Cosa puoi fare, e cosa no, se nel nido ci sono già le uova

Due uova bianche nel cassonetto della tapparella, e la voglia di risolverla in mezzo minuto. Ti diciamo subito come stanno le cose: la legge non ti lascia toglierle, e chi lo fa si ritrova la stessa coppia lì nel giro di poche settimane. Qui sotto ci sono le norme per esteso e i tempi reali di attesa.

18i giorni fra la deposizione e la schiusa
4-6le settimane prima che i piccoli lascino il nido
6certificazioni verificabili con numero di registrazione
Nido di piccione con due uova bianche costruito dentro il cassonetto della tapparella, sopra il rullo avvolgibile, con guano attorno
Il posto in cui le troviamo più spesso: il cassonetto della tapparella, appoggiate al rullo. Fotografia illustrativa.

Risposta rapida

No, le uova di piccione non si possono togliere. Lo vieta l’art. 21 della L. 157/1992, che parla di «prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati» di fauna selvatica, e lo ribadisce la direttiva europea 2009/147/CE. Aggiungiamo la parte pratica: non servirebbe. La coppia rideposita nello stesso punto, spesso prima che i primi piccoli abbiano lasciato il nido. Quello che risolve è aspettare l’involo, bonificare e chiudere il varco.

Sui grandi spazi pubblici c’è anche la via del rapace: leggi il caso studio del cimitero di Corsico.

Un controllo veloce

Prima di tutto: sono uova di piccione?

Sulla risposta cambia poco, perché in nessun caso si toccano. Cambia però a chi devi rivolgerti e quanto durerà l’attesa. Tre cose che si vedono anche da lontano, senza avvicinarti al nido.

Nido di gabbiano su un tetto ghiaiato con due uova di colore chiaro fittamente macchiate di bruno1

Se le uova sono macchiate, non è un piccione

Quelle della foto sono punteggiate di bruno e stanno in una conca di sterpi su un tetto ghiaiato: siamo davanti a un nido di gabbiano. Le uova di colombo sono bianche e quasi sempre due.

Nido di fango a semisfera costruito da un balestruccio sotto lo sporto di un cornicione2

Un nido di fango sotto il cornicione

Il piccione impila sterpi su un piano orizzontale, non costruisce con il fango. Se trovi una semisfera attaccata al muro è un’altra specie: nella guida sul nido ci sono le foto per riconoscerle una per una.

Storno con piumaggio nero iridescente affacciato al foro di un cassonetto di tapparella3

Nel cassonetto non entrano solo i colombi

Capita spesso con gli storni, che sono molto più piccoli e scuri. Se l’animale che entra ed esce non ti sembra un piccione, prima di muovere qualcosa vale la pena guardarlo bene.

Il nido di colombo è poca cosa. Quattro sterpi appoggiati su un piano riparato, spesso così radi che le uova si intravedono da sotto. Per questo tanti lo scambiano per materiale caduto e lo spazzano via senza pensarci.

Le norme

Cosa dice la legge, per esteso

Te le riportiamo testuali, così puoi leggerle da solo invece di fidarti di quello che gira nei gruppi di quartiere. Nell’ultima colonna c’è il link alla fonte ufficiale.

