Hai una serra o un campo coltivato con i volatili tra le piante?
Piccioni, passeri e storni entrano nella serra dalle aperture, beccano i germogli e sporcano le piante con il guano; spesso arrivano dai campi aperti qui intorno. Qui te lo spieghiamo in modo semplice: come tenerli fuori chiudendo bene gli ingressi con la rete giusta e, all’esterno, come allontanarli dalla struttura e dai terreni aperti con dissuasori, laser e falconeria. Poi scegliamo insieme solo quello che serve davvero.

Risposta rapida
In una serra i volatili vanno fermati in due punti. Il primo sono le aperture — colmo, finestrature, porte: qui si montano reti con la maglia giusta, che tengono fuori gli uccelli senza intrappolarli. Il secondo è tutto il resto: la struttura e i campi aperti intorno, dove si usano i dissuasori, il laser sulle grandi coperture e, sull’aperto, la falconeria. Prima si guarda da dove entrano e dove si fermano, poi si sceglie cosa mettere insieme.
Se anche due di queste vi suonano familiari dentro e intorno alla serra
Non sono esempi da manuale: sono le cose che ci raccontano chi gestisce serre e vivai prima di un sopralluogo.
- Passeri o storni che entrano dalle aperture di colmo o dalle finestrature e non trovano l’uscita, sbattendo contro la copertura.
- Semenzali spuntati, piantine beccate e frutti rovinati nelle file più vicine agli ingressi.
- Guano sulle foglie, sui frutti e sui teli di coltivazione, che diventa un tema fitosanitario e non solo di pulizia.
- Nidi tra le travi, sui correnti e negli angoli della struttura, con piume e colature sotto i punti di sosta.
- Volatili che si posano sul colmo e sulle gronde e sporcano la copertura, riducendo la luce che entra.
- Avete già messo una rete o un falco finto e dopo poco i volatili erano di nuovo dentro.
Se ne riconoscete due, la serra è diventata un punto di cibo e riparo stabile: da lì in poi togliere i volatili a mano o pulire le colture non basta più, perché rientrano dalla stessa apertura il giorno dopo.
Che cosa offre a un volatile una serra
Una serra non attira i volatili per caso. Mette insieme, nello stesso volume, tutto ciò che serve: calore, cibo tenero, acqua, aperture per entrare e una struttura dove nidificare. Per questo il controllo va tenuto attivo, non fatto una volta sola.
Calore e riparo tutto l’anno
Una serra è calda e riparata anche d’inverno: per passeri, storni e piccioni è un rifugio stabile, molto più comodo dell’esterno, dove restare e nidificare lontano dal vento e dal freddo.
Cibo a portata, in ogni stagione
Semenzali appena spuntati, piantine tenere, frutti in maturazione e gli insetti che la serra stessa concentra: per i volatili è una dispensa aperta, proprio nei momenti in cui la coltura è più delicata.
Aperture che restano aperte
Le finestrature di colmo e di falda e le porte si tengono aperte per arieggiare e gestire la temperatura: sono ingressi che i volatili imparano a usare, ed entrano e escono finché restano liberi.
Struttura e campo aperto intorno
Le travi, i correnti e il colmo offrono posatoi e punti di nido; intorno, i terreni agricoli aperti portano stormi di storni e passeri che usano la serra come base. Il contesto conta quanto la serra stessa.
In una serra i volatili non sono solo una questione di pulizia
La voce che pesa di più sono le colture. Nelle file vicine alle aperture i semenzali spuntati vengono beccati, le piantine tenere strappate e i frutti rovinati: è una perdita diretta di prodotto, concentrata proprio nella fase più delicata.
La seconda è fitosanitaria. Il guano su foglie e frutti non è solo sporco: è una contaminazione che può compromettere la vendita del prodotto e le verifiche di filiera, e i volatili possono veicolare parassiti e agenti patogeni, come spieghiamo per le malattie trasmesse dai piccioni.
