Avete trovato un nido di piccioni sul balcone e non sapete se potete toglierlo?

Succede quasi sempre allo stesso modo: due piccioni che vanno e vengono, qualche rametto tra i ferri della ringhiera o dietro una fioriera, e in pochi giorni un nido — magari con le uova. Da lì partono il guano sul pavimento e sul parapetto, il tubare all’alba e il balcone che non si usa più. La prima domanda giusta non è “come lo butto via”, ma se nel nido ci sono già uova o piccoli: cambia quello che si può fare. Qui vediamo come muoversi, in modo pratico e senza fare del male agli animali.

Nido attivo?con uova o piccoli l’intervento cambia: prima si valuta
Torna ogni annotolto il nido ma non l’appoggio, i piccioni rifanno tutto
6certificazioni Kiwa ed EMAS intestate a Ekonore
Due piccioni appollaiati sull’unità esterna del condizionatore su un balcone
Due piccioni sull’unità esterna del condizionatore: il balcone offre appoggi caldi e riparati, ed è lì che spesso compare il nido.

Risposta rapida

Se sul balcone c’è un nido, la prima cosa è capire se è attivo: con uova o piccoli non si distrugge — è una questione di umanità e, spesso, di regolamento comunale — si aspetta che si involino o ci si fa aiutare. A nido vuoto si rimuove tutto, si bonifica il guano in sicurezza e poi si chiude l’appoggio: dissuasori a spillo sulla ringhiera e sui davanzali, una rete se il balcone è chiuso su un lato, un filo sul parapetto dove conta l’estetica. Togliere solo il nido senza chiudere il punto non serve: i piccioni lo rifanno nello stesso angolo. Il quadro generale è in nido di piccioni: cosa fare.

Cosa si vede su un balcone scelto dai piccioni

Se anche solo due di queste vi suonano familiari sul balcone e sulla ringhiera

Sono le cose che ci raccontano i proprietari di casa prima di chiederci come chiudere il balcone ai piccioni.

  • Due piccioni che vanno e vengono sempre dallo stesso angolo del balcone, all’alba e al tramonto.
  • Rametti, piume e un principio di nido tra i ferri della ringhiera, dietro una fioriera o su una mensola.
  • Un nido nello split del condizionatore o nel vano dell’unità esterna.
  • Guano sul pavimento, sul parapetto e sulla tenda da sole, che torna ogni volta che pulite.
  • Il tubare la mattina presto, proprio fuori dalla camera o dalla cucina.
  • Il balcone che avete smesso di usare, e i panni che non stendete più volentieri.

Se ne riconoscete due, i piccioni hanno scelto il vostro balcone come posto fisso. Togliere il nido e pulire non basta: finché la ringhiera e i davanzali restano liberi, tornano a rifarlo nello stesso punto.

Perché proprio il vostro balcone

Che cosa trova un piccione su un balcone

Un balcone non viene scelto a caso: mette insieme un angolo riparato, appoggi comodi, calore e spesso del cibo. È il motivo per cui, tolto un nido, se ne rifa’ un altro poco dopo.

01

Un angolo riparato

Sotto una tettoia, dietro una fioriera, nel vano del condizionatore: il balcone offre angoli coperti dalla pioggia e dal vento, dove un piccione si sente al sicuro per nidificare.

02

Ringhiera e davanzali

La ringhiera, i davanzali e i parapetti sono posatoi perfetti, in quota e comodi. Tra i ferri e dietro i vasi il nido trova appoggio e riparo.

03

Calore e tranquillità

L’unità esterna del condizionatore è tiepida, e un balcone poco usato è tranquillo. Due cose che per un piccione valgono più di qualsiasi briciola.

04

Cibo a portata

Briciole, ciotole degli animali, mangiatoie per gli uccellini e l’orto sul balcone sono un richiamo costante: dove si mangia, prima o poi si nidifica.

