Il cornicione del palazzo è diventato il posatoio fisso dei piccioni?

Il cornicione — l’aggetto di gronda che corre in cima alla facciata — è uno dei posti che i piccioni preferiscono: è una sporgenza riparata dalla pioggia, lunga e comoda, in alto e lontano da chi potrebbe disturbarli. Da lì parte una catena di problemi che si vede sotto: le colate di guano che rigano la facciata, i nidi che intasano la grondaia, l’acqua che non scola più e, col tempo, l’intonaco che si rovina. E non è di un inquilino solo: la facciata è del condominio. Qui vediamo perché succede e come si toglie l’appoggio sul filo del cornicione.

Facciatail guano acido del cornicione segna e rovina l’intonaco
Grondaienidi e piume le intasano: acqua che non scola e infiltrazioni
6certificazioni Kiwa ed EMAS intestate a Ekonore
Piccioni appollaiati sul filo di una cornice in alto, con i tetti sullo sfondo
Piccioni allineati sul filo di una cornice in alto: una sporgenza riparata è il loro posatoio ideale — e il gufo finto accanto non li sposta.

Risposta rapida

Dal cornicione i piccioni si tolgono levando l’appoggio, non spaventandoli. Prima si bonifica il guano e si rimuovono i nidi; poi si chiude il filo della sporgenza con i dissuasori a spillo, oppure si mette una rete sottogronda dove i piccioni entrano sotto le tegole, o un filo poco visibile dove conta l’estetica della facciata. È un lavoro in quota, quasi sempre su parte comune condominiale: la facciata e la gronda riguardano tutto il palazzo, non il singolo appartamento sotto.

Cosa si vede su una facciata scelta dai piccioni

Se anche solo due di queste vi suonano familiari sul cornicione e sulla gronda

Sono le cose che ci raccontano gli inquilini e gli amministratori guardando la facciata dal marciapiede.

  • File di piccioni allineati sul cornicione, sempre gli stessi punti, mattina e sera.
  • Colate di guano che rigano la facciata partendo dall’alto, sotto la sporgenza.
  • Guano, piume e rametti sui davanzali e sui balconi sottostanti, che tornano dopo ogni pulizia.
  • La grondaia che trabocca quando piove, perché nidi e piume la tengono intasata.
  • Nidi sotto le tegole o nel sottogronda, da cui i piccioni entrano ed escono.
  • Macchie e aloni sull’intonaco che non vanno più via, segno che il guano agisce da tempo.

Se ne riconoscete due, il cornicione è diventato un posatoio fisso. Pulire la facciata non basta: finché la sporgenza resta libera, i piccioni tornano a posarsi negli stessi punti e il guano ricomincia a colare.

Perché proprio lì in cima

Che cosa trova un piccione su un cornicione

Il cornicione non viene scelto a caso: è una sporgenza riparata, un filo lungo e comodo, in alto e tranquillo, con le cavità del sottotegola a portata. Per questo, tolto un gruppo, se ne riforma un altro.

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Una sporgenza riparata

Il cornicione sporge e copre: sotto di lui il piccione è al riparo dalla pioggia e dal sole battente. È la stessa cengia di roccia che cercherebbe in natura, ma in cima a un palazzo.

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Un filo lungo e comodo

La cornice corre per tutta la facciata: un posatoio continuo, ampio e stabile, dove un intero gruppo si allinea comodo. Più è largo il filo, più piccioni ospita.

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In alto, lontano dal disturbo

In cima alla facciata i piccioni non vengono disturbati: nessuno sale a cacciarli, e da lì controllano la zona. La quota è parte di quello che rende il cornicione così appetibile.

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Sottotegola e gronda per il nido

Dove il cornicione incontra il tetto, sotto le tegole e nel sottogronda, si aprono cavità riparate perfette per il nido: dal posatoio si passa in fretta alla nidificazione.

Non è solo una questione di decoro

Perché i piccioni sul cornicione costano, se li si lascia fare

La facciata si rovina

Il guano è acido: colando dalla sporgenza riga l’intonaco, macchia la pietra e, col tempo, corrode e scrosta. Rifare la facciata costa molto più che proteggerla.

