Nel dehors il sistema lo vede anche il cliente

Un dehors è l’unico posto in cui la protezione dai volatili la guarda in faccia chi sta mangiando. Per questo qui non basta che funzioni: non deve vedersi, e soprattutto non deve raccontare che un problema c’è. Le mosse che reggono sono quattro, e nessuna di queste è mettere una rete sopra i tavoli.

Capitolo IIIdell’Allegato II del Reg. (CE) 852/2004: anche le strutture all’aperto vanno tenute al riparo dagli animali infestanti
Il vincolo in piùè estetico: il sistema sta in vista del cliente e spesso su suolo pubblico
6certificazioni Kiwa ed EMAS con numero di registrazione verificabile
Colombi posati fra i tavoli apparecchiati di un dehors, su una pedana di legno sotto la tenda
Ricostruzione realistica creata al computer, non fotografia di un cantiere Birdstop: serve a mostrare la scena di cui parla l’articolo. Le installazioni reali sono più sotto, dichiarate come tali.

Risposta rapida

In un dehors i colombi e i gabbiani non arrivano per il locale: arrivano per il cibo lasciato sui tavoli e a terra. Si interviene su tre fronti — togliere gli appoggi sopra i tavoli (cornicioni, travi, tende), ridurre il cibo disponibile fra un servizio e l’altro, e coprire l’area aperta con sistemi che il cliente non vede. Le reti sopra i tavoli non sono una soluzione: sono un’insegna.

Il punto di partenza

Perché arrivano proprio fra i tavoli

Un colombo che scende su un dehors ha già fatto due conti: sopra c’è dove stare, sotto c’è da mangiare, e nel mezzo c’è una finestra di pochi minuti in cui nessuno lo disturba.

  • Il tavolo sparecchiato è una mangiatoia. Fra l’uscita di un cliente e l’arrivo del cameriere passano due o tre minuti: in quella finestra il piano è pieno di cibo e non c’è nessuno. È l’orario, non il locale, a decidere quanti ne arrivano.
  • Sotto i tavoli non passa la scopa fino a sera. Le briciole e gli avanzi caduti restano a terra per tutto il servizio, e la pedana in legno ha fughe in cui il cibo si incastra.
  • Il dehors sta quasi sempre sotto qualcosa. Cornicione, balcone, gronda, insegna, tenda: sopra la testa dei clienti c’è un appoggio riparato e in quota, che è esattamente quello che un colombo cerca. Da lì guarda i tavoli e scende quando il campo è libero.
  • C’è chi li nutre, e lo fa in buona fede. Il cliente che sbriciola il pane “tanto è carino” insegna alla colonia che quel posto dà da mangiare. Dopo qualche settimana i volatili sono lì prima dei clienti.
  • Sul mare il problema cambia specie. Il gabbiano reale non aspetta che il tavolo sia libero: prende il cibo mentre il cliente è seduto. È un comportamento diverso, e richiede una risposta diversa da quella pensata per i colombi.
Che cosa costa davvero

Non è lo sporco: sono i coperti che non fai

In un ristorante il danno non si misura in guano da lavare. Si misura in tavoli che nessuno vuole, in recensioni e in minuti di lavoro spesi a rincorrere.

  • I tavoli sotto l’appoggio non li vuole nessuno. Sono i primi che il personale smette di assegnare, e in un dehors da trenta coperti perderne quattro significa perdere più di un decimo della sala esterna.
  • La recensione dice “piccioni”, non “sporco”. È una parola che resta sulla scheda del locale e che i clienti nuovi leggono prima di prenotare.
  • Il personale lavora due volte. Sparecchiare in fretta per non lasciare il tavolo scoperto, scacciare, ripulire le sedute: sono minuti che escono dal servizio, tutti i giorni.
  • In audit igienico la domanda arriva. Il dehors è area di somministrazione, e il controllo infestanti è un prerequisito: se alla voce volatili non c’è niente di scritto, il rilievo è in bianco e nero.
  • Tende e ombrelloni si sporcano dall’alto. Il telo è il primo a segnare, si pulisce male e si sostituisce a costo pieno.
Dove sta scritto

Che cosa dice la norma sulle aree esterne

Il dehors non è una zona franca: per il regolamento europeo è una struttura in cui si somministrano alimenti, con requisiti propri. Qui sotto il testo alla lettera.

