Una taccola ha fatto il nido nella canna fumaria e le cornacchie gracchiano sul tetto all’alba: potete toglierle?

I rametti che spuntano dal comignolo, il camino che non tira più, il gracchiare insistente sull’antenna, i sacchi dei rifiuti aperti, e a primavera le picchiate a difesa del nido. Cornacchie, gazze e taccole sono uccelli intelligenti e protetti: non si abbattono e non si avvelenano, e il nido attivo non si tocca. Quello che funziona — ed è lecito — è chiudere i punti in cui nidificano e togliere i posatoi, fatto nel momento giusto.

Il problemanidi nelle canne fumarie, guano, rumore e aggressività a primavera
Il vincolosono specie protette: niente abbattimenti o veleni, nemmeno per un privato
La soluzionechiudere cavità e comignoli, dissuadere i posatoi — fuori stagione
Una cornacchia grigia e una taccola posate sul comignolo e sul colmo del tetto di un edificio, accanto a un’antenna (immagine illustrativa generata al computer)
Cornacchie e taccole sul tetto, fra comignolo e antenna: il comignolo è proprio il punto da cui iniziano i guai. (Immagine illustrativa generata al computer.)

Risposta rapida

No, se il nido è attivo: cornacchie, gazze e taccole sono fauna selvatica protetta (L. 157/1992), non si abbattono né si avvelenano, e distruggere un nido con uova o piccoli è vietato (Direttiva Uccelli 2009/147/CE). Il controllo di cornacchia grigia e gazza esiste solo come piano regionale gestito dagli enti, non è fai-da-te. La soluzione, lecita ed efficace, è la dissuasione: a stagione finita si chiudono le cavità e i comignoli (con un comignolo parauccelli), si tolgono i posatoi su antenne e cornicioni, si bonifica. Così la primavera dopo non tornano a nidificare.

Riconoscete la scena?

Se riconoscete anche solo due di queste scene, il problema è già sul tetto

Non serve salire sul tetto per accorgersene: bastano le cose che vedete e sentite da casa, e che prese una alla volta sembrano piccole.

  • Rametti che spuntano dal comignolo o dal cassonetto, e il camino che tira peggio o fa fumo in casa.
  • Un gracchiare insistente all’alba sull’antenna, sul colmo del tetto o sull’albero accanto.
  • I sacchi dei rifiuti aperti e sparsi, o il cibo degli animali domestici sparito dal balcone.
  • Il guano su terrazzo, auto e davanzali, e piume e resti di nido sotto i posatoi.
  • A primavera, picchiate verso chi passa troppo vicino a un nido: non è cattiveria, è difesa.
  • Nidi voluminosi di rametti su antenne, pali, grondaie o dentro un cavedio.

Se ne avete spuntate due, non siete più nella fase in cui basta “cacciarle via”: la domanda non è più “come le tolgo” — sono protette — ma quando è lecito intervenire e come chiudere i punti perché non tornino.

Perché proprio il vostro edificio

Che cosa trovano cornacchie, gazze e taccole in un edificio

Non è un caso: un edificio offre ai corvidi cavità dove nidificare, posatoi alti da cui dominare e cibo urbano a portata. Capire che cosa li attira è il primo passo per toglierglielo — nel modo e nel momento giusti.

01

Cavità e camini in cui nidificare

La taccola nidifica nelle cavità: canne fumarie, comignoli, cassonetti, sottotetti, buche nei muri. Un edificio con camini aperti e vani è, per lei, una parete di roccia piena di nicchie — comoda e protetta.

02

Posatoi alti da cui dominare

Antenne, pali, colmi del tetto e alberi vicini sono posatoi di vedetta per cornacchie e gazze: da lì controllano la zona, gracchiano e scendono sul cibo. Più è alto e libero, meglio è.

