Al Teatro di Marcello ogni cornice è un posto dove fermarsi. E i piccioni le hanno usate tutte.
Capitelli, archi, fessure: dentro gli ambulacri — i corridoi ad arco che girano intorno al teatro, sopra e sotto — i piccioni avevano trovato posto ovunque, e ci stavano da anni. Guano dappertutto e spazi ridotti male. Prima abbiamo pulito, poi tolto l’appoggio: sistemi che da terra non si vedono e che si smontano senza lasciare un segno sulla pietra.

In breve: il problema non era l’edificio, erano le colonie che ci vivevano
Nei corridoi ad arco del teatro, sopra e sotto, fra capitelli, archi e fessure c’era tutto quello che serve a un piccione per fermarsi e fare il nido. Nell’edificio non c’era niente da riparare: bisognava togliere il motivo per cui ci tornavano, senza toccare la pietra. Birdstop ha prima pulito le superfici, poi montato i sistemi — cose che da terra non si vedono e che si possono togliere quando si vuole. Su un monumento tutelato non è un dettaglio: è la condizione per poter lavorare.
Che cosa è stato fatto, in quattro righe
Dove stavano i piccioni, di preciso
Nel cuore di Roma, sotto le arcate del Teatro di Marcello, ogni giorno passano visitatori e persone che ci lavorano. E in quei corridoi, negli anni, si erano stabilite colonie di piccioni.

Capitelli, archi e fessure: per un piccione è tutto posto buono
Il sopralluogo ha mostrato una cosa semplice: i piccioni stavano nei corridoi ad arco, sia in quelli di sopra sia in quelli di sotto, e non ci passavano soltanto — ci vivevano. Capitelli, archi e fessure offrono ripiani perfetti su cui fermarsi e fare il nido, e il risultato era guano ovunque, resti di ogni genere e spazi che peggioravano di anno in anno.
La presenza costante dei volatili comprometteva non solo il decoro del monumento, ma anche le condizioni igienico-sanitarie e la qualità dell’aria, con impatti diretti sulla fruizione del sito da parte di visitatori e operatori.
Le quattro cose che hanno deciso come intervenire
Il sopralluogo su un monumento antico non serve a contare i volatili: serve a capire su quali superfici si fermano davvero, a che quota, e che cosa quel materiale sopporta.
Che cosa non si poteva fare, e perché
In un luogo dove ogni cornice racconta secoli di storia non c’era spazio per reti visibili o spuntoni metallici a vista. Non è una preferenza estetica: è il perimetro entro cui un intervento su un bene vincolato è ammissibile.
- Niente reti a vista sui corridoi. Una rete su arcate percorse ogni giorno dai visitatori altererebbe la lettura architettonica del monumento.
- Niente spuntoni metallici in evidenza. Sui capitelli e sulle cornici, uno spuntone tradizionale si vedrebbe: e già solo per questo era escluso.
- Niente modifiche permanenti alle strutture. Tutto ciò che viene aggiunto deve poter essere tolto lasciando il supporto come si è trovato.
- Niente prodotti aggressivi sulle superfici storiche. La pulizia è stata fatta con prodotti scelti apposta, delicati sulla pietra antica.
Restava la famiglia di soluzioni che si integrano visivamente e non modificano il supporto, rendendo l’appoggio poco attraente per il volatile invece di sbarrarlo fisicamente.
Hai un edificio storico o un immobile vincolato con lo stesso problema?
Il sopralluogo tecnico serve prima di tutto a capire quali sistemi sono compatibili con il vincolo. Il preventivo viene dopo.
Chiama lo 0584 433 198 Soluzioni per beni culturaliFunzionano sui piccioni, e da terra non li vedi
La scelta è caduta su sistemi che agiscono sulla percezione del volatile invece che sulla geometria dell’appoggio: la differenza fra rendere un posto scomodo e renderlo poco attraente, senza che si veda da terra.