RiferimentoDove sta scrittoChe cosa dice
Reg. (CE) 852/2004
igiene dei prodotti alimentari
Allegato II, Capitolo III, punto 1
EUR-Lex
«Le strutture e i distributori automatici debbono, per quanto ragionevolmente possibile, essere situati, progettati e costruiti, nonché mantenuti puliti e sottoposti a regolare manutenzione in modo tale da evitare rischi di contaminazione, in particolare da parte di animali e di animali infestanti.» È il capitolo dedicato alle strutture mobili e temporanee: dehors, chioschi, banchi.
Reg. (CE) 852/2004Allegato II, Capitolo IX, punto 4
EUR-Lex
«Occorre predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti e per impedire agli animali domestici di accedere ai luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati.»
Reg. (CE) 852/2004Allegato II, Capitolo I, punto 2 lett. c)
EUR-Lex
I locali devono consentire «una corretta prassi di igiene alimentare, compresa la protezione contro la contaminazione e, in particolare, la lotta contro gli animali infestanti».
Regolamento comunale del dehors
occupazione di suolo pubblico
Varia da Comune a Comune: va chiesto all’ufficio che rilascia la concessioneQuando il dehors sta su suolo pubblico, che cosa si può fissare, a quale altezza e con quali materiali è deciso dal regolamento locale sul decoro urbano. Non è un dettaglio: decide quale sistema è installabile prima ancora che si scelga in base all’efficacia.

La riga che conviene avere per iscritto. Nel manuale di autocontrollo il dehors va nominato, con il suo piano di pulizia e la voce “volatili” fra gli infestanti monitorati. Non perché lo chieda un articolo di legge dedicato, ma perché in visita ispettiva la domanda è sempre la stessa: «che cosa avete fatto?». Una planimetria con i punti trattati vale più di qualunque spiegazione a voce. Ne parliamo nel dettaglio nella guida su volatili e HACCP.

Il vincolo che gli altri non hanno

Un sistema che si vede è un cartello che dice “qui ci sono i piccioni”

In un capannone nessuno guarda il sottogronda. In un dehors il cliente guarda in alto mentre aspetta, e quello che vede entra nel giudizio sul locale. È la ragione per cui in questo contesto la scelta tecnica parte da un requisito che altrove non esiste: l’impianto deve essere illeggibile da sotto.

In pratica significa tre cose. La prima: si lavora sopra la linea dello sguardo, sul cornicione e sulla trave, non all’altezza dei tavoli. La seconda: si preferiscono i sistemi a filo e i profili in acciaio, che a tre metri di distanza scompaiono, alle reti, che si vedono sempre. La terza: si evita qualunque cosa che il cliente possa fotografare e riconoscere — il gufo di plastica è l’esempio perfetto di un oggetto che non funziona e in più comunica il problema.

C’è un’eccezione onesta da dire: quando sopra il dehors c’è un voltone, un portico o un sottobalcone abitato stabilmente, chiudere quel volume con una rete è l’unica cosa che regge. In quel caso la rete si mette dove il volume si chiude — in alto, contro l’intradosso — e non sopra i tavoli, e con il filo giusto a due metri di distanza non si distingue.

Mandaci due foto del dehors

Una dai tavoli verso l’alto e una dalla strada: bastano per capire dove stanno gli appoggi e che cosa si può installare senza che si veda. Ti richiamiamo e ne parliamo.

0584 433 198Compila il modulo
Da evitare

4 scorciatoie che peggiorano la situazione

Sono le quattro che troviamo più spesso quando ci chiamano dopo che qualcun altro ci ha provato.

Icona illustrata: tavolino di un dehors con una rete tesa sopra, con il simbolo di divieto

Tirare una rete sopra i tavoli

Funziona e si vede: è il modo più rapido per dire a chi passa che qui ci sono i piccioni. La rete ha senso per chiudere un volume sopra la testa — un portico, un sottobalcone — non per fare un coperchio al dehors.

Icona illustrata: gufo finto di plastica con un piccione posato sulla testa e un barattolo di gel repellente accanto, con il simbolo di divieto

Appoggiare un gufo di plastica

Dura pochi giorni: i colombi imparano che non succede niente e tornano. Nel frattempo è un oggetto che il cliente vede, riconosce e interpreta — ed è l’unica cosa che comunica con certezza.

Icona illustrata: mano che sbriciola del pane a terra con dei piccioni intorno, con il simbolo di divieto

Lasciar dare da mangiare ai clienti

Il pane dato “una volta sola” insegna alla colonia che il posto rende. Non serve un cartello severo: basta che il personale sparecchi e spazzi, e che nessuno metta ciotole d’acqua o avanzi “per gli uccellini” sul retro.