03

Cibo urbano facile

Rifiuti organici, avanzi, ciotole degli animali, orti e compost: in città il cibo non manca mai. I corvidi sono onnivori e opportunisti, e una fonte stabile li fa restare e tornare.

04

E sono intelligenti e fedeli al posto

Imparano in fretta e si abituano ai deterrenti a stimolo: un falco finto o un rumore li ingannano pochi giorni. Sono anche legati al sito: se trovano un buon posto, tornano. Per questo servono barriere vere, non spaventi.

Non sono tutti uguali

Taccola, cornacchia o gazza: chi avete sull’edificio

Si dice “corvi” per tutti, ma sono tre uccelli diversi, con abitudini e problemi diversi — e la soluzione cambia di conseguenza. Riconoscere la specie è il primo passo.

La taccola

Nidi nelle cavità e nei camini

Corvus monedula, la più piccola. Nidifica in cavità: canne fumarie, comignoli, cassonetti, sottotetti. È la specie che ostruisce il camino con il nido di rametti, con tutti i rischi che ne derivano.

La cornacchia

Posatoi alti e nidi voluminosi

Cornacchia grigia o nera (Corvus cornix / corone). Nidi grandi su antenne, pali e alberi; molto vocale. In nidificazione può essere aggressiva a difesa del nido, con picchiate verso chi si avvicina.

La gazza

Ladra e predatrice di nidi

Pica pica, bianca e nera dalla coda lunga. Costruisce nidi a cupola di rametti; è curiosa, porta via piccoli oggetti e preda uova e nidiacei di altri uccelli, riducendone la presenza in giardino.

La parte che cambia tutto

Cornacchie, gazze e taccole sono protette: cosa dice la legge

Prima di pensare a “come le elimino” conviene sapere che non si può: sono specie protette, e chi promette di “toglierle di mezzo” vi mette in una posizione illecita. La strada lecita — e che funziona — è un’altra.

Cosa si può e non si può fare, per legge

Si può fare
  • Pulire e bonificare guano, nidi vecchi e detriti, in sicurezza
  • A stagione finita, chiudere cavità e comignoli con griglie e comignoli parauccelli
  • Togliere i posatoi su antenne, pali e cornicioni con dissuasori
  • Chiudere il cibo: rifiuti e ciotole non lasciati accessibili
Non si può fare
  • Abbattere, catturare o avvelenare: è illegale per un privato
  • Distruggere un nido attivo, con uova o piccoli
  • Tappare la canna fumaria con il nido — o i piccoli — ancora dentro
  • Affidarsi a chi promette di “eliminarli”: vi mette in una posizione illecita

Cornacchie, gazze e taccole sono specie protette (L. 157/1992 e Direttiva Uccelli 2009/147/CE). Il “controllo” di alcune di esse spetta agli enti pubblici, con piani dedicati; al privato restano la dissuasione non cruenta e la chiusura dei punti di nidificazione. Nel dubbio su un nido attivo, ci si rivolge agli enti competenti (Polizia provinciale, Carabinieri Forestali).

RiferimentoDove sta scrittoCosa comporta in concreto
L. 157/1992, art. 1NormattivaTutta la fauna selvatica — corvidi compresi — è patrimonio indisponibile dello Stato e protetta. Un privato non può abbatterli né catturarli.
L. 157/1992, art. 19NormattivaIl controllo di cornacchia grigia e gazza avviene solo tramite piani regionali, attuati dagli enti (Province/Regioni) in contesti e modi stabiliti: non è un’autorizzazione al fai-da-te in città.
Dir. 2009/147/CE, art. 5 lett. bEUR-LexVieta «di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi»: il nido attivo non si tocca.
Dir. 2009/147/CE, art. 5 lett. a e dEUR-LexVietano di ucciderli deliberatamente e di disturbarli durante la riproduzione.
Veleni e mezzi cruentiillecitiEsche avvelenate e abbattimenti fai-da-te sono vietati e perseguibili (anche come maltrattamento di animali): oltre al rischio legale, colpiscono altri animali e non risolvono il problema.
Non è solo rumore

Cosa combinano davvero cornacchie, gazze e taccole

La canna fumaria ostruita

Il nido di rametti della taccola nel comignolo blocca il tiraggio: il camino fuma in casa e, nei casi peggiori, i fumi di combustione — monossido compreso — non escono. È il danno più pericoloso, e il meno conosciuto: un problema di sicurezza, non solo di fastidio.

