Il costo c’è già, solo che è diviso in sei voci
Nessuno ti manda una fattura per i piccioni, ma la spesa c’è: è sparsa fra pulizie, manutenzione, sicurezza e qualità. Ogni voce presa da sola sembra piccola, e nessuno le somma mai. Qui trovi tutte le voci, una per una, e come calcolarle con i numeri della tua azienda.

Risposta rapida
Una cifra media non esiste: il costo cambia con la superficie, l’altezza dell’edificio, il settore e da quanto tempo i piccioni sono lì. Quello che si può fare è dividerlo in sei voci: pulizie ricorrenti, manutenzione e sostituzioni, fermi di produzione, sicurezza sul lavoro, controlli e audit, rapporti con clienti e fornitori. Calcolate con i numeri della tua azienda ti dicono quanto stai già spendendo ogni anno.
Perché in azienda il costo dei piccioni non si vede mai
Il problema non è che nessuno se ne accorga. È che la spesa non compare mai in un’unica riga. Succede in quattro modi, sempre gli stessi.
Le sei voci in cui si divide il costo dei piccioni in azienda
Sono sempre queste sei. Cambia solo quanto pesa ciascuna: in un magazzino pesa di più la prima, in uno stabilimento alimentare la quinta, in un capannone con molte coperture la seconda.
1Pulizie ricorrenti
Non è la spazzata del piazzale: è la rimozione periodica del guano da cornicioni, passerelle, tettoie e piani di transito, con DPI, smaltimento e spesso un mezzo di sollevamento. Torna ogni anno, e ogni anno da capo.
2Manutenzione e sostituzioni
Grondaie e pluviali che si intasano, lamiere e scossaline attaccate, guarnizioni e vernici che invecchiano prima. Il guano ha un pH fra 3 e 4,5: sui materiali si comporta come un acido diluito, e non smette la sera.
3Fermi e rallentamenti
Una linea che si ferma per una pulizia straordinaria, un lotto messo in blocco per sospetta contaminazione, un’area chiusa il tempo di una bonifica. Sono ore che non tornano, e quasi mai finiscono in una voce chiamata «volatili».
4Sicurezza e responsabilità
Un camminamento reso scivoloso dal guano bagnato non è un fastidio: è una non conformità ai requisiti dei luoghi di lavoro, e in caso di infortunio la domanda non sarà se lo sapevi, ma cosa avevi fatto.
5Conformità e audit
Nell’alimentare il controllo degli infestanti è un prerequisito igienico: un rilievo in audit costa il tempo di gestirlo, il piano di azioni correttive e, se si ripete, la fiducia del cliente che ti ha chiesto la certificazione.
6Rapporti con clienti e terzi
Il cliente che entra dal piazzale vede prima il guano e poi il tuo prodotto. Vale per una visita commerciale, per un audit di seconda parte e per la fotografia che qualcuno mette in una segnalazione.
Come calcolare quanto ti costano, con i numeri che hai già
Non pubblichiamo un costo medio perché non sarebbe onesto: un capannone di 3.000 m² e un cornicione di 40 metri non stanno nella stessa media. Questa tabella ti dice, voce per voce, dove sono finiti i tuoi numeri e come tirarli fuori.
| Voce | Dove finisce nel tuo bilancio | Come la misuri in casa tua |
|---|---|---|
| Pulizie ricorrenti | Servizi generali · manutenzione fabbricati | Ore di pulizia straordinaria all’anno × costo orario, più noleggio del mezzo di sollevamento e smaltimento. Prendi le ultime tre fatture, non la memoria. |
| Manutenzione e sostituzioni | Manutenzione ordinaria e straordinaria | Quante volte hai stasato pluviali negli ultimi tre anni, e quali interventi di lattoneria hai anticipato rispetto alla vita attesa del componente. |
| Fermi e rallentamenti | Produzione · qualità | Ore di fermo o di rallentamento riconducibili a pulizie straordinarie, blocchi lotto o chiusure di area × il margine orario della linea. |
| Sicurezza | Sicurezza · HSE | Costo dei DPI dedicati, delle ore di formazione per il lavoro in quota, e la voce che nessuno mette a budget: il rischio residuo su un piano di transito imbrattato. |
| Conformità e audit | Qualità · certificazioni | Ore uomo spese su rilievi, azioni correttive e verifiche di follow-up legate al pest management, negli ultimi due cicli di audit. |
| Rapporti con terzi | Commerciale · direzione | Non lo quantifichi in euro e va bene così: segna quante volte, in dodici mesi, qualcuno di esterno ha commentato lo stato dei piazzali o delle facciate. |
Un consiglio pratico: la voce che sorprende di più non è la prima, è la terza. Le ore di fermo vanno moltiplicate per il margine della linea, non per il costo orario, e il risultato cambia parecchio.
