Non conta quanti sono: conta che cosa ci fanno

Due piccioni che nidificano in un sottotetto sono un problema più serio di venti che si posano un minuto sul colmo e ripartono. Quello che cambia è il grado di infestazione: quanto quegli animali sono legati al tuo edificio. È il dato che decide quale sistema tiene e quale viene aggirato in tre settimane, e si legge da terra in dieci minuti.

3 livellipassaggio, stazionamento, nidificazione: la scala con cui si legge un edificio
+44%il tasso di incremento annuo stimato per una popolazione urbana di colombi
6certificazioni con numero di registrazione verificabile
Cortina delle Mura Aureliane con le feritoie usate dai piccioni per nidificare
Le feritoie di una cortina muraria storica, rilevate durante un intervento Birdstop: cavità riparate, in quota e inaccessibili ai predatori. È il profilo esatto di un sito ad alta infestazione, ed è il motivo per cui su strutture così il problema non si risolve intervenendo sul piano di posa.

Risposta rapida

Il livello di infestazione misura quanto un gruppo di uccelli è legato a un punto preciso di un edificio, non quanti sono. Si legge su tre livelli: passaggio occasionale (si posano e ripartono), stazionamento abituale (tornano ogni giorno negli stessi punti), nidificazione o dormitorio (ci dormono e ci nascono). Più alto è il livello, più il sistema deve essere fisico e continuo: al livello alto i dissuasori leggeri vengono aggirati in poche settimane.

Il concetto

Che cosa determina il grado di infestazione, e perché conta più del numero di uccelli

“Quanti piccioni ci sono” è la domanda sbagliata. Quella che conta è quanto quegli animali sono attaccati al posto: quanto sono disposti a insistere per tornare dove li hai trovati. Quattro cose lo determinano, e nessuna delle quattro è il numero degli individui.

Due colombi posati sullo stesso cornicione con colature di guano sotto il punto di appoggio1

Il legame con il punto, non la quantità

Il codice di buona pratica della British Pest Control Association chiede che i sistemi di esclusione siano “species appropriate and in line with bird pressure levels”: adatti alla specie e proporzionati al livello di infestazione — nel gergo tecnico internazionale bird pressure, classificata da “light” a “heavy”. Cinque colombi che dormono in un cavedio sono un livello alto; trenta che attraversano il cortile sono un livello basso.

Cassonetti dei rifiuti scoperti e residui alimentari in una via cittadina italiana2

La distanza dal cibo

Uno studio con localizzatori GPS su colombi urbani a Basilea ha registrato che oltre il 32% degli individui resta entro 300 metri dal proprio sito di residenza e solo il 7,5% percorre più di 2 chilometri. Tradotto: se c’è una fonte di cibo stabile a poche centinaia di metri, il tuo edificio è dentro il raggio quotidiano di quella colonia, e il livello tende a salire da solo.

Varco aperto sotto la linea di gronda di un edificio, accesso a un sottotetto3

La qualità del riparo che offri

Le linee guida della Regione Piemonte sulla gestione del colombo di città descrivono i siti di nidificazione come “buchi e altre cavità artificiali, sottotetti, sporgenze con riparo”. Un davanzale scoperto vale poco; un vano tecnico coperto, un sottotetto accessibile o l’intercapedine sotto un impianto fotovoltaico valgono moltissimo. È il riparo, non la vista, a far salire il livello.

Guano stratificato e incrostato su un davanzale di pietra con la superficie rovinata4

Il tempo che è passato

Le stesse linee guida indicano per il colombo di città 5-6 riproduzioni all’anno con 2 uova per covata, un picco fra marzo e giugno e nidificazioni anche invernali, con un tasso di incremento annuo della popolazione stimato intorno al 44%. Un sito lasciato indisturbato non resta fermo al livello in cui lo hai trovato: sale.

Le quattro immagini di questa sezione sono illustrazioni generate al computer per rappresentare le situazioni descritte: non sono fotografie di cantieri Birdstop. Le foto di installazioni reali sono più sotto.