Guano, rumore e aggressività

Guano su terrazzi e auto, gracchiare insistente all’alba e, in nidificazione, picchiate a difesa del nido verso chi passa vicino. Non è cattiveria, ma per un cortile o una scuola è un problema concreto.

Rifiuti, orti e danni

Aprono i sacchi dei rifiuti e li sparpagliano, razzolano negli orti e nel compost; le gazze portano via piccoli oggetti e predano uova e nidiacei di altri uccelli, impoverendo il giardino.

Il danno che quasi nessuno collega ai corvidi è la canna fumaria. La taccola nidifica nelle cavità e un comignolo aperto è, per lei, una nicchia perfetta: ci costruisce un nido voluminoso di rametti che ostruisce il condotto. Il risultato è un camino o una caldaia che non tira, fumo che rientra in casa e, nei casi gravi, lo scarico dei fumi di combustione compromesso. È un tema di sicurezza che va affrontato, ma mai tappando il condotto con una nidiata ancora dentro.

Poi c’è la convivenza quotidiana: il gracchiare all’alba, il guano sui posatoi, e in primavera l’aggressività territoriale — le picchiate che spaventano bambini e anziani in un cortile. Sono comportamenti naturali di difesa del nido, ma in un contesto abitato vanno gestiti.

Infine i danni “minori” che si sommano: i sacchi dei rifiuti aperti, gli orti razzolati, le gazze che spariscono con un oggetto o svuotano un nido di passeri. Finché l’edificio offre cavità, posatoi e cibo facile, i corvidi restano: si lavora su quei tre fronti, non contro l’animale.

Quello che si prova, e perché non va fatto

Corvidi sull’edificio: cosa non fare

Con animali intelligenti e protetti, le scorciatoie sono inutili o proprio illegali — e una, sul camino, è anche pericolosa.

  • Abbattere, catturare o avvelenare. È vietato per un privato (L. 157/92) e perseguibile, anche come maltrattamento. I veleni poi colpiscono cani, gatti e altri animali, e non risolvono: arriva un altro corvide.
  • Tappare la canna fumaria con il nido dentro. Se ci sono uova o piccoli è crudele e illegale; e murare un condotto senza bonificarlo lascia materiale che marcisce e ostruisce. Prima si aspetta l’involo, poi si pulisce e si chiude con un comignolo parauccelli.
  • Falco finto, palloni, ultrasuoni. Sui corvidi, che sono fra gli uccelli più intelligenti, durano ancora meno: capiscono in pochi giorni che non c’è pericolo. Reggono le barriere fisiche, non lo spavento.
  • “Spaventarli” a ogni costo. Disturbare un nido attivo, usare mezzi cruenti o petardi non è lecito e aumenta solo l’aggressività. L’obiettivo è togliere cavità e appoggi, non ingaggiare l’animale.

La domanda giusta non è “come le elimino” — non si può — ma come chiudo le cavità e tolgo i posatoi, nel momento in cui è lecito farlo.

Come si lavora

Come si allontanano i corvidi da un edificio, passo per passo

01

Si riconosce la specie e la fase

Si guarda se sono taccole (nei camini e nelle cavità), cornacchie o gazze (posatoi e nidi voluminosi), e se i nidi sono attivi. Da qui si decide cosa serve e quando è lecito intervenire.

02

Si aspetta l’involo e si bonifica

A nido attivo non si tocca nulla: si attende l’involo, poi si rimuovono nido e detriti dalla canna fumaria o dalla cavità e si bonifica. È il passo che mette in sicurezza, soprattutto sul camino.

