Sotto la gronda è comparso il guano e un nido di fango: quel nido di balestrucci si può togliere?

Ogni primavera gli stessi nidi di fango sotto il cornicione, il muro rigato di guano proprio sotto, il verso continuo all’alba. La tentazione è buttarli giù e chiuderla lì. Il punto è che rondini e balestrucci sono specie protette: durante la nidificazione il nido non si tocca, e distruggerlo può costare una sanzione. La cosa che funziona davvero — ed è lecita — è un’altra: prevenire fuori stagione, prima che ricomincino a costruire.

Il problemail guano cola sul muro e i nidi di fango tornano ogni primavera
Il vincolorondini e balestrucci sono protetti: il nido non si tocca
La soluzioneprevenire fuori stagione, prima che costruiscano — a norma
Colonia di nidi di fango di balestrucci sotto la gronda di una facciata, con colature di guano sul muro (immagine illustrativa generata al computer)
Una colonia di nidi di balestrucci sotto la gronda, con le colature di guano sul muro: è la scena di cui parla l’articolo. (Immagine illustrativa generata al computer.)

Risposta rapida

No, finché il nido è attivo: rondini e balestrucci sono uccelli protetti (L. 157/1992 e Direttiva Uccelli 2009/147/CE) e distruggere o togliere un nido con uova o piccoli è vietato, oltre che sanzionabile. Quello che si può fare — ed è la vera soluzione — è prevenire a stagione finita: a nidi liberi (di norma dall’autunno), si pulisce e si bonifica il guano e si rende la gronda inagibile con reti, fili o dissuasori, così la primavera dopo non ricostruiscono. Un nido vuoto va rimosso solo fuori dal periodo riproduttivo e, dove un regolamento comunale lo richiede, sostituito con nidi artificiali.

Riconoscete la scena?

Se riconoscete anche solo due di queste scene, il problema è già in facciata

Non serve un sopralluogo per accorgersene: bastano le cose che vedete dalla strada e dal balcone, e che prese una alla volta sembrano piccole.

  • Sotto il cornicione, piccoli nidi di fango attaccati al muro: a coppa chiusa con un foro (balestrucci) o a coppa aperta sotto un portico (rondini).
  • Il muro rigato di guano proprio sotto i nidi, e il davanzale o il balcone che si sporcano di continuo.
  • Un via vai fitto all’alba e al tramonto e versi insistenti, nei mesi caldi.
  • Il marciapiede o l’auto sotto casa imbrattati, e i condomini che cominciano a lamentarsi.
  • Una ditta che vi ha detto “li tolgo subito”: è il campanello d’allarme, perché in stagione quel gesto è vietato.
  • Sul davanzale, vicino ai nidi, piccoli insetti — sono i parassiti del nido, e con la finestra aperta entrano in casa.

Se ne avete spuntate due, non siete più nella fase in cui basta pulire la facciata: la domanda non è più “come li tolgo” — sono protetti — ma quando è lecito intervenire e come fare perché l’anno dopo non tornino.

Perché proprio la vostra facciata

Che cosa trovano rondini e balestrucci in un edificio

Non è un caso e non è sfortuna: una facciata con cornicione, fango a portata e un po’ di cielo libero davanti è, per questi uccelli, il posto ideale dove crescere i piccoli. Capire perché li attira è il primo passo per toglierglielo — nel modo giusto e nel momento giusto.

01

La gronda è un riparo perfetto

Sotto il cornicione il nido è al coperto dalla pioggia, in alto e lontano dai predatori, con una parete ruvida a cui il fango si attacca. Per un balestruccio una facciata con gronda sporgente è un sito di nidificazione di prima scelta.

02

Nidificano in colonia

I balestrucci nidificano in gruppo: se un nido regge, l’anno dopo se ne aggiungono altri accanto. È il motivo per cui da due nidi si arriva a una fila sotto tutta la gronda, e con essa aumenta il guano.

03

Trovano fango e appiglio

Costruiscono con palline di fango impastato: serve terra umida vicina (un prato, un cantiere, una pozza) e un intonaco a cui aggrappare il nido. Una facciata ruvida tiene meglio di una liscia — ed è un dettaglio che conta per la prevenzione.

04

E tornano allo stesso posto

Sono migratori ma fedeli al sito: a fine inverno ripartono, in primavera tornano agli stessi nidi o accanto. Per questo chi butta giù i nidi d’estate se li ritrova ricostruiti — oltre ad aver commesso un illecito.