Recensioni verificate

Chi ha già chiamato Birdstop

Prima di continuare, la prova più semplice: recensioni su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo.

La scala

I tre livelli di infestazione, e che cosa cambia fra uno e l’altro

Sono tre situazioni diverse che si presentano allo stesso modo a chi guarda distrattamente: “ci sono i piccioni”. Distinguerle è la differenza fra un intervento che tiene e uno che sposta il problema di qualche metro. Si leggono senza salire sul tetto e senza strumenti.

1
Infestazione bassa

Passaggio occasionale

L’edificio è sulla rotta, non è una destinazione. Gli animali si appoggiano qualche minuto e ripartono, perché lì non trovano né cibo né un riparo che valga la pena difendere.

Che cosa vedi
  • Presenze brevi e irregolari, a orari diversi
  • Guano sparso e discontinuo, mai negli stessi punti
  • Nessuna piuma accumulata, nessun materiale portato
  • I punti di posa cambiano di volta in volta
Che cosa significa

Il sito è ancora contendibile. L’abitudine non si è formata e nessun individuo ha investito nulla in quel punto: è il livello in cui basta togliere la comodità dei pochi appoggi utilizzati.

Che cosa serve

Interventi mirati sui punti di posa effettivamente usati, purché il livello non stia già salendo. È il momento in cui risolvere costa meno, ed è anche quello in cui quasi nessuno chiama.

2
Infestazione media

Stazionamento abituale

L’edificio è diventato una tappa fissa della giornata: un posatoio. Nelle linee guida regionali sono i “luoghi di maggior concentrazione per la sosta diurna”, quelli che i censimenti comunali mappano per primi.

Che cosa vedi
  • Sempre gli stessi due o tre punti: cornicione, davanzale, ringhiera, coprimuro, antenna
  • Strisce verticali di guano sotto quei punti, ripetute e sovrapposte
  • Piume e piumino accumulati in una fessura o in gronda
  • Presenze regolari alle stesse ore, spesso metà mattina e metà pomeriggio
Che cosa significa

C’è un’abitudine consolidata e quasi sempre una fonte di cibo entro poche centinaia di metri. Gli animali tornano perché quel punto ha una funzione precisa nella loro giornata, non per caso.

Che cosa serve

Esclusione dei piani di posa su tutto l’affaccio, non solo dove si vede lo sporco: proteggere il metro sporco e lasciare libero quello accanto sposta il problema di due metri. Qui i sistemi devono essere continui.

3
Infestazione alta

Nidificazione e dormitorio

Quel punto è casa. È il livello in cui l’animale è più determinato a rientrare, ed è anche quello in cui compaiono i danni veri: strutturali, igienici e di parassiti.

Che cosa vedi
  • Guano stratificato, in cumuli sotto un punto riparato
  • Nidi con materiale, uova o piccoli; presenza notturna
  • Vocalizzazioni all’alba e al tramonto, sempre dallo stesso punto
  • Sottotetti, cavedi, vani tecnici, canne fumarie, controsoffitti, spazio sotto i pannelli fotovoltaici
  • Parassiti che compaiono negli ambienti interni confinanti
Che cosa significa

La documentazione tecnica internazionale descrive proprio così i siti ad alta infestazione: aree riparate dove gli animali sono nati o hanno già nidificato, e verso cui mostrano una determinazione paragonabile a quella con cui chiunque rientrerebbe in casa propria.

Che cosa serve

Chiusura fisica dei volumi, bonifica del guano prima della posa e tempi vincolati alla stagione riproduttiva. Nessun sistema leggero regge a questo livello, e nessuna pulizia da sola lo abbassa.

In pratica

I livelli non sono compartimenti stagni: su un edificio grande convivono quasi sempre tutti e tre, in punti diversi. Il progetto si dimensiona sul livello più alto presente, non sulla media: se in un solo vano tecnico c’è un dormitorio, quel vano detta il tipo di sistema anche se il resto della facciata è in semplice passaggio.