RiferimentoChe cosa dice, testualmenteCosa vuol dire a casa tuaFonte
L. 157/1992art. 21, c. 1, lett. o)«prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi e uccelli appartenenti alla fauna selvatica, salvo che nei casi previsti all’articolo 4, comma 1, o nelle zone di ripopolamento e cattura, nei centri di riproduzione di fauna selvatica e nelle oasi di protezione per sottrarli a sicura distruzione o morte»Il divieto sta nella legge sulla fauna selvatica. Le eccezioni riguardano zone di ripopolamento, centri di riproduzione e oasi, con obbligo di avviso alla Provincia: il balcone di casa non rientra in nessuna di queste.Testo integrale
Direttiva 2009/147/CEart. 5, lett. b)«distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi»È la direttiva europea sugli uccelli selvatici, da cui discende la norma italiana. Guarda il terzo verbo: asportare. Anche portare via il nido intero rientra nel divieto.EUR-Lex
Direttiva 2009/147/CEart. 5, lett. c)«raccogliere le uova nell’ambiente naturale e di detenerle anche vuote»Vale anche per l’uovo vuoto tenuto in casa, o tolto perché tanto era già schiuso. È il punto che quasi nessuno si aspetta.EUR-Lex
Art. 544-bis c.p.aggiornato dalla L. 82/2025«Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000»Qui siamo sul penale. Le pene sono cambiate il 1° luglio 2025: se leggi ancora «da tre a diciotto mesi», quella pagina non è aggiornata.L. 82/2025
Art. 544-ter c.p.maltrattamento«Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro». La pena «è aumentata della metà» se dal fatto deriva la morte dell’animale.Riguarda quello che non uccide sul colpo: il nido buttato giù con i piccoli dentro, o il varco chiuso mentre la covata è ancora lì.Testo dell’articolo
Art. 727 c.p.detenzione incompatibilePunisce la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura.Entra in gioco quando il rimedio non uccide ma intrappola: colle, reti montate male, trappole artigianali. Il fatto che l’animale sia vivo non basta a mettersi al riparo.Codice penale
L. 157/1992art. 19Il contenimento numerico della fauna selvatica passa da piani pubblici, con metodi ecologici e parere obbligatorio ISPRA.Ridurre il numero dei colombi in città è una decisione del Comune o della Regione, con un suo procedimento. Un privato non può farlo in nessuna forma.Gazzetta Ufficiale

Le frasi fra virgolette sono trascritte dal testo ufficiale, non riassunte. Per gli artt. 544-bis e 544-ter valgono le pene in vigore dal 1° luglio 2025.

Sul colombo di città girano due frasi sbagliate. Una dice che è una specie protetta, l’altra che non è protetto da niente. La versione corretta è meno comoda: il colombo non compare fra le specie particolarmente protette dell’art. 2 della L. 157/1992, non è cacciabile, e non è nemmeno fra le specie escluse dalla legge (talpe, ratti, topi, arvicole). Qualsiasi metodo cruento resta comunque coperto dagli artt. 544-bis e 544-ter del codice penale.

Il motivo tecnico

Perché toglierle non serve a niente

Lasciamo da parte la legge per un momento e guardiamo solo il calendario della coppia. Si capisce subito perché chi ha tolto le uova ci richiama dopo un mese, con lo stesso nido nello stesso punto.

1

8-12 giorni: la deposizione

Dall’accoppiamento alla deposizione passa poco più di una settimana, e le uova sono una o due. Per la coppia è uno sforzo minimo, quindi perderle non la scoraggia.

2

18 giorni: la schiusa

Le uova schiudono dopo diciotto giorni. Chi vede il nido con le sole uova pensa di avere tempo davanti, e invece ne ha meno di tre settimane.

3

4-6 settimane: l’involo

I piccoli lasciano il nido fra la quarta e la sesta settimana di vita. Fino a quel momento il nido è occupato e non si tocca.

4

E intanto arrivano altre uova

Qui sta il problema: la coppia depone di nuovo prima che i primi piccoli abbiano lasciato il nido, e può farlo in qualsiasi stagione, con i picchi in primavera e in autunno. Aspettare che il posto si liberi da solo non funziona.

Quello che rende buono un posto (riparo, temperatura stabile, nessuno che passa) resta lì anche dopo che hai tolto il nido, ed è il motivo per cui i piccioni tornano sempre. Per cambiare davvero le cose devi togliere il posto, non la covata.

Il seguito

Cosa succede nelle settimane dopo

Non è una previsione: è quello che ci raccontano le persone che ci chiamano dopo averci provato. Quattro cose, nell’ordine in cui arrivano.

Nido di piccione con sterpi e guano costruito dietro l’unità esterna del condizionatore su un balcone1

Riprovano nello stesso metro quadro

Il posto vale ancora quello che valeva prima: riparato, in alto, tranquillo. Nel giro di poche settimane il nido ricompare a pochi centimetri da dove stava.

Apertura di un sottotetto lasciata aperta, con guano sul davanzale e segni di passaggio dei volatili2

Il varco è rimasto aperto

Le uova le hai tolte, il buco no. Il cassonetto, la finestrella, lo spazio dietro la macchina esterna: da lì si continua a entrare come prima.

Nido abbandonato in un sottotetto polveroso, con piume e detriti attorno3

Nel nido resta materiale organico

Sterpi, piume, guano e polvere. Vanno rimossi con le protezioni giuste, e il perché è spiegato nella guida sul guano dei piccioni.