Non sono tutti uguali

Balestruccio, rondine o rondone: chi avete sulla facciata

Si dice “le rondini” per tutti, ma sono tre uccelli diversi, con nidi e abitudini diversi — e la soluzione cambia di conseguenza. Riconoscere la specie è il primo passo per capire dove e come intervenire.

Il balestruccio

Nidi di fango sulla facciata

Delichon urbicum. Costruisce nidi di fango chiusi, a coppa, con un forellino, attaccati all’esterno sotto i cornicioni, in colonia. È la specie che imbratta la facciata: il guano cola sul muro proprio sotto i nidi.

La rondine

Nidi aperti al coperto

Hirundo rustica. Fa nidi di fango a coppa aperta, più spesso all’interno di porticati, androni, stalle e garage, su travi e sporgenze riparate. Meno sulla facciata esposta, più negli spazi coperti.

Il rondone

Cavità e sottotetti

Apus apus. Non fa nidi di fango esterni: nidifica in cavità — sottotetti, fori, cassonetti delle tapparelle, fessure. Si nota per i voli in gruppo e le strida; il problema qui è l’accesso al sottotetto.

La cosa che online quasi nessuno mette nero su bianco

Rondini e balestrucci sono protetti: cosa dice davvero la legge

È la parte che cambia tutto. Prima di pensare a “come li mando via” conviene sapere che cosa consente la norma: perché l’errore più comune — buttare giù i nidi in piena estate — è proprio quello che la legge vieta.

Cosa si può e non si può fare, per legge

Si può fare
  • Pulire e bonificare il guano dalla facciata e dai davanzali, in sicurezza
  • A stagione finita e nidi liberi, rendere la gronda inagibile con reti, fili o dissuasori
  • Rimuovere un nido vuoto fuori dal periodo riproduttivo (dove serve, con nidi artificiali sostitutivi)
  • Impedire prima che costruiscano, programmando la prevenzione in autunno-inverno
Non si può fare
  • Distruggere o togliere un nido attivo, con uova o piccoli
  • Buttare giù i nidi durante la nidificazione, anche se vi danno fastidio
  • Chiudere l’accesso quando ci sono ancora piccoli dentro (restano intrappolati)
  • Usare colle, veleni o reti montate male che possono ferire o intrappolare gli uccelli

Rondini, balestrucci e rondoni sono specie selvatiche protette (L. 157/1992 e Direttiva Uccelli 2009/147/CE): è ammessa solo la dissuasione non cruenta e il nido attivo non si tocca. Nel dubbio su un nido occupato, ci si rivolge agli enti competenti del territorio (Polizia provinciale, Carabinieri Forestali).

RiferimentoDove sta scrittoCosa vieta / dispone in concreto
Direttiva 2009/147/CE, art. 5 lett. bEUR-LexVieta «di distruggere o di danneggiare deliberatamente i nidi e le uova e di asportare i nidi»: i nidi non si toccano, nemmeno vuoti durante la stagione.
Direttiva 2009/147/CE, art. 5 lett. a e dEUR-LexVietano di ucciderli o catturarli deliberatamente e di disturbarli nel periodo di riproduzione: niente interventi che mettano a rischio una nidiata attiva.
L. 157/1992, art. 1NormattivaTutta la fauna selvatica — rondini, balestrucci e rondoni compresi — è patrimonio indisponibile dello Stato e protetta. La legge recepisce la Direttiva Uccelli.
L. 157/1992, art. 21, c. 1NormattivaTra i divieti, «prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati» di uccelli selvatici. Niente prelievo del nido.
L. 157/1992, art. 31 + ordinanze comunaliNormattivaPer queste specie (non tra le “particolarmente protette” dell’art. 2) la violazione è in genere sanzione amministrativa; molti Comuni hanno ordinanze dedicate, con multe indicative da alcune decine ad alcune centinaia di euro e, a volte, l’obbligo di installare nidi artificiali sostitutivi.
Non è solo sporco

Perché il guano sulla facciata è un problema, non un dettaglio

Il guano aggredisce i materiali

Il guano è acido: ristagna su intonaco, pietra, marmo e metallo e, colata dopo colata, macchia e corrode. Su una facciata appena rifatta si vede subito; su cornicioni e davanzali il degrado è lento ma costante.

Igiene e parassiti del nido

Nei nidi vivono acari, pulci e cimici del nido: con i nidi a ridosso delle finestre, questi parassiti possono passare in casa. Il guano secco, se spazzato o lavato a pressione, libera inoltre polveri da non respirare.

