralluogo di mezz’ora a metà giornata. |
Gronde e pluviali che si intasano ripetutamente | Accumulo continuo di piume e materiale: c’è una presenza stabile a monte. | 2 · Medio | Non basta più pulire la gronda: si sta trattando l’effetto. |
Parassiti negli ambienti interni confinanti | Nido attivo o abbandonato in un vano adiacente: i parassiti lasciano il nido quando il nido si svuota. | 3 · Alto | Non basta più la disinfestazione dell’interno: finché il vano resta accessibile il ciclo si ripete. |
Cavi rosicchiati o moduli fotovoltaici con resa in calo | Occupazione dello spazio fra moduli e copertura, con nidificazione sotto i pannelli. | 3 · Alto | Non basta più il lavaggio dei moduli: va chiuso il perimetro del sottomodulo. |
Vernice, pietra o lamiera che si degradano sotto i punti di posa | Guano acido a contatto prolungato: il pH del guano si colloca fra 3 e 4,5 e attacca carbonati e metalli. | 2 · Medio | Non basta più il ripristino estetico: senza togliere la posa il danno si ripresenta. |
Il livello indicato è quello che il singolo segnale suggerisce, non una diagnosi. Vale la regola del massimo: se un solo segnale è di livello 3, l’edificio si tratta come livello 3, anche se tutti gli altri sono più bassi.
Dati sull’acidità del guano dalla scheda tecnica sul guano del Building Conservation Directory, che riporta un pH compreso fra 3 e 4,5 e l’attacco dei carbonati di pietre naturali, pietre artificiali e calcestruzzo, oltre alla corrosione di rame e bronzo. Vedi il testo
Non sei sicuro del livello?
Bastano tre informazioni per orientarsi al telefono: dove vedi il guano, se lo trovi sempre negli stessi punti e se hai mai visto o sentito gli animali dopo il tramonto. Da lì si capisce se serve un sopralluogo tecnico o se la situazione è ancora contenibile.
0584 433 198Descrivi la situazioneStesso edificio, tre livelli, tre progetti diversi
La domanda che arriva al telefono è quasi sempre “quanto costa un dissuasore”. La domanda giusta è “a che livello siamo”, perché è il livello a determinare l’estensione del lavoro, il tipo di sistema e il fatto che sia necessaria o meno una bonifica preliminare.
| Livello | Che cosa comporta il progetto | Perché un sistema più leggero non tiene |
|---|---|---|
| 1 · Basso | Interventi puntuali sugli appoggi realmente usati: dissuasori sui pochi metri interessati, correzione dei piani di posa, eliminazione dell’attrattivo se c’è. | Un sistema leggero regge finché l’abitudine non è formata. Se il livello sta salendo mentre si valuta, lo stesso sistema diventa insufficiente nel giro di una stagione. |
| 2 · Medio | Copertura continua di tutti i piani di posa dell’affaccio: sistemi lineari sui cornicioni, dissuasione di area sulle superfici ampie, chiusura dei primi varchi. | A questo livello gli animali cercano attivamente l’appoggio successivo. Ogni tratto lasciato scoperto non viene ignorato: viene occupato. È il motivo per cui i lavori “a metà” deludono. |
| 3 · Alto | Esclusione fisica dei volumi (reti, chiusure, barriere perimetrali), bonifica del guano prima della posa, e calendario compatibile con l’eventuale nidificazione in corso. | Qui non è questione di quanto è fastidioso il dissuasore, ma di rendere il volume inaccessibile. La bonifica non è pulizia estetica: il guano stratificato è un richiamo e riduce la tenuta di ciò che installi sopra. |
Nessuna riga di questa tabella è un preventivo. Il sopralluogo tecnico serve esattamente a questo: trasformare un ordine di grandezza in un numero. Gli ordini di grandezza per sistema sono raccolti nella pagina quanto costa allontanare i piccioni.