Angolo di balcone con fioriere, guano accumulato a terra e materiale di nido fra i vasi4

Un mese dopo sei al punto di prima

Con la differenza che il balcone è rimasto inutilizzabile, il guano si è accumulato, e l’intervento che potevi fare a maggio lo fai a luglio.

Hai un nido con le uova e non sai quanto devi aspettare?

Con due foto fatte da lontano riusciamo a capire a che punto è la covata e quando il posto sarà libero.

0584 433 198Mandaci le foto
Il metodo

Come si fa, in pratica

Quattro passaggi, sempre nello stesso ordine. L’unica variabile è quanto tempo si deve aspettare prima di poter intervenire.

Fase 1

Capire a che punto è la covata

Si guarda da lontano, senza toccare niente: uova ancora integre, piccoli con il piumino, giovani già formati sul bordo del nido. Da qui esce una data indicativa di quando il posto sarà libero, e su quella si programma tutto il resto.

Fase 2

Aspettare, ma non a mani in mano

Sul nido non si interviene. Nel frattempo però si può già proteggere il resto dell’affaccio, così una seconda coppia non si sistema due metri più in là mentre aspettiamo la prima.

Fase 3

Bonifica e sanificazione

A nido libero si rimuovono sterpi, guano e materiale organico con i dispositivi di protezione previsti, poi si sanifica la superficie. È la parte che non si vede, ed è quella che decide se il balcone tornerà davvero utilizzabile.

Fase 4

Chiudere il varco

Solo adesso si chiude, con il sistema adatto a quel punto preciso: rete, dissuasore o filo. È l’unico passaggio che evita la covata successiva, e il motivo per cui i tre precedenti hanno un senso.

Una domanda che ci fanno spesso

E le uova finte, o il mangime anticoncezionale?

Esistono davvero, e alcuni Comuni li usano per ridurre il numero di colombi in città. Il punto è che non sono strumenti tuoi, e non agiscono sul tuo balcone.

Il controllo farmacologico della riproduzione si fa con un mangime a base di nicarbazina. Il Piano faunistico quinquennale 2021/2025 della Provincia di Cremona lo scrive così: «Anche la somministrazione di farmaci ad effetto anti fecondativo (Nicarbazina) può contribuire nel tempo al contenimento numerico del colombo di città». Le parole da guardare sono contribuire e nel tempo.

Perché non risolve il tuo caso. Agisce sui colombi di un quartiere nell’arco di anni, non sulla coppia che quest’anno ha scelto il tuo cassonetto. Passa da un piano pubblico ai sensi dell’art. 19 della L. 157/1992, con parere ISPRA e distribuzione gestita dall’ente: non lo puoi comprare e spargere sul davanzale. Anche la sostituzione delle uova con quelle finte, dove viene fatta, rientra nello stesso tipo di piano.

Due minuti di video

Come sono fatte le due fasi dopo l’attesa

Fase 3

Che aspetto ha una bonifica fatta bene

Si vedono le protezioni, l’aspirazione e la sanificazione della superficie. È il passaggio che rimette in uso il balcone, ed è anche quello che di solito viene saltato.

La guida alla bonifica del guano
Fase 4

Chiudere un balcone senza farlo sembrare una gabbia

Su casa la rete non è sempre la strada giusta. Qui c’è un impianto a filo, poco visibile da terra, montato sul parapetto e sui piani d’appoggio: serve a togliere il posto, che è la parte che conta.

Come funziona FlyAway
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa Ekonore
Il punto di vista tecnico

Linda Abenaim, biologa ed entomologa

La domanda «posso togliere le uova» parte da un equivoco: tratta la covata come se fosse la causa del problema, mentre è solo il segno che il posto è stato giudicato adatto. Il colombo sceglie in base al riparo, alla temperatura e al fatto che nessuno lo disturbi, e queste tre cose non cambiano se togli due uova.

C’è poi la parte sanitaria, che l’area scientifica ricorda sempre: il materiale del nido è substrato organico, e va rimosso con le protezioni previste, mai a mani nude e mai a secco. Rimandare la rimozione al momento giusto, con l’attrezzatura giusta, è più sicuro che agire d’impulso il giorno in cui si scopre il nido.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore.

I nostri clienti

Proteggiamo edifici di cui conosci il nome

Dai clienti privati alle grandi realtà produttive, proteggiamo ogni ambiente dai piccioni e dagli altri volatili infestanti.