Diagnosi

Dal segnale al livello: la tabella per leggere il tuo edificio

A sinistra c’è quello che vedi, a destra quello che smette di funzionare quando il livello sale. È la parte che rende la scala utile: non serve a etichettare un problema, serve a capire quando un sistema ha smesso di essere sufficiente.

Che cosa vediChe cosa indicaLivelloChe cosa non basta più
Poche macchie sparse di guano su un davanzale di pietra chiaraGuano sparso, in punti sempre diversiPassaggio senza abitudine consolidata. Nessun individuo ha ancora investito su un punto preciso.1 · BassoNulla, per ora: è il livello in cui un intervento leggero e mirato ha senso.
Colature verticali di guano sotto un cornicione usato ogni giornoStrisce verticali di guano sotto un cornicione o un davanzalePosatoio diurno stabile: sempre gli stessi appoggi, usati ogni giorno.2 · MedioNon basta più proteggere il punto sporco: serve continuità su tutto l’affaccio.
Guano stratificato e incrostato accumulato su un davanzale di pietraCumuli di guano stratificato sotto un punto riparatoDormitorio: gli animali passano lì la notte, spesso da mesi.3 · AltoNon basta più la dissuasione sul piano: serve chiudere il volume, e prima bonificare.
Piume e materiale vegetale secco accumulati fra le tegole e la grondaPiume, piumino e materiale vegetale in gronda o in una fessuraCostruzione del nido in corso o già avvenuta.3 · AltoNon basta più nessun dissuasore: prima si verifica lo stadio della covata.
Colombo posato sul colmo di un tetto italiano alle prime luci del giornoVocalizzazioni ripetute all’alba, sempre dallo stesso puntoSito occupato stabilmente, con difesa del punto.3 · AltoNon basta più l’osservazione diurna: il sito va letto anche nelle ore di buio.
Colombi posati in fila su un cornicione di nottePresenza notturna sulla strutturaDormitorio confermato. È il segnale più affidabile di tutti, e il più ignorato.3 · AltoNon basta più un sopralluogo di mezz’ora a metà giornata.
Canale di gronda ostruito da piume, foglie e materiale accumulatoGronde e pluviali che si intasano ripetutamenteAccumulo continuo di piume e materiale: c’è una presenza stabile a monte.2 · MedioNon basta più pulire la gronda: si sta trattando l’effetto.
Nido di piccione abbandonato su una trave in un sottotettoParassiti negli ambienti interni confinantiNido attivo o abbandonato in un vano adiacente: i parassiti lasciano il nido quando il nido si svuota.3 · AltoNon basta più la disinfestazione dell’interno: finché il vano resta accessibile il ciclo si ripete.
Piccioni sulla copertura di un impianto fotovoltaicoCavi rosicchiati o moduli fotovoltaici con resa in caloOccupazione dello spazio fra moduli e copertura, con nidificazione sotto i pannelli.3 · AltoNon basta più il lavaggio dei moduli: va chiuso il perimetro del sottomodulo.
Superficie di pietra rovinata sotto uno strato di guanoVernice, pietra o lamiera che si degradano sotto i punti di posaGuano acido a contatto prolungato: il pH del guano si colloca fra 3 e 4,5 e attacca carbonati e metalli.2 · MedioNon basta più il ripristino estetico: senza togliere la posa il danno si ripresenta.
Come si legge

Il livello indicato è quello che il singolo segnale suggerisce, non una diagnosi. Vale la regola del massimo: se un solo segnale è di livello 3, l’edificio si tratta come livello 3, anche se tutti gli altri sono più bassi.

Dati sull’acidità del guano dalla scheda tecnica sul guano del Building Conservation Directory, che riporta un pH compreso fra 3 e 4,5 e l’attacco dei carbonati di pietre naturali, pietre artificiali e calcestruzzo, oltre alla corrosione di rame e bronzo. Vedi il testo

Non sei sicuro del livello?

Bastano tre informazioni per orientarsi al telefono: dove vedi il guano, se lo trovi sempre negli stessi punti e se hai mai visto o sentito gli animali dopo il tramonto. Da lì si capisce se serve un sopralluogo tecnico o se la situazione è ancora contenibile.