Che aspetto ha un edificio quando il livello viene letto bene
Tre interventi Birdstop documentati, con il cursore da trascinare. Non servono a mostrare un “prima” sporco e un “dopo” pulito: servono a far vedere che a livelli diversi corrispondono lavori diversi — un bordo protetto, un piano di posa reso inutilizzabile, un volume chiuso.

PrimaDopo
PrimaDopo
PrimaDopoFotografie di interventi Birdstop reali, scattate prima e a fine lavori. Trascina il cursore al centro di ogni immagine per confrontarle.
Il test dei dieci minuti, senza salire sul tetto
Sette controlli in ordine. Non danno una diagnosi tecnica, ma bastano quasi sempre a capire in quale dei tre livelli ti trovi — e soprattutto a smettere di guardare la cosa sbagliata.
- Guarda sotto, non sopra. Il guano racconta più degli animali, perché resta anche quando loro non ci sono. Cerca la forma: sparso significa passaggio, a strisce verticali significa stazionamento, in cumulo significa dormitorio.
- Torna nello stesso punto a distanza di una settimana. Se le tracce sono nuove e nella stessa posizione, l’abitudine c’è. Una fotografia con il telefono, sempre dalla stessa inquadratura, vale più di qualsiasi impressione.
- Controlla mezz’ora dopo il tramonto. È il controllo che quasi nessuno fa ed è quello decisivo: la presenza notturna distingue un posatoio da un dormitorio, cioè il livello 2 dal livello 3.
- Cerca i punti riparati, non quelli in vista. Sottotetti, cavedi, vani tecnici, dietro le insegne, sotto i pannelli fotovoltaici, canne fumarie in disuso: il livello alto si nasconde, non si esibisce.
- Conta i punti, non gli individui. Il numero di uccelli cambia di ora in ora; il numero di punti di posa usati stabilmente no, ed è quello che descrive la dimensione del lavoro.
- Guarda che cosa c’è entro trecento metri. Cassonetti scoperti, dehors, un mercato, un’area di stoccaggio alimentare, qualcuno che dà da mangiare agli uccelli: è il fattore che tiene alto il livello indipendentemente da quello che installi.
- Chiediti da quanto tempo dura. Un mese e tre stagioni non sono la stessa situazione, anche se oggi sembrano identiche: nel secondo caso è quasi certo che ci sia già stata almeno una nidificazione.
Se al terzo controllo trovi presenza notturna, o al quarto trovi un vano con materiale di nido, il fai-da-te ha esaurito la sua utilità: da quel punto in poi le variabili sono la stagione riproduttiva, la bonifica e la sicurezza del lavoro in quota. Il sopralluogo tecnico serve a trasformare un ordine di grandezza in un numero.
Quattro modi sicuri per sbagliare il livello
Non sono errori di installazione: sono errori di lettura, e vengono prima. Un sistema giusto scelto sulla base di una lettura sbagliata si comporta esattamente come un sistema sbagliato.
Contare gli individui invece dei segni
È la misura più intuitiva e la meno informativa. Il numero di uccelli visibili dipende dall’ora, dalla stagione e da che cosa sta succedendo nell’isolato. Dieci colombi in cortile a mezzogiorno possono essere semplice passaggio; due che entrano in un sottotetto sono il problema più costoso che hai.
Guardare solo a metà giornata
Nelle ore centrali gli animali sono in giro a cercare cibo, spesso lontano. Un sopralluogo fatto solo a quell’ora restituisce sistematicamente un livello più basso di quello reale: il dormitorio si vede all’alba e dopo il tramonto, non alle due del pomeriggio.
Leggere solo la facciata in vista
La facciata principale è quella che dà fastidio, il cortile interno è quello dove vivono. Cavedi, chiostrine, terrazzi di servizio e coperture secondarie ospitano quasi sempre il livello più alto, e sono le superfici che nessuno guarda perché nessuno le vede.