Sistemi che si mimetizzano, invece di sbarrare tutto
L’intervento è stato progettato con un obiettivo chiaro: tutelare le superfici storiche dai danni causati dai piccioni salvaguardando al tempo stesso l’integrità estetica del monumento. La documentazione dell’intervento riporta una soluzione integrata basata su FlyAway e BirdFire, sistemi che funzionano, sono sicuri e quasi non si vedono.
BirdFire è una coppetta trasparente che il volatile percepisce come un elemento di disturbo: applicata nei punti più critici — capitelli, archi, superfici di appoggio — consente l’allontanamento senza contatto con l’animale e senza fissaggi sul materiale antico. La reversibilità dell’installazione è stata un requisito, non un dettaglio.
Un sistema di questo tipo va scelto per tipo di superficie, non per catalogo: le coppette coprono i singoli piani di appoggio, il filo FlyAway le linee lunghe come cornicioni e parapetti, le reti le aperture da chiudere fisicamente.
Prima si pulisce, poi si toglie l’appoggio. Mai il contrario.
È il punto che più spesso viene invertito, ed è quello che decide se il risultato dura: il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che quel posto è abitabile.


Fase 1 — La pulizia dei corridoi, fatta in sicurezza
L’intervento è stato avviato con una fase approfondita di pulizia tecnica e risanamento, dove la presenza di guano, nidi e residui organici aveva compromesso le condizioni dell’area. Grazie all’impiego di soluzioni mirate e a basso impatto, tutte le superfici sono state trattate per rimuovere le contaminazioni e ripristinare condizioni igieniche adeguate, nel pieno rispetto delle caratteristiche storiche del sito.
Fase 2 — Il montaggio dei sistemi
Finita la pulizia si è passati al montaggio dei sistemi, scelti per durare senza forare niente e senza lasciare segni sulle strutture. È la parte più delicata: proteggere l’edificio senza cambiargli faccia.

Che cosa cambia, per il monumento e per chi lo attraversa

“I risultati sono stati immediati: i volatili hanno abbandonato l’area e il Teatro di Marcello ha ritrovato il suo equilibrio originario.”
— Responsabile tecnico dell’intervento Birdstop
- Integrazione visiva. I sistemi adottati sono pensati per contesti storici e monumentali: l’impatto estetico è ridotto al minimo.
- Nessuna alterazione delle superfici. I materiali originali non sono stati modificati: nessun foro, nessuna modifica permanente.
- Reversibilità totale. Requisito essenziale su un bene storico vincolato, verificato prima ancora dell’efficacia.
- Spazi di nuovo fruibili. Corridoi più sicuri e in ordine, per chi visita e per chi ci lavora.



Quattro fasi, su un teatro romano come su un capannone
Cambia il vincolo, non il criterio: prima si capisce dove stanno davvero i volatili e che cosa quella superficie sopporta, poi si sceglie il sistema.
Il sopralluogo: si guarda l’edificio prima di decidere
Si individuano i punti di appoggio reali, a tutte le quote, e si verifica su quale materiale insistono. Su un bene vincolato questa fase decide anche che cosa è installabile e che cosa no.
Un progetto che la Soprintendenza può approvare
Si scelgono i sistemi che non forano, non alterano la lettura architettonica e restano rimovibili, concordando l’intervento con i referenti tecnici del sito.
Prima la pulizia, poi il montaggio
Prima la pulizia tecnica e il risanamento delle superfici contaminate, poi l’installazione dei dissuasori. Invertire l’ordine significa proteggere un’area che continua a richiamare i volatili.
I controlli, negli anni successivi
I punti protetti vanno controllati e i dissuasori sostituiti secondo la loro durata: un impianto che nessuno guarda smette di funzionare senza dare segnali.
Cosa dicono i clienti Birdstop
Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore
Sul guano che si accumula nei corridoi di un monumento aperto al pubblico l’area scientifica Ekonore richiama un punto spesso sottovalutato: quel materiale non è inerte. Ospita acari, zecche molli e altri artropodi che restano vitali anche dopo che i volatili si sono allontanati, e che possono interessare chi transita o lavora in quegli ambienti.
Per questo la sequenza è sempre la stessa: prima si bonifica — si porta via guano e materiale di nido, con la protezione addosso, perché lì dentro vivono acari e zecche — e subito dopo si montano i dissuasori, che sono quelli che tengono pulito lo spazio negli anni, e solo dopo si riapre l’area al pubblico. Fermarsi alla pulizia, invece, non basta: se l’appoggio resta, nel giro di poche settimane la superficie torna esattamente com’era.
Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.
Enti pubblici, industrie e siti monumentali
Lo stesso metodo che usiamo su un teatro del I secolo a.C. vale su uno stabilimento produttivo: cambia il vincolo, non il criterio.






