Una casa di corte chiusa da anni, e una colonia che se l’era presa.

Nel borgo antico di Minervino di Lecce, una casa di corte storica rimasta chiusa a lungo era diventata il rifugio di una colonia di piccioni: guano e nidi su cornicioni e sottotetti, odori forti, danni alla pietra leccese. Quando l’edificio è stato destinato a un progetto di restauro, la prima sfida non era architettonica ma biologica.

2sistemi combinati: BirdFire e FlyAway
2fasi: prima la bonifica, poi la dissuasione
0danni alla pietra leccese
Cortile della casa di corte storica di Minervino di Lecce durante l’intervento Birdstop di bonifica e allontanamento piccioni
Il cortile durante il cantiere: è da qui che è partita la bonifica, prima di qualunque dissuasore.

In breve: prima ripulire la corte, poi impedire che la colonia tornasse

Una colonia insediata da anni in un edificio chiuso non si allontana e basta: lascia guano, nidi e odori che continuano a richiamare altri volatili. Birdstop ha prima decontaminato e sanificato le superfici con perossido di idrogeno nebulizzato, poi installato due sistemi complementari — BirdFire sui punti di appoggio e FlyAway sul perimetro — entrambi a basso impatto visivo e completamente reversibili, come richiede un edificio storico in restauro.

Scheda intervento

Che cosa è stato fatto, in quattro righe

SitoCasa di corte storicaMinervino di Lecce (LE), borgo antico
Punto criticoCornicioni e sottotettiguano, nidi, odori, danni alla pietra leccese
SistemiBirdFire sui punti di appoggio, FlyAway sul perimetrobonifica con perossido di idrogeno nebulizzato
ContestoEdificio storico in ristrutturazionereferenti: geometra e architetto del progetto
2tecnologie complementari, non alternative
2fasi distinte: bonifica, poi dissuasione
+1area aggiunta su richiesta: il terrazzino panoramico
100%reversibile: si rimuove senza lasciare traccia
Il problema

Dove si posavano davvero i piccioni, e perché contava

Nel cuore del borgo antico di Minervino di Lecce, fra pietre color miele e balconate barocche, una casa di corte storica era rimasta chiusa e silenziosa per anni. In quel silenzio, la colonia aveva avuto tutto il tempo di insediarsi.

Cortile interno della casa di corte storica di Minervino di Lecce visto dall’alto durante l’intervento
La corte vista dall’alto: sono i cornicioni e i sottotetti attorno a questo vuoto ad aver ospitato la colonia.

Un edificio chiuso è un’occasione, per una colonia

Durante la fase di ristrutturazione i tecnici hanno scoperto che l’edificio era diventato il rifugio di una colonia di piccioni, che aveva compromesso l’igiene e la sicurezza dell’intero complesso. Su cornicioni e sottotetti gli uccelli avevano costruito il loro regno, lasciando ovunque guano, nidi, odori forti e danni alla pietra leccese.

Il cortile era invaso dal guano e dall’odore acre tipico delle colonie stabili. Quando il palazzo è stato destinato a un progetto di restauro, la prima sfida da affrontare non era architettonica: era biologica.

Perché la pietra leccese cambia il problema. È un calcare tenero e poroso, facile da lavorare e proprio per questo vulnerabile: il guano, che è acido, non si limita a sporcare la superficie ma penetra e la degrada. Su questo materiale il tempo di reazione conta più che altrove.
La diagnosi

Quattro elementi che hanno deciso il progetto

Il sopralluogo su un edificio storico in restauro non serve a contare i volatili: serve a capire da dove entrano, su quali superfici si fermano e che cosa quel materiale sopporta.

1

Cornicioni e sottotetti aperti

In un edificio storico non manutenuto i sottotetti e le cavità sotto i cornicioni sono accessi diretti a spazi riparati, asciutti e indisturbati: la condizione ideale per nidificare.

2

Anni di chiusura senza disturbo

Un immobile chiuso non ha presenza umana, quindi nessuna disturbanza: la colonia non ha mai avuto un motivo per spostarsi, e ha potuto stratificare guano e materiale di nido.

3

Un borgo storico attorno

Nel tessuto del centro antico gli edifici confinanti offrono altri appoggi e altre coperture: proteggere un solo fronte significa spostare il problema di pochi metri.