La domanda che viene prima di tutto

Il nido sul balcone si può togliere? Dipende se è attivo

Nido con uova o piccoli

Non si distrugge. È una questione di umanità e spesso di regolamento comunale: si aspetta che i piccoli si involino, o ci si fa aiutare da chi sa come gestirlo.

checkNido vuoto o abbandonato

Qui si può rimuovere tutto e bonificare. È il momento giusto per intervenire: nido vuoto, pulizia e poi chiusura dell’appoggio.

Prevenzione, non distruzione

La via che funziona non è fare del male all’animale, ma togliergli l’appoggio: senza il posto comodo, il piccione va altrove da solo.

Partiamo dal punto che conta. Il colombo di città non è tra le specie particolarmente tutelate come la fauna selvatica protetta, ma questo non vuol dire che un nido attivo si possa buttare via senza pensarci: se dentro ci sono uova o piccoli, distruggerlo è un gesto che molti regolamenti comunali scoraggiano o vietano, oltre a essere inutilmente crudele. In caso di dubbio, una verifica al regolamento del vostro comune o all’ASL toglie ogni incertezza.

La buona notizia è che non serve toccare il nido attivo per risolvere. L’intervento efficace si fa quando il nido è vuoto: si rimuove, si bonifica il guano in sicurezza, e poi si chiude l’appoggio con i dissuasori o la rete. È lo stesso principio di tutto l’allontanamento senza fare del male: si agisce sul posto, non sull’animale.

C’è anche un lato sanitario da non sottovalutare. Il nido è pieno di parassiti — acari e zecche del piccione — e il guano secco che si solleva quando si pulisce è un tema di salute, soprattutto se il balcone dà sulla camera: sono le stesse malattie trasmesse dai piccioni di cui parliamo altrove. Per questo la rimozione va fatta con guanti, mascherina e disinfezione, non a mani nude.

Avete un nido sul balcone e non sapete se dentro ci sono le uova o se potete toglierlo?

Mandateci una foto del nido e del punto dov’è, e il comune: vi diciamo se conviene aspettare, come rimuoverlo in sicurezza e come chiudere l’angolo.

Come capire dove intervenire

I segnali che dicono dov’è il problema

Prima di scegliere il sistema, guardate due cose: dov’è il nido e da dove si può chiudere l’appoggio. Su un balcone cambia tutto a seconda di com’è fatto.

  • Nido e guano tra i ferri della ringhiera: il tema è il parapetto, da proteggere con gli spilli o un filo.
  • Nido dietro una fioriera o su una mensola: spesso basta togliere l’appoggio in quel punto e spostare il vaso.
  • Nido nel vano del condizionatore: è uno dei punti più comuni, ne parliamo in piccioni sul condizionatore.
  • Il balcone è chiuso su uno o due lati (loggia, rientranza): qui una rete risolve, chiudendo lo spazio.
  • Il guano torna subito dopo ogni pulizia: è una presenza attiva, non sporco vecchio.

La domanda giusta non è “quale dissuasore compro”, ma dove si posano e da dove entrano: sul parapetto si tolgono gli appoggi, in una loggia si chiude con la rete. Quasi sempre basta agire sul punto giusto.

Quello che si prova da soli, e perché peggiora le cose

Sul balcone, cosa non fare

Non sono sciocchezze da sprovveduti: sembrano le mosse più rapide. Il problema è che non reggono, e qualcuna si ritorce contro.

  • Buttare via il nido con le uova dentro. Oltre a essere crudele e spesso contrario al regolamento comunale, non risolve: i piccioni rifanno il nido nello stesso angolo pochi giorni dopo.
  • Il gel repellente e i dischetti sulla ringhiera. Si sporcano, colano con il caldo, durano poco e i piccioni ci si abituano. Sul parapetto reggono gli spilli, non il gel.
  • Il gufo finto e le girandole. Sono sagome e riflessi fissi: dopo pochi giorni i piccioni ci si posano accanto. È la classica assuefazione al gufo finto.
  • Lasciare cibo o la mangiatoia per gli uccellini. Dove c’è cibo i piccioni tornano: finché resta il richiamo, qualsiasi dissuasore fa più fatica.
Che cosa si usa su un balcone

Quattro soluzioni per liberare il balcone

Su un balcone la regola è semplice: prima si pulisce a nido vuoto, poi si toglie l’appoggio dove i piccioni si posano e si chiude dove il balcone è già rientrante. La soluzione giusta dipende da com’è fatto.

