Una casa di corte chiusa da anni, e una colonia che se l’era presa.
Nel borgo antico di Minervino di Lecce, una casa di corte storica rimasta chiusa a lungo era diventata il rifugio di una colonia di piccioni: guano e nidi su cornicioni e sottotetti, odori forti, danni alla pietra leccese. Quando l’edificio è stato destinato a un progetto di restauro, la prima sfida non era architettonica ma biologica.

In breve: prima ripulire la corte, poi impedire che la colonia tornasse
Una colonia insediata da anni in un edificio chiuso non si allontana e basta: lascia guano, nidi e odori che continuano a richiamare altri volatili. Birdstop ha prima decontaminato e sanificato le superfici con perossido di idrogeno nebulizzato, poi installato due sistemi complementari — BirdFire sui punti di appoggio e FlyAway sul perimetro — entrambi a basso impatto visivo e completamente reversibili, come richiede un edificio storico in restauro.
Che cosa è stato fatto, in quattro righe
Dove si posavano davvero i piccioni, e perché contava
Nel cuore del borgo antico di Minervino di Lecce, fra pietre color miele e balconate barocche, una casa di corte storica era rimasta chiusa e silenziosa per anni. In quel silenzio, la colonia aveva avuto tutto il tempo di insediarsi.

Un edificio chiuso è un’occasione, per una colonia
Durante la fase di ristrutturazione i tecnici hanno scoperto che l’edificio era diventato il rifugio di una colonia di piccioni, che aveva compromesso l’igiene e la sicurezza dell’intero complesso. Su cornicioni e sottotetti gli uccelli avevano costruito il loro regno, lasciando ovunque guano, nidi, odori forti e danni alla pietra leccese.
Il cortile era invaso dal guano e dall’odore acre tipico delle colonie stabili. Quando il palazzo è stato destinato a un progetto di restauro, la prima sfida da affrontare non era architettonica: era biologica.
Quattro elementi che hanno deciso il progetto
Il sopralluogo su un edificio storico in restauro non serve a contare i volatili: serve a capire da dove entrano, su quali superfici si fermano e che cosa quel materiale sopporta.
Che cosa non si poteva fare, e perché
In un luogo dove ogni cornice racconta secoli di storia non c’era spazio per reti visibili o spuntoni metallici. Su un edificio destinato a essere restaurato e riaperto, il dissuasore non può diventare l’elemento che si nota per primo.
- Niente reti sulle facciate. Su un fronte barocco in pietra leccese una rete altererebbe la lettura dell’edificio nel tessuto del borgo.
- Niente dissuasori ad aghi a vista. Su cornicioni e mensole l’impatto visivo è immediato, e il fissaggio su un calcare tenero è un rischio in più.
- Niente ancoraggi invasivi sulla pietra. Il materiale è poroso e lavorabile: ogni foro è una lesione permanente su una superficie che il restauro sta recuperando.
- Niente interventi irreversibili. Tutto ciò che viene aggiunto deve poter essere rimosso lasciando il supporto come si è trovato.
L’obiettivo era duplice: ripristinare la salubrità degli ambienti e installare sistemi efficaci ma a basso impatto estetico, con una soluzione duratura che evitasse il reinsediamento della colonia nel breve periodo.
Stai ristrutturando un edificio storico con lo stesso problema?
Il sopralluogo tecnico serve prima di tutto a capire da dove entrano i volatili e quali sistemi sono compatibili con il materiale. Il preventivo viene dopo.
Chiama lo 0584 433 198 Soluzioni per beni culturaliDue sistemi complementari, non due alternative
La seconda fase ha richiesto un approccio delicato: proteggere l’edificio senza alterarne l’estetica. Sono entrati in gioco due sistemi che lavorano su superfici diverse e per questo si sommano invece di escludersi.

BirdFire sui punti di appoggio
BirdFire è una coppetta trasparente con dentro un gel ottico di nuova generazione: invisibile a occhio nudo, ma percepito dal volatile come una fiamma viva. È stata installata sui punti strategici di appoggio — cornicioni, mensole, davanzali — dove la colonia si fermava abitualmente.
Il vantaggio su un edificio come questo è che si appoggia, non si fissa: nessun foro nella pietra leccese, nessun adesivo che resti sul materiale, e la possibilità di rimuovere tutto in qualsiasi momento.