Pulire prima di aver letto il sito
La bonifica è necessaria, ma dopo la lettura: il guano è la traccia che dice dove stanno, da quanto e con che continuità. Pulire per primo cancella l’unica prova disponibile e costringe ad aspettare settimane perché si riformi. Prima si fotografa e si mappa, poi si bonifica.
Quali sistemi reggono a quale livello
Nessun sistema è “il migliore”: ognuno lavora bene nella fascia di infestazione per cui è stato pensato. Sotto ogni scheda c’è il livello a cui quel sistema smette di essere sufficiente da solo, che è l’informazione che di solito manca.
1Dissuasori ad aghi
Dove ha senso: punti di posa lineari e stretti — cornicioni, davanzali, insegne — a infestazione bassa e media.
Limite: su un piano largo l’animale si sposta di fianco, e sotto un dormitorio consolidato non chiude nulla.
Dissuasori ad aghi
2BirdTikol
Dove ha senso: stessi punti degli aghi ma dove l’impatto visivo conta: edifici in vista, contesti tutelati.
Limite: è un sistema di bordo. Non sostituisce la chiusura di un volume accessibile.
BirdTikol
3FlyAway
Dove ha senso: superfici ampie e piani liberi, dove serve dissuasione di area e non un bordo protetto.
Limite: agisce sull’area, non chiude un vano. Su un sottotetto accessibile serve altro.
FlyAway
4Reti anti-volatili
Dove ha senso: la risposta al livello alto: chiude fisicamente vani, cavedi, sottotetti e volumi accessibili.
Limite: va progettata e tesa correttamente, altrimenti diventa una trappola e un problema estetico.
Reti anti-volatili
5BirdSun
Dove ha senso: lo spazio fra moduli fotovoltaici e copertura, che è quasi sempre un livello 3 nascosto.
Limite: protegge il perimetro dei moduli, non il resto della copertura.
BirdSun
6BirdLaser AI
Dove ha senso: grandi superfici aperte e siti dove l’infestazione arriva da fuori e si rinnova di continuo.
Limite: lavora sull’area di sosta. Un nido già insediato in un volume va comunque escluso fisicamente.
BirdLaser AISu un edificio reale i sistemi si combinano quasi sempre, perché i livelli convivono: esclusione fisica dove c’è un volume, dissuasione di bordo sui cornicioni, dissuasione di area sui piani liberi. Quale combinazione e con quale estensione si decide in sopralluogo — ed è il passaggio che trasforma un ordine di grandezza in un numero.
Due cose che si capiscono meglio guardandole
Che cosa lascia un nido quando si svuota
Il video mostra il lato del problema che non si vede dalla strada: i parassiti che vivono nel nido e che si spostano negli ambienti confinanti quando i piccoli involano. È il motivo per cui, a livello alto, la bonifica non è un optional estetico.
Guano e bonifica in sicurezzaCome si comporta un sistema di area su una superficie libera
Ripresa sul campo di un sistema che non protegge un bordo ma un’area: è la differenza fra il livello 2 e una copertura in cui gli animali si spostano liberamente sul piano.
Come funziona FlyAwayCome Birdstop stabilisce il livello prima di proporre un sistema
Quattro fasi, nell’ordine. La prima non è una formalità: è quella che determina tutte le altre, ed è anche quella che più spesso viene saltata.
Lettura del sito e livello di infestazione
Si mappano i punti di posa, si distingue fra sosta diurna e presenza notturna, si cercano i volumi accessibili e si guarda che cosa alimenta la colonia nel raggio di poche centinaia di metri. Da qui esce il livello, e dal livello esce tutto il resto.
Bonifica, dove il livello la richiede
Al livello alto il guano stratificato è insieme un rischio igienico, un aggressivo per guaine e materiali e un richiamo per gli animali. Si rimuove con procedura e DPI dedicati prima di installare qualsiasi cosa: un sistema posato sopra lo sporco dura meno e lascia intatto il segnale del sito.