03

Si chiudono cavità e posatoi

Comignoli e griglie parauccelli sulle canne fumarie, reti su cavità e sottotetti, dissuasori su antenne e cornicioni. Si toglie il punto in cui nidificano e l’appoggio da cui dominano, senza ferire l’animale.

04

Si verifica alla stagione dopo

Sono legati al sito: alla primavera successiva si controlla che non abbiano ricominciato altrove e che le chiusure tengano. Una verifica stagionale vale più di dieci promesse.

Che cosa si usa davvero

Come si protegge un edificio dai corvidi

Non esiste un solo “anti-corvo”: ci sono barriere che chiudono cavità e camini (reti, griglie e comignoli parauccelli), dissuasori che negano antenne e cornicioni, deterrenti che scoraggiano i posatoi, un presidio laser per le aree aperte e la bonifica che mette in sicurezza. Quale pesa di più dipende da dove nidificano e da com’è fatto l’edificio.

Rete anti-volatili tesa a chiusura di una rientranza sotto una copertura1

Reti su cavità e sottotetti

Dove ha senso: Cavedi, sottotetti, logge e rientranze dove taccole e corvidi entrano e nidificano al riparo.

La rete chiude a monte l’accesso alla cavità: niente nido, niente ritorno. Tesa a filo e con la maglia giusta resta poco visibile. Va montata a regola, senza sacche in cui un uccello possa restare impigliato.

Vai alle reti
Dissuasori ad aghi installati sul bordo di una superficie per togliere l’appoggio2

Dissuasori su antenne e cornicioni

Dove ha senso: Antenne, pali, colmi, cornicioni e davanzali: i posatoi alti da cui i corvidi dominano la zona.

Gli aghi tolgono l’appoggio sui bordi e sugli elementi lineari senza far male all’animale: niente vedetta sull’antenna, niente posatoio sul cornicione.

Vai ai dissuasori
Filo teso fissato con un morsetto sul bordo di un cornicione, dissuasore FlyAway3

Fili sui bordi, dove si vuole discreto

Dove ha senso: Cornicioni e coprimuro di facciate di pregio, dove un dissuasore a vista stonerebbe.

Un filo quasi invisibile toglie l’appoggio sul bordo senza reti: discreto e poco invasivo. Lavora sui bordi lineari, non chiude una cavità, che si protegge con la rete o la griglia.

Scopri il FlyAway
Coppette BirdFire installate su una superficie, dissuasore visivo e olfattivo non cruento4

BirdFire sui posatoi e sulle sporgenze

Dove ha senso: Piani, sporgenze e strutture dove i corvidi si posano in attesa, come rinforzo alla protezione fisica.

Una coppetta che unisce segnale visivo e olfattivo: la superficie viene letta come “occupata” e i volatili non si posano. Non fa male all’animale e non si vede da lontano; utile dove non si può mettere una rete.

Scopri BirdFire
Dissuasore laser BirdLaser AI in funzione su un’area aperta5

BirdLaser AI per cortili e aree aperte

Dove ha senso: Cortili, giardini condominiali e aree aperte dove i corvidi stazionano e serve presidiare la zona.

Il laser automatico riconosce i volatili e li allontana dall’area senza toccare nulla. È un presidio d’area, in abbinamento alla chiusura delle cavità e dei posatoi.

Scopri il laser
Guano di volatili accumulato su una superficie, da bonificare6

Bonifica e pulizia

Dove ha senso: Terrazzi, cornicioni e cavità imbrattati da guano e vecchi nidi, prima di chiudere gli accessi.

Si rimuovono guano, nidi vecchi e detriti inumidendo e raccogliendo — mai a secco né a pressione — e si sanifica. Sulla canna fumaria è anche un passaggio di sicurezza.