4

La pietra leccese è porosa

Il calcare tenero assorbe: gli escrementi non restano in superficie ma penetrano, con alterazione cromatica e degrado progressivo del materiale originale.

Il vincolo

Che cosa non si poteva fare, e perché

In un luogo dove ogni cornice racconta secoli di storia non c’era spazio per reti visibili o spuntoni metallici. Su un edificio destinato a essere restaurato e riaperto, il dissuasore non può diventare l’elemento che si nota per primo.

  • Niente reti sulle facciate. Su un fronte barocco in pietra leccese una rete altererebbe la lettura dell’edificio nel tessuto del borgo.
  • Niente dissuasori ad aghi a vista. Su cornicioni e mensole l’impatto visivo è immediato, e il fissaggio su un calcare tenero è un rischio in più.
  • Niente ancoraggi invasivi sulla pietra. Il materiale è poroso e lavorabile: ogni foro è una lesione permanente su una superficie che il restauro sta recuperando.
  • Niente interventi irreversibili. Tutto ciò che viene aggiunto deve poter essere rimosso lasciando il supporto come si è trovato.

L’obiettivo era duplice: ripristinare la salubrità degli ambienti e installare sistemi efficaci ma a basso impatto estetico, con una soluzione duratura che evitasse il reinsediamento della colonia nel breve periodo.

Stai ristrutturando un edificio storico con lo stesso problema?

Il sopralluogo tecnico serve prima di tutto a capire da dove entrano i volatili e quali sistemi sono compatibili con il materiale. Il preventivo viene dopo.

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La soluzione

Due sistemi complementari, non due alternative

La seconda fase ha richiesto un approccio delicato: proteggere l’edificio senza alterarne l’estetica. Sono entrati in gioco due sistemi che lavorano su superfici diverse e per questo si sommano invece di escludersi.

Coppetta BirdFire installata su un cornicione in pietra della casa di corte di Minervino di Lecce
La coppetta BirdFire appoggiata sul cornicione: da terra non si distingue, per il piccione è una fiamma.

BirdFire sui punti di appoggio

BirdFire è una coppetta trasparente con dentro un gel ottico di nuova generazione: invisibile a occhio nudo, ma percepito dal volatile come una fiamma viva. È stata installata sui punti strategici di appoggio — cornicioni, mensole, davanzali — dove la colonia si fermava abitualmente.

Il vantaggio su un edificio come questo è che si appoggia, non si fissa: nessun foro nella pietra leccese, nessun adesivo che resti sul materiale, e la possibilità di rimuovere tutto in qualsiasi momento.

Centralina del sistema FlyAway installata sulla struttura del palazzo storico di Minervino di Lecce, con cartello di avviso
La centralina FlyAway con il cartello di avviso: l’impianto va disconnesso quando si lavora nell’area.

FlyAway sul perimetro

FlyAway è un sistema dinamico a basso impatto visivo che, attraverso impercettibili onde elettromagnetiche, impedisce la posa dei volatili. È stato installato lungo il perimetro della struttura, dove serviva coprire linee continue invece di singoli punti.

Due tecnologie complementari, silenziose e completamente reversibili: la prima copre i punti, la seconda le linee. È questa divisione dei compiti a rendere la protezione continua senza dover ricorrere a reti o spuntoni.

Il criterio è sempre lo stesso: BirdFire per i piani di appoggio, il filo FlyAway per le linee lunghe, le reti per le aperture da chiudere fisicamente. Qui servivano i primi due.

L’ordine delle lavorazioni

Prima si bonifica, poi si dissuade. Mai il contrario.

È il punto che più spesso viene invertito, ed è quello che decide se il risultato dura: il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che quel posto è abitabile.

Fase 1 — Pulizia, decontaminazione, sanificazione

L’intervento è iniziato in un cortile invaso dal guano e dall’odore acre tipico delle colonie. Ogni superficie è stata ripulita, decontaminata e sanificata mediante perossido di idrogeno nebulizzato, un trattamento capace di eliminare batteri e virus sospesi nell’aria. Il lavoro ha riportato alla luce la pietra, liberandola dallo strato di sporco e restituendo un ambiente sano.

Fase 2 — Installazione dei dissuasori

Solo dopo la bonifica sono stati installati BirdFire sui punti di appoggio e FlyAway sul perimetro. Invertire l’ordine avrebbe significato proteggere superfici che continuavano a richiamare i volatili con il loro stesso odore.