La grondaia si intasa

Nidi, piume e guano otturano la gronda e i pluviali: l’acqua non scola, trabocca e finisce nel muro. Da qui partono umidità e infiltrazioni.

Igiene e sicurezza

Il guano secco che si solleva e i parassiti del nido sono un tema sanitario per chi abita sotto, e la sporgenza imbrattata diventa scivolosa e pericolosa durante gli interventi.

Il danno peggiore è quello che non si vede subito. Il guano del piccione è acido: lasciato colare lungo la facciata per una stagione dopo l’altra, attacca l’intonaco, macchia la pietra e il cotto e, nei casi avanzati, corrode i materiali. È lo stesso meccanismo del guano acido sulle superfici, ma su una facciata il conto arriva tutto insieme, il giorno del rifacimento.

Poi c’è la grondaia. Nidi e piume che scendono dal cornicione la intasano: quando piove l’acqua non scorre, trabocca e scende lungo il muro invece che nel pluviale. È una delle cause più comuni di umidità e di infiltrazioni sotto gronda, e il nesso con i piccioni spesso non viene notato finché non si guarda in alto.

Infine il lato igienico e condominiale. Il guano secco che si solleva e i parassiti del nido — acari e zecche del piccione — pesano su chi abita agli ultimi piani: sono le stesse malattie trasmesse dai piccioni. E poiché la facciata e la gronda sono parte comune, l’intervento va deciso dal condominio, non lasciato a chi “ce li ha sopra la finestra”.

Avete i piccioni sul cornicione e il guano che riga la facciata, ma non sapete da dove si interviene in quota?

Mandateci due foto della facciata dal basso e, se potete, una del cornicione da vicino, e il comune: servono a capire se si lavora sul filo della sporgenza, sotto la gronda o su tutti e due.

Come capire dove intervenire

I segnali che dicono dov’è il problema

Prima di decidere il sistema, vale la pena guardare dove si posano i piccioni e dove entrano. Sul cornicione cambia a seconda di com’è fatto l’aggetto.

  • Piccioni allineati sul filo del cornicione: il tema è la sporgenza, da proteggere con gli spilli o un filo.
  • Piccioni che entrano sotto le tegole o nel sottogronda: lì serve una rete che chiuda la cavità, come sul tetto.
  • La grondaia trabocca: oltre a chiudere l’appoggio va liberata dai nidi e dal materiale che la intasa.
  • Il guano è concentrato sotto un tratto preciso: lì c’è un posatoio o un nido fisso, non un passaggio.
  • Il guano torna subito dopo la pulizia della facciata: è una presenza attiva, non sporco vecchio.

La domanda giusta non è “quale dissuasore”, ma dove si posano e dove entrano: sul filo del cornicione si tolgono gli appoggi, sotto la gronda si chiude la cavità. Spesso serve fare tutti e due.

Quello che si prova, e perché non regge

Sul cornicione, cosa non fare

In quota, su una facciata, il fai-da-te non è solo inutile: è pericoloso, e qualche “rimedio” peggiora la situazione.

  • Salire o sporgersi dal tetto per cacciarli. È un lavoro in quota, in sicurezza, con l’accesso giusto: affacciarsi dal cornicione è il modo più rapido per farsi male.
  • Gel repellente lungo la cornice. Con il sole cola e macchia la facciata, raccoglie polvere, dura poco e i piccioni ci si abituano. Sul filo reggono gli spilli, non il gel.
  • Reti o spilli montati male. Una rete sottogronda tesa storta o a maglia larga lascia i varchi e impiglia gli uccelli; gli spilli a mezzo filo spostano i piccioni di un palmo. In quota, tornare a sistemarli costa: meglio farli bene subito. È lo stesso motivo per cui una rete va scelta e tesa bene.
  • Lasciar intasare la grondaia. Rimandare la pulizia della gronda significa umidità e infiltrazioni nel muro: il danno cresce e il conto pure.
Che cosa si usa su un cornicione

Quattro soluzioni per il cornicione e la gronda

Sul cornicione la regola è semplice: prima si bonifica e si libera la gronda, poi si toglie l’appoggio sul filo e si chiude la cavità sotto le tegole. La soluzione giusta dipende da com’è fatta la sporgenza e da come ci si accede.