Guano e sicurezza sul lavoro: cosa dice la legge
Le altre voci sono spese. Questa è responsabilità del datore di lavoro, e non si sposta sul fornitore delle pulizie firmando un contratto.
| Riferimento | Dove sta scritto | Cosa richiede in concreto |
|---|---|---|
| D.Lgs. 81/2008Testo unico sicurezza sul lavoro | Allegato IV, punto 1.1.6 | Il datore di lavoro «deve mantenere puliti i locali di lavoro, facendo eseguire la pulizia, per quanto è possibile, fuori dell’orario di lavoro». Il guano accumulato su un piano di transito è sporco da rimuovere, non una caratteristica dell’edificio. |
| D.Lgs. 81/2008Requisiti dei luoghi di lavoro | Allegato IV, punto 1.3.2 | «I pavimenti dei locali devono essere fissi, stabili ed antisdrucciolevoli nonché esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi». Una passerella o una scala esterna resa scivolosa dal guano bagnato non risponde a questo requisito. |
| D.Lgs. 81/2008Vie di circolazione | Allegato IV, punto 1.4.10 | «I pavimenti ed i passaggi non devono essere ingombrati da materiali che ostacolano la normale circolazione». Nidi, materiale di nidificazione e carcasse su passerelle, scale e piani grigliati rientrano qui. |
| Art. 2087 Codice civileNorma di chiusura | Tutela delle condizioni di lavoro | «L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro». È la norma che rende rilevante un rischio noto e non gestito. |
Testi verificati sulle fonti: Allegato IV del D.Lgs. 81/2008. Nel settore alimentare si aggiunge il Reg. (CE) 852/2004, che all’Allegato II rende il controllo degli infestanti un prerequisito igienico: l’abbiamo trattato nel dettaglio in volatili nell’industria alimentare, HACCP e audit.
C’è poi un effetto che si vede solo dopo: allontanare i volatili senza rimuovere e trattare i siti di nidificazione può essere seguito da segnalazioni di punture negli ambienti sottostanti, perché gli ectoparassiti privati dell’ospite ne cercano un altro. È documentato in letteratura dall’Istituto Superiore di Sanità per la zecca del piccione. Per questo la bonifica non è un extra del preventivo: è il primo passo.
Vuoi sapere quanto costa nel tuo caso?
Un tecnico misura superfici, altezze e punti di accesso e ti lascia un progetto con le quantità. Con quello in mano il confronto con le sei voci lo fai in mezz’ora.
0584 433 198Richiedi un sopralluogo tecnicoPerché aspettare fa crescere la spesa
È la cosa da guardare prima del prezzo. Un anno in più con gli stessi piccioni non lascia le cose come stanno: le peggiora. E ogni passaggio qui sotto costa più del precedente.
- Da transito a posa, da posa a nidificazione. Sono tre livelli di pressione diversi e richiedono sistemi diversi. Il salto di livello cambia il progetto, non solo i metri.
- Il guano stratificato non si lava, si bonifica. Cambia la procedura, i DPI, i tempi e il modo in cui il materiale viene smaltito.
- Più siti di nidificazione, più punti da chiudere. La barriera si dimensiona sui varchi reali: aumentano quelli, aumenta il computo.
- I danni da acidità non sono reversibili. Una scossalina corrosa si sostituisce, non si pulisce. Vale anche per vernici, guarnizioni e patine dei metalli.
- Il drenaggio del tetto è la causa principale di danno fisico all’edificio. Non il guano sulla facciata: i pluviali intasati e l’acqua che trova un’altra strada.