FlyAway sul perimetro
FlyAway è un sistema dinamico a basso impatto visivo che, attraverso impercettibili onde elettromagnetiche, impedisce la posa dei volatili. È stato installato lungo il perimetro della struttura, dove serviva coprire linee continue invece di singoli punti.
Due tecnologie complementari, silenziose e completamente reversibili: la prima copre i punti, la seconda le linee. È questa divisione dei compiti a rendere la protezione continua senza dover ricorrere a reti o spuntoni.
Il criterio è sempre lo stesso: BirdFire per i piani di appoggio, il filo FlyAway per le linee lunghe, le reti per le aperture da chiudere fisicamente. Qui servivano i primi due.
Prima si bonifica, poi si dissuade. Mai il contrario.
È il punto che più spesso viene invertito, ed è quello che decide se il risultato dura: il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che quel posto è abitabile.
Fase 1 — Pulizia, decontaminazione, sanificazione
L’intervento è iniziato in un cortile invaso dal guano e dall’odore acre tipico delle colonie. Ogni superficie è stata ripulita, decontaminata e sanificata mediante perossido di idrogeno nebulizzato, un trattamento capace di eliminare batteri e virus sospesi nell’aria. Il lavoro ha riportato alla luce la pietra, liberandola dallo strato di sporco e restituendo un ambiente sano.
Fase 2 — Installazione dei dissuasori
Solo dopo la bonifica sono stati installati BirdFire sui punti di appoggio e FlyAway sul perimetro. Invertire l’ordine avrebbe significato proteggere superfici che continuavano a richiamare i volatili con il loro stesso odore.


Che cosa cambia, per l’edificio e per chi lo abiterà
“La differenza si è sentita subito: l’aria era respirabile, il cortile di nuovo luminoso. Era come se la casa tirasse un sospiro di sollievo.”
— Tecnico responsabile dell’intervento Birdstop
- Impatto visivo pressoché nullo. I sistemi adottati sono pensati per contesti storici: non si notano dal borgo né dalla corte.
- Nessun danno alla pietra leccese. Nessun foro, nessun ancoraggio invasivo sulle superfici originali.
- Reversibilità totale. L’impianto può essere rimosso in qualsiasi momento lasciando le superfici come sono state trovate.
- Estensione richiesta dal progetto. Il geometra e l’architetto del restauro, viste le prime aree trattate, hanno chiesto di estendere la protezione anche all’ultimo terrazzino panoramico affacciato sul borgo, oggi uno dei punti più suggestivi di Minervino: una terrazza pulita, priva di odori e guano, con vista fino al mare del Salento.



Quattro fasi, su una casa di corte come su un capannone
Cambia il vincolo, non il criterio: prima si capisce dove stanno davvero i volatili e che cosa quella superficie sopporta, poi si sceglie il sistema.
Sopralluogo e lettura dell’edificio
Si individuano gli accessi ai sottotetti, i punti di appoggio reali e il materiale su cui insistono. Su un calcare tenero come la pietra leccese questa verifica decide che cosa è installabile.
Progetto compatibile con il restauro
Si scelgono i sistemi che non forano e non alterano la lettura dell’edificio, concordandoli con i referenti del cantiere — qui il geometra e l’architetto del progetto.
Bonifica, poi posa
Prima la pulizia, la decontaminazione e la sanificazione delle superfici, poi l’installazione dei dissuasori. Invertire l’ordine significa proteggere un’area che continua a richiamare i volatili.
Verifica e manutenzione programmata
I punti protetti vanno controllati e i dissuasori sostituiti secondo la loro durata: un impianto che nessuno guarda smette di funzionare senza dare segnali.
Due video: un edificio storico e la tecnologia da vicino
Tetti e cornicioni di un edificio storico: da dove si comincia
Due minuti su un intervento in un centro storico. Quali punti si proteggono per primi e perché su un immobile di pregio l’ordine delle lavorazioni conta quanto la tecnologia scelta.
Le soluzioni per i beni culturaliIl gel che i piccioni vedono come una fiamma
Perché una coppetta di gel trasparente funziona: l’occhio del colombo percepisce l’ultravioletto e legge il gel come un fuoco acceso, mentre la componente olfattiva completa la dissuasione. Nessuna parte in movimento, nessuna alimentazione elettrica, nessun contatto con l’animale.
Scheda del sistema BirdFireCosa dicono i clienti Birdstop
Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore
Sul guano che si accumula per anni in un edificio chiuso l’area scientifica Ekonore richiama un punto spesso sottovalutato da chi apre un cantiere di restauro: quel materiale non è inerte. Ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo che i volatili si sono allontanati, e che diventano un problema per le maestranze che entrano a lavorare.
Per questo la sequenza corretta è sempre la stessa: prima si toglie l’appoggio ai volatili, poi si bonifica con dispositivi di protezione adeguati, e solo dopo si apre il cantiere agli altri lavori. Bonificare per primi significa ripulire una superficie che verrà rioccupata nel giro di poche settimane.
Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.
Enti pubblici, industrie e siti monumentali
Lo stesso metodo che usiamo su una casa di corte del Salento vale su uno stabilimento produttivo: cambia il vincolo, non il criterio.