Dissuasori ad aghi installati sul filo di una sporgenza per togliere il posatoio1

Dissuasori sul cornicione

Dove ha senso: Il filo della sporgenza, i davanzali e i bordi dove i piccioni si allineano.

Sul filo del cornicione gli spilli tolgono il posatoio senza far male all’animale. Vanno coperti tutti e della misura giusta, altrimenti i piccioni si spostano di qualche centimetro.

Vai ai dissuasori
Rete anti-piccioni installata a chiusura di una cavità sotto una copertura2

Rete sottogronda

Dove ha senso: Il sottogronda, le cavità sotto le tegole e i vani da cui i piccioni entrano a nidificare.

Dove i piccioni entrano sotto le tegole o nel sottogronda, la rete chiude la cavità e toglie il nido alla radice, dopo la bonifica. Si monta a filo, quasi invisibile dal basso.

Vai alle reti
Filo del sistema FlyAway installato lungo un bordo in vista3

FlyAway sulla facciata

Dove ha senso: I cornicioni e i bordi in vista di facciate di pregio, dove gli spilli si noterebbero troppo.

Dove conta l’estetica, il filo poco visibile presidia il bordo del cornicione agendo sul comportamento del piccione. È la soluzione discreta per le facciate e gli edifici di pregio.

Vai a FlyAway
Operatore in DPI durante la bonifica del guano4

Bonifica e pulizia gronda

Dove ha senso: Il guano sulla sporgenza e sulla facciata, i nidi e il materiale che intasa la grondaia.

Prima di qualsiasi barriera si rimuovono nidi e guano e si libera la gronda, in sicurezza e con disinfezione. La bonifica si tiene separata in offerta ed è quello che fa durare tutto il resto.

Vai alla bonifica

La logica è una sola: togliere l’appoggio sul filo e chiudere la cavità, non spaventare. Spesso su una facciata si combinano gli spilli sul cornicione e la rete sottogronda; su come si scelgono le combinazioni parliamo in come combinare più sistemi.

Guarda come funziona

Dissuasori e reti, come lavorano in quota

Il filo del cornicione

Come si toglie l’appoggio sulla sporgenza

Sul filo del cornicione si toglie il posatoio: qui si vede il principio del filo che agisce sul comportamento del piccione, discreto e adatto alle facciate in vista.

La pagina di FlyAway
Il sottogronda

Come si chiude la cavità sotto le tegole

Si vede come lavora una rete anti-volatili: è lo stesso principio con cui si chiude il sottogronda e le cavità sotto le tegole, con la maglia giusta e a filo.

La pagina delle reti
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Come si lavora

Come si libera un cornicione, passo per passo

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Si guarda la facciata, dal basso e dall’alto

Si capisce dove si posano i piccioni, dove entrano sotto le tegole, com’è fatto l’aggetto e come ci si accede in sicurezza. Senza questa lettura, in quota si lavora a caso.

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Si bonifica e si libera la gronda

Si rimuovono nidi e guano dalla sporgenza e si libera la grondaia dal materiale che la intasa, con disinfezione. La bonifica si tiene separata in offerta.

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Si toglie l’appoggio e si chiude

Si mettono gli spilli sul filo del cornicione, una rete sottogronda dove serve, un filo discreto sulle facciate in vista. Tutto a filo, perché dal basso quasi non si veda.

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Si verifica nel tempo

Dopo l’intervento si controlla che non siano rimasti varchi e che i piccioni non si siano spostati di poco. Una verifica a distanza di settimane vale più di dieci promesse.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Perché il cornicione è il posatoio ideale di una facciata

Il cornicione riproduce la cengia rocciosa che il colombo cerca in natura: una sporgenza orizzontale, riparata dall’alto, in posizione elevata e con una buona visuale. In un edificio, l’aggetto di gronda offre esattamente questo, e per di più corre continuo per tutta la facciata.