0584 433 198Descrivi la situazione
Perché serve saperlo prima

Stesso edificio, tre livelli, tre progetti diversi

La domanda che arriva al telefono è quasi sempre “quanto costa un dissuasore”. La domanda giusta è “a che livello siamo”, perché è il livello a determinare l’estensione del lavoro, il tipo di sistema e il fatto che sia necessaria o meno una bonifica preliminare.

LivelloChe cosa comporta il progettoPerché un sistema più leggero non tiene
1 · BassoInterventi puntuali sugli appoggi realmente usati: dissuasori sui pochi metri interessati, correzione dei piani di posa, eliminazione dell’attrattivo se c’è.Un sistema leggero regge finché l’abitudine non è formata. Se il livello sta salendo mentre si valuta, lo stesso sistema diventa insufficiente nel giro di una stagione.
2 · MedioCopertura continua di tutti i piani di posa dell’affaccio: sistemi lineari sui cornicioni, dissuasione di area sulle superfici ampie, chiusura dei primi varchi.A questo livello gli animali cercano attivamente l’appoggio successivo. Ogni tratto lasciato scoperto non viene ignorato: viene occupato. È il motivo per cui i lavori “a metà” deludono.
3 · AltoEsclusione fisica dei volumi (reti, chiusure, barriere perimetrali), bonifica del guano prima della posa, e calendario compatibile con l’eventuale nidificazione in corso.Qui non è questione di quanto è fastidioso il dissuasore, ma di rendere il volume inaccessibile. La bonifica non è pulizia estetica: il guano stratificato è un richiamo e riduce la tenuta di ciò che installi sopra.

Nessuna riga di questa tabella è un preventivo. Il sopralluogo tecnico serve esattamente a questo: trasformare un ordine di grandezza in un numero. Gli ordini di grandezza per sistema sono raccolti nella pagina quanto costa allontanare i piccioni.

Prima e dopo

Che aspetto ha un edificio quando il livello viene letto bene

Tre interventi Birdstop documentati, con il cursore da trascinare. Non servono a mostrare un “prima” sporco e un “dopo” pulito: servono a far vedere che a livelli diversi corrispondono lavori diversi — un bordo protetto, un piano di posa reso inutilizzabile, un volume chiuso.

Sottomodulo di un impianto fotovoltaico occupato dai volatili, con guano sui pannelliLo stesso impianto dopo la chiusura del sottomodulo con rete anti-volatiliPrimaDopo
Livello 3 — un varco non si dissuade: si chiude. Qui non c’era un appoggio da rendere scomodo: c’era uno spazio in cui entrare. A questo livello serve una barriera fisica, non un dissuasore.
Balaustra in pietra di un edificio storico con il piano di appoggio incrostato di guanoLa stessa balaustra dopo la bonifica, con il filo teso installato lungo il piano di appoggioPrimaDopo
Livello 2 — il piano di posa continuo. Una balaustra offre appoggio per tutta la sua lunghezza: si risolve con una linea che corre su tutto l’affaccio. Nel “dopo” il filo c’è, ma la lettura architettonica resta intatta.
Tetto in tegole con moduli fotovoltaici, guano sulle celle e materiale accumulato lungo la linea di grondaLo stesso tetto dopo la bonifica e la chiusura del bordo dei moduli con la barriera perimetralePrimaDopo
Livello 3 nascosto — il vano sotto i moduli. Fra il bordo dei pannelli e le tegole si apre uno spazio riparato: è il profilo classico di un sito ad alto livello. Non bastava pulire la gronda, andava chiuso il bordo.

Fotografie di interventi Birdstop reali, scattate prima e a fine lavori. Trascina il cursore al centro di ogni immagine per confrontarle.

Autodiagnosi

Il test dei dieci minuti, senza salire sul tetto

Sette controlli in ordine. Non danno una diagnosi tecnica, ma bastano quasi sempre a capire in quale dei tre livelli ti trovi — e soprattutto a smettere di guardare la cosa sbagliata.