Operatore in DPI durante la bonifica del guano1

Rimozione nido e bonifica

Dove ha senso: Il nido vuoto, il guano sul pavimento, sul parapetto e nel vano del condizionatore.

Il primo passo, a nido vuoto: si tolgono nido e guano con guanti, mascherina e disinfezione. Pulire bene prima è quello che fa durare tutto il resto, ed è una questione di salute oltre che di decoro.

Vai alla bonifica
Dissuasori ad aghi installati su un profilo per togliere il posatoio2

Dissuasori sulla ringhiera

Dove ha senso: Il parapetto, i davanzali, le mensole e i bordi dove i piccioni si posano.

Sugli appoggi scoperti, gli spilli tolgono il posto senza far male all’animale. Vanno messi della misura giusta e su tutto il filo del parapetto, altrimenti i piccioni si spostano di un palmo.

Vai ai dissuasori
Rete anti-piccioni installata a chiusura di uno spazio3

Reti per logge e rientranze

Dove ha senso: Il balcone chiuso su uno o due lati, la loggia, la rientranza, il sottobalcone.

Dove il balcone è già chiuso su qualche lato, una rete a filo chiude lo spazio e toglie l’accesso, lasciando passare luce e aria. È la soluzione per logge e rientranze.

Vai alle reti
Filo del sistema FlyAway installato lungo un parapetto4

FlyAway sul parapetto

Dove ha senso: Il parapetto in vista, dove gli spilli si noterebbero troppo.

Dove conta l’estetica, il filo poco visibile presidia il bordo del balcone agendo sul comportamento del piccione. È la soluzione discreta per le facciate e i parapetti in vista.

Vai a FlyAway

La logica è una sola: togliere l’appoggio, non spaventare. Spesso su un balcone si combinano gli spilli sulla ringhiera e una rete nella rientranza; su come si scelgono le combinazioni parliamo in come combinare più sistemi.

Guarda come funziona

Dissuasori e reti, come lavorano davvero

Il parapetto

Come si toglie l’appoggio sul bordo

Sul bordo del balcone e sulla ringhiera si toglie il posatoio: qui si vede il principio del filo che agisce sul comportamento del piccione, discreto e senza fargli del male.

La pagina di FlyAway
La rientranza

Come si chiude una loggia con la rete

Si vede come lavora una rete anti-volatili: è lo stesso principio con cui si chiude una loggia o una rientranza del balcone, con la maglia giusta e a filo.

La pagina delle reti
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Come si lavora

Come si libera un balcone, passo per passo

01

Si guarda il balcone e il nido

Si capisce dov’è il nido, se è attivo, dove si posano i piccioni e da dove entrano. Se ci sono uova o piccoli, si dice subito come muoversi e, se serve, si aspetta il momento giusto.

02

Si rimuove e si bonifica

A nido vuoto si tolgono nido e guano con DPI e disinfezione: è la parte che conta di più per la salute e quella che fa durare tutto il resto.

03

Si chiude l’appoggio

Si mettono gli spilli sulla ringhiera e sui davanzali, una rete nella rientranza, un filo sul parapetto in vista. Tutto a filo, perché il balcone resti bello da usare.

04

Si verifica

Dopo l’intervento si controlla che non siano rimasti appoggi liberi e che i piccioni non abbiano scelto un angolo vicino. Una verifica a distanza di qualche settimana vale più di dieci promesse.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Perché un piccione sceglie proprio quel balcone

Il balcone riproduce in piccolo l’ambiente che il piccione cerca: una sporgenza riparata, in quota, protetta dal vento e dalla pioggia e vicina a una fonte di cibo. La ringhiera e i davanzali offrono i posatoi, le fioriere e il vano del condizionatore offrono il riparo per il nido.