Bonifica e pulizia

Sulla canna fumaria la soluzione specifica è il comignolo o la griglia parauccelli, che lascia uscire i fumi ma impedisce l’ingresso: si monta a condotto bonificato e a nido ormai vuoto. Su un edificio i sistemi quasi sempre si combinano, e vanno scelti guardando dove colpiscono i corvidi, non a catalogo.

Installazioni reali

Gli stessi sistemi, in alcuni nostri interventi

Le protezioni che chiudono cavità e tolgono i posatoi — reti, fili tesi, dissuasori sui bordi — sono le stesse che installiamo contro i volatili su coperture e cornicioni. Qui sotto alcune nostre installazioni reali: la posa e la verifica sul posto.

La posa di una rete anti-volatili su una copertura: chiude a monte i vani e le cavità in cui un uccello — taccola compresa — potrebbe infilarsi e nidificare al riparo.
La posa di una rete anti-volatili su una copertura: chiude a monte i vani e le cavità in cui un uccello — taccola compresa — potrebbe infilarsi e nidificare al riparo.
La visita di verifica dopo la posa: si controllano i dissuasori montati sul bordo e si annota che la protezione tenga, senza nuovi posatoi scoperti.
La visita di verifica dopo la posa: si controllano i dissuasori montati sul bordo e si annota che la protezione tenga, senza nuovi posatoi scoperti.
La messa in tensione di un filo d’acciaio sul bordo di un cornicione: una barriera quasi invisibile che toglie l’appoggio sugli spigoli e sui bordi lineari.
La messa in tensione di un filo d’acciaio sul bordo di un cornicione: una barriera quasi invisibile che toglie l’appoggio sugli spigoli e sui bordi lineari.
Un impianto a fili tesi su più linee lungo un cornicione: impedisce l’atterraggio su tutto il bordo, senza opere invasive sulla facciata.
Un impianto a fili tesi su più linee lungo un cornicione: impedisce l’atterraggio su tutto il bordo, senza opere invasive sulla facciata.

Fotografie di nostre installazioni reali di sistemi di dissuasione su cornicioni e coperture: gli stessi che proteggono un edificio dai corvidi.

Guarda come funziona

Reti e bonifica, come lavorano

Chiudere le cavità

Come una rete chiude vani e sottotetti

Si vede come si tende una rete anti-volatili: è lo stesso principio con cui si chiudono cavedi, sottotetti e rientranze in cui taccole e corvidi nidificano, con la maglia giusta e senza sacche.

La pagina delle reti
Mettere in sicurezza

Come si bonifica in sicurezza

Qui si vede la bonifica fatta con metodo — inumidire, raccogliere, sanificare — non con l’idropulitrice: è il passo che recupera cornicioni, cavità e, dove serve, la canna fumaria prima di chiuderla.

La bonifica del guano
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Perché con i corvidi la prevenzione conta più dello spavento

I corvidi — cornacchie, gazze, taccole — sono fra gli uccelli più intelligenti e adattabili: imparano in fretta a riconoscere i deterrenti innocui e si abituano agli stimoli ripetuti. Per questo i dispositivi “a spavento” perdono efficacia in pochi giorni, mentre funziona ciò che modifica fisicamente l’ambiente: chiudere le cavità, togliere i posatoi, rimuovere le fonti di cibo.

Va ricordato che si tratta di specie protette: la gestione deve escludere l’uccisione e il disturbo dei nidi attivi. Il controllo numerico di alcune specie, dove previsto, è competenza degli enti pubblici attraverso piani dedicati; al cittadino e al condominio spetta l’esclusione non cruenta, pianificata fuori dal periodo riproduttivo.

Sul piano della convivenza, una nota: i corvidi hanno anche un ruolo ecologico, come spazzini e nel controllo di altri animali. L’obiettivo ragionevole non è eliminarli, ma allontanarli dai punti critici — il camino, il cortile, il balcone — rendendoli poco ospitali.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

Chi si affida a noi

Realtà che ci hanno scelto

Lavoriamo per privati e condomini, ma anche per aziende ed enti con tetti, impianti e aree aperte da tenere liberi dai volatili. Gli altri clienti.