La terza riguarda la struttura. I nidi intasano gronde e finestrature, il guano sulla copertura riduce la luce che arriva alle piante, e sui profili metallici lascia il segno nel tempo — lo stesso meccanismo del guano su macchinari e impianti, qui applicato alla struttura della serra.
Molte aziende agricole lavorano in filiere con capitolati e certificazioni di prodotto: in quel caso alla perdita di coltura si aggiunge il tema della contaminazione da documentare, come succede negli ambienti dell’allontanamento volatili per le grandi aziende.
Avete i volatili che entrano dalle aperture della serra e non sapete se nidificano dentro o arrivano dai campi intorno?
Scriveteci che serra è, in che provincia e cosa coltivate: serve a capire se lavorare sulle aperture, sulla struttura o su tutti e due.
I segnali che dicono dov’è il problema
Prima di spendere in qualsiasi sistema, vale la pena guardare due cose: da dove entrano i volatili e dove si fermano. La differenza cambia l’intervento.
- Volatili che entrano e escono dalla stessa apertura — colmo, finestratura laterale, porta: lì serve una chiusura, non un deterrente.
- Guano concentrato sotto punti precisi di travi, correnti e angoli: lì c’è un posatoio o un nido fisso.
- Danni alle colture nelle file vicine agli ingressi e non in fondo alla serra: il problema entra da un punto preciso.
- Stormi che arrivano a ondate dai campi intorno, soprattutto storni e passeri: il richiamo è anche fuori, sull’aperto agricolo — è il tema degli storni su vigneti e frutteti.
- Il guano torna subito dopo ogni pulizia delle colture e della copertura: non è sporco vecchio, è una presenza attiva che va interrotta.
Se i volatili entrano dalle aperture, mettere un deterrente dentro non basta: va chiuso l’ingresso con la rete giusta. Se invece arrivano dai campi, la chiusura da sola non ferma la pressione: serve agire anche sull’aperto intorno.
I rimedi contro i volatili in serra che non reggono
Non sono trucchi da sprovveduti: su una serra sembrano le soluzioni più rapide. Il problema è che i volatili imparano, le aggirano o, in un caso, portano a infrangere la legge.
- Reti a maglia sbagliata o montate male. Una maglia troppo larga lascia passare i passeri; una rete lasca li intrappola, e un volatile incastrato muore sulla coltura. La rete funziona solo con la maglia giusta e tesa sui punti d’ingresso — è il senso delle reti anti-volatili fatte a misura.
- Falchi finti e palloni predatori. Sono segnali fissi: dopo pochi giorni i volatili capiscono che non fanno male e tornano a entrare. È la stessa assuefazione del gufo finto.
- Dissuasori sonori e ultrasuoni a ciclo continuo. I volatili si abituano al rumore che non porta un pericolo reale; lo stesso vale per gli ultrasuoni.
- Togliere i nidi di rondine. La rondine è una specie protetta: i nidi attivi non si rimuovono e distruggerli è un illecito. Si lavora sulle aperture e sulla struttura rispettando i nidi e la stagione, non eliminandoli.
- Veleni ed esche. In un ambiente dove si coltiva cibo sono una strada da escludere: contaminano la produzione, sono vietati contro l’avifauna e non risolvono la causa.
Quattro sistemi per i due fronti di una serra
Le aperture e la struttura vanno affrontate in modo diverso. Sugli ingressi si chiude con la rete giusta; sul colmo e sulle gronde si presidia; sulle grandi coperture e sull’aperto intorno si usano il laser e il rapace. Quasi sempre su una serra serve più di un sistema.
1Reti e chiusure
Dove ha senso: Le aperture di colmo e di falda, le finestrature, le porte e i volumi da chiudere.
Dove il volatile entra, la rete con la maglia giusta toglie l’ingresso alla radice, senza intrappolare gli animali. È il primo intervento su una serra: si chiude il punto da cui entrano, non tutta la superficie a caso.