Sul nido vale la pena essere chiari: il colombo di città non rientra tra le specie particolarmente protette, ma un nido attivo, con uova o piccoli, non va distrutto — per ragioni di umanità e perché diversi regolamenti comunali lo disciplinano. L’approccio corretto non è eliminare l’animale, ma rendere il posto inadatto: si interviene a nido vuoto e si chiude l’appoggio.

C’è infine il piano igienico. Il nido ospita acari e zecche specifici del piccione, e il guano essiccato libera polveri quando viene rimosso a secco: in un ambiente domestico, su cui affacciano camere e cucine, la rimozione va fatta con protezioni e disinfezione, mai improvvisata.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

Requisiti

Le certificazioni di chi entra a lavorare a casa vostra

Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Per un privato sono la garanzia che chi rimuove il nido e installa i dissuasori lo fa in regola, con un sistema di qualità e ambientale certificato.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.

Le domande che arrivano

Le domande che ci fanno sul nido e sui piccioni in balcone

È vero che non si può togliere un nido di piccioni?

Dipende se è attivo. Il colombo di città non è tra le specie particolarmente protette, ma un nido con uova o piccoli non va distrutto: è crudele e diversi regolamenti comunali lo scoraggiano o lo vietano. A nido vuoto, invece, si rimuove senza problemi. In caso di dubbio, una verifica al regolamento del vostro comune chiarisce tutto.

Cosa faccio se nel nido ci sono già le uova?

Non lo si distrugge. In genere si aspetta che i piccoli si involino — poche settimane — tenendo il balcone sotto controllo; oppure ci si fa aiutare da chi sa gestire la situazione. Intanto si prepara la chiusura dell’appoggio, da fare appena il nido è vuoto, così i piccioni non ricominciano.

Ho tolto il nido ma i piccioni sono tornati: perché?

Perché avete tolto il nido ma non l’appoggio. Finché la ringhiera, il davanzale o il vano restano comodi, i piccioni rifanno il nido nello stesso punto. La differenza la fa chiudere quel punto con i dissuasori o la rete, dopo la bonifica.

Come tolgo il guano dal balcone in sicurezza?

Mai a secco e a mani nude: il guano essiccato libera polveri e il nido ospita parassiti. Si usano guanti e mascherina, si inumidisce, si rimuove e si disinfetta la superficie. Se è tanto o stratificato, meglio una bonifica fatta come si deve.

I dissuasori a spillo rovinano la ringhiera o fanno male ai piccioni?

No. Gli spilli non feriscono: tolgono semplicemente l’appoggio, così il piccione si posa altrove. Si fissano senza rovinare il parapetto e, scelti della misura giusta, si notano poco. Dove conta l’estetica si può usare un filo quasi invisibile al posto degli spilli.

Il nido è nel condizionatore: è un problema?

Sì, è uno dei punti più comuni: il vano dell’unità esterna è tiepido e riparato. Il nido lì può ostacolare la ventola e sporca l’impianto. Ne parliamo nel dettaglio in piccioni sul condizionatore.

Vivo in condominio: il balcone è mio o del condominio?

Il piano di calpestio del balcone è di chi ci abita, ma il parapetto e la facciata hanno spesso una natura condominiale, soprattutto quando l’intervento tocca il decoro esterno. Se il problema è diffuso sulla facciata conviene coinvolgere l’amministratore: ne parliamo in piccioni in condominio.

Mandateci una foto del nido e del balcone

Dove si trova il nido, se vedete uova o piccoli, com’è fatto il balcone (aperto, rientrante, con tettoia) e il comune. Vi diciamo se conviene aspettare, come rimuovere e bonificare in sicurezza, e con quale sistema — spilli, rete o filo — chiudere l’appoggio perché non tornino.

0584 433 198Vai al modulo
Sopralluogo

Parliamo del vostro balcone

Dove si trova il nido, se vedete uova, com’è fatto il balcone e il comune. Vi rispondiamo con cosa fare subito e con la soluzione — spilli, rete o filo — che ha senso su quel balcone, non con un listino.

Nome(Obbligatorio)

Condividi questo articolo