Icona illustrata: idropulitrice che spara un getto e solleva una nuvola di polvere, con il simbolo di divieto

Lavare a getto e basta

Il guano secco colpito da un getto si polverizza e si sposta, e su un’area dove si mangia è la cosa peggiore da fare. La pulizia va fatta a umido e prima del servizio, e non sostituisce l’intervento sugli appoggi: se l’appoggio resta, il giorno dopo si ricomincia.

I sistemi, con i limiti dichiarati

Quali sistemi si usano su un dehors

L’ordine con cui sono elencati non è casuale: è quello con cui li valutiamo in un dehors, dal meno visibile al più ingombrante.

Dettaglio ravvicinato di un dissuasore in acciaio inox a file di punte, in posa sul bordo di una copertura1

BirdTikol

Dove ha senso: il cornicione e la trave sopra i tavoli: toglie l’appoggio restando quasi invisibile da sotto.

Limite onesto: toglie un posatoio, non chiude un volume. Se sopra c’è un sottobalcone abitato non basta.

BirdTikol e TikolPannel
Coppette del dissuasore BirdFire allineate su un davanzale accanto a un’unità esterna2

BirdFire

Dove ha senso: davanzali, coronamenti e superfici piane attorno al dehors, dove serve rendere sgradito l’appoggio senza opere.

Limite onesto: agisce sulla superficie trattata. Va rinnovato secondo la periodicità prevista, non si posa e si dimentica.

Come funziona BirdFire
Coprimuro di un terrazzo con il filo del sistema teso lungo tutto il bordo3

FlyAway

Dove ha senso: l’area aperta che non si può chiudere: il perimetro sopra il dehors, il coprimuro, la linea di gronda.

Limite onesto: lavora sull’area, non sul singolo appoggio, e va progettato sul perimetro reale.

Come funziona FlyAway
Rete anti volatili tesa fra la sommità di una parete e l’intradosso della copertura, con cavo di tensione e tenditori4

Reti anti volatili

Dove ha senso: solo dove c’è un volume da chiudere sopra la testa: portico, voltone, sottobalcone.

Limite onesto: si vede. Va messa in alto, contro l’intradosso, mai come coperchio sopra i tavoli.

La pagina delle reti
Posa di un dissuasore ad aghi: applicazione dell’adesivo con la pistola su una muratura in mattoni5

Dissuasori ad aghi

Dove ha senso: tratti lineari brevi e nascosti alla vista: la parte alta dell’insegna, il retro di una mensola.

Limite onesto: in vista si notano, e in una zona dove si mangia vanno tenuti puliti. Non è la prima scelta per un dehors.

La pagina dei dissuasori ad aghi
Dispositivo di dissuasione acustica fissato a una trave metallica sotto una tettoia aperta6

BirdAcustic®

Dove ha senso: contesti aperti e periferici, dove la presenza è a ondate e non ci sono abitazioni vicine.

Limite onesto: in centro città e vicino ai tavoli non è proponibile. Va valutato rispetto ai vicini prima che all’efficacia.

Il verticale agroalimentare

Quasi nessun dehors si risolve con un sistema solo: si toglie l’appoggio sopra i tavoli, si copre la linea del perimetro, e si chiude solo il volume che resta davvero abitato. Come si combinano è una decisione da prendere sul posto, non da catalogo.

Guarda come funziona

Due cose che si capiscono meglio guardandole

Il requisito numero uno: non vedersi

Come sparisce un sistema di bordo visto da sotto

Il video mostra la posa su elementi in vista. È esattamente la domanda che si fa un ristoratore prima di firmare: «si vedrà dai tavoli?». Guardare il dettaglio da vicino, e poi immaginarlo a tre metri di distanza, è il modo più rapido per rispondersi.

Il sistema BirdTikol
Dove non si può installare niente

Che cosa si fa su una superficie che deve restare libera

Su davanzali, coronamenti e superfici piane attorno al dehors non sempre si può fissare qualcosa: il video mostra il trattamento che rende sgradito l’appoggio senza opere e senza forare.

Il sistema BirdFire
Il metodo

Come si svolge l’intervento, in 4 fasi

In un locale che lavora la sequenza vale quanto la scelta tecnica: si entra quando il dehors è chiuso e si esce prima che riapra.

