In aeroporto i volatili non si spaventano con un cartello: si spaventano con un predatore vero

L’impatto fra un aereo e un volatile — il bird strike — è un tema di sicurezza del volo, non di decoro, ed è regolato da ENAC. Su una superficie così ampia i dissuasori fissi si aggirano in fretta: il cuore del controllo volatili in aeroporto è la falconeria, il volo di un rapace addestrato. È lo stesso metodo con cui lavoriamo negli spazi aperti, dove una rete non arriva e un segnale fisso non basta. Qui trovi come funziona, cosa dice la norma e dove ha davvero senso.

2.618impatti da fauna sugli aeroporti italiani nel 2024 (fonte ENAC)
BRI2 > 0,5la soglia oltre la quale il gestore deve agire
Falconeriail predatore vivo a cui i volatili non si abituano
Rapace in volo durante un intervento di falconeria per l’allontanamento dei volatili
Il volo del rapace è il sistema su cui si regge il controllo dei volatili negli spazi aperti, aeroporti compresi. Foto di un nostro intervento di falconeria, non in ambito aeroportuale.

Risposta rapida

Negli aeroporti i volatili si allontanano con un programma di gestione del rischio imposto dalla norma (ENAC), non con un singolo dispositivo. Il cuore è la falconeria: il volo di un rapace addestrato riporta sul campo un predatore vero, a cui gli uccelli non si abituano, a differenza dei falchi finti e dei dissuasori sonori. Attorno si lavora sull’habitat (erba, acqua, cibo che attirano la fauna) e si aggiungono deterrenti mirati come il laser e i richiami di allarme. La stessa logica — il predatore vivo — vale per ogni grande spazio aperto.

Quanto pesa il problema, con i numeri

Il bird strike in Italia, in cifre

2.618impatti con fauna selvatica sugli aeroporti italiani nel 2024
95%degli impatti riguarda gli uccelli (il resto mammiferi e rettili)
oltre il 90%degli impatti avviene sotto i 3.500 ft, in decollo e atterraggio

I dati sono della Relazione annuale Wildlife Strike dell’ENAC. Nel 2024 gli aeroporti italiani hanno registrato 2.618 eventi di impatto con fauna: erano 348 nel 2002. La crescita segue quella del traffico, aumentato del 7,22% in un anno, ma dice anche un’altra cosa: più movimenti significano più occasioni di incontro, e il rischio va tenuto sotto controllo in modo continuo.

Le specie che ricorrono di più nelle segnalazioni sono il gabbiano reale e il gheppio, con rondini e gabbiani minori. Non sono uccelli qualsiasi: si muovono in gruppo, sfruttano le correnti sopra le piste e trovano intorno al sedime aeroportuale prati, acqua e cibo. La maggior parte degli impatti avviene a bassa quota, nelle fasi in cui un aereo è più vulnerabile.

Fonte dei dati: ENAC — Relazione annuale Wildlife Strike 2024, redatta con il Bird Strike Committee Italy (BSCI). I numeri riguardano l’insieme degli aeroporti italiani, non un singolo scalo.

Perché la fauna sceglie il sedime aeroportuale

Che cosa richiama i volatili intorno a una pista

Un aeroporto non attira gli uccelli per caso. Mette insieme, su una superficie enorme, le cose che servono alla fauna: cibo, acqua, spazio e tranquillità. Ecco perché il controllo non si fa una volta, ma si tiene attivo ogni giorno.

01

Prati ed erba a perdita d’occhio

Le grandi superfici a verde intorno alle piste sono piene di insetti e piccoli roditori: per gabbiani, gheppi e corvidi sono una mensa aperta tutto il giorno, proprio a ridosso delle aree di manovra.

02

Acqua ferma e bacini

Canali di drenaggio, pozze dopo la pioggia e bacini vicini al sedime danno ai volatili il punto d’acqua che completa il richiamo: dove c’è cibo e acqua, la fauna si ferma.

03

Discariche e impianti nelle vicinanze

Una discarica, un impianto rifiuti o un porto entro pochi chilometri concentra migliaia di gabbiani che poi attraversano le rotte di decollo e atterraggio: è il richiamo più difficile da spegnere.