  • Guarda sotto, non sopra. Il guano racconta più degli animali, perché resta anche quando loro non ci sono. Cerca la forma: sparso significa passaggio, a strisce verticali significa stazionamento, in cumulo significa dormitorio.
  • Torna nello stesso punto a distanza di una settimana. Se le tracce sono nuove e nella stessa posizione, l’abitudine c’è. Una fotografia con il telefono, sempre dalla stessa inquadratura, vale più di qualsiasi impressione.
  • Controlla mezz’ora dopo il tramonto. È il controllo che quasi nessuno fa ed è quello decisivo: la presenza notturna distingue un posatoio da un dormitorio, cioè il livello 2 dal livello 3.
  • Cerca i punti riparati, non quelli in vista. Sottotetti, cavedi, vani tecnici, dietro le insegne, sotto i pannelli fotovoltaici, canne fumarie in disuso: il livello alto si nasconde, non si esibisce.
  • Conta i punti, non gli individui. Il numero di uccelli cambia di ora in ora; il numero di punti di posa usati stabilmente no, ed è quello che descrive la dimensione del lavoro.
  • Guarda che cosa c’è entro trecento metri. Cassonetti scoperti, dehors, un mercato, un’area di stoccaggio alimentare, qualcuno che dà da mangiare agli uccelli: è il fattore che tiene alto il livello indipendentemente da quello che installi.
  • Chiediti da quanto tempo dura. Un mese e tre stagioni non sono la stessa situazione, anche se oggi sembrano identiche: nel secondo caso è quasi certo che ci sia già stata almeno una nidificazione.

Se al terzo controllo trovi presenza notturna, o al quarto trovi un vano con materiale di nido, il fai-da-te ha esaurito la sua utilità: da quel punto in poi le variabili sono la stagione riproduttiva, la bonifica e la sicurezza del lavoro in quota. Il sopralluogo tecnico serve a trasformare un ordine di grandezza in un numero.

Da evitare

Quattro modi sicuri per sbagliare il livello

Non sono errori di installazione: sono errori di lettura, e vengono prima. Un sistema giusto scelto sulla base di una lettura sbagliata si comporta esattamente come un sistema sbagliato.

Contare gli individui invece dei segni

È la misura più intuitiva e la meno informativa. Il numero di uccelli visibili dipende dall’ora, dalla stagione e da che cosa sta succedendo nell’isolato. Dieci colombi in cortile a mezzogiorno possono essere semplice passaggio; due che entrano in un sottotetto sono il problema più costoso che hai.

Guardare solo a metà giornata

Nelle ore centrali gli animali sono in giro a cercare cibo, spesso lontano. Un sopralluogo fatto solo a quell’ora restituisce sistematicamente un livello più basso di quello reale: il dormitorio si vede all’alba e dopo il tramonto, non alle due del pomeriggio.

Leggere solo la facciata in vista

La facciata principale è quella che dà fastidio, il cortile interno è quello dove vivono. Cavedi, chiostrine, terrazzi di servizio e coperture secondarie ospitano quasi sempre il livello più alto, e sono le superfici che nessuno guarda perché nessuno le vede.

Pulire prima di aver letto il sito

La bonifica è necessaria, ma dopo la lettura: il guano è la traccia che dice dove stanno, da quanto e con che continuità. Pulire per primo cancella l’unica prova disponibile e costringe ad aspettare settimane perché si riformi. Prima si fotografa e si mappa, poi si bonifica.

La gamma

Quali sistemi reggono a quale livello

Nessun sistema è “il migliore”: ognuno lavora bene nella fascia di infestazione per cui è stato pensato. Sotto ogni scheda c’è il livello a cui quel sistema smette di essere sufficiente da solo, che è l’informazione che di solito manca.

Dissuasori ad aghi installati sul bordo di un cornicione1

Dissuasori ad aghi

Dove ha senso: punti di posa lineari e stretti — cornicioni, davanzali, insegne — a infestazione bassa e media.

Limite: su un piano largo l’animale si sposta di fianco, e sotto un dormitorio consolidato non chiude nulla.