- La colonia si affeziona al sito. Più a lungo ci sta, più il richiamo funziona sui nuovi individui, e più il ripristino deve essere completo per reggere.
Se vuoi capire a che livello sei prima di chiamare qualcuno, la scala è spiegata qui: come capire quanto è grave il problema. Si legge in cinque minuti e si fa dal piazzale, senza salire in copertura.
Guarda cosa si installa, e dove
Quando l’area è troppo grande per chiuderla con una rete
Piazzali, tetti piani, depositi all’aperto: il laser copre superfici dove chiudere ogni varco non ha senso economico. Nel video si vede il movimento del fascio e come viene programmato per fasce orarie.
Vedi come funziona BirdLaser AICosa si installa in uno stabilimento
Una panoramica sui punti che si presidiano per primi: coperture, travi reticolari, baie di carico, tettoie e cornicioni. Serve per farsi un’idea di quanti punti diversi entrano in un progetto.
Le soluzioni per le grandi aziendeQuattro soluzioni che sembrano far risparmiare e non funzionano
Le troviamo in stabilimento ogni settimana. Quasi sempre le ha scelte in buona fede chi voleva chiudere in fretta.
Pulire e basta, a intervalli
È la scelta che sembra più prudente e invece è l’unica sicuramente ricorrente. Rimuove il sintomo e lascia intatto il motivo per cui i volatili tornano: l’appoggio.
Gufi finti, girandole, nastri riflettenti
Funzionano per qualche giorno, poi i volatili smettono di reagire a uno stimolo che non porta conseguenze. In azienda restano lì anni, e comunicano ai visitatori che il problema è noto e irrisolto.
Scatole a ultrasuoni sulle facciate
L’udito dei colombi lavora su frequenze che stanno sotto gli ultrasuoni. Abbiamo raccolto le fonti in un pezzo dedicato: sono la spesa che si ripete più spesso senza effetto misurabile.
Metodi cruenti o prodotti fai da te
Oltre a non risolvere, aprono un fronte che non vuoi: il contenimento numerico passa da piani pubblici ex art. 19 della L. 157/1992 con parere ISPRA, e qualunque metodo cruento ricade negli artt. 544-bis e 544-ter del codice penale.
Approfondimenti: cosa dicono davvero le fonti sugli ultrasuoni e i sette errori di installazione che vanificano un impianto.
Cosa dicono i clienti Birdstop
Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.
Come lavoriamo in un’azienda
Quattro fasi, nell’ordine. Saltarne una è il modo più comune per pagare due volte lo stesso lavoro.
Sopralluogo e rilievo
Si misurano superfici, altezze, varchi e livello di pressione, e si guarda dove i volatili passano la notte. Da qui escono le quantità: senza queste, un preventivo è un’ipotesi.
Bonifica dei siti occupati
Rimozione e trattamento del guano e dei siti di nidificazione, con DPI e smaltimento. Viene prima della barriera, sempre, anche per il motivo sugli ectoparassiti spiegato sopra.
Progetto e installazione
Si sceglie il sistema per area, non per l’edificio intero: quasi nessun sito si risolve con una tecnologia sola. L’obiettivo è togliere l’appoggio, non spaventare.
Verifica e manutenzione
Controlli programmati, con evidenza documentale utilizzabile in audit. È anche la fase che tiene il costo dove l’hai messo, invece di farlo tornare fra tre anni.
Cosa si installa in uno stabilimento, e dove
La domanda giusta non è quale sia il sistema migliore, ma quale area devi proteggere. Un’azienda media ne usa due o tre, in punti diversi.
1Reti anti-volatili
Dove ha senso: travate reticolari, sottotetti, tettoie, vani tecnici aperti: ovunque serva chiudere un volume, non solo un appoggio.
È esclusione fisica: se posata e tesa bene regge anni. Il limite è che va progettata sui varchi reali, altrimenti lascia un passaggio e il lavoro non serve.
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2BirdAcustic®
Dove ha senso: piazzali, aree di manovra e grandi spazi aperti dove non c’è una superficie da chiudere.
Lavora sul comportamento con richiami di specie. Va programmato e variato: un suono fisso, ripetuto sempre uguale, perde efficacia.