04

Spazi aperti e quiete ai margini

Ai bordi del sedime, hangar, capannoni e aree tecniche offrono posatoi e ripari tranquilli. Su distanze così ampie nessuna barriera fisica è pensabile: si può agire solo sul comportamento della fauna.

Perché se ne occupa la sicurezza del volo

In aeroporto il problema volatili non è estetica

Sicurezzaun impatto in decollo o atterraggio può danneggiare motori e strutture
ObbligoENAC impone al gestore un programma di prevenzione e riduzione del rischio
Continuitàritardi, dirottamenti e ispezioni pista hanno un costo operativo

La prima ragione è la sicurezza: l’ingestione di un volatile in un motore, o l’impatto su un parabrezza o su una superficie mobile, è un evento che può avere conseguenze serie proprio nelle fasi in cui l’aereo è più basso e più lento.

La seconda è l’obbligo. Il gestore aeroportuale non può scegliere se occuparsene: la norma gli chiede di monitorare la fauna, valutare il rischio e attuare misure di allontanamento. È una responsabilità documentata, non una buona pratica facoltativa — il dettaglio è nel quadro normativo qui sotto.

La terza è la continuità operativa: quando il rischio si alza, scattano ispezioni, sospensioni temporanee delle operazioni e ritardi. È lo stesso principio per cui, in altri contesti, conviene agire prima che il problema pesi — come raccontiamo per il costo del problema volatili in azienda.

Avete un’area aperta molto estesa — un sedime, un’area logistica, un impianto — dove i dissuasori fissi non tengono?

Scriveteci che superficie è, in che provincia e quali volatili: servono a capire se la falconeria è la strada e con che cosa si combina.

Chi è obbligato, e a fare che cosa

Il quadro normativo del wildlife strike

Il controllo volatili in aeroporto non è una scelta commerciale del gestore: è un obbligo con riferimenti precisi. Vale la pena conoscerli, perché spiegano perché serve un presidio strutturato e non un rimedio qualsiasi.

RiferimentoDove sta scrittoChe cosa richiede in concreto
Regolamento ENAC “Costruzione ed Esercizio degli Aeroporti”Cap. 5 – Rischio da impatto con volatiliIl gestore deve predisporre e attuare un programma di prevenzione e controllo del wildlife strike, dopo una ricerca naturalistica sul sito.
Circolare ENAC APT-01BSegnalazione e monitoraggioOgni impatto va segnalato con il modello previsto (BSRF); la fauna va monitorata con schede standard durante le ispezioni di pista.
Codice della Navigazione, art. 711 (D.Lgs. 151/2006)Pericoli per la navigazione aereaLe attività che richiamano fauna (es. discariche) nelle vicinanze dell’aeroporto sono subordinate all’autorizzazione dell’ENAC.
Reg. (UE) 139/2014 e Reg. (UE) 1108/2009, All. VaRequisiti europei per gli aerodromiIl gestore “stabilisce e attua un programma di gestione del rischio da fauna selvatica” (aerodrome wildlife risk management programme).
BRI2 – Birdstrike Risk Index 2.0 (ENAC-BSCI)Indice di rischio, scala 0–2Sviluppato con l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Quando l’indice annuale supera 0,5, il gestore deve mettere in campo nuove azioni di mitigazione.
Bird Control Unit (BCU)Servizio dedicatoUn presidio attivo in modo continuo sul sedime, con vigilanza e allontanamento della fauna; è qui che si inserisce la falconeria.

Sintesi a scopo divulgativo dei riferimenti pubblici ENAC ed europei, aggiornata al 2026; per il testo vincolante si rimanda ai documenti ufficiali. Sul fronte capitolati e gare ne parliamo in il capitolato per una gara bird control.

Che cosa si usa davvero, e a che cosa serve

I metodi di allontanamento in aeroporto

Nessun sistema, da solo, tiene una superficie così ampia. Si combinano più strumenti, con un principio chiaro: prima si toglie ciò che attira la fauna, poi si presidia con un deterrente a cui i volatili non riescano ad abituarsi.