Grondaie, decoro e vicini

I nidi e i detriti otturano pluviali e canali di gronda; il marciapiede e le auto sotto casa si imbrattano; e in condominio il decoro della facciata è una parte comune: la questione diventa di tutti.

Il guaio non è il singolo nido: è che il balestruccio nidifica in colonia e torna ogni anno. Una fila di nidi significa guano in continuazione sullo stesso tratto di muro, e il guano non è terra: è acido, trattiene umidità e, dove ristagna, lascia il segno su intonaci e pietre. È la stessa ragione per cui, con i piccioni, la bonifica del guano è un lavoro a sé, da fare in sicurezza e non con l’idropulitrice della domenica.

C’è poi il lato igienico, che si sottovaluta. I nidi ospitano parassiti — acari e cimici del nido — che quando i piccoli involano cercano un altro ospite: se il nido è sopra una finestra, la strada verso casa è breve. Non è un allarme, è un motivo in più per gestire la cosa invece di conviverci e basta.

Infine la ricorrenza. Finché la facciata resta “comoda” — gronda sporgente, intonaco ruvido, fango vicino — la colonia torna e si allarga. Ecco perché pulire a giugno non risolve: a settembre i nidi sono di nuovo lì. Si lavora sull’edificio, a stagione finita, non contro l’animale in piena nidificazione.

Avete nidi e guano sotto la gronda che tornano ogni primavera e non sapete quando e come si può intervenire?

Mandateci due foto — i nidi sotto il cornicione e il muro sporco dal basso — e il comune: servono a capire la specie, se ci sono nidi attivi e qual è il momento giusto per la prevenzione sulla vostra facciata.

Il momento è tutto

Quando si può intervenire (e quando no)

Con una specie protetta il “quando” conta quanto il “come”: durante la nidificazione non si tocca nulla, la prevenzione si programma per la stagione fredda. Ecco il calendario, così sapete che cosa aspettarvi mese per mese.

Quando intervenire, mese per mese

Arrivo dai quartieri di svernamentoNidi con uova o piccoli — non si tocca (anche 2 covate)Involo e partenza per la migrazioneFinestra in cui si previene: nidi liberi

Le date si spostano un po’ con l’anno e la zona, ma l’ordine è questo: arrivano in primavera, nidificano fino a fine estate (spesso due covate), poi ripartono. La prevenzione si fa a nidi liberi, tra l’autunno e la fine dell’inverno: è l’unica finestra in cui è sia lecita sia efficace.

Quello che si prova, e perché non va fatto

Nidi sulla facciata: cosa non fare

Alcune mosse istintive sono inutili, altre sono proprio illeciti: rondini e balestrucci sono protetti, e un nido attivo è intoccabile per legge.

  • Buttare giù i nidi in stagione. È l’errore più comune e è un illecito: distruggere o togliere un nido con uova o piccoli viola la L. 157/92 e la Direttiva Uccelli. Oltre che vietato, è inutile — ricostruiscono accanto.
  • Chiudere l’accesso con i piccoli ancora dentro. Murare o mettere una rete mentre la nidiata non è involata significa condannarla: è crudele e illegale. Prima si aspetta l’involo, poi si interviene.
  • Colle, gel e reti montate male. Le colle e i gel sono crudeli e si sporcano subito; una rete tesa male diventa una trappola in cui gli uccelli restano impigliati — e intrappolare fauna protetta è un’aggravante, non una soluzione.
  • Idropulitrice sul guano secco. Il getto polverizza il guano in aerosol da respirare e spinge l’acqua sporca nelle fessure. La bonifica si fa con metodo, inumidendo e raccogliendo, non spruzzando a caso dal balcone.

La domanda giusta non è “come li mando via adesso” — adesso, in stagione, non si può — ma come rendo la gronda inagibile a stagione finita, così la primavera dopo non ricostruiscono.

Come si lavora

Come si tolgono rondini e balestrucci dalla facciata, a norma

01

Si riconosce la specie e la fase

Si guarda se sono balestrucci (nidi di fango sulla facciata), rondini (nidi aperti al coperto) o rondoni (cavità), e se i nidi sono attivi. Da qui si decide cosa serve e, soprattutto, quando è lecito farlo.

02

Si pulisce e si bonifica

A stagione finita e nidi liberi, si rimuove il guano e si bonifica la facciata e i davanzali in sicurezza. È il passo che rimette a posto il danno già fatto e prepara la superficie alla protezione.