Fase 1

Sopralluogo negli orari del servizio

Un dehors vuoto alle nove del mattino non dice niente. Si guarda dove stanno i volatili durante il servizio e subito dopo, si segnano gli appoggi sopra la testa dei clienti, si verifica che cosa è di proprietà e che cosa sta su suolo pubblico o su una facciata condominiale.

Fase 2

Bonifica prima dell’apertura

Rimozione delle deiezioni a umido, con i dispositivi di protezione previsti e lo smaltimento del materiale, programmata fuori dagli orari di somministrazione. Su una superficie bonificata l’ancoraggio tiene e il richiamo olfattivo si abbassa.

Fase 3

Posa sopra la linea dello sguardo

Si tolgono gli appoggi su cornicione, trave e insegna; si copre la linea del perimetro dove serve; si chiude con la rete solo il volume che resta davvero occupato. Tutto quello che è visibile dai tavoli viene discusso prima, non dopo.

Fase 4

Verifica dopo le prime due settimane

Si torna a guardare quando il locale è in servizio: se la presenza si è spostata di qualche metro, il lavoro non è finito. Restano le fotografie dell’installazione, l’aggiornamento del manuale di autocontrollo e la periodicità della manutenzione, scritta.

Foto di cantiere

Due installazioni reali, e che cosa guardare

Fotografie di installazioni Birdstop, scattate a fine lavori. Non sono dehors: mostrano i due gesti che in un dehors si ripetono — togliere l’appoggio su una linea in vista e chiudere un volume sopra la testa.

Bordo di una copertura con il cavo in acciaio teso lungo tutto il coronamento
Il cavo corre continuo sul coronamento, senza interruzioni agli angoli. È il tipo di lavorazione che in un dehors si fa sul cornicione sopra i tavoli: da sotto, a tre metri, non si distingue.
Rete anti volatili tesa fra la sommità della parete e l’intradosso della copertura, con i tenditori in vista
La fascia fra il muro e l’intradosso, chiusa con la rete e tenuta in tensione dai tenditori. È la stessa soluzione che si usa quando sopra il dehors c’è un portico o un sottobalcone abitato: la rete sta in alto, non sopra i tavoli.
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni su Trustpilot, piattaforma indipendente che non controlliamo: non testimonianze riportate da noi.

Il punto di vista tecnico

Perché in un dehors conta più l’orario che il dispositivo

Linda Abenaim, biologa ed entomologa Ekonore
Il punto di vista tecnico

Linda Abenaim, biologa ed entomologa

Nell’impostazione seguita dall’area scientifica Ekonore, un dehors si legge come una risorsa alimentare intermittente: non è disponibile sempre, ma lo è a orari regolari. Gli uccelli urbani imparano queste regolarità molto in fretta, e la conseguenza pratica è che la presenza si concentra esattamente nelle fasce del servizio. Agire sull’orario in cui il cibo resta esposto incide quanto agire sugli appoggi.

Il secondo punto riguarda l’igiene. Il guano che finisce su un tavolo o su una seduta in un’area di somministrazione non è sporco generico: è materiale che può veicolare microrganismi enterici, e la via più insidiosa è la polvere del materiale essiccato, non il contatto diretto. Per questo la rimozione si fa a umido e fuori dagli orari di apertura, mai a getto e mai con i tavoli apparecchiati.

Il terzo riguarda gli animali che non si toccano. Sotto i portici e le tettoie dei locali capita di trovare nidi di rondine e di balestruccio, riconoscibili perché sono di fango e a coppa: sono specie tutelate e il nido non si rimuove. Distinguere quel nido da un ammasso di rametti e guano lasciato da un colombo è il primo controllo da fare, prima di qualunque lavorazione.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore.

I nostri clienti

Chi ci ha già affidato i propri edifici

Dai clienti privati alle grandi realtà produttive: proteggiamo tetti, facciate e impianti dai piccioni e dagli altri volatili infestanti, con tecnologie non invasive e senza ucciderli.

ASET
Marcegaglia
Amazon
Cereal Docks Group
Edison EDF Group
Coca-Cola
Megamark
Calzedonia Group
Tecnomat
Birra Peroni
Conad
Iren
A2A Ambiente
Mondadori
Falconeri
Despar
Pantheon Roma
Iveco Group
Cosa possiamo documentare

Certificazioni con numero di registrazione verificabile

Se il fornitore va qualificato nel manuale di autocontrollo, servono norma, ente e numero. Eccoli.

UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo degli infestanti. Base del marchio CEPA Certified.ALI 02122 - PM
ISO 9001Sistema di gestione della qualità.Reg. N. 19806 - A
ISO 14001Sistema di gestione ambientale.Reg. N. 19806 - E
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoro: rilevante quando si opera in quota sopra un’area pubblica.Reg. N. 19806 - I
UNI/PdR 125Prassi di riferimento sulla parità di genere.Reg. N. 19806 - PG
EMASRegistrazione ambientale europea.IT-002249

Certificati rilasciati da Kiwa a Ekonore S.r.l. Birdstop è la divisione allontanamento volatili di Ekonore S.r.l., P.IVA 09730020964.

Domande frequenti

Le domande di chi gestisce il locale

Si può installare qualcosa se il dehors è su suolo pubblico?

Dipende dal regolamento del Comune che ha rilasciato la concessione: decide altezze, materiali e che cosa si può fissare, spesso per ragioni di decoro urbano. La domanda va fatta all’ufficio competente prima di scegliere il sistema. Nella pratica la maggior parte delle lavorazioni utili non si fa sul dehors ma sulla facciata o sul cornicione sopra: e lì il vincolo diventa quello condominiale o della Soprintendenza, se l’edificio è tutelato.

Le reti sopra i tavoli funzionano?

Tecnicamente sì, commercialmente no. Una rete tesa a coperchio sopra l’area dei tavoli è visibile da lontano e comunica esattamente quello che il locale vorrebbe non comunicare. La rete resta la soluzione giusta quando c’è un volume da chiudere sopra la testa — un portico, un voltone, un sottobalcone — e in quel caso si posa in alto, contro l’intradosso.

Che cosa chiede la norma per un’area esterna di somministrazione?

Il Reg. (CE) 852/2004 dedica alle strutture mobili e temporanee il Capitolo III dell’Allegato II, che al punto 1 chiede che siano mantenute pulite e sottoposte a manutenzione «in modo tale da evitare rischi di contaminazione, in particolare da parte di animali e di animali infestanti». Il Capitolo IX punto 4 chiede «procedure adeguate per controllare gli animali infestanti». In pratica: il dehors va nominato nel manuale di autocontrollo, con il suo piano di pulizia.

Quanto tempo serve e il locale deve chiudere?

Le lavorazioni si programmano fuori dagli orari di somministrazione, tipicamente al mattino presto o nel giorno di chiusura. La durata dipende da quanti metri di appoggio ci sono sopra i tavoli: la variabile non è la superficie del dehors ma la lunghezza delle linee da trattare. Il numero si fa in sopralluogo, contando i metri.

I gabbiani si trattano come i piccioni?

No. Il gabbiano reale ha una taglia e un comportamento diversi: non aspetta che il tavolo si liberi e non si fa impressionare dai sistemi dimensionati per i colombi. Dove il problema sono i gabbiani cambia il dimensionamento e cambia la strategia, e va detto in preventivo. Ne parliamo nella guida sui gabbiani.

Come si impedisce ai clienti di dar da mangiare agli uccelli?

Non con un cartello severo, che peggiora l’atmosfera. Funziona meglio la routine del personale: sparecchiare subito, spazzare sotto i tavoli fra un turno e l’altro, non lasciare pane nei cestini sui tavoli vuoti e non tenere avanzi o ciotole d’acqua sul retro. Il messaggio arriva agli animali, non ai clienti.

Sotto il portico c’è un nido: si può togliere?

Prima va riconosciuto. Un nido di fango a coppa sotto un aggetto è di rondine o di balestruccio: sono specie tutelate e non si tocca, si aspetta l’involo e si lavora dopo. Un ammasso di rametti, piume e guano su una superficie piana è invece di colombo, e anche in quel caso, se ci sono uova o piccoli, si aspetta. La distinzione è spiegata nella guida sui nidi.

Quanto costa proteggere un dehors?

Dipende dai metri lineari di appoggio da trattare e da quanto è accessibile la quota di lavoro: un cornicione raggiungibile con una scala e un sottobalcone a sei metri non sono lo stesso lavoro. I valori di partenza dei sistemi e le variabili che pesano di più sono nella guida ai costi.

Richiedi un sopralluogo tecnico

Scrivici dove si trova il locale, quanti coperti ha il dehors e in che orari lavori: ti richiamiamo per capire che cosa si può fare senza che si veda.

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