Sistema dimensionato sul livello più alto
Esclusione fisica dove c’è un volume, sistemi di bordo sui piani di posa lineari, dissuasione di area sulle superfici ampie. La regola è una sola: si dimensiona sul punto peggiore, non sulla media dell’edificio.
Ri-lettura a distanza
Dopo l’intervento l’infestazione non sparisce: si sposta. Si ricontrolla dove è andata, se ha trovato un appoggio nuovo sull’edificio o se ha lasciato il sito. È la verifica che distingue un lavoro finito da un lavoro consegnato.
Che aspetto ha un sistema dimensionato sul livello giusto
Due immagini di installazioni reali documentate. Servono a mostrare la parte che di solito non si vede: come corre un sistema su una copertura vera, e perché gli angoli contano quanto i tratti dritti.


Fotografie di installazioni Birdstop scattate a fine lavori. Il caso completo è documentato qui.
Cosa dicono i clienti Birdstop
Recensioni su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo: non testimonianze riportate da noi.
Perché il livello si legge sui segni e non sugli animali

Linda Abenaim, biologa ed entomologa
Nell’impostazione seguita dall’area scientifica Ekonore, il conteggio degli individui è il dato meno affidabile di un sopralluogo: cambia con l’ora, con la stagione e con quello che sta succedendo negli isolati vicini. I segni lasciati sulla struttura, al contrario, sono cumulativi e datano la presenza: la forma e la distribuzione del guano, l’usura degli appoggi, il materiale accumulato in una fessura raccontano da quanto tempo dura la frequentazione e con quale continuità.
Il secondo elemento è il ruolo del riparo. La letteratura sul colombo di città associa la nidificazione a cavità artificiali, sottotetti e sporgenze riparate: sono ambienti che offrono microclima stabile e assenza di predatori, e in cui la specie può riprodursi ripetutamente nel corso dell’anno. Un sito con quelle caratteristiche non è un posatoio più frequentato: è una categoria diversa, e come tale va trattata.
Il terzo elemento è la componente parassitologica, che nel dibattito sui dissuasori quasi non compare. Un nido è un ecosistema: quando i piccoli involano, gli artropodi che vi si erano insediati cercano un altro ospite, e negli edifici questo significa gli ambienti confinanti. È una delle ragioni per cui, quando la lettura del sito individua una nidificazione, la bonifica precede l’installazione e non la segue.
Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore.
Proteggiamo edifici di cui conosci il nome
Dal condominio alla grande realtà produttiva, proteggiamo ogni ambiente dai piccioni e dagli altri volatili infestanti, con tecnologie non invasive e senza ucciderli.






Certificazioni con numero di registrazione verificabile
Non “siamo certificati”: qui sotto ci sono norma, ente e numero di registrazione, così puoi verificarli.
Certificati rilasciati da Kiwa a Ekonore S.r.l. Birdstop è la divisione allontanamento volatili di Ekonore S.r.l., P.IVA 09730020964.
Le domande che arrivano prima del sopralluogo
Che cos’è il livello di infestazione dei volatili?
È una misura di quanto un gruppo di uccelli è legato a un punto preciso di un edificio: non quanti sono, ma quanto sono determinati a tornare. Nel controllo dei volatili si usa per scegliere il sistema, perché un sito ad livello alto richiede una barriera fisica mentre uno a livello basso si risolve con interventi puntuali. Il codice di buona pratica della British Pest Control Association chiede esplicitamente che i sistemi di esclusione siano proporzionati al livello di infestazione (bird pressure levels) oltre che adatti alla specie.
Come faccio a capire se i piccioni dormono sul mio edificio o ci passano soltanto?
Controlla mezz’ora dopo il tramonto. È l’unico modo affidabile: durante il giorno un posatoio e un dormitorio si assomigliano, di notte no. Il secondo indizio è la forma del guano: sparso indica passaggio, a strisce verticali sotto un appoggio indica sosta diurna ripetuta, in cumulo sotto un punto riparato indica che quel punto è usato per dormire.