Dissuasori ad aghi
Dissuasore BirdTikol in acciaio inox su una cornice architettonica2

BirdTikol

Dove ha senso: stessi punti degli aghi ma dove l’impatto visivo conta: edifici in vista, contesti tutelati.

Limite: è un sistema di bordo. Non sostituisce la chiusura di un volume accessibile.

BirdTikol
Sistema FlyAway a campo elettromagnetico installato in copertura3

FlyAway

Dove ha senso: superfici ampie e piani liberi, dove serve dissuasione di area e non un bordo protetto.

Limite: agisce sull’area, non chiude un vano. Su un sottotetto accessibile serve altro.

FlyAway
Rete anti volatili tesa a chiusura di un volume tecnico4

Reti anti-volatili

Dove ha senso: la risposta al livello alto: chiude fisicamente vani, cavedi, sottotetti e volumi accessibili.

Limite: va progettata e tesa correttamente, altrimenti diventa una trappola e un problema estetico.

Reti anti-volatili
Barriera perimetrale installata sul bordo di un impianto fotovoltaico5

BirdSun

Dove ha senso: lo spazio fra moduli fotovoltaici e copertura, che è quasi sempre un livello 3 nascosto.

Limite: protegge il perimetro dei moduli, non il resto della copertura.

BirdSun
Dissuasore laser automatico installato su una struttura in quota6

BirdLaser AI

Dove ha senso: grandi superfici aperte e siti dove l’infestazione arriva da fuori e si rinnova di continuo.

Limite: lavora sull’area di sosta. Un nido già insediato in un volume va comunque escluso fisicamente.

BirdLaser AI
In pratica

Su un edificio reale i sistemi si combinano quasi sempre, perché i livelli convivono: esclusione fisica dove c’è un volume, dissuasione di bordo sui cornicioni, dissuasione di area sui piani liberi. Quale combinazione e con quale estensione si decide in sopralluogo — ed è il passaggio che trasforma un ordine di grandezza in un numero.

Guarda la differenza

Due cose che si capiscono meglio guardandole

Che cosa comporta il livello 3

Che cosa lascia un nido quando si svuota

Il video mostra il lato del problema che non si vede dalla strada: i parassiti che vivono nel nido e che si spostano negli ambienti confinanti quando i piccoli involano. È il motivo per cui, a livello alto, la bonifica non è un optional estetico.

Guano e bonifica in sicurezza
Dissuasione di area

Come si comporta un sistema di area su una superficie libera

Ripresa sul campo di un sistema che non protegge un bordo ma un’area: è la differenza fra il livello 2 e una copertura in cui gli animali si spostano liberamente sul piano.

Come funziona FlyAway
Il metodo

Come Birdstop stabilisce il livello prima di proporre un sistema

Quattro fasi, nell’ordine. La prima non è una formalità: è quella che determina tutte le altre, ed è anche quella che più spesso viene saltata.

Fase 1

Lettura del sito e livello di infestazione

Si mappano i punti di posa, si distingue fra sosta diurna e presenza notturna, si cercano i volumi accessibili e si guarda che cosa alimenta la colonia nel raggio di poche centinaia di metri. Da qui esce il livello, e dal livello esce tutto il resto.

Fase 2

Bonifica, dove il livello la richiede

Al livello alto il guano stratificato è insieme un rischio igienico, un aggressivo per guaine e materiali e un richiamo per gli animali. Si rimuove con procedura e DPI dedicati prima di installare qualsiasi cosa: un sistema posato sopra lo sporco dura meno e lascia intatto il segnale del sito.

Fase 3

Sistema dimensionato sul livello più alto

Esclusione fisica dove c’è un volume, sistemi di bordo sui piani di posa lineari, dissuasione di area sulle superfici ampie. La regola è una sola: si dimensiona sul punto peggiore, non sulla media dell’edificio.

Fase 4

Ri-lettura a distanza

Dopo l’intervento l’infestazione non sparisce: si sposta. Si ricontrolla dove è andata, se ha trovato un appoggio nuovo sull’edificio o se ha lasciato il sito. È la verifica che distingue un lavoro finito da un lavoro consegnato.