AmazonEdison EDF GroupA2A AmbienteMarcegagliaIveco GroupMondadori
Requisiti

Le certificazioni di chi mette mano al vostro tetto

Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Per un privato o un condominio sono la garanzia che chi lavora in quota su tetti, comignoli e cornicioni lo fa in regola, con un sistema di qualità e ambientale certificato — e nel rispetto della normativa sulle specie protette.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.

Le domande che arrivano

Le domande che ci fanno sui corvidi

Posso togliere un nido di taccola dalla mia canna fumaria?

Non finché è attivo: le taccole sono protette e distruggere un nido con uova o piccoli è vietato. Si aspetta l’involo, poi si rimuove il nido, si bonifica il condotto e lo si protegge con un comignolo parauccelli, così non ci tornano. Mai murare o tappare con una nidiata ancora dentro.

Le cornacchie si possono abbattere se danno troppo fastidio?

Non da un privato. L’abbattimento di cornacchia grigia e gazza, dove previsto, avviene solo tramite piani di controllo regionali gestiti dagli enti pubblici, in contesti e modi stabiliti. Per casa e condominio la strada è la dissuasione non cruenta.

Il nido nel comignolo è davvero pericoloso?

Sì: un nido di rametti ostruisce il condotto e compromette il tiraggio. Il camino o la caldaia fumano in casa e, nei casi gravi, i fumi di combustione — monossido compreso — non vengono scaricati correttamente. È un tema di sicurezza: va risolto, ma a nido vuoto e bonificando il condotto.

Perché falco finto e ultrasuoni non funzionano sui corvi?

Perché i corvidi sono intelligenti: capiscono in pochi giorni che non c’è un pericolo reale e tornano. Reggono le barriere fisiche — reti, griglie, dissuasori — e la rimozione delle fonti di cibo, non lo spavento.

A primavera mi attaccano quando esco: è normale?

Sì, è difesa del nido: in nidificazione cornacchie e gazze fanno picchiate verso chi passa troppo vicino. Non si tocca il nido attivo; si gestisce la situazione e, a stagione finita, si tolgono i posatoi e si chiudono i punti perché l’anno dopo non rinidifichino lì.

Quando si può intervenire?

Fuori dal periodo di nidificazione, quando i nidi sono vuoti: è l’unica finestra in cui è sia lecito sia efficace chiudere cavità e comignoli e togliere i posatoi. Durante la riproduzione si può solo preparare l’intervento.

In condominio, chi se ne occupa?

Tetto, comignoli e facciata sono parti comuni: l’intervento va deliberato e gestito dal condominio, di solito tramite l’amministratore, non lasciato al singolo. Ne parliamo in volatili in condominio.

I corvidi fanno anche cose utili?

Sì: hanno un ruolo ecologico, come spazzini e nel contenere altri animali. Per questo l’obiettivo non è eliminarli ma allontanarli dai punti critici — camino, cortile, balcone — rendendoli poco ospitali, nel rispetto della specie.

Mandateci due foto del tetto

Il comignolo o il punto dove nidificano e il posatoio da cui gracchiano, con il comune e quanti piani. Vi diciamo la specie, se va aspettato l’involo, come mettere in sicurezza la canna fumaria e quale protezione regge — e, se siete in condominio, un’indicazione da portare in assemblea.

0584 433 198Vai al modulo
Sopralluogo

Parliamo del vostro edificio

Comune, quanti piani, dove nidificano (camino, sottotetto, antenna) e da dove gracchiano. Vi rispondiamo con la soluzione che ha senso — reti, griglie e comignoli parauccelli, dissuasori, bonifica — nel rispetto delle specie protette, e con i passi per portarla in condominio se serve.

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