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3BirdLaser AI
Dove ha senso: tetti piani estesi, depositi all’aperto, aree agricole e logistiche di grande superficie.
Copre metrature dove chiudere ogni varco non sta in piedi economicamente. Rende al meglio nelle ore di scarsa luce, quindi si programma a fasce.
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4FlyAway
Dove ha senso: cornicioni, coronamenti e coperture dove non si vuole aggiungere una struttura visibile.
Dissuasione a campo magnetico, senza contatto né parti taglienti. Si dimensiona sui metri lineari di affaccio.
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5Dissuasori ad aghi
Dove ha senso: davanzali, cornicioni stretti, canaline e punti di posa ben definiti.
Economici e affidabili, ma solo se restano puliti: quando il guano e i detriti riempiono la barra diventano un appoggio, ed è l’errore che vediamo più spesso.
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6BirdTikol
Dove ha senso: superfici a vista e contesti in cui l’impianto non deve alterare il prospetto.
Deterrente meccanico in acciaio inox, praticamente invisibile a distanza. Va posato con continuità: un tratto scoperto sposta l’appoggio di mezzo metro.
Vedi la pagina del sistemaQuasi sempre i sistemi si combinano: rete dove si chiude un volume, deterrenza dove si toglie l’appoggio, acustico o laser dove non c’è niente da chiudere. La combinazione si decide in sopralluogo, sulle quantità misurate. Se il tuo tema sono i pannelli fotovoltaici sui capannoni, il pezzo dedicato è qui.
Cinque cose da guardare in un preventivo, prima del totale
Due preventivi con lo stesso totale possono valere cose molto diverse. Questi cinque punti ti dicono quale dei due è serio.
- Le quantità ci sono? Metri lineari, metri quadri, numero di punti. Se non ci sono, il prezzo è una stima e il «non era compreso» arriva in cantiere.
- La bonifica è dentro o fuori? È la voce che più spesso viene tolta per far scendere il totale, ed è anche quella che non si può saltare.
- Chi sale, come sale. Ponteggio, piattaforma aerea o lavoro su fune cambiano il costo e la durata. Devono essere scritti, non sottintesi.
- Cosa resta dopo. Verifiche programmate, evidenza documentale per l’audit, condizioni di ripristino: sono la differenza fra un impianto e una fornitura.
- Chi è certificato, e per cosa. La UNI EN 16636 certifica l’organizzazione che eroga il servizio di pest management, non un prodotto: chiedila con il numero di registrazione.
Le abbiamo estese in due pezzi che puoi girare a chi gestisce il fornitore: le dieci domande da fare a una ditta e quali variabili determinano davvero il prezzo di un intervento. Valgono anche per noi: falle anche a Birdstop.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa
Sul perché un sito produttivo attiri i colombi, l’area scientifica Ekonore ragiona in termini di risorse: cibo accessibile, acqua e superfici di posa riparate dal vento e dai predatori. Un capannone ne offre spesso tutte e tre insieme, e le offre con continuità per tutto l’anno — a differenza di un ambiente urbano, dove la disponibilità oscilla.
Da qui deriva un’indicazione operativa che riguarda direttamente il costo: agire solo sulla superficie di posa senza intervenire sulle risorse alimentari — sfridi, sversamenti, materie prime sfuse lasciate scoperte — sposta il problema di qualche metro invece di ridurlo. Nei siti dove esiste una fonte di cibo stabile, la parte di progetto che incide di più sul risultato non è il sistema scelto, ma l’ordine con cui si toccano le due cose.
Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore.
Chi ci ha già affidato i propri edifici
Dai clienti privati alle grandi realtà produttive: proteggiamo tetti, facciate e impianti dai piccioni e dagli altri volatili infestanti, con tecnologie non invasive e senza ucciderli.


















Certificata, non improvvisata
Ogni riga qui sotto ha un numero di registrazione che puoi verificare presso l’ente. È il minimo che dovresti chiedere a chiunque entri nel tuo sito, noi compresi.
Certificati rilasciati da Kiwa a Ekonore S.r.l. — Birdstop è la divisione allontanamento volatili di Ekonore.