Infografica: le coppette BirdFire appoggiate sul cornicione del palazzo storico di Minervino di Lecce, allineate lungo tutto il perimetro
Le coppette lungo il cornicione del tetto, affacciato sul borgo antico.
Coppetta BirdFire su un parapetto della casa di corte di Minervino di Lecce, con il palazzo storico sullo sfondo
Sul parapetto: ogni piano di appoggio raggiungibile dai volatili è stato trattato singolarmente.
Che cosa possiamo dire sui risultati, e come. Secondo quanto riportato dai tecnici, già dal giorno successivo all’installazione i piccioni hanno abbandonato la corte, senza ricadute né nuove nidificazioni. È l’osservazione diretta di chi ha seguito il cantiere, non un monitoraggio strumentale: la presentiamo per quello che è.
Il risultato

Che cosa cambia, per l’edificio e per chi lo abiterà

“La differenza si è sentita subito: l’aria era respirabile, il cortile di nuovo luminoso. Era come se la casa tirasse un sospiro di sollievo.”

— Tecnico responsabile dell’intervento Birdstop
  • Impatto visivo pressoché nullo. I sistemi adottati sono pensati per contesti storici: non si notano dal borgo né dalla corte.
  • Nessun danno alla pietra leccese. Nessun foro, nessun ancoraggio invasivo sulle superfici originali.
  • Reversibilità totale. L’impianto può essere rimosso in qualsiasi momento lasciando le superfici come sono state trovate.
  • Estensione richiesta dal progetto. Il geometra e l’architetto del restauro, viste le prime aree trattate, hanno chiesto di estendere la protezione anche all’ultimo terrazzino panoramico affacciato sul borgo, oggi uno dei punti più suggestivi di Minervino: una terrazza pulita, priva di odori e guano, con vista fino al mare del Salento.
Coppette BirdFire su un cornicione con vista sui tetti bianchi del borgo di Minervino di Lecce
Il terrazzino panoramico: l’area aggiunta al progetto su richiesta dei tecnici del restauro.
Infografica: il cartello di avviso dell’impianto di allontanamento volatili sul palazzo storico di Minervino di Lecce, con l’indicazione di disattivare l’impianto prima di lavorare nell’area
Una delle centraline FlyAway sul perimetro: il sistema copre le linee continue che le coppette non raggiungono.
Veduta del centro storico di Minervino di Lecce con il campanile, dal palazzo protetto dai sistemi Birdstop
La vista dal palazzo sul centro storico di Minervino: il contesto in cui l’intervento doveva restare invisibile.
Il metodo Birdstop

Quattro fasi, su una casa di corte come su un capannone

Cambia il vincolo, non il criterio: prima si capisce dove stanno davvero i volatili e che cosa quella superficie sopporta, poi si sceglie il sistema.

Fase 1

Sopralluogo e lettura dell’edificio

Si individuano gli accessi ai sottotetti, i punti di appoggio reali e il materiale su cui insistono. Su un calcare tenero come la pietra leccese questa verifica decide che cosa è installabile.

Fase 2

Progetto compatibile con il restauro

Si scelgono i sistemi che non forano e non alterano la lettura dell’edificio, concordandoli con i referenti del cantiere — qui il geometra e l’architetto del progetto.

Fase 3

Bonifica, poi posa

Prima la pulizia, la decontaminazione e la sanificazione delle superfici, poi l’installazione dei dissuasori. Invertire l’ordine significa proteggere un’area che continua a richiamare i volatili.

Fase 4

Verifica e manutenzione programmata

I punti protetti vanno controllati e i dissuasori sostituiti secondo la loro durata: un impianto che nessuno guarda smette di funzionare senza dare segnali.

Guarda come funziona

Due video: un edificio storico e la tecnologia da vicino

Beni culturali

Tetti e cornicioni di un edificio storico: da dove si comincia

Due minuti su un intervento in un centro storico. Quali punti si proteggono per primi e perché su un immobile di pregio l’ordine delle lavorazioni conta quanto la tecnologia scelta.

Le soluzioni per i beni culturali
BirdFire

Il gel che i piccioni vedono come una fiamma

Perché una coppetta di gel trasparente funziona: l’occhio del colombo percepisce l’ultravioletto e legge il gel come un fuoco acceso, mentre la componente olfattiva completa la dissuasione. Nessuna parte in movimento, nessuna alimentazione elettrica, nessun contatto con l’animale.