Vai alle reti
2FlyAway e dissuasori
Dove ha senso: Il colmo, le gronde, i correnti e i profili in vista dove non si può chiudere.
Dove chiudere non ha senso, si presidia il bordo agendo sul comportamento del volatile con un filo poco visibile. Va combinato con la chiusura delle aperture già usate.
Vai a FlyAway
3BirdLaser AI
Dove ha senso: Le grandi coperture e le aree aperte intorno alle serre, all’alba e al tramonto.
Il fascio in movimento sposta gli stormi senza rumore e copre distanze che nessuna barriera raggiungerebbe. Si programma sugli orari in cui i volatili si concentrano intorno alla serra.
Vai al laser
4Falconeria
Dove ha senso: I terreni agricoli aperti intorno alle serre, da cui arrivano gli stormi.
Sul campo aperto il volo del rapace riporta un predatore vero, l’unico “spavento” a cui storni e passeri non si abituano. Riduce la pressione che arriva da fuori, prima che entri nella serra.
Vai alla falconeriaLa logica è semplice: sulle aperture si toglie l’ingresso chiudendo con la maglia giusta, sulla struttura e sull’aperto si toglie la tranquillità con il presidio, il laser o un predatore vero. Agire su un solo fronte lascia il problema in piedi.
Le reti sulle aperture e il laser sull’aperto agricolo
Come si chiude un ingresso senza intrappolare i volatili
Qui si vede come lavora una rete anti-volatili: è il principio con cui si chiudono le aperture di colmo, le finestrature e le porte di una serra, con la maglia giusta e tesa sui punti d’ingresso.
La pagina delle retiCome si riduce la pressione che arriva dai campi
Si vede il laser su contesti agricoli e aziendali: è il principio con cui si allontanano gli stormi dalle grandi coperture e dai terreni intorno alla serra, prima che entrino.
La pagina del laserCosa dicono i clienti Birdstop
Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.
Come lavoriamo su una serra
Si guarda da dove entrano
Si percorrono le aperture di colmo, le finestrature, le porte e la struttura per capire da dove i volatili entrano, dove nidificano e da dove arrivano. Senza questa mappa qualsiasi rete o deterrente viene messo a caso.
Si libera e si bonifica, rispettando i nidi protetti
Nidi non protetti e accumuli di guano vanno gestiti prima di chiudere, altrimenti si sigilla un volatile dentro. I nidi di rondine, protetti, si rispettano e si pianifica intorno alla stagione. La bonifica è una lavorazione a sé e in offerta va tenuta separata.
Si chiudono le aperture e si presidia il resto
Sulle aperture si montano reti con la maglia giusta; sul colmo e sulle gronde si presidia; sulle grandi coperture e sull’aperto si programmano il laser e la falconeria, nel rispetto del lavoro in serra.
Si verifica nel tempo
La pressione cambia con le stagioni di coltivazione e con ciò che c’è nei campi intorno: l’intervento si verifica e si mantiene, non si fa una volta sola.

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore
Perché una serra concentra passeri, storni e piccioni
Una serra riunisce in un unico volume fattori di richiamo che all’esterno sono separati: un microclima caldo e stabile, una fonte continua di cibo tenero — semenzali, piantine, frutti, insetti — e una struttura ricca di posatoi e di cavità. Per specie opportuniste come il passero e lo storno, questo equivale a una disponibilità di riparo, cibo e siti di nidificazione molto elevata, in ogni stagione.
Le aperture di ventilazione aggravano il quadro: colmo e finestrature restano aperti per gestire la temperatura, e diventano ingressi stabili. A ciò si aggiunge il contesto, perché molte serre sorgono in aree agricole da cui storni e passeri si spostano in stormo. La pressione, quindi, non dipende solo dalla serra, ma anche da ciò che la circonda.