Ho contato solo tre o quattro piccioni: è un problema piccolo?
Dipende da che cosa fanno, non da quanti sono. Tre colombi che nidificano in un sottotetto rappresentano un livello di infestazione alto, con danni progressivi e parassiti, mentre venti che attraversano il cortile senza fermarsi sono un livello basso. Il numero è il dato più visibile e il meno utile per dimensionare un intervento.
Il livello di infestazione può salire da solo se non intervengo?
Sì, ed è la regola più che l’eccezione. Le linee guida della Regione Piemonte sul colombo di città indicano 5-6 riproduzioni all’anno con due uova per covata e un tasso di incremento annuo della popolazione stimato intorno al 44%. Un posatoio tollerato per una stagione ha buone probabilità di diventare un sito di nidificazione in quella successiva.
Perché i dissuasori che ho installato non hanno funzionato?
Nella maggior parte dei casi perché erano dimensionati per un livello più basso di quello reale, oppure perché coprivano solo il tratto dove si vedeva lo sporco. Ai livelli medio e alto gli animali cercano attivamente l’appoggio successivo: un tratto scoperto accanto a uno protetto non viene ignorato, viene occupato. L’argomento è approfondito nella pagina sul perché i piccioni tornano sempre.
Devo pulire il guano prima di chiamare qualcuno?
No, meglio di no. Il guano è la traccia che permette di capire dove stanno, da quanto tempo e con quale continuità: pulendo si cancella l’unica informazione disponibile e bisogna aspettare settimane perché si riformi. La bonifica è necessaria, ma va fatta dopo la lettura del sito e prima dell’installazione del sistema, con procedura e dispositivi di protezione adeguati.
Il livello di infestazione cambia il costo dell’intervento?
Sì, ed è il fattore che pesa di più, prima ancora del tipo di sistema. Il livello determina l’estensione della superficie da trattare, la necessità o meno di una bonifica preliminare e la scelta fra un sistema di bordo e una chiusura fisica dei volumi. Gli ordini di grandezza per sistema sono pubblicati nella pagina dedicata ai costi; il numero definitivo esce dal sopralluogo.
Il guano fa davvero danni all’edificio o è solo un problema estetico?
Fa danni documentati. La letteratura tecnica sulla conservazione degli edifici riporta per il guano un pH compreso fra 3 e 4,5, con attacco dei carbonati presenti in pietre naturali, pietre artificiali e calcestruzzo e corrosione di metalli come rame e bronzo; a questo si aggiungono il peso degli accumuli su strutture leggere e l’ostruzione dei sistemi di smaltimento delle acque, che è spesso il danno più costoso perché provoca infiltrazioni.
Su un edificio grande i livelli possono essere diversi?
Quasi sempre lo sono: una facciata in semplice passaggio, un cornicione interno con stazionamento abituale e un vano tecnico con un dormitorio. Il progetto si dimensiona sul livello più alto presente, perché è quel punto a rigenerare la presenza sul resto della struttura. Trattare la media dell’edificio è il modo più comune per ottenere un risultato apparente.
Dicci che cosa vedi, ti diciamo a che livello sei
Dove trovi il guano, se è sempre negli stessi punti, se hai mai visto o sentito gli animali dopo il tramonto, e da quanto tempo dura. Con questi elementi si capisce già al telefono se serve un sopralluogo tecnico e che tipo di intervento ha senso valutare.
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Richiedi un sopralluogo tecnico
Descrivi che cosa vedi e da quanto tempo: ti richiamiamo per capire a che livello di infestazione sei e che tipo di intervento ha senso valutare.

Guano sparso, in punti sempre diversi
Piume, piumino e materiale vegetale in gronda o in una fessura
Vocalizzazioni ripetute all’alba, sempre dallo stesso punto
Presenza notturna sulla struttura
Gronde e pluviali che si intasano ripetutamente
Parassiti negli ambienti interni confinanti
Cavi rosicchiati o moduli fotovoltaici con resa in calo