Le certificazioni che un ente chiede in gara
Su un cantiere di restauro le certificazioni non sono un fregio da brochure: sono il documento che il committente e la direzione lavori chiedono prima di far entrare una squadra. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, è certificata Kiwa e registrata EMAS.
Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. Su un cantiere di restauro la ISO 45001 e la UNI EN 16636 sono spesso requisiti di ammissione, non titoli preferenziali.
Le domande che arrivano da enti e progettisti
Il guano danneggia davvero la pietra leccese?
Sì. La pietra leccese è un calcare tenero e poroso: gli escrementi, che sono acidi, non restano in superficie ma penetrano nel materiale, con alterazione cromatica e degrado progressivo. È una delle ragioni per cui su questo tipo di edificio il tempo di reazione conta più che altrove.
Perché sono stati usati due sistemi diversi invece di uno solo?
Perché coprono geometrie diverse. BirdFire agisce sui punti di appoggio — cornicioni, mensole, davanzali — mentre FlyAway copre le linee continue del perimetro. Sono complementari, non alternativi: usarne uno solo avrebbe lasciato scoperta metà del problema.
BirdFire fa male ai piccioni?
No. Il piccione percepisce l’ultravioletto e vede il gel come una fiamma viva; non c’è contatto, non c’è ferita, non c’è cattura: è un dissuasore, non una trappola. Per questo è compatibile con la tutela della fauna selvatica prevista dalla Legge 157/1992.
Che cos’è il perossido di idrogeno nebulizzato e perché è stato usato qui?
È un trattamento di sanificazione che diffonde il principio attivo in forma di aerosol, raggiungendo anche le superfici e i volumi d’aria difficili da trattare manualmente. Su una corte chiusa da anni serviva proprio quello: non solo lavare le superfici, ma abbattere batteri e virus sospesi nell’aria.
Il guano va rimosso prima o dopo l’installazione dei dissuasori?
Prima, sempre. Il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che il posto è abitabile: installare su un’area sporca significa lavorare contro un segnale che resta attivo. La bonifica va fatta con dispositivi di protezione adeguati, perché quel materiale ospita acari e zecche molli.
L’installazione è reversibile su un edificio storico?
Sì, ed è il requisito che si verifica per primo. Le coppette si appoggiano sui piani da proteggere senza fori né ancoraggi sulla pietra, e l’intero impianto può essere rimosso lasciando le superfici come sono state trovate.
Quanto dura la protezione?
Dipende dalla manutenzione. I dissuasori hanno una durata dichiarata dal produttore e vanno sostituiti entro quel termine; i punti protetti vanno riverificati periodicamente, perché una colonia che trova di nuovo un appoggio libero torna.
Birdstop lavora in Puglia e nel Salento?
Sì. Ekonore S.r.l. opera su tutto il territorio nazionale con squadre tecniche proprie: questo intervento è stato eseguito a Minervino di Lecce, in provincia di Lecce. Per una panoramica dei sistemi si può partire da sistemi anti piccioni per edifici.
Una casa di corte, un monumento, uno stabilimento: il metodo non cambia
Prima si capisce da dove entrano i volatili e che cosa è installabile su quel materiale. Poi si sceglie il sistema, o la combinazione di sistemi, giusta.
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