La vicinanza del sottotegola e del sottogronda aggiunge le cavità per il nido: dal posatoio alla nidificazione il passo è breve, ed è il motivo per cui un cornicione frequentato diventa in fretta un sito di nidificazione stabile.

Sul piano degli effetti, due aspetti meritano attenzione. Il guano ha una reazione acida e, per dilavamento, agisce sui materiali della facciata nel tempo; e i nidi, finendo nei pluviali, compromettono lo smaltimento delle acque meteoriche. Per questo l’approccio corretto è l’esclusione — togliere l’appoggio e chiudere le cavità — preceduta da bonifica, e non il semplice allontanamento temporaneo con deterrenti a stimolo, a cui l’animale si abitua.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

Requisiti

Le certificazioni di chi lavora in quota sulla vostra facciata

Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Per un condominio sono la garanzia che chi interviene sul cornicione e sulla gronda lo fa in regola e con un sistema di qualità e ambientale certificato.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.

Le domande che arrivano

Le domande che ci fanno su cornicione e gronda

Come si allontanano i piccioni dal cornicione?

Togliendo l’appoggio, non spaventandoli. Prima si bonifica il guano e si rimuovono i nidi; poi si chiude il filo della sporgenza con i dissuasori a spillo, si mette una rete sottogronda dove i piccioni entrano sotto le tegole, o un filo poco visibile sulle facciate in vista. È un lavoro in quota.

Il guano sul cornicione rovina davvero la facciata?

Sì. Il guano è acido e, colando dalla sporgenza stagione dopo stagione, macchia e corrode l’intonaco e la pietra. Prima si interviene, meno costa: rifare una facciata segnata dal guano è molto più oneroso che proteggerla.

I piccioni mi intasano la grondaia: c’entrano?

Quasi sempre sì. Nidi, piume e guano che scendono dal cornicione otturano gronda e pluviali: l’acqua non scola, trabocca e scende nel muro. È una causa comune di umidità e infiltrazioni. L’intervento comprende la pulizia della gronda, oltre alla chiusura dell’appoggio.

La facciata e il cornicione sono parte comune del condominio?

In genere sì: la facciata, il cornicione e le grondaie sono parti comuni, quindi l’intervento va deliberato e ripartito dal condominio, non lasciato al singolo che ha i piccioni sopra la finestra. Di solito gestisce la richiesta l’amministratore: ne parliamo in piccioni in condominio.

I dissuasori a spillo si vedono dalla strada e rovinano la facciata?

Scelti della misura giusta si notano poco, e si fissano senza rovinare la cornice. Dove la facciata è di pregio o in vista si può usare un filo quasi invisibile al posto degli spilli, che fa lo stesso lavoro restando discreto.

Si può intervenire senza ponteggio?

Dipende dall’altezza e da com’è fatto l’edificio: spesso si lavora con piattaforme aeree o in accesso su fune, senza montare il ponteggio. È uno dei punti da chiarire nel sopralluogo, perché l’accesso in quota incide su tempi e organizzazione.

Ho tolto i nidi dalla gronda ma i piccioni tornano: perché?

Perché avete tolto il nido ma non l’appoggio. Finché il filo del cornicione resta libero, i piccioni tornano a posarsi e a rifare il nido. La differenza la fa chiudere la sporgenza e il sottogronda, dopo la bonifica.

Mandateci due foto della facciata

Una dal basso di tutta la facciata e, se potete, una del cornicione da vicino, con il comune e quanti piani. Vi diciamo se si lavora sul filo della sporgenza, sotto la gronda o su tutti e due, come si accede in quota, e vi diamo un’indicazione da portare in assemblea.

0584 433 198Vai al modulo
Sopralluogo

Parliamo della vostra facciata

Comune, quanti piani, dove vedete i piccioni e com’è fatto il cornicione. Vi rispondiamo con la soluzione che ha senso su quella facciata — spilli, rete sottogronda, filo — e con i passi per portarla in condominio.

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