Foto di cantiere

Che aspetto ha un sistema dimensionato sul livello giusto

Due immagini di installazioni reali documentate. Servono a mostrare la parte che di solito non si vede: come corre un sistema su una copertura vera, e perché gli angoli contano quanto i tratti dritti.

Filo di un sistema di dissuasione teso nel corridoio fra due file di pannelli fotovoltaici
Il corridoio fra due file di moduli fotovoltaici: uno spazio riparato, ombreggiato e inaccessibile ai predatori, cioè esattamente il profilo di un sito di livello 3. Il filo del sistema corre a pochi centimetri dal piano e da terra non si vede.
Angolo del parapetto di una copertura con il sistema di dissuasione proseguito lungo il bordo
L’angolo del parapetto è il punto scelto per primo, perché dà appoggio e visuale su due lati. Un progetto che protegge il tratto dritto e lascia scoperto l’angolo abbassa il livello di un metro quadro e lo lascia intatto su tutto il resto.

Fotografie di installazioni Birdstop scattate a fine lavori. Il caso completo è documentato qui.

Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo: non testimonianze riportate da noi.

Il punto di vista tecnico

Perché il livello si legge sui segni e non sugli animali

Linda Abenaim, biologa ed entomologa Ekonore
Il punto di vista tecnico

Linda Abenaim, biologa ed entomologa

Nell’impostazione seguita dall’area scientifica Ekonore, il conteggio degli individui è il dato meno affidabile di un sopralluogo: cambia con l’ora, con la stagione e con quello che sta succedendo negli isolati vicini. I segni lasciati sulla struttura, al contrario, sono cumulativi e datano la presenza: la forma e la distribuzione del guano, l’usura degli appoggi, il materiale accumulato in una fessura raccontano da quanto tempo dura la frequentazione e con quale continuità.

Il secondo elemento è il ruolo del riparo. La letteratura sul colombo di città associa la nidificazione a cavità artificiali, sottotetti e sporgenze riparate: sono ambienti che offrono microclima stabile e assenza di predatori, e in cui la specie può riprodursi ripetutamente nel corso dell’anno. Un sito con quelle caratteristiche non è un posatoio più frequentato: è una categoria diversa, e come tale va trattata.

Il terzo elemento è la componente parassitologica, che nel dibattito sui dissuasori quasi non compare. Un nido è un ecosistema: quando i piccoli involano, gli artropodi che vi si erano insediati cercano un altro ospite, e negli edifici questo significa gli ambienti confinanti. È una delle ragioni per cui, quando la lettura del sito individua una nidificazione, la bonifica precede l’installazione e non la segue.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore.

I nostri clienti

Proteggiamo edifici di cui conosci il nome

Dal condominio alla grande realtà produttiva, proteggiamo ogni ambiente dai piccioni e dagli altri volatili infestanti, con tecnologie non invasive e senza ucciderli.

IrenMondadoriIveco GroupBirra PeroniConadCalzedonia Group
Cosa possiamo documentare

Certificazioni con numero di registrazione verificabile

Non “siamo certificati”: qui sotto ci sono norma, ente e numero di registrazione, così puoi verificarli.

UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo degli infestanti. Base del marchio CEPA Certified.ALI 02122 - PM
ISO 9001Sistema di gestione della qualità.Reg. N. 19806 - A
ISO 14001Sistema di gestione ambientale.Reg. N. 19806 - E
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoro: rilevante quando si opera in quota su coperture.Reg. N. 19806 - I
UNI/PdR 125Prassi di riferimento sulla parità di genere.Reg. N. 19806 - PG
EMASRegistrazione ambientale europea.IT-002249

Certificati rilasciati da Kiwa a Ekonore S.r.l. Birdstop è la divisione allontanamento volatili di Ekonore S.r.l., P.IVA 09730020964.

Domande frequenti

Le domande che arrivano prima del sopralluogo

Che cos’è il livello di infestazione dei volatili?