03

Si rende la gronda inagibile

Reti tese sotto il cornicione, fili o dissuasori sui bordi, deterrenti visivi/olfattivi dove servono: si toglie l’appoggio e il riparo, senza ferire nessun animale, nel periodo in cui i nidi sono vuoti.

04

Si verifica alla ripartenza

Sono fedeli al sito: alla primavera successiva si controlla che non abbiano ricominciato e che la protezione tenga. Una verifica stagionale vale più di dieci promesse.

Che cosa si usa davvero

Come si protegge una facciata da rondini e balestrucci

Non esiste un solo “anti-rondine”: ci sono barriere che chiudono le rientranze (le reti), dissuasori che negano i bordi (fili, aghi, BirdTikol), deterrenti che scoraggiano la posa (BirdFire) e la bonifica che recupera il guano già fatto. Quale pesa di più dipende da com’è fatta la facciata e da dove nidificano — e tutto si fa a stagione finita.

Rete anti-volatili tesa a chiusura di una rientranza sotto una copertura1

Reti sotto la gronda

Dove ha senso: Cornicioni sporgenti, logge, sottogronda e rientranze dove i balestrucci attaccano i nidi e i rondoni si infilano.

La rete chiude a monte lo spazio sotto la gronda: niente appoggio, niente nido. Tesa a filo e con la maglia giusta resta poco visibile dal basso. Va montata a regola, senza sacche in cui un uccello possa restare impigliato.

Vai alle reti
Filo teso fissato con un morsetto sul bordo di un cornicione, dissuasore FlyAway2

Fili sui cornicioni

Dove ha senso: Cornicioni, coprimuro, davanzali e marcapiani: i bordi lineari su cui gli uccelli si posano prima di costruire.

Un filo quasi invisibile su piccoli montanti toglie l’appoggio sul bordo senza reti e senza alterare l’estetica. Discreto e poco invasivo; lavora sui bordi, non sulle rientranze, che si chiudono con la rete.

Scopri il FlyAway
Dissuasori ad aghi installati sul bordo di una superficie per togliere l’appoggio3

Dissuasori sui bordi

Dove ha senso: Davanzali, scossaline, spigoli e sporgenze strette dove serve negare il posatoio.

Gli aghi tolgono l’appoggio senza far male all’animale. Non chiudono una rientranza, ma rendono inutilizzabili i bordi da cui si parte: utili in abbinamento alle reti sulle gronde.

Vai ai dissuasori
Dissuasore invisibile in acciaio BirdTikol installato su una sporgenza4

BirdTikol, dove si vuole l’invisibile

Dove ha senso: Facciate di pregio, cornici decorate, edifici storici: dove l’estetica conta e un dissuasore a vista stonerebbe.

Dissuasore in acciaio quasi invisibile da terra: toglie l’appoggio sui bordi senza incidere sull’aspetto della facciata. La scelta quando il decoro non ammette reti o spilli a vista.

Scopri BirdTikol
Coppette BirdFire installate su una superficie, dissuasore visivo e olfattivo non cruento5

BirdFire, visivo e olfattivo

Dove ha senso: Sporgenze, piani e vani dove si vuole scoraggiare la posa senza opere fisse, anche come rinforzo.

Una coppetta che unisce un segnale visivo e uno olfattivo: la superficie viene letta come “occupata” e gli uccelli non si posano. Non fa male all’animale e non si vede da terra; lavora bene insieme alle barriere fisiche.

Scopri BirdFire
Operatore che rimuove e bonifica il guano accumulato su una superficie6

Bonifica del guano

Dove ha senso: La facciata, i davanzali e le gronde imbrattati dopo le stagioni di nidificazione, prima di installare la protezione.

Si rimuove il guano inumidendo e raccogliendo — mai a secco né a pressione — e si sanifica. È il passo che recupera la facciata e va fatto prima di chiudere gli accessi, a nidi ormai liberi.

Bonifica e pulizia

La logica è una: togliere appoggio e riparo nel periodo giusto, dopo aver pulito. Su una facciata i sistemi quasi sempre si combinano — la rete sulla gronda, il filo sul cornicione, la bonifica a monte — e vanno scelti guardando l’edificio, non a catalogo.

Installazioni reali

Gli stessi sistemi, in alcuni nostri interventi

Le protezioni che tengono rondini e balestrucci lontani da gronde e cornicioni — reti, fili tesi, dissuasori sui bordi — sono le stesse che installiamo contro i volatili su coperture e sporgenze. Qui sotto alcune nostre installazioni reali: la posa e la verifica sul posto.