Le domande che ci fanno più spesso le aziende
Quanto costa allontanare i piccioni da un capannone industriale?
Non esiste un prezzo a capannone, perché non si paga la superficie del fabbricato ma i punti da presidiare: metri lineari di cornicione, metri quadri di rete, numero di varchi, altezza di lavoro e livello di pressione. Due capannoni identici possono differire del doppio solo per come sono fatte le travate. Il numero serio esce dopo il rilievo, con le quantità scritte in preventivo.
Conviene di più pulire ogni anno o installare un impianto?
È la domanda giusta, e si risponde con i tuoi numeri: prendi il costo delle pulizie straordinarie degli ultimi tre anni, aggiungi le sostituzioni anticipate di lattoneria e le ore di fermo, e confrontalo con il preventivo dell’impianto. La pulizia è una spesa che si ripete con la stessa frequenza per sempre; l’impianto è una spesa in conto capitale con una manutenzione programmata. Cambia la natura della voce, non solo l’importo.
Il guano è davvero un problema di sicurezza sul lavoro?
Sì, e non in astratto. L’Allegato IV del D.Lgs. 81/2008 chiede pavimenti «fissi, stabili ed antisdrucciolevoli» (punto 1.3.2), passaggi non ingombrati (1.4.10) e locali mantenuti puliti a cura del datore di lavoro (1.1.6). Una passerella o una scala esterna imbrattata e bagnata è un rilievo, prima ancora che un rischio.
Chi risponde se un lavoratore scivola sul guano?
La posizione di garanzia resta in capo al datore di lavoro: l’art. 2087 del codice civile gli chiede di adottare «le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica» dei lavoratori. Affidare le pulizie a un fornitore non sposta l’obbligo di valutare e gestire il rischio. Per il caso concreto serve il parere del tuo consulente: qui indichiamo solo dove sta scritto.
Nel mio stabilimento alimentare cosa guarda l’auditor sui volatili?
Guarda se il controllo degli infestanti è gestito come prerequisito e documentato: il Reg. (CE) 852/2004 lo richiede all’Allegato II, e gli standard volontari lo dettagliano (BRCGS Food Safety alla sezione 4.14, IFS Food v8 alla 4.13; le versioni cambiano, verifica quella applicabile). In pratica: mappa dei punti critici, evidenza degli interventi, azioni correttive tracciate. Abbiamo scritto un pezzo dedicato solo a questo.
Quanto dura un impianto e cosa serve dopo?
Dipende dal sistema e da come è stato posato. Le reti tese correttamente e i dissuasori in acciaio durano anni; i sistemi che lavorano sul comportamento vanno programmati e verificati. Quello che serve dopo è sempre lo stesso: controlli periodici che intercettino il varco riaperto o la barra ostruita prima che la colonia torni. La manutenzione è la parte che protegge l’investimento, non un extra commerciale.
Posso comprare dissuasori online e farli montare dalla manutenzione interna?
Puoi, ed è una strada che vediamo spesso. I due punti dove salta è sempre la stessa coppia: la copertura parziale, che sposta l’appoggio di mezzo metro invece di toglierlo, e il lavoro in quota fatto senza le procedure previste. Se il tuo personale sale in copertura, quello è a tutti gli effetti lavoro in quota con tutti gli obblighi che comporta.
Si possono eliminare i piccioni dall’area aziendale?
No, e non è una questione di sensibilità. Il colombo di città non rientra fra le specie escluse dalla L. 157/1992 e il contenimento numerico è ammesso solo tramite piani pubblici ex art. 19, con parere ISPRA: non è una scelta del privato. Qualunque metodo cruento ricade negli artt. 544-bis e 544-ter del codice penale. La via praticabile è togliere appoggio e risorse, che è anche l’unica che regge nel tempo.
Ti diamo un numero, non una stima a occhio
Dal sopralluogo escono le quantità, le priorità area per area e un progetto che puoi confrontare con le sei voci di questa pagina.
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Superficie, altezza, aree critiche e da quanto tempo li vedi: bastano queste quattro cose per capire se serve un sopralluogo o se possiamo già darti un’indicazione al telefono.