  • Falconeria. È il cuore del presidio: il volo del rapace è un pericolo reale e imprevedibile, l’unico a cui i volatili non si abituano. Ne parliamo in dettaglio qui sotto.
  • Gestione dell’habitat. Erba tenuta a un’altezza che scoraggia la sosta, drenaggio dell’acqua ferma, rimozione delle fonti di cibo. È la misura di fondo: toglie la ragione per cui i volatili arrivano.
  • Deterrenti acustici e richiami di allarme. I distress call diffondono il verso di allarme della specie da allontanare. Funzionano se usati con criterio e a rotazione, non a ciclo continuo — altrimenti la fauna ci si abitua.
  • Laser. Il fascio in movimento sposta gli stormi senza rumore e copre distanze che una barriera non raggiunge; utile soprattutto all’alba e al tramonto. È lo stesso dissuasore laser BirdLaser AI che usiamo sulle grandi superfici aperte.
  • Cannoni a gas e mezzi pirotecnici. Producono un’esplosione sonora per disperdere gli stormi. Sono misure di supporto, gestite dal presidio in base al rischio del momento.

La regola che tiene insieme tutto: prima l’habitat, poi il predatore vivo, poi i deterrenti tecnici a rotazione. Un solo strumento, o uno lasciato sempre acceso, smette di funzionare in fretta.

Il metodo su cui si regge il presidio

La falconeria: perché il rapace è il cuore del sistema

Un falco finto o un altoparlante sono segnali fissi: dopo pochi giorni i volatili capiscono che non fanno male. Un rapace vero, no. È una presenza viva, che si muove e caccia, e la fauna non riesce ad abituarsi al pericolo di un predatore reale. Su questo si regge la falconeria in aeroporto e in ogni grande spazio aperto.

Rapace in volo durante un intervento di falconeria per l’allontanamento dei volatili
Il rapace in volo: è la presenza attiva del predatore, non un segnale, a tenere lontani i volatili da un’area aperta.
Falconiere Ekonore prepara il rapace addestrato prima del volo di allontanamento
Dietro ogni volo c’è un falconiere addestrato: gestisce il rapace, ne programma le uscite e non lo usa mai per uccidere le prede, solo per disperderle.

Il principio è l’istinto di conservazione: davanti a un predatore le prede fuggono e, se la presenza si ripete, la colonia interrompe la nidificazione e cambia zona. Si usano rapaci addestrati — falchi come il pellegrino, e poiane come la poiana di Harris — scelti in base all’area e alle specie da allontanare.

Un punto che rassicura chi teme per gli altri animali: il rapace non uccide gli uccelli bersaglio, li mette in fuga. La falconeria è un metodo di dispersione, non di abbattimento, ed è per questo un’opzione sostenibile dove i sistemi fisici non arrivano. La usiamo dove serve: la nostra pagina sulla falconeria elenca i contesti, dagli spazi aperti alle grandi superfici.

Guarda come funziona

Il rapace in volo e i richiami di allarme

La falconeria

Il predatore vero al lavoro

Si vede il rapace in volo su un’area aperta: è il pericolo vivo e imprevedibile che i volatili non imparano a ignorare, a differenza di un falco finto.

La pagina della falconeria
I richiami di allarme

Il suono che sposta gli stormi

La dissuasione acustica diffonde i versi di allarme della specie: usata a rotazione, sposta gli stormi. In aeroporto affianca la falconeria, non la sostituisce.

La dissuasione acustica
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Come si lavora

Come lavoriamo su un grande spazio aperto

01

Si mappano posatoi e rotte

Si guarda dove i volatili si posano, dove passano e a che ora si muovono. Su un’area estesa questa mappa è ciò che rende mirata la falconeria, invece di far volare il rapace a caso.

02

Si toglie ciò che li attira

Prima del presidio si agisce sull’habitat: acqua ferma, cibo e ripari sono la ragione per cui la fauna arriva. Ridurli abbassa la pressione e rende il resto più efficace.

03

Si programmano i voli e i deterrenti

Le uscite del rapace si calibrano sugli orari di maggiore presenza e si integrano con laser e richiami a rotazione, così che nessuno stimolo diventi prevedibile.