Sul piano operativo l’azione efficace agisce contemporaneamente sulle aperture — con chiusure dimensionate, che escludono i volatili senza intrappolarli — e sulla struttura e sull’aperto, riducendo posatoi e pressione in arrivo. La dissuasione a stimolo fisso, al contrario, perde efficacia per abituazione, e sulle specie protette come la rondine va sempre rispettato il vincolo di legge.
Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.
Le certificazioni che una filiera o un capitolato possono chiedere
Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Sono i riferimenti richiesti nelle qualifiche fornitore agricole, nei capitolati di filiera e negli appalti.
Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.
Le domande che ci fanno le aziende agricole
Come si allontanano i volatili da una serra?
Su due fronti. Sulle aperture — colmo, finestrature, porte — si montano reti con la maglia giusta, che escludono i volatili senza intrappolarli. Sulla struttura si presidiano colmo e gronde con i dissuasori, e sull’aperto agricolo intorno si usano il laser sulle grandi coperture e la falconeria. Quasi sempre serve più di un sistema.
Perché i volatili entrano proprio nelle serre?
Perché dentro trovano calore tutto l’anno, cibo tenero — semenzali, piantine, frutti, insetti — acqua dell’irrigazione e una struttura dove nidificare. Le aperture di ventilazione sono ingressi comodi, e i campi intorno portano stormi di storni e passeri.
La rete chiude le aperture senza danneggiare le piante o la ventilazione?
Sì, se è dimensionata bene. Si sceglie la maglia in base alle specie da escludere e si tende sui punti d’ingresso, lasciando lavorare le finestrature. Una maglia sbagliata o una rete lasca, invece, lascia passare i passeri o li intrappola: è l’errore più comune.
I falchi finti e i dissuasori sonori funzionano in una serra?
Per poco. I volatili si abituano ai segnali fissi e al rumore che non porta un pericolo reale, e tornano a entrare dalle stesse aperture. La chiusura fisica degli ingressi è ciò che regge nel tempo, insieme al presidio della struttura.
Il guano sulle colture è solo un problema di pulizia?
No. Il guano su foglie e frutti è una contaminazione che può compromettere la vendita del prodotto e le verifiche di filiera, oltre al fatto che i volatili possono veicolare parassiti e agenti patogeni. È un tema fitosanitario, non solo di decoro.
Si possono togliere i nidi di rondine dalla serra?
No: la rondine è una specie protetta e i nidi attivi non si rimuovono. Si lavora sulle aperture e sulla struttura rispettando i nidi e pianificando gli interventi intorno alla stagione di nidificazione, mai distruggendoli.
Si può intervenire senza fermare la coltivazione?
Sì. Le lavorazioni si programmano sui cicli colturali e sulle finestre già previste. Il punto da chiarire in offerta è l’accesso in sicurezza al colmo e alle coperture e il coordinamento con chi lavora in serra, non il fermo in sé.
Quanto costa allontanare i volatili da una serra?
Non esiste un prezzo unico: dipende da quante aperture vanno chiuse, da quanti metri di struttura hanno accesso libero, da quanto guano e quanti nidi vanno gestiti prima e da quanta pressione arriva dai campi. Gli ordini di grandezza per le aziende sono in quanto costa il problema volatili in azienda; il numero preciso arriva dal sopralluogo.
Diteci com’è fatta la serra e da dove entrano
Tipo di serra, provincia, cosa coltivate, com’è fatto il colmo e le aperture e che cosa avete già provato. Il sopralluogo serve a capire se lavorare sulle aperture, sulla struttura o su tutti e due, e a trasformare un ordine di grandezza in un preventivo.
0584 433 198Vai al moduloContinua a leggere
Parliamo della vostra serra
Tipo di serra, provincia, cosa coltivate e da dove entrano i volatili. Vi rispondiamo con la combinazione di reti, dissuasori, laser e falconeria che ha senso su quella struttura, non con un listino.