Le certificazioni che un ente chiede in gara
Su un cantiere che si svolge dentro un monumento vincolato aperto al pubblico le certificazioni non sono un fregio da brochure: sono requisiti di ammissione. Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili, è certificata Kiwa e registrata EMAS.
Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l. Su un cantiere di restauro la ISO 45001 e la UNI EN 16636 sono spesso requisiti di ammissione, non titoli preferenziali.
Le domande che arrivano da enti e progettisti
Si possono installare dissuasori su un monumento vincolato come il Teatro di Marcello?
Sì, a condizione che il sistema sia compatibile con il materiale e con la lettura architettonica del monumento, e che l’intervento sia concordato con i referenti tecnici e autorizzato dall’ente di tutela. Restano esclusi i sistemi che forano, che alterano l’estetica o che non sono rimovibili.
BirdFire fa male ai piccioni?
No. Il volatile percepisce la coppetta come un elemento di disturbo e smette di considerare quel punto un posto sicuro; non c’è contatto, non c’è ferita, non c’è cattura: è un dissuasore, non una trappola. Per questo è compatibile con la tutela della fauna selvatica prevista dalla Legge 157/1992.
Che cos’è BirdTikol e in che cosa è diverso da un dissuasore ad aghi?
È un dissuasore in acciaio inox pensato per cornicioni, tetti e facciate: toglie il piano di appoggio con un profilo a impatto estetico molto ridotto, invece di presentare la classica corona di spuntoni a vista. Sulle cornici del Teatro di Marcello le foto di cantiere ne documentano l’installazione.
Perché non sono state usate reti?
Su archi e corridoi dove passa gente tutti i giorni una rete si vedrebbe, e cambierebbe l’aspetto del monumento. La rete resta la scelta giusta dove serve chiudere davvero un’apertura, non dove serve solo rendere scomodo un ripiano.
L’installazione è reversibile?
Sì, ed è il requisito che un ente di tutela verifica per primo. I sistemi adottati non comportano modifiche permanenti alle strutture e possono essere rimossi lasciando le superfici come sono state trovate.
Il guano va rimosso prima o dopo l’installazione?
Prima. Il guano contiene richiami che comunicano ad altri volatili che il posto è abitabile: installare su un’area sporca significa lavorare contro un segnale che resta attivo. La bonifica va fatta con dispositivi di protezione adeguati, perché quel materiale ospita acari e zecche molli.
Quanto dura la protezione?
Dipende dalla manutenzione. I dissuasori hanno una durata dichiarata dal produttore e vanno sostituiti entro quel termine; i punti protetti vanno riverificati periodicamente, perché una colonia che trova di nuovo un appoggio libero torna.
Birdstop lavora anche fuori Roma?
Sì. Ekonore S.r.l. opera su tutto il territorio nazionale con squadre tecniche proprie. Per il Lazio il riferimento è la pagina allontanamento volatili a Roma.
Un teatro romano, un condominio, uno stabilimento: il metodo non cambia
Prima si capisce dove stanno davvero i volatili e che cosa è installabile in quel punto senza alterarlo. Poi si sceglie il sistema.
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Raccontaci l’edificio: ti richiamiamo noi
Che tipo di immobile è, se è sottoposto a vincolo, dove si posano i volatili e che cosa è già stato provato. Con questi dati sappiamo già cosa dirti al telefono.