04

Si verifica e si adatta

La pressione dei volatili cambia con le stagioni e con le condizioni intorno all’area. Il presidio si misura e si adatta: non è un intervento una tantum.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Perché su un grande spazio aperto vince il predatore vivo

Gli ambienti molto estesi, come un sedime aeroportuale o una grande area logistica, hanno una caratteristica che li distingue dal contesto urbano: non si possono racchiudere. Non esiste una barriera fisica proporzionata a quelle superfici, quindi l’unica leva realmente efficace è agire sul comportamento della fauna.

La dissuasione a stimolo fisso — sagome, suoni ripetuti sempre uguali, riflettori statici — perde efficacia per abituazione: gli uccelli, specie quelli sociali e intelligenti come corvidi e gabbiani, imparano rapidamente che allo stimolo non segue alcun pericolo reale. Un predatore vivo è l’eccezione: la sua presenza è variabile e imprevedibile, e non può essere derubricata a falso allarme.

Per questo l’approccio più solido combina la riduzione dei fattori di richiamo ambientali con l’impiego di rapaci, integrati da deterrenti tecnici usati a rotazione. È anche l’approccio più sostenibile, perché agisce sul comportamento e non sull’abbattimento degli animali.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

Requisiti

Le certificazioni che una gara o un capitolato possono chiedere

Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Sono i riferimenti richiesti nelle gare pubbliche, in qualifica fornitore e negli appalti di gestione del verde e del rischio fauna.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.

Le domande che arrivano

Le domande su bird strike e falconeria

Perché negli aeroporti si usano i falchi?

Perché il rapace è un predatore vivo e imprevedibile, l’unico deterrente a cui i volatili non si abituano. I dissuasori fissi — sagome, suoni ripetuti — su una superficie così ampia vengono ignorati dopo pochi giorni. La falconeria è il cuore del presidio, integrata con gestione dell’habitat, laser e richiami di allarme.

Che cos’è il bird strike?

È l’impatto fra un aeromobile e uno o più volatili (o, più in generale, fauna selvatica: si parla allora di wildlife strike). Avviene quasi sempre a bassa quota, in decollo e atterraggio, ed è un tema di sicurezza del volo gestito in Italia dall’ENAC con il Bird Strike Committee Italy.

I falchi uccidono gli altri uccelli in aeroporto?

No. La falconeria è un metodo di dispersione, non di abbattimento: il falconiere usa il rapace per mettere in fuga i volatili, non per predarli. È uno dei motivi per cui è considerata un’opzione sostenibile.

L’allontanamento dei volatili in aeroporto è obbligatorio?

Sì. Il gestore aeroportuale è tenuto per norma (Regolamento ENAC, circolare APT-01B, regolamenti UE) a monitorare la fauna, valutare il rischio e attuare un programma di prevenzione. Quando l’indice di rischio BRI2 supera la soglia di 0,5, deve mettere in campo nuove azioni.

I dissuasori sonori e i falchi finti bastano da soli?

No. I falchi finti e i suoni a ciclo continuo sono segnali fissi: i volatili si abituano e li ignorano, e i suoni ripetuti danno fastidio anche a chi lavora intorno. Servono come supporto a rotazione, mai come unico presidio. È la stessa assuefazione del gufo finto.

La falconeria si usa solo in aeroporto?

No. Il volo del rapace è il sistema giusto per ogni grande spazio aperto dove una rete non ha senso: aree industriali e logistiche, campi agricoli, cimiteri, aree aperte al pubblico e superfici troppo ampie per una barriera. In aeroporto è solo la sua applicazione più estrema.

Quanto dura l’effetto della falconeria?

La falconeria non è un intervento una tantum: è un presidio che si programma nel tempo. La pressione dei volatili cambia con le stagioni e con l’ambiente intorno, quindi le uscite del rapace e i deterrenti di supporto si calibrano e si verificano periodicamente.

Avete un grande spazio aperto da tenere libero dai volatili?

Diteci che superficie è, in che provincia e quali uccelli vi danno problemi. Vi diciamo se la falconeria è la strada giusta e con quali sistemi si combina — senza promesse da catalogo, ma con il metodo che regge anche i contesti più difficili.

0584 433 198Vai al modulo
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Parliamo del vostro spazio aperto

Tipo di area, provincia, superficie e quali volatili. Vi rispondiamo con la combinazione di falconeria e deterrenti che ha senso su quella superficie, non con un listino.

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