La messa in tensione di un filo d’acciaio sul bordo di un cornicione, fissato con i morsetti: una barriera quasi invisibile che toglie l’appoggio sugli spigoli da cui gli uccelli partono.
La messa in tensione di un filo d’acciaio sul bordo di un cornicione, fissato con i morsetti: una barriera quasi invisibile che toglie l’appoggio sugli spigoli da cui gli uccelli partono.
La visita di verifica dopo la posa: si controllano i dissuasori montati sul bordo e si annota che la protezione tenga, senza nuovi punti di appoggio scoperti.
La visita di verifica dopo la posa: si controllano i dissuasori montati sul bordo e si annota che la protezione tenga, senza nuovi punti di appoggio scoperti.
Un impianto a fili tesi su più linee lungo un cornicione: le linee parallele impediscono l’atterraggio su tutto il bordo, senza opere invasive sulla facciata.
Un impianto a fili tesi su più linee lungo un cornicione: le linee parallele impediscono l’atterraggio su tutto il bordo, senza opere invasive sulla facciata.
La posa di una rete anti-volatili su una copertura: chiude a monte i vani e le rientranze in cui un uccello potrebbe infilarsi e nidificare al riparo.
La posa di una rete anti-volatili su una copertura: chiude a monte i vani e le rientranze in cui un uccello potrebbe infilarsi e nidificare al riparo.

Fotografie di nostre installazioni reali. Mostrano i sistemi di dissuasione su cornicioni e coperture: gli stessi che proteggono una facciata da rondini e balestrucci.

Guarda come funziona

Reti e bonifica, come lavorano

Chiudere la gronda

Come una rete chiude il sottogronda

Si vede come si tende una rete anti-volatili: è lo stesso principio con cui si chiude lo spazio sotto il cornicione dove i balestrucci attaccano i nidi, con la maglia giusta e senza sacche.

La pagina delle reti
Recuperare la facciata

Come si bonifica il guano in sicurezza

Qui si vede la bonifica del guano fatta con metodo — inumidire, raccogliere, sanificare — non con l’idropulitrice: è il passo che recupera la facciata prima di installare la protezione.

La bonifica del guano
Recensioni verificate

Cosa dicono i clienti Birdstop

Recensioni verificate su Trustpilot, non testimonianze riportate da noi.

Linda Abenaim, biologa ed entomologa di Ekonore
Il parere dell’esperta

Linda Abenaim — biologa ed entomologa, Ekonore

Perché tornano sempre, e perché la prevenzione si fa a stagione finita

Rondini, balestrucci e rondoni sono uccelli migratori e, come molti migratori, mostrano una forte fedeltà al sito di nidificazione: tendono a tornare, anno dopo anno, allo stesso edificio e spesso allo stesso nido o accanto. È la ragione biologica per cui rimuovere i nidi non risolve il problema — e, trattandosi di specie protette, non è nemmeno una strada percorribile durante la riproduzione.

Dal punto di vista normativo, questi uccelli sono tutelati dalla legge nazionale e dalla direttiva comunitaria: ogni intervento deve escludere la cattura, l’uccisione, la distruzione dei nidi attivi e il disturbo durante la nidificazione. L’approccio corretto è perciò l’esclusione — rendere inagibili gli appoggi e le rientranze — pianificata nel periodo in cui i nidi sono vuoti.

Sul piano della convivenza, vale la pena ricordare che balestrucci e rondini sono anche preziosi predatori di insetti e che le loro popolazioni sono in calo: dove possibile, accanto alla protezione della facciata, l’installazione di nidi artificiali in una posizione più idonea permette di allontanare il problema dal punto critico senza perdere la colonia.

Contenuto tecnico rivisto dall’area scientifica Ekonore. Testo editoriale in forma di sintesi, sottoposto a validazione.

Chi si affida a noi

Alcune realtà che hanno scelto Ekonore

Lavoriamo per privati e condomini, ma anche per aziende ed enti che non possono permettersi guano e volatili sugli edifici. Gli altri clienti.

IrenMondadoriIveco GroupBirra PeroniConadCalzedonia Group
Requisiti

Le certificazioni di chi mette mano alla vostra facciata

Sono intestate a Ekonore S.r.l., di cui Birdstop è la divisione allontanamento volatili. Per un privato o un condominio sono la garanzia che chi lavora in quota sulla facciata lo fa in regola, con un sistema di qualità e ambientale certificato — e nel rispetto della normativa sulle specie protette.