IrenMondadoriIveco GroupBirra PeroniConadCalzedonia Group
Chi entra in casa tua

Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione

Prima o poi qualcuno dovrà salire sul tuo balcone. Questi sono i numeri che puoi verificare prima di farlo entrare.

UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.ALI 02122 - PM
ISO 9001Sistema di gestione per la qualità.Reg. N. 19806 - A
ISO 14001Sistema di gestione ambientale.Reg. N. 19806 - E
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoro.Reg. N. 19806 - I
UNI/PdR 125Parità di genere.Reg. N. 19806 - PG
EMASRegistrazione ambientale europea, gestione ambientale verificata.IT-002249

Certificati rilasciati da Kiwa a Ekonore S.r.l.

Domande e risposte

Le domande che ci fanno con il nido già sul balcone

Si possono togliere le uova di piccione dal balcone?

No. L’art. 21, c. 1, lett. o) della L. 157/1992 vieta di «prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati» di uccelli appartenenti alla fauna selvatica, e la direttiva europea 2009/147/CE vieta anche di «distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi». Le eccezioni riguardano zone di ripopolamento, centri di riproduzione e oasi di protezione, non le case private. Quello che puoi fare è aspettare l’involo, bonificare e chiudere il varco.

E se le uova sono già schiuse, o il nido sembra abbandonato?

Sul piano giuridico non cambia niente: la direttiva vieta di raccogliere le uova «e di detenerle anche vuote». E un nido che sembra abbandonato spesso non lo è, perché gli adulti si allontanano per ore e le covate si sovrappongono. Se hai un dubbio, fotografalo da lontano invece di toccarlo.

Quanto devo aspettare, in concreto?

Le uova schiudono dopo circa diciotto giorni, e i piccoli lasciano il nido fra la quarta e la sesta settimana. Nel caso peggiore, con il nido appena fatto, parliamo di circa due mesi. Proprio per questo conviene non rimandare la chiusura del varco una volta liberato il posto: nella stessa stagione la coppia rideposita.

Rischio una sanzione se le tolgo?

La risposta onesta è che su un balcone privato la contestazione è rara, e dipende da chi segnala. Il quadro normativo però c’è, ed è quello riportato in questa pagina: il divieto della L. 157/1992 e, sul penale, gli artt. 544-bis, 544-ter e 727 del codice penale con le pene aggiornate dalla L. 82/2025. Resta il punto pratico: prendersi un rischio per un risultato che non arriva.

Posso spostare il nido di qualche metro, senza toccare le uova?

No, e comunque non funzionerebbe. La direttiva vieta espressamente di «asportare i nidi», e nei fatti spostarlo equivale ad abbandonare la covata, perché gli adulti non seguono il nido spostato. Se il problema è la posizione, quel punto si protegge dopo l’involo.

Il nido è sul cornicione condominiale: chi decide e chi paga?

Se sta su una parte comune (cornicione, gronda, sottotetto, facciata) non decide il singolo condomino. Chi incarica la ditta e come si divide la spesa lo trovi nella guida su piccioni in condominio e ruolo dell’amministratore.

Le uova finte e il mangime anticoncezionale funzionano?

Sono strumenti reali, ma di popolazione: il controllo farmacologico usa un mangime a base di nicarbazina, previsto nei piani pubblici. Agiscono su un quartiere e nell’arco di anni, sono gestiti dall’ente ai sensi dell’art. 19 della L. 157/1992 con parere ISPRA, e un privato non può attuarli. Sul nido che hai adesso sul balcone non cambiano niente.

Quando il posto si libera, come evito che rifacciano il nido?

Chiudendo il varco e i piani d’appoggio con il sistema adatto a quel punto: rete sul cassonetto o sul sottotetto, filo o dissuasore sui parapetti e sui cornicioni. Il confronto fra le soluzioni, con i limiti di ognuna, è in rete antipiccione o dissuasori e nella panoramica dei sistemi anti piccioni per edifici.

Parlane con un tecnico

Raccontaci dove sono le uova: ti richiamiamo noi

Scrivici dove si trova il nido (cassonetto, cornicione, sottotetto, dietro il condizionatore) e da quanto tempo lo hai notato. Il sopralluogo tecnico serve a trasformare un ordine di grandezza in un numero.

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