È una misura di quanto un gruppo di uccelli è legato a un punto preciso di un edificio: non quanti sono, ma quanto sono determinati a tornare. Nel controllo dei volatili si usa per scegliere il sistema, perché un sito ad livello alto richiede una barriera fisica mentre uno a livello basso si risolve con interventi puntuali. Il codice di buona pratica della British Pest Control Association chiede esplicitamente che i sistemi di esclusione siano proporzionati al livello di infestazione (bird pressure levels) oltre che adatti alla specie.

Come faccio a capire se i piccioni dormono sul mio edificio o ci passano soltanto?

Controlla mezz’ora dopo il tramonto. È l’unico modo affidabile: durante il giorno un posatoio e un dormitorio si assomigliano, di notte no. Il secondo indizio è la forma del guano: sparso indica passaggio, a strisce verticali sotto un appoggio indica sosta diurna ripetuta, in cumulo sotto un punto riparato indica che quel punto è usato per dormire.

Ho contato solo tre o quattro piccioni: è un problema piccolo?

Dipende da che cosa fanno, non da quanti sono. Tre colombi che nidificano in un sottotetto rappresentano un livello di infestazione alto, con danni progressivi e parassiti, mentre venti che attraversano il cortile senza fermarsi sono un livello basso. Il numero è il dato più visibile e il meno utile per dimensionare un intervento.

Il livello di infestazione può salire da solo se non intervengo?

Sì, ed è la regola più che l’eccezione. Le linee guida della Regione Piemonte sul colombo di città indicano 5-6 riproduzioni all’anno con due uova per covata e un tasso di incremento annuo della popolazione stimato intorno al 44%. Un posatoio tollerato per una stagione ha buone probabilità di diventare un sito di nidificazione in quella successiva.

Perché i dissuasori che ho installato non hanno funzionato?

Nella maggior parte dei casi perché erano dimensionati per un livello più basso di quello reale, oppure perché coprivano solo il tratto dove si vedeva lo sporco. Ai livelli medio e alto gli animali cercano attivamente l’appoggio successivo: un tratto scoperto accanto a uno protetto non viene ignorato, viene occupato. L’argomento è approfondito nella pagina sul perché i piccioni tornano sempre.

Devo pulire il guano prima di chiamare qualcuno?

No, meglio di no. Il guano è la traccia che permette di capire dove stanno, da quanto tempo e con quale continuità: pulendo si cancella l’unica informazione disponibile e bisogna aspettare settimane perché si riformi. La bonifica è necessaria, ma va fatta dopo la lettura del sito e prima dell’installazione del sistema, con procedura e dispositivi di protezione adeguati.

Il livello di infestazione cambia il costo dell’intervento?

Sì, ed è il fattore che pesa di più, prima ancora del tipo di sistema. Il livello determina l’estensione della superficie da trattare, la necessità o meno di una bonifica preliminare e la scelta fra un sistema di bordo e una chiusura fisica dei volumi. Gli ordini di grandezza per sistema sono pubblicati nella pagina dedicata ai costi; il numero definitivo esce dal sopralluogo.

Il guano fa davvero danni all’edificio o è solo un problema estetico?

Fa danni documentati. La letteratura tecnica sulla conservazione degli edifici riporta per il guano un pH compreso fra 3 e 4,5, con attacco dei carbonati presenti in pietre naturali, pietre artificiali e calcestruzzo e corrosione di metalli come rame e bronzo; a questo si aggiungono il peso degli accumuli su strutture leggere e l’ostruzione dei sistemi di smaltimento delle acque, che è spesso il danno più costoso perché provoca infiltrazioni.

Su un edificio grande i livelli possono essere diversi?

Quasi sempre lo sono: una facciata in semplice passaggio, un cornicione interno con stazionamento abituale e un vano tecnico con un dormitorio. Il progetto si dimensiona sul livello più alto presente, perché è quel punto a rigenerare la presenza sul resto della struttura. Trattare la media dell’edificio è il modo più comune per ottenere un risultato apparente.

Richiedi un sopralluogo tecnico

Descrivi che cosa vedi e da quanto tempo: ti richiamiamo per capire a che livello di infestazione sei e che tipo di intervento ha senso valutare.

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