Scheda del sistema BirdFire
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Sul guano che si accumula per anni in un edificio chiuso l’area scientifica Ekonore richiama un punto spesso sottovalutato da chi apre un cantiere di restauro: quel materiale non è inerte. Ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo che i volatili si sono allontanati, e che diventano un problema per le maestranze che entrano a lavorare.

Per questo la sequenza corretta è sempre la stessa: prima si toglie l’appoggio ai volatili, poi si bonifica con dispositivi di protezione adeguati, e solo dopo si apre il cantiere agli altri lavori. Bonificare per primi significa ripulire una superficie che verrà rioccupata nel giro di poche settimane.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

I nostri clienti

Enti pubblici, industrie e siti monumentali

Lo stesso metodo che usiamo su una casa di corte del Salento vale su uno stabilimento produttivo: cambia il vincolo, non il criterio.

IrenMondadoriIveco GroupBirra PeroniConadCalzedonia Group
Requisiti

Le certificazioni che un ente chiede in gara

Su un cantiere di restauro le certificazioni non sono un fregio da brochure: sono il documento che il committente e la direzione lavori chiedono prima di far entrare una squadra. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, è certificata Kiwa e registrata EMAS.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. Su un cantiere di restauro la ISO 45001 e la UNI EN 16636 sono spesso requisiti di ammissione, non titoli preferenziali.

Domande

Le domande che arrivano da enti e progettisti

Il guano danneggia davvero la pietra leccese?

Sì. La pietra leccese è un calcare tenero e poroso: gli escrementi, che sono acidi, non restano in superficie ma penetrano nel materiale, con alterazione cromatica e degrado progressivo. È una delle ragioni per cui su questo tipo di edificio il tempo di reazione conta più che altrove.

Perché sono stati usati due sistemi diversi invece di uno solo?

Perché coprono geometrie diverse. BirdFire agisce sui punti di appoggio — cornicioni, mensole, davanzali — mentre FlyAway copre le linee continue del perimetro. Sono complementari, non alternativi: usarne uno solo avrebbe lasciato scoperta metà del problema.

BirdFire fa male ai piccioni?

No. Il piccione percepisce l’ultravioletto e vede il gel come una fiamma viva; non c’è contatto, non c’è ferita, non c’è cattura: è un dissuasore, non una trappola. Per questo è compatibile con la tutela della fauna selvatica prevista dalla Legge 157/1992.

Che cos’è il perossido di idrogeno nebulizzato e perché è stato usato qui?

È un trattamento di sanificazione che diffonde il principio attivo in forma di aerosol, raggiungendo anche le superfici e i volumi d’aria difficili da trattare manualmente. Su una corte chiusa da anni serviva proprio quello: non solo lavare le superfici, ma abbattere batteri e virus sospesi nell’aria.

Il guano va rimosso prima o dopo l’installazione dei dissuasori?

Prima, sempre. Il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che il posto è abitabile: installare su un’area sporca significa lavorare contro un segnale che resta attivo. La bonifica va fatta con dispositivi di protezione adeguati, perché quel materiale ospita acari e zecche molli.

L’installazione è reversibile su un edificio storico?

Sì, ed è il requisito che si verifica per primo. Le coppette si appoggiano sui piani da proteggere senza fori né ancoraggi sulla pietra, e l’intero impianto può essere rimosso lasciando le superfici come sono state trovate.

Quanto dura la protezione?

Dipende dalla manutenzione. I dissuasori hanno una durata dichiarata dal produttore e vanno sostituiti entro quel termine; i punti protetti vanno riverificati periodicamente, perché una colonia che trova di nuovo un appoggio libero torna.

Birdstop lavora in Puglia e nel Salento?

Sì. Ekonore S.r.l. opera su tutto il territorio nazionale con squadre tecniche proprie: questo intervento è stato eseguito a Minervino di Lecce, in provincia di Lecce. Per una panoramica dei sistemi si può partire da sistemi anti piccioni per edifici.

Sopralluogo

Raccontaci l’edificio: ti richiamiamo noi

Che tipo di immobile è, se è in ristrutturazione, dove si posano i volatili e che cosa è già stato provato. Con questi dati sappiamo già cosa dirti al telefono.

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