KIWACERTIFIED
UNI EN 16636Servizi di gestione e controllo infestantiALI 02122 - PM
KIWACERTIFIED
ISO 9001Sistema di gestione qualitàReg. N. 19806 - A
KIWACERTIFIED
ISO 14001Sistema di gestione ambientaleReg. N. 19806 - E
KIWACERTIFIED
ISO 45001Salute e sicurezza sul lavoroReg. N. 19806 - I
KIWACERTIFIED
UNI/PdR 125Parità di genereReg. N. 19806 - PG
EMASCERTIFIED
EMASRegistrazione ambientale europeaIT-002249

Certificati rilasciati a Ekonore S.r.l.

Le domande che arrivano

Le domande che ci fanno su rondini e balestrucci

Posso togliere un nido di rondini o balestrucci dalla mia facciata?

Non durante la nidificazione: sono specie protette e distruggere o togliere un nido con uova o piccoli è vietato (L. 157/92 e Direttiva Uccelli). Un nido si può rimuovere solo quando è vuoto, fuori dal periodo riproduttivo, e in alcuni Comuni va sostituito con un nido artificiale. La soluzione vera, però, è prevenire a stagione finita così non ricostruiscono.

Rischio davvero una multa?

Sì. Rondini, balestrucci e rondoni non sono tra le specie “particolarmente protette”, quindi in genere si tratta di una sanzione amministrativa, non penale; ma molti Comuni hanno ordinanze dedicate, con multe indicative da alcune decine ad alcune centinaia di euro, e talvolta l’obbligo di installare nidi artificiali. Non è un rischio teorico: diverse città hanno adottato ordinanze proprio per questo.

Quando si può intervenire sulla facciata?

Fuori dal periodo di nidificazione, cioè di norma tra l’autunno e la fine dell’inverno, quando i nidi sono liberi e gli uccelli sono partiti. In quella finestra si pulisce, si bonifica e si installa la protezione, così alla primavera successiva non ricostruiscono.

Ho pulito il muro a giugno ma i nidi sono tornati: perché?

Perché avete pulito senza togliere l’appoggio, e in piena stagione non si poteva fare altro. Balestrucci e rondini sono fedeli al sito: se la gronda resta “comoda”, tornano. La differenza la fa rendere inagibile la gronda a stagione finita, dopo la pulizia.

I nidi artificiali servono o sono solo un obbligo?

Servono. Spostano la colonia in un punto più idoneo — lontano da finestre e facciate di pregio — senza perderla: così si risolve il problema nel punto critico e si rispettano specie in calo. Dove un’ordinanza li richiede dopo la rimozione di un nido, sono anche un obbligo.

La dissuasione è crudele per gli uccelli?

Fatta bene, no. Reti tese a regola, fili e dissuasori tolgono l’appoggio senza ferire nessun animale, e si installano a nidi vuoti. Crudeli sono le scorciatoie vietate — colle, gel, reti che intrappolano, distruzione dei nidi in stagione — che noi non pratichiamo.

Il guano è pericoloso per la salute?

Il guano va gestito con attenzione: è acido, può ospitare microrganismi e, secco e polverizzato, libera polveri da non respirare. Per questo la bonifica si fa inumidendo e raccogliendo, con le protezioni, non con l’idropulitrice. Nei nidi vivono inoltre parassiti che, vicino alle finestre, possono entrare in casa.

In condominio, chi decide e chi paga?

La facciata è parte comune: l’intervento va deliberato e ripartito dal condominio, non lasciato al singolo che ha i nidi sopra il balcone. Di solito la richiesta la gestisce l’amministratore; ne parliamo in volatili in condominio.

Mandateci due foto della facciata

I nidi sotto il cornicione e il muro sporco dal basso, con il comune e quanti piani. Vi diciamo la specie, se vanno aspettati gli involi, quale protezione regge su quella facciata e qual è la finestra giusta per intervenire — e, se siete in condominio, un’indicazione da portare in assemblea.

0584 433 198Vai al modulo
Sopralluogo

Parliamo della vostra facciata

Comune, quanti piani, dove sono i nidi e com’è fatta la gronda. Vi rispondiamo con la soluzione che ha senso su quella facciata — reti, fili, dissuasori, bonifica — nel rispetto della normativa sulle specie protette, e con i passi per portarla